Italicum: Eliminando candidature multiple si diminuiscono eletti con preferenze!

Sulla presenza dei capilista bloccati nell’italicum è certamente rispettata la precedente sentenza della corte la famosa 1/2014, almeno nella parte in cui si dice che le liste bloccate devono essere corte,ma certamente la presenza delle candidature multiple nell’italicum fa rientrare dalla finestra quello che è tale sentenza fece uscire dalla porta.
In ogni caso la cosa che mi piacerebbe sapere dalla corte riguarda la presenza simultanea di preferenze e liste bloccate,nella stessa scheda elettorale,con la stessa “x” posta dall’elettore sull’identico contrassegno.
Mi piacerebbe sapere se tutto questo non contrasti sia con la costituzione,sia con la normativa sulla preferenza unica.
il problema che indico non riguarda inizialmente l’argomento della stretta costituzionalità dei capilista bloccati,anche se va ricordato che se la corte costituzionale dovesse salvarli eliminando solo le pluricamdidature,a causa di un effetto perverso dell’italicum, il risultato sarebbe la considerevole diminuzione dei seggi assegnati medjantemle preferenze,quelle vere,non quelle finte di cui scriverò in seguito.
ne tantomeno tutto ciò riguarda la presenza simultanea in parlamento di eletti con le preferenze e con le liste bloccate.
Il problema che espongo riguarda il voto di un cittadino che si reca alle urne e appone la “x” sul contrassegno del partito e poi con la matita scrive il cognome del candidato esprimendo la sua preferenza.
Bene,il voto viene assegnato al partito,la preferenza viene assegnata al candidato votato eppure ad essere eletto per primo è il capolista bloccato.
E’ costituzionale sta roba qua?
Se un candidato ottenesse per ipotesi il 100% delle preferenze,ipotesi che può capitare solo ipoteticamente, e se ci fosse un solo seggio da assegnare,questo sarebbe in ogni caso dato al capolista bloccato.
Che poi non si capisce: Ma questo capolista bloccato viene votato o non viene votato?
La risposta dal mio punto di vista è no,non viene votata perché di tale candidato non vi è traccia durante lo spoglio delle schede,a differenza delle preferenze,tante o poche che siano.
A si,già e vero,qualcuno si ostina a chiamare preferenze anche i voti di collegio del mattarellum.
Bene,fingiamo che il mattarellum abbia la preferenza unica e non invece una lista bloccata composta da un solo candidato.
Lo ricordo,la preferenza è la scelta unica o multipla,tra due o più candidati dello stesso partito.
Ovvero l’elettore non si trova nel mattarellum un singolo nome per ogni partir na se ne trova più di uno ed esprime una preferenza.

Se si collega il voto dato al partito con la preferenza data al candidato creando un unicum,la preferenza per il candidato scompare,perché i voti dati al contrassegno elettorale corrispondono ai voti dati al candidato,quindi non può chiamarsi preferenza.
Ma in ogni caso fingiamo che sia veramente da considerare come tale.
Il mattarellum ha la preferenza unica e pure il capolista bloccato viene eletto con le preferenze che corrispondono ai voti dati al contrassegno che lo affianca.
Bene, c’è la preferenza per il capolista bloccati(anche se in realtà non c’è) e ci sono pure le preferenze appena più sotto dove si scrive nome e cognome.
Ma in italia non c’era stato un referendum sulla preferenza unica?
Preciso che sono favorevole al ritorno alle preferenze multiple ma in questo momento Delle due l’una: O il capolista bloccato riceve preferenze e allora non c’è più la preferenza unica(nemmeno di genere) oppure l’unico candidato votato con la preferenza unica sta sotto di lui nella lista e viene eletto dopo di lui e tale capolista viene eletto senza la preferenza,quindi andando contro il referendum che la corte dimostra spesso di utilizzare nelle sue sentenze come fonte del diritto,seppure sia strumento abrogativo che termina i suoi effetti 15 giorni dopo nelle pubblicazioni in gazzetta ufficiale.
Ecco perché a mio parere anche il capolista dovrebbe essere votato con le preferenze.
Certo,la costituzione dice che i partiti servono alla democrazia,ma fino a che punto possono considerarsi “padroni” del voto degli elettori?
Fino al punto di sostituire il voto popolare con la segreteria di partito?
Io credo proprio di no.
Non può essere concesso questo potere ai partiti,il parlamento non è dei partiti ma per i partiti.
La corruzione creata da tali sistemi elettorali ha fatto marcire le fondamenta della repubblica,ha dato l’impressione di rendere inutile il voto.
Ed ora questi partiti pur di tenere in mano il potere sono disposti a togliere l’assenza del vincolo di mandar dalla costituzione.
Ormai il voto appartiene al capo partito, che decide chi deve essere eletto e chi no, e tutto questo messo assieme al ben peggiore sistema uninominale del mattarellum che ha eliminato dalla scena politica i partiti storici.
Cosa può fare una legge elettorale?
Può eliminare partiti politici ,piccoli o grandi che siano, può far scegliere a tavolino gli eletti permettendo al capo partito un collegio sicuro in cambio della fedeltà in parlamento.

Inutile che chi ha utilizzato i vari razzi e scilipoti oggi ci venga a fare la morale su chi cambia gruppo parlamentare,parli delle preferenze come un male(a giorni alterni dice che sono un bene),sia per la presenza del vincolo di mandato.
Il problema della politica italiana e tutto semplicemente qui,la legge elettorale che non permette al popolo sovrano di scegliersi il suo partito e di scegliere tra i candidati di quel partito ed i partiti che hanno creato questo centro di potere senza più democrazia interna e proprio a causa della legge elettorale sono diventati verticisti.
Da qui nascono le coercizioni e l’ubbidienza,la sudditanza ,le leggi fatte male,gli innumerevoli voti di fiducia in parlamento e probabilmente la corruzione delle lobby in quelle leggi fatte male ed allo stesso tempo freneticamente.
La centralizzazione assolutistica del partito comandato come fosse un’azienda che si interpone tra popolo e rappresentanti è un male assoluto.
Chi se ne giova butta la palla in corner facendo opinione sui governi “non eletti dal popolo”.
Ma il popolo non deve eleggere i governi,il popolo deve poter votare il proprio partito e votare i propri rappresentanti perché a costituzione vigente sono questi a dover fare le leggi.
Dal mio punto di vista è incostituzionale qualsiasi sistema elettorale che logora la politica al suo interno,rompendo il rapporto tra eletti ed elettori mediante gazebarie,primarie o scelte univoche delle segreterie di partito o dei blog di partito che ora vanno a sostituire le segreterie creando i “partiti-non”.
E lo ricordo,chi ha fatto il suo “partito-non” cercò prima di entrare tramite le primarie in un altro partito.
Incostituzionali sono le leggi per le elezioni di sindaci,presidenti di provincia,presidenti di regione.
Queste,pur avendo le preferenze nell’elezione del consiglio hanno leggi elettorali che contengono almeno 3 punti totalmente in contrasto con la sovranità popolare:
1)l’impossibilità per l’elettore di scegliere tra più candidati a sindaco o a presidente della stessa forza politica
2)il premio di maggioranza smisurato e la presenza degli sbarramenti
3)il voto dato al candidato sindaco o presidente tramite il quale si assegna il premio,e non invece in base ai voti ricevuti dai partiti che lo sostengono.

Questa miscela esplosiva di leggi elettorali ha creato un verticismo di potere eliminando da una parte il potere delle assemblee elettive, nel tentativo di collegare falsamente il consenso popolare direttamente singole persone,dall’altra disconnettendo la democrazia interna dei partiti e le loro regole democritiche sostituite una volta da gazebo di strada che formano direzioni di partito un’altra volta dalla dirigenza del partito-impresa oppure scelte dell’uomo solo al comando che decide ovunque i suoi candidati al posto del popolo che vota per il suo partito che viene completamente svuotato delle sue funzioni per questo identificato con il suo capo,il cui cognome viene inserito nel contrassegno elettorale.

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