#Trump e Immigrazione: Ai soviet, ai comuni o alle contee la competenza esclusiva sulle espulsioni

Accettare l’immigrazione deve essere una libera scelta.
E questa scelta non può essere veramente libera se chi la propone crea una sorta di “obbligo morale” che implica l’accettazione in ogni caso dei migranti.
I profughi vanno aiutati ed accettati,servono delle scuole culturali per i profughi e per i loro figli.
Talo scuole culturali non devono spiegare le nostre usanze,devono mantenere il cordone ombelicale tra il profugo ed i suoi figli con il paese di origine.
La scuola culturale insegna al figlio del profugo la lingua e la storia del paese di origine perché poi lì deve ritornare,e questo per un motivo molto semplice:
Se viene aiutato un profugo,se viene insegnata una attività che poi può essere dal lui riprodotta,quando tale profugo sarà rimpatriato potremo aiutare un altro profugo in difficoltà con le medesime modalità.
Bisogna integrare i paesi l’uno con l’altro,ognuno con le proprie usanze.
Se invece si pensa ad integrare singole persone dando loro la cittadinanza dopo 5 anni e non dopo almeno 20, il risultato sarà la saturazione,l’innalzamento di muri,la vittoria elettorale dell’isolamento.
Sbagliato parlare solo di immigrati “extra-comunitari”, va fatta una legge che sia pieni poteri e autonomia alle comunità locali,INDIPENDENTEMENTE  dalla nazionalità.
Il consiglio comunale deve poter provvedere all’emanazione dei fogli di via,per i cittadini comunitari,e all’espulsione per i cittadini extracomunitari con l’ausilio del ministero dell’interno.
In questo senso i comuni devono avere piena autonomia decisionale nella costruzione della propria comunità locale.
Nel rispetto della costituzione,non ci devono essere distinzioni di razza,sesso,religione,ma chi vuole la residenza nel comune deve superare un periodo di prova,deve essere giudicato ed infine confermato e può essere espulso dal comune.
Ribadisco,indipendentemente dalla nazionalità.
La proprietà privata capitalista e mondialista con la libera circolazione di merci e di persone non può essere senza controllo.
I soviet, i comuni, o altre assemblee democraticamente elette devono poter espellere anche chi è nato nel comune ma non si è integrato.
Chi arriva da fuori non può avere come unico parametro di misurazione il denaro che fa da collante della società.
La società si deve fondare sul mutuo soccorso favorendo lo scambio beni prima di tutto con Chi è vicino.
Stesso dicasi per l’autonomia locale,il livello più alto può fare solo quello

Per quanto riguarda l’ordine esecutivo del presidente degli stati uniti Trump che blocca l’immigrazione da sette nazioni,io credo che sia da analizzare bene.
Ogni stato degli stati uniti deve avere la competenza non solo sull’immigrazione che arriva dall’estero,ma anche sui cittadini americani che abitano in altri stati e le contee all’interno degli stati devono avere la competenza esclusiva rispetto alle altre contee,e giù fino alle comunità locali, sulle quali si deve fondare la società e loro devono decidere non solo sui profughi ma anche sulla circolazione dei cittadini americani.
Questo significa che il presidente degli stati uniti ha l’obbligo di rimpatriare tutti i cittadini non americani che risultano espulsi dalle comunità locali attraverso un voto democratico dei consigli di contea ed ha l’obbligo di far rispettare il divieto emanato dalle stesse contee anche nei confronti dei cittadini americani espulsi che salvo il caso di ravvedimento e di marcia indietro della contea stessa non possono più rientrare.
Se vogliamo fare un bel paragone con le leggi marcatiste del capitalismo selvaggio,oserei dire che questo sistema è simile all’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che legalizza il licenziamento illegittimo senza giusta causa.
Cari bei capitalisti,visto che vi piace privatizzare tutto,fate finta che ogni comune sia inteso come una azienda e che si possa essere mandati via,ma in questo caso non illegittimamente ma dopo un voto democratico di un soviet o di un consiglio comunale eletti democraticamente.
Ma attenzione, non bisogna confondere un jobs act o una bossi-fini con un decreto di espulsione emanato da un soviet,da un comune o da una contea.
L’espulsione può “avere luogo” indipendentemente dallo stato di occupazione dell’espulso e indipendentemente dalla nazionalità dell’espulso.
Mentre per quanto riguarda il luogo di nascita si fa riferimento ad un limite massimo del 3% della popolazione che può essere espulsa nel corso dei 5 anni successivi,fermo restando che anche il controllo del numero delle nascite è demandato alle comunità locali senza alcuna ingerenza se non nei principi generali che riguardano la costituzionalità nell’assenza di discriminazioni di tali atti.

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