#voucher: La CGIL, la proposta Damiano ed il #Jobsact di #renzi che li ha peggiorati

Non è vero quanto affermano gli esponenti del partito democratico, secondo i quali il job act di renzi non avrebbe modificato la disciplina dei voucher.
Lo ha fatto eccome se lo ha fatto,portando la soglia massima annuale da 5 mila a 7 mila euro per singolo lavoratore.
Basta andare a vedere i dati reali,chi li ha a disposizione può facilmente verificare quanti di quei 150 milioni di voucher sono stati dati a persone che avevano già passato la soglia dei 5 mila euro.
Da questo dato si ottengono l’incremento reale nell’uso dei voucher provocato dal jobs act di renzi,anche se non risulta totalmente esplicativo del peggioramento provocato da tale disposizione.
Passare da 5 mila a 7 mila significa aumentare di 2  mila euro annuali e con un semplice calcolo si verifica che, a 10 euro pagati ogni ora lavorata,si ha un incremento dell’utilizzo dei voucher di due mesi a otto ore al giorno,per ogni singolo lavoratore.
Questi due mesi ulteriori si aggiungono ai precedenti tre mesi, e permette l’utilizzo dei voucher per 5 mesi ogni anno.
tralasciando per un momento il lavoro nero,questi 5 mesi permetterebbero all’azienda di avere l’intercambio annuale di 2 Lavoratori che solo apparentemente vanno a costituire lavoro occasionale ma in realtà sostituiscono un posto di lavoro contrattualizzato,essendo il costo del lavoro dimezzato e facendo risparmiare l’azienda.
Quindi le stesse due persone farebbero 5 mesi di lavoro ogni anno e andrebbero a sostituire un posto di lavoro che non può certamente considerarsi lavoro nero.
Poi ovviamente quelli che hanno votato tale modifica in parlamento,nonché il ministro del lavoro sosterrà che questa modifica serve per far emergere il lavoro nero,ma in ogni caso nessuno può garantire che i rimanenti mesi dell’anno non siano pagati a nero,magari retribuendo 4 voucher al giorno e pagando le rimanenti 4 ore in nero.
In ogni caso i controlli costerebbero di più dei soldi che lo stato incamera con le tasse pagate da tali lavoratori visto che tali entrate mi pare siano vicino a zero.
Il punto chiave è capire quale sia la funzione migliore che possono avere i voucher all’interno del mondo del lavoro.
Anche la sigla sindacale cgil ha utilizzato i voucher per 75 mila ore nel 2016 nello stesso momento in cui propone un referendum per abrogarli totalmente.

A giustificazione di questo la CGIL afferma di non aver avuto altra scelta essendo state abolite le altre forme contrattuali.
Penso che sia sbagliato polemizzare su questo punto, ma se tale giustificazione fosse fondata significherebbe che con la vittoria al referendum e l’abolizione totale dei voucher,il giorno dopo,vi sarebbero giganteschi problemi non essendo disponibile alcuna forma contrattuale sostitutiva,visto che il referendum è applicato immediatamente alla pubblicazione del risultato elettorale,mentre per una nuova legge,tra una cosa e l’altra potrebbero volerci mesi.
Quindi senza fare inutili polemiche invito la CGIL a fare una seria proposta per il dopo voucher, che essa stessa sarebbe portata ad utilizzare visto che essa stessa afferma che ad oggi questa risulta assente.
Mi piacerebbe leggerla per capire quanta precarietà c’è al suo interno e valutare con calma prima di recarmi al seggio e votare per il referendum abrogativo,e credo che questo interessi moltissime altre persone.
La verità invece è un’altra.
Alla CGIL non dà fastidio l’assenza di diritti nei voucher,non dà fastidio il fatto che non siano divise le attività “professionalizzate” dove a fornire il lavoro è una persona giuridica o svolte nelle proprietà occupate da persone giuridiche dalle attività svolte per conto di persone fisiche.
Alla CGIL non interessa che le personalità giuridiche paghino 20 euro per ogni ora in modo da disincentivarne l’uso economico,mentre alle persone fisiche resti a 10 euro.
Alla CGIL non interessa questo.
La CGIL volendo eliminare i voucher vuole eliminare la possibilità di poter essere scavalcata nella stipula dei contratti.
La CGIL non sta parlando in difesa dei lavoratori ma in difesa di sé stessa.
Come se le partite IVA o le altre forme contrattuali precarie non scavalcassero ugualmente il sindacato.
Alla CGIL dà fastidio che qualcuno possa saltare la burocrazia e recandosi in tabaccheria possa comprare un buono lavoro,indipendentemente se questo sia da 10 o da 20 euro e magari contenga più tasse statali,più contributi ed anche una maggiore remunerazione.
No,alla CGIL da fastidio l’assenza di un contratto cartaceo,la coda allo sportello,l’assenza di teste pensanti che tutto l’anno vanno a spulciare le innumerevoli e continuative modifiche contrattuali che i politicanti votano ogni mese.
La CGIL non difende le altre professioni come dice,difende la propria!

La CGIL ha pagato dei pensionati con dei voucher,come scritto precedentemente non voglio polemizzare sull’ipocrisia,sullo scodinzolare bene ed il razzolare male,perché in fin dei conti pure io essendo contrario all’utilizzo del combustibile fossile e battendomi per le energie alternative sono costretto ad utilizzarlo.
Il punto invece è proporre qualcosa di alternativo senza la mera protesta settoriale.
Ad esempio per me è positivo che dei pensionati vengano pagati per 75 mila ore per lavorare all’interno della CGIL,perché dal mio punto di vista se un pensionato se la sente di continuare a lavorare dovrebbe farlo ed in proposito ho lanciato un’altra proposta di flessibilità in uscita che risulta alternativa a quella compresa nei job acts del governo renzi.
Ritenevo utile l’unificazione del part time in uscita con la flessibilità ed il pagamento di metà pensione con un risparmio per lo stato che diventa detassazione per un neo-assunto.
Non concordo ma capisco anche il punto di vista di chi dice che se lavora un pensionato si toglie un posto di lavoro ad un giovane e che quelle 75 mila ore potevano essere lavorate da dei giovani.
Io ritengo che sia utile che un pensionato versi contributi che in questo caso sono 2,5 euro per ogni ora lavorata,di modo che possa pagare quell’insostenibile pensione ottenuta con il 50% di retributivo.
Altri invece pensano che il debito pubblico non esista e che la crescita del prodotto interno lordo esista realmente e non sia invece astrofisica dei numeri!
Robe da matti!
Loro credono che il prepensionamento non peggiori la vita di tutti quelli che in pensione ci devono andare ed utilizzano questa soluzione per fare contenti i sindacati all’interno della singola grande impresa godendosi la vittoria di Pirro che risulta essere la sconfitta di tutti i lavorator,gli altri ovviamente,quelli che non avranno tali fortune e che anzi a causa di tali prepensionamenti vedranno l’età pensionabile alzata ulteriormente,il coefficiente di calcolo sulla parte contributiva essere calcolato al ribasso.
Tutto è collegato e già si profilano i prepensionamenti per alitalia,come già successo per moltissime altre aziende,ad esempio la Fiat,o da ultimo per gli esuberi dei banchieri.
Non è un caso se l’italia risulta essere prima nel mondo per contributi pensionistici pubblici versati dai singoli lavoratori,e se la spesa pensionistica italiana è la più alta d’Europa.

L’ex ministro del lavoro cesare Damiano propone che i voucher possano essere utilizzati solo per pagare persone che risultano disoccupate di lungo periodo.
Io trovo che questa sia una idea originale ma sensata solamente se viene tolta occasionalità.
Cioè a dire che trovo ottima l’idea di far cercare alle aziende le persone che da anni non trovano un lavoro,di dare l’incentivo del base costo del lavoro per farle rientrare,mentre oggi questo capita soprattutto per le persone in mobilità con le aziende che sono incentivate dal ricollocamento
Ma a quel punto diventa impossibile per chi offre lavoro sapere,recandosi in tabaccheria,chi ne può usufruire e chi no.
Non sarebbe più da considerare lavoro occasionale e uscendo dalla forma mentis del voucher,sarebbe da considerarlo un vero e proprio contratto per gli italiani ch risultano disoccupati ad esempio da almeno tre anni e che in questo periodo sono rimasti in italia.
Ovvero la stipula di un contratto part time o di 40 ore settimanali per un numero ben definito di mesi che potrebbero essere 3,non ripetibili se non allo scadere di altri 3 anni di disoccupazione assoluta,nei quali ricevono 10 euro orari di cui 2,5 per i contributi previdenziali esattamente come gli attuali voucher.
Anzi,dal mio personale punto di vista dovrebbero essere obbligatori,nel senso che se un disoccupato li rifiuta senza “giustificato motivo” perde ogni sussidio ed ogni sconto fiscale erogato dallo stato all’intero nucleo familiare.
In questo modo rientrano nel mondo del lavoro quelle sacche di disoccupati di lungo corso e le imprese vanno a cercarli negli uffici di collocamento.
Ma questa tipologia contrattuale credo sia ben distante dai voucher,soprattutto se si vuole vietarne l’utilizzo in agricoltura e nell’edilizia ,anche ai disoccupati di lungo corso.
L’Occasionalità rimarrebbe ma non sarebbe lavoro occasionale bensì lavoratore occasionale,pertanto non avrebbe nulla a che fare con i voucher perché impresa e lavoratore hanno l’obbligo prefissato di durata contrattuale di 3 mesi,senza possibilità rescissorie dovute ad un giustificato motivo che in questo caso deve essere ancora più restrittivo rispetto ad altre forme contrattuali.
Certamente terminato il contratto l’azienda sarà libera nelle sue scelte ma non potrà più utilizzare questa tipologia contrattuale per lo stesso lavoratore se non sono passati almeno tre anni e non risulta disoccupato di lungo

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