Italicum: La falla nella proposta lauricella e due alternative

E’ difficile pensare ad un ballottaggio con il bicameralismo perfetto

Senza una modifica “tecnica” alla costituzione è difficile pensare che il ballottaggio previsto nell’italicum possa essere presente in futuro.
Lo ricordo,proposi il ballottaggio quando c’era ancora in campo l’ipotesi dell’italicum prima maniera,quando c’era ancora il patto del Nazareno.
In tempi non sospetti,proposi anche il ballottaggio senza che vi fossero modifiche costituzionali.
In questo caso ci sarebbe stato un secondo turno con un ballottaggio nazionale alla camera e regione per regione al senato.
Il ballottaggio regione per regione avrebbe dato un premio di maggioranza dimezzato se a vincere nella singola regione fosse stata una forza politica non vincente alla camera dei deputati, mentre avrebbe dato un premio intero se nella singola regione avesse prevalso la stessa forza politica uscita vincitrice alla camera dei deputati.
Ovviamente questo identico proposito, giusto o sbagliato che sia,può valere anche nel caso di turno unico.
Infatti,nel mio ragionamento il premio del senato non risulta dato su base nazionale come invece qualcuno si ostina ad ipotizzare,in quanto incostituzionale.
Nella mia ipotesi c’è si un collegamento al livello nazionale, ma rispetto al risultato della camera dei deputati e non invece rispetto al conteggio nazionale dei voti al senato della repubblica,sommando a livello nazionale i voti regione per regione,perché, in questo caso, non vi sono garanzie rispetto all’ottenimento di maggioranze di colore totalmente differente nelle 2 maggioranze assolute dei seggi tra camera e senato.
Quindi conteggiando i voti con due livelli nazionali separati e tra loro indipendenti e dando maggioranze assolute di seggi a chi prevale in entrambe le camere in maniera indipendente l’una dall’altra si otterrebbe l’effetto di avere in una camera i seggi di maggioranza assoluta dati ad una forza politica che si troverebbe all’opposizione nell’altra camera.
Anche lenendo il premio e assegnandolo nella misura del  15%,se consideriamo il senato come collegio unico nazionale possiamo ottenere quel 15% assegnato a forze politiche diverse tra camera e senato.
Anche in questo questo caso non viene scongiurata l’ipotesi precedente con una maggioranza assoluta di un colore alla camera ed un’altra di differente colore al senato,proprio perché non vi è collegamento tra i risultati elettorali.

L’unica vera ipotesi di collegamento è presente nella proposta presentata dal parlamentare Lauricella secondo la quale se in entrambe le camere non è la medesima forza ad ottenere il risultato migliore il premio non viene assegnato,quindi si ha un proporzionale in entrambe le camere,probabilmente con lo sbarramento,senza alcun premio,ne del 5,ne del 10 ne del 15%.
Questo implicherà o un governo tecnico con assieme la lega nord,il partito democratico e forza italia,o un governo del movimento 5 stelle con appoggio esterno del pd,oppure una fase di stallo.
Ecco perché,senza una modifica costituzionale, la proposta che ho fatto nel 2014 e che ripropongo ora è di gran lunga la migliore.
Da un lato si riconosce che i premi regionali sono regionali e non nazionali continuando ad assegnare il premio sulla base del risultato regionale,dall’altra si dimezza tale premio se chi vince non è riuscito ad ottenere la maggioranza dei voti alla camera dei deputati.
E tutto questo sembra in linea con quanto ha affermato la corte in materia di omogeneità del risultato tra camera e senato.
Se si decide di mantenere il ballottaggio esso sarà presente sia alla camera che al senato,sempre e indipendentemente dall’esito del primo turno.
Alla camera dei deputati il premio assegnato al ballottaggio varierà dal 51% al 55%,a seconda della percentuale di voti ottenuti al primo turno da chi accede al ballottaggio e ,in maniera tale da ridurre al minimo la deformazione del premio consentendo però ,sempre e comunque,la presenza di una maggioranza parlamentare alla camera dei deputati.anche se questa risulta numericamente debole.
Sempre secondo questa ipotesi,al senato della repubblica si avranno dei ballottaggi in ogni regione,ai quali parteciperanno le forze politiche che sono arrivate prime nella singola regione,questo potrebbe escludere dai ballottaggi regionali chi è presente al ballottaggio della camera,e magari lo vince,ma i premi regionali come scritto in precedenza sono “dimezzati” ovvero limitati ne caso in cui questo si verifichi.
Ad esempio si può intendere come dimezzato un premio può essere del un premio del 7%,assegnato nella singola regione,se a vincere non è la stessa forza politica che ha vinto il ballottaggio alla camera.
Mentre il premio intero potrebbe essere assegnato con le medesime regole descritte in precedenza per la camera dei deputati,ovvero dal 51% al 55% dei seggi a seconda del risultato del primo turno,in questo caso nella singola regione.

Ovvio che non vi è la certezza di avere la sera stessa delle elezioni una chiara maggioranza di governo,ma teoricamente se qualcuno arriva al ballottaggio alla camera dei deputati,e arriva al ballottaggio e vince in sole 7-8 regioni, otterrà il 51% alla camera e comunque sarà il gruppo di maggioranza relativa al senato con più seggi senatoriali rispetto a quelli che avrebbe avuto con l’incostituzionale porcellum, che tra l’altro, assegnando il 55% a chiunque ,anche se perdente a livello nazionale nella camera dei deputati,rendeva più difficile l’ottenimento di una maggioranza stabile,soprattutto oggi in una fase tripolare.
L’altra ipotesi ricalca esattamente quella appena descritta ma senza la presenza di alcun ballottaggio.
Ovverosia: Premio assegnato al primo turno,variabile dal 51% al 55%,in modo tale che chi “vince” ottenendo solo il 30% dei voti ottenga “solo” il 51% dei seggi, il che rappresenta la giusta equazione tra i due parametri principali che sono distorsione dell’uguaglianza del voto e debolezza dell’esecutivo senza ulteriori accordi dopo le elezioni ed evitano  le grandi ammucchiate tra forze eterogenee che si avrebbero con il proporzionale puro o con la proposta Lauricella visto che queste forze politiche non sono mature e non hanno alcuna intenzione di maturare tramite il parlamentarismo, si evitera anche l’opposto e cioe l’uomo solo al comando che dovrà fare i conti con i numeri risicati.
Anche al senato si avrebbe assegnato il premio al primo turno, regione per regione,ma del 7% nel caso in cui a vincere sia chi non è riuscito ad ottenere il premio alla camera, e del 51%-55% nel caso in cui questo accada.
Per ottenere il 55% in una regione bisognerà superare la soglia del 40% dei voti come indicato dalla corte costituzionale.
Rimarrebbe aperta la partita tra la possibilità alleanze al primo (e forse unico) turno oppure con tutte le forze che corrono in solitudine senza accordi tra contrassegni differenti.
Anche qui ci sono dei pro e dei contro, si potrebbe pensare di limitare le alleanze ad un massimo numero forze politiche,indistintamente se si tratti di primo o di secondo turno,ma con l’obbligo di avere l’omogeneità della scelta nel 90% dei collegi,e tra camera e il senato,per evitare cose variopinte in giro per lo stivale,che cambiano regione per regione, ed avere un blocco monolitico anche se formato da tre simboli.
Si potrà quindi stabilire che le liste presentate alla camera dei deputati sono ammesse solo se quelle stesse liste risultano ammesse nel 90% dei collegi senatoriali ovvero nel 90% delle regioni ,mentre nessuna limitazione è posta per singole liste che vogliono presentarsi in singole regioni,ma ,pena l’assegnazione del premio dimezzato nella singola regione, ovviamente senza potersi apparentare con chi risulta già apparentato alla camera dei deputati,sostituendo altre liste nazionali in una singola regione del senato.
In ogni caso questo sistema che ho descritto non presuppone la presenza di alcuna soglia di sbarramento essendo che i seggi ricevuto da chi ottiene il premio che va dal 51% al 55% non sono numericamente modificati dalla presenza ello sbarramento che risulta pertanto strumento inutilmente distorsivo senza alcun effetto sulla governabilità e sulla stabilità se non dopo il voto.no.

 

cos. Si evita ancheì

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