Divario tra ricchi e poveri è arma di distrazione di massa usato dalle lobby

Come ho spiegato varie volte la distinzione non è tra ricchi e poveri intesi come possessori di denaro.
Chi ragiona così o è ignorante o è in malafede.
Vediamo di smentire alcune notizie false…
“L’uno per cento possiede quanto i due terzi della popolazione mondiale”.
Dato clamorosamente falso perché non tiene conto del costo della vita.
per lo stesso motivo sono false le statistiche sul prodotto interno lordo mondiale,il famoso grafico a torta dove i paesi “occidentali” avrebbero l’80% del prodotto interno lordo mondiale è clamorosamente sbagliato,infatti hanno meno del 50% se si fanno i calcoli tenendo conto del potere d’acquisto.
“in india i due terzi della popolazione vive con 2 dollari (americani) al giorno”.
Questi indiani sarebbero poveri?
Per nulla.
2 dollari americani in india corrispondono perlomeno a 8 dollari spesi negli stati uniti o circa a 8 euro in Europa.
Questo per un semplice motivo,lo stesso descritto precedentemente: La differenza del costo della vita.
Tutto questo significa semplicemente che in india con 2 dollari americani si può acquistare molte più cose rispetto a quegli stessi due dollari utilizzati altrove,ad esempio negli stati uniti d’America.
Quindi evidentemente, anche considerando le medesime banconota risulta errato farne la somma semplice.
Evidentemente, se c’è un differente costo della vita c’è anche una differente soglia di povertà,che è più alta negli stati uniti,probabilmente intorno ai 400 euro e più bassa ad esempio in india dove probabilmente bastano meno di 50 euro per uscire dalla soglia di povertà.
Quindi qualunque media,qualunque economista vada avanti a supportare la tesi dei 2 dollari al giorno,o è ignorante ed è meglio che si informi o che cambi mestiere,oppure è semplicemente in malafede perché pagato dal capitalismo che utilizza la differenza dei costi della vita e del lavoro per ottenere il suo scopo di lucro all’interno del mondo globalizzato, e poi “liscia il pelo” ai media dai quali ottiene visibilità in cambio di soldi,il tutto a nostro discapito e a discapito di chi viene schiavizzato nei paesi in via di sviluppo.
Essendo che 2 dollari al giorno corrispondono circa a 8 euro, ed essendo che molti lavoratori indiani sono sfruttati dal capitalismo d’assalto, otteniamo l’esatto opposto di quello che che questi bravi media vogliono farci credere.

Quelle persone che hanno due dollari al giorno non sono poveri,sono lavoratori che creano prodotti a basso costo che poi arrivano qui e producono il terzo ed il quarto scopo di lucro della filiera.
Oltre al primo scopo di lucro che e’ il guadagno dell’imprenditore,al secondo scopo di lucro che è rappresentato dagli interessi del capitale molto alti grazie all’inflazione che c’è nei paesi in via di sviluppo.
Il terzo scopo di lucro della filiera è il trasporto che fa aumentare i prezzi e che quindi predilige i prezzi bassi dai quali ottenere un margine più ampio.
Infine il quarto scopo di lucro cioè il commerciante che vende al consumatore finale sempre più spesso attraverso grandi catene di vendita a scapito dei più piccoli.
Da qui gli interessi delle lobby verso la globalizzazione,è la loro principale fonte di guadagno.
Siamo dentro ad un sistema dove onesto significa fesso.
E nessuno vuole passare per fesso!
Ma bisogna aspettare e poi si vede chi era veramente il fesso,forse lo erano i più furbi.
Il commercio ed il settore immobiliare sono quelli che ha guadagnato di più dall’entrata nell’euro,all’inizio.
Poi c’è star il crollo dei prezzi delle case e la chiusura di centinaia di migliaia di negozi.
I conti si fanno alla fine,l’economia si muove piano,il cane si morde la coda ed i conti si fanno alla fine.
La competitività del sistema paese viene decisa in decenni.
Paghiamo l’iperinflazione e le cattive riforme degli anni ’70 e ’80 che hanno incrementato esponenzialmente il debito.
Un titolo di stato ventennale al 7% di interessi annui farà aumentare il debito del 7% e quando scade non va rifinanziata solo la cifra iniziale ma anche tutti gli interessi maturati nel tempo,che a loro volta creano nuovi interessi e aumentano il debito.
I tagli e le privatizzazioni banno rappresentato il rimedio errato.
Puoi tagliare la spesa pubblica ma se nel primo anno di euro il bollo automobilistico ti aumenta del 17%, e l’istat nemmeno lo rileva, è chiaro che un libero professionista o un commerciante o un autotrasportatore pagando più tasse aumenteranno il prezzo dei loro servizi,a loro volta questi servizi aumenteranno le spese sostenute dallo stato(con remunerazioni più alte e servizi acquistati ad un prezzo più alto),che a propria volta effettuerà tagli e aumenti di spesa sia in cifra assoluta sia in percentuale.
Mano a mano si perde competitività, molto lentamente ma progressivamente.
Il tutto condito dal cambio monetario sfavorevole.

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