Updates from gennaio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:01 il 31 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Trump e Immigrazione: Ai soviet, ai comuni o alle contee la competenza esclusiva sulle espulsioni 

    Accettare l’immigrazione deve essere una libera scelta.
    E questa scelta non può essere veramente libera se chi la propone crea una sorta di “obbligo morale” che implica l’accettazione in ogni caso dei migranti.
    I profughi vanno aiutati ed accettati,servono delle scuole culturali per i profughi e per i loro figli.
    Talo scuole culturali non devono spiegare le nostre usanze,devono mantenere il cordone ombelicale tra il profugo ed i suoi figli con il paese di origine.
    La scuola culturale insegna al figlio del profugo la lingua e la storia del paese di origine perché poi lì deve ritornare,e questo per un motivo molto semplice:
    Se viene aiutato un profugo,se viene insegnata una attività che poi può essere dal lui riprodotta,quando tale profugo sarà rimpatriato potremo aiutare un altro profugo in difficoltà con le medesime modalità.
    Bisogna integrare i paesi l’uno con l’altro,ognuno con le proprie usanze.
    Se invece si pensa ad integrare singole persone dando loro la cittadinanza dopo 5 anni e non dopo almeno 20, il risultato sarà la saturazione,l’innalzamento di muri,la vittoria elettorale dell’isolamento.
    Sbagliato parlare solo di immigrati “extra-comunitari”, va fatta una legge che sia pieni poteri e autonomia alle comunità locali,INDIPENDENTEMENTE  dalla nazionalità.
    Il consiglio comunale deve poter provvedere all’emanazione dei fogli di via,per i cittadini comunitari,e all’espulsione per i cittadini extracomunitari con l’ausilio del ministero dell’interno.
    In questo senso i comuni devono avere piena autonomia decisionale nella costruzione della propria comunità locale.
    Nel rispetto della costituzione,non ci devono essere distinzioni di razza,sesso,religione,ma chi vuole la residenza nel comune deve superare un periodo di prova,deve essere giudicato ed infine confermato e può essere espulso dal comune.
    Ribadisco,indipendentemente dalla nazionalità.
    La proprietà privata capitalista e mondialista con la libera circolazione di merci e di persone non può essere senza controllo.
    I soviet, i comuni, o altre assemblee democraticamente elette devono poter espellere anche chi è nato nel comune ma non si è integrato.
    Chi arriva da fuori non può avere come unico parametro di misurazione il denaro che fa da collante della società.
    La società si deve fondare sul mutuo soccorso favorendo lo scambio beni prima di tutto con Chi è vicino.
    Stesso dicasi per l’autonomia locale,il livello più alto può fare solo quello

    Per quanto riguarda l’ordine esecutivo del presidente degli stati uniti Trump che blocca l’immigrazione da sette nazioni,io credo che sia da analizzare bene.
    Ogni stato degli stati uniti deve avere la competenza non solo sull’immigrazione che arriva dall’estero,ma anche sui cittadini americani che abitano in altri stati e le contee all’interno degli stati devono avere la competenza esclusiva rispetto alle altre contee,e giù fino alle comunità locali, sulle quali si deve fondare la società e loro devono decidere non solo sui profughi ma anche sulla circolazione dei cittadini americani.
    Questo significa che il presidente degli stati uniti ha l’obbligo di rimpatriare tutti i cittadini non americani che risultano espulsi dalle comunità locali attraverso un voto democratico dei consigli di contea ed ha l’obbligo di far rispettare il divieto emanato dalle stesse contee anche nei confronti dei cittadini americani espulsi che salvo il caso di ravvedimento e di marcia indietro della contea stessa non possono più rientrare.
    Se vogliamo fare un bel paragone con le leggi marcatiste del capitalismo selvaggio,oserei dire che questo sistema è simile all’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che legalizza il licenziamento illegittimo senza giusta causa.
    Cari bei capitalisti,visto che vi piace privatizzare tutto,fate finta che ogni comune sia inteso come una azienda e che si possa essere mandati via,ma in questo caso non illegittimamente ma dopo un voto democratico di un soviet o di un consiglio comunale eletti democraticamente.
    Ma attenzione, non bisogna confondere un jobs act o una bossi-fini con un decreto di espulsione emanato da un soviet,da un comune o da una contea.
    L’espulsione può “avere luogo” indipendentemente dallo stato di occupazione dell’espulso e indipendentemente dalla nazionalità dell’espulso.
    Mentre per quanto riguarda il luogo di nascita si fa riferimento ad un limite massimo del 3% della popolazione che può essere espulsa nel corso dei 5 anni successivi,fermo restando che anche il controllo del numero delle nascite è demandato alle comunità locali senza alcuna ingerenza se non nei principi generali che riguardano la costituzionalità nell’assenza di discriminazioni di tali atti.

     
  • giamps78 19:53 il 28 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ancora sul #mattarellum “dosato” o “ponderato” 

    La proposta di quello che ho chiamato “mattarellum dosato” o “mattarellum ponderato” è proprio una bella proposta.
    Ovviamente tutto può essere perfettibile e quindi anche questa proposta.
    Ma mi pare che sostanzialmente si tenga conto di tutte le esigenze.
    È un sistema talmente duttile che sulla carta parte con il 75% di seggi uninominali,il 15% di premio di governabilità e solamente il 10% di proporzionale.
    Ma queste quote non le decide il legislatore bensì gli elettori.
    Tantoché se il voto risultasse frastagliato i seggi potrebbero essere tutti attribuiti con il sistema proporzionale.
    Ad esempio,supponiamo che un seggio in Lombardia veda andare la lega da sola o che un seggio in emilia veda il pd andare senza sinistra ecologia e libertà.
    Bene,il seggio uninominale previsto nella proposta del “mattarellum dosato” non darebbe il seggio in ogni caso alla forza politica che nel singolo seggio ha ottenuto anche solo un voto in più.
    Il maggioritario relativo era presente nel vecchio mattarellum del 1993, e assegnava il seggio anche se la prima forza politica avesse ottenuto anche solo il 30% dei voti nel singolo collegio.
    Invece il mattarellum dosato non contiene questa caratteristica.
    Se la lega andando da sola ottenesse il 35% dei voti nel collegio arrivando prima non otterrebbe quel seggio,infatti la soglia pensata è del 36%.
    Se invece in emilia il partito democratico ottenesse il 36,1% dei voti in un collegio, otterrebbe il seggio.
    Ribadisco ancora una volta: QUESTO SISTEMA È STATO FATTO DAI PADRI COSTITUENTI.
    Nel creare questa proposta ho mescolato 2 leggi differenti che sono:
    1)la legge uninominale-proporzionale per l’elezione del senato nella prima repubblica,che conteneva la soglia del 65% nel singolo collegio,mentre io qui come appena spiegato l’ho abbassata a 36%.
    2)la legge mattarella per il senato della repubblica,che contiene il 75% di seggi uninominali e una sola scheda elettorale dove i voti uninominali e proporzionali corrispondono perfettamente.
    A queste due ho aggiunto delle modifiche che permettono la governabilità,se gli elettori lo decidono, e che evitano di avere ammucchiate dentro listoni unici e dove ogni forza politica se vuole può apparentarsi facendo comparire i simboli che creano l’alleanza come un blocco monolitico.
    C’È lo scorporo che toglie seggi proporzionali a chi vince il seggio uninominale,ma c’è anche il premio di maggioranza del 15% che consente la governabilità se chi vince ha ottenuto a livello nazionale almeno il 36% dei seggi.
    36 è un numero ricorrente,è la soglia da superare per ottenere il seggio uninominale nel singolo collegio ed è la soglia percentuale di seggi da ottenere a livello nazionale alla camera e regionale al senato per ottenere il premio del 15%.
    Questo 15% di premio altro non sono che seggi prelevati dal 25% di proporzionale,che lasciano quindi il proporzionale al 10%.
    Ma questo 10% non èuna percentuale fissa e potrebbe ipoteticamente diventare 100%.
    Infatti il premio del 15% può non scattare se nessuno supera la soglia del 36% a livello nazionale,e questi saranno tutti ulteriori seggi assegnati con il sistema proporzionale.
    Allo stesso modo è presente la soglia del 36% nei singoli collegi che se non viene superata fa assegnare seggi con il proporzionale.
    Ovviamente va da se che lo scorporo elettorale in questo caso sarebbe azzerato,visto che nessuno riuscirebbe ad ottenere alcun seggio.
    Per favorire la governabilità anche al senato c’è il premio di maggioranza “dimezzato” per chi nelle singole regioni ha superato la soglia del 36% dei seggi ottenuti, a cui si aggiungerà il premio dimezzato ovvero del 7,5% di seggi, invece che il 15% nel caso in cui non vi sia corrispondenza tra chi vince la regione e chi ha vinto alla camera dei deputati.
    Ovverosia chi ottiene il premio del 15% alla camera otterrà il premio del 15% anche nelle regioni dove risulta vincitore e supera il 36% mentre tutti gli altri che non hanno vinto alla camera dei deputati otterranno il solo 7,5% nelle singole regioni del senato dove hanno vinto.
    Fin qui non ho parlato ne di doppio turno,ne di ballottaggio,ne di più candidati della stessa forza politica nei collegi uninominali.
    Infatti quanto scritto non intacca minimamente queste variabili.
    Il sistema funziona con l’unico turno i con il doppio turno,in questo caso se due forze politiche superano entrambe il 36%.
    Funziona con il candidato unico per coalizione così come con tre candidati per coalizione all’interno del singolo collegio,in questo caso prevedendo che ogni candidato sia affiancato dal contrassegno della forza politica,creando un blocco con gli altri candidati della coalizione la cui somma dei voti dovrebbe superare il 36% nel singolo collegio,in ogni caso scorporando a livello nazionale i voti ottenuti dalla forza politica che ottiene il seggio.

    Ovviamente l’eventuale secondo turno non è alla francese,infatti serve per assegnare il 15% di seggi,quindi non si voterà un secondo turno sui collegi uninominali ma sui livelli regionali e nazionale.
    Non è affatto un uninominale muscolare,c’è l’incentivo ad unirsi,ma non l’obbligo.

    ma molto più

     
  • giamps78 08:59 il 28 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    falso ideologico dei renziani in Europa: la b.c.e. Sospenda il Q.E. All’italia 

    I renziani vogliono farla franca e lasciare il buco nei conti e l’aumento di 3 punti di IVA al prossimo governo.
    Io credo che la procedura di infrazione europea sia corretta.
    In molti hanno tentar di avvisare i renziani che hanno proseguito sulla strada delle slide e della propaganda.
    Oggi il ministro dell’economia si accorge che una procedura di infrazione sarebbe un fatto grave sotto il profilo della credibilità,complimenti.
    Ma la colpa della perdita di credibilità e solo ed esclusivamente di chi ha fatto orecchie da mercante.
    Alcuni hanno detto che l’europa ci ha concesso 5 miliardi di euro per il terremoto.
    La parola concedere non significa dare, quei 5 miliardi non arrivano dall’Europa,arrivano dal debito pubblico, su cui si pagheranno ogni anno almeno 100 milioni di euro PER SEMPRE.
    La concessione europea sta nel non calcolare tali soldi all’interno delle regole europee, non invece nel darci tali soldi.
    Quindi l’informazione non è corretta.
    L’Europa non ci sta restituendo gli 8 miliardi annui che noi regaliamo a loro ogni anno,ci sta dicendo che ci permette di fare altro debito,una vera e propria beffa.
    Su questi 5 miliardi però bisogna vederci chiaro perché il sospetto è che si trasformino nella solita prebenda fuori controllo.
    La commissione europea farebbe bene a chiedere conto delle tempistiche sull’utilizzo di questi fondi,ricordando che ci troviamo nella situazione in cui siamo a causa del debito allegro che ci ha mese da decenni nelle mani degli speculatori.
    In particolare la commissione europea dovrebbe verificare che questi 5 miliardi di euro siano totalmente ed effettivamente spesi nel 2017 prima di “concedere” di scomputare altre spese per il terremoto,altrimenti è chiaro che quella del terremoto diventa solo una scusa per coprire i buchi di bilancio del governo, che chiederà di scomputare altri 5 miliardi avendo speso questi per altre attività e non per la ricostruzione.
    Attività che magari erano già previste prima del terremoto quindi prima del 24 agosto e che in realtà servono solo per liberare risorse alle promesse renziane,magari con misure elettorali.
    Quindi le spese scomputate per il terremoto andrebbero rendicontate ed i restanti 3,4 miliardi di euro di attuale buco vanno coperti, visto che le spese per l’immigrazione sono già scomputate.
    Poi c’è l’ultimo tranello renziano,che ha usato il suo potere di premier in Europa non per ottenere cose giuste ma per ottenere la flessibilità sulle sue prebende.
    Il tranello renziano prevede che l’Europa,che ha scomputato immigrazione e terremoto,sarà
    accusata di non tenere conto di immigrazione e terremoto.
    Io credo che ci siamo di fronte ad un falso ideologico.
    E pure la banca centrale europea non dovrebbe restare fuori dalla partita.
    In caso di apertura dell’infrazione dovrebbe immediatamente sospendere l’acquisto di titoli italiani del quantitative easing.
    Così verifichiamo subito se l’Italia può fare quel deficit di 3,4 miliardi,e se i mercati, che negli ultimi decenni hanno rappresentato la stella polare di ogni governo, lo permettono.
    Così si avrà subito l’impressione di ciò che accadrà quando terminerà il quantitative easing.
    Forse non è chiaro che le banche stanno in stato comatoso e non possono più acquistare titoli di stato,non è chiaro che il sistema è fallito.

     
  • giamps78 11:42 il 27 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    2 proposte: #italicum e #mattarellum modificati dopo sentenza della consulta 

    La corte costituzionale non ha bocciato il ballottaggio,ha detto che ci può essere,anche in una sola camera,ma solo se viene superata la soglia del 40%.
    Questo significa che se due liste superano il 40% ,magari una prende il 41% e l’altra prende il 42%, invece di assegnare il premio che regala decine e decine di seggi con uno scarto così ridotto tra le due liste, e con un così grande numero di elettori che hanno votato “altro”, si procede al ballottaggio.
    non ricordo che cosa prevedesse l’italicum prima della sentenza nel caso in cui due forze politiche superassero entrambe il 40% al primo turno
    Mi pare fosse prevista l’assegnazione del premio a chi avesse ottenuto un solo voto in più.
    Invece il ballottaggio ha senso solo se utilizzato in determinate circostanze,altrimenti svilisce il momento elettorale.
    E d’altra parte ci son state polemiche in ogni elezione sullo scarto ridotto di voti tra chi ha preso il premio e chi lo ha perso per poco,quindi anche forza italia potrebbe essere d’accordo con questa tipologia di ballottaggio e pure il movimento 5 stelle che non fu contro il ballottaggio nell’incontro avuto con renzi e questo tipo di ballottaggio è molto diverso da quello dell’italicum.
    Dunque da qui si può ripartire,da un ballottaggio che potrebbe esserci solo se due forze politiche superano entrambe una soglia.
    Ma quale soglia?
    La corte ha indicato nel 15% il massimo premio “ragionevole” e lo ha fatto confermando il premio al 55% e indicando la soglia del 40%.
    Ma è del 15% pure la soglia che dal 39% porta al 54% o che dal 38% porta al 53,che dal 37% porta al 52% e che dal 36% porta al 51%.
    Chi sarebbe contrario a queste modifiche?
    Credo nessuno,forza italia addirittura proponeva la soglia del 37% che era presente nella prima versione dell’italicum e si arrabbio con Napolitano che fece alzare al 40% la soglia.
    Oggi movimento 5 stelle lo vede con il binocolo il 40%,ma magari ad un 36% ci potrebbe anche arrivare.
    Quindi queste due modifiche potrebbero essere approvate a larghissima maggioranza.
    Poi c’è la terza modifica che riguarda la presenza delle liste solitarie o della possibilità di apparentamento.
    Siccome c’è la soglia del 36% e 36 moltiplicato per tre supera 100, non si avrà mai il caso di tre liste che superano tutte il 36%.

    Quindi a differenza di quanto avveniva con l’italicum,dove non essendo presente una soglia si poteva avere la sovrapposizione di tre forze politiche in pochi punti percentuali e dove le prime due anche con il 25% avrebbero potuto accedere al ballottaggio scalzando il movimento 5 stelle a causa della presenza degli apparentamenti,con questa tipologia di ballottaggio questo non potrà accadere,infatti ognuno deve puntare al 36% non ad arrivare secondi con qualsiasi percentuale.
    Anzi la presenza di apparentamenti già dal primo permette di non snaturare totalmente le forze politiche.
    Rimango dell’opinione che il massimo numero di apparentamenti debba essere 3,indipendentemente se questi sono fatti al primo o al secondo turno.
    Certo,in quest’ultimo caso il calcolo per dare il premio dopo il ballottaggio si farebbe sui voti ricevuti al primo turno sommando i voti ricevuti al primo turno anche dalle liste successivamente apparentate,in modo da stabilire se questo debba essere del 51%,del 52% ecc. ecc.
    Invece,nel caso in cui nessuna forza politica riesca a superare il 36%,può scattare un premio del 15% per chi ha ottenuto il maggior numero di voti al primo turno,dunque senza ballottaggio.
    Al senato tale sistema può essere replicato,ogni regione sebbene indipendente l’una dall’altra dunque potrebbe verificarsi un problema sui ballottaggi asincroni con la camera dei deputati oppure l’assenza di ballottaggi alla camera e qualche ballottaggio in diverse regioni al senato.
    Per limitare questo rischio basterà stabilire che le regioni andranno al ballottaggio solo se dopo il primo turno tale ballottaggio è previsto in almeno 12 regioni.
    12 è un calcolo approssimativo che permette di stabilire che almeno due forze politiche,al senato abbiano ottenuto più del 36% in 12 regioni.
    Se questo accade è praticamente certo che anche alla camera dei deputati ci sono state almeno due forze politiche che hanno superano tali soglie.
    Se invece venisse adottato il mattarellum modificato, che è stata una proposta da me fatta 2 anni fa,si avrebbe l’applicazione ad entrambe le camere del mattarellum applicato al senato nel 1993.
    Molto semplicemente si sommano i seggi ottenuti al primo turno,e poi si applicano le medesime regole descritte precedentemente per l’italicum modificato.

    Quindi si prende quello che era il 25% di proporzionale,lo si divide in due parti,una del 15% e l’altra del 10%,l’uno è il premio mentre l’altro è la rimanente parte proporzionale da attribuire dopo aver effettuato lo scorporo,già presente nel mattarellum applicato al senato nel 1993.
    Ovviamente il tutto senza sbarramento come prevede quella stessa legge.
    Arabo.
    Infine,oltre alla soglia percentuale per ottenere il premio nazionale alla camera e regionale al senato è necessaria la presenza di due altre soglie:
    La prima soglia è quella per ottenere il singolo seggio uninominale al primo turno,che nella prima repubblica era del 65% e che in questa legge come minimo dovrebbe essere del 36%.
    Ovvero deve essere raggiunto almeno il 36% dei voti nel singolo collegio altrimenti il seggio viene attribuito proporzionalmente,cioè va ad aumentare quel famoso 10% descritto in precedenza.
    La seconda soglia deve limitare il numero massimo di seggi ottenuti se questi superano già al primo turno il 55%,se non al senato che viene eletto su base regionale,deve essere presente almeno alla camera dei deputati,perché c’è il concreto rischio di vedere una forza politica del 40% prendere il 75% dei seggi,cioè tutti i seggi uninominali.
    Il sistema,volendo, può prevedere sia un ballottaggio che un premio del 15% assegnato al primo turno.
    Oppure tale premio può non essere assegnato,difatti se nessuno ottiene il 36% dei collegi il premio non scatta.
    Siccome rispetto al 1993 c’è una scheda elettorale in meno,almeno al primo turno,ci può essere un collegio unico nazionale dove si confrontano più candidati della medesima forza politica,magari,perché no,prevedendo che chi perde all’interno della stessa forza politica si faccia una legislatura a casa e non ottenga il seggio parlamentare e ci riprovi nelle successive elezioni.
    Com’è chiaro non esisteranno appoggi esterni del tipo rifondazione comunista-ulivo o come il patto radicali-polo della libertà, perché i seggi servono per superare alla soglia ed ottenere il premio.
    Semmai,una volta ottenuto il 36% di seggi e vinto l’eventuale ballottaggio,ed ottenuto il 15% di premio,saranno necessari i seggi proporzionali di rifondazione comunista o dei radicali per ampliare quel 51%.
    Va tenuto conto però che rispetto al 1993 sono stati aggiunti gli eletti all’estero,che per forza di cose faranno parte di quel 10% di proporzionale e non hanno scorporo e quindi vanno ad aumentare quel 51%.

     
  • giamps78 11:43 il 26 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    La corte costituzionale non è una vergogna universale 

    La corte costituzionale NON è una vergogna universale.
    Ripeto,la corte costituzionale non è una vergogna universale.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Una doverosa precisazione:
    La corte costituzionale non ha eliminato le pluricandidature,ed in questo caso è una buona notizia.
    Questo veniva ieri riportato dai giornali: “la corte boccia le pluricandidature”.
    La colpa però non è soltanto dei media ma anche della corte stessa che invece di leggere la sentenza e pubblicarla ha preferito giocare al telefono senza fili con gli avvocati,gli unici ad averla realmente udita e ad aver dato le successive interviste.
    A dire il vero sono stato ingannato più volte dai titoli di giornale,quando ho letto: “no capilista bloccati” ho pensato che significasse una bocciatura da parte della corte,ed infatti la bocciatura c’è stata,ma del ricorso,non dei capilista che restano vivi e vegeti,l’esatto opposto.
    Sono passato dall’euforia alla delusione.
    In pratica non è vero che la sentenza ha aumentato numero dei capilista bloccati eletti in parlamento perché le candidature multiple sono state bocciate ma solo nella parte relativa alla…

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  • giamps78 21:47 il 25 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    La corte costituzionale non è una vergogna universale 

    Una doverosa precisazione:
    La corte costituzionale non ha eliminato le pluricandidature,ed in questo caso è una buona notizia.
    Questo veniva ieri riportato dai giornali: “la corte boccia le pluricandidature”.
    La colpa però non è soltanto dei media ma anche della corte stessa che invece di leggere la sentenza e pubblicarla ha preferito giocare al telefono senza fili con gli avvocati,gli unici ad averla realmente udita e ad aver dato le successive interviste.
    A dire il vero sono stato ingannato più volte dai titoli di giornale,quando ho letto: “no capilista bloccati” ho pensato che significasse una bocciatura da parte della corte,ed infatti la bocciatura c’è stata,ma del ricorso,non dei capilista che restano vivi e vegeti,l’esatto opposto.
    Sono passato dall’euforia alla delusione.
    In pratica non è vero che la sentenza ha aumentato numero dei capilista bloccati eletti in parlamento perché le candidature multiple sono state bocciate ma solo nella parte relativa alla scelta del collegio da parte del capolista stesso,che ora avviene per sorteggio.
    Questo non fa variare il numero di eletti con le preferenze, più di quanto non sarebbe successo prima della sentenza,ed è una cosa positiva perché si sarebbe amplificare il rischio di un assurdo sorteggio che subordinava le preferenze.
    Non che il sorteggio sia un cattivo metodo,d’altra parte è stato utilizzato con ottimi risultati anche in Islanda.
    Il sorteggio può essere un buon sistema se studiato nei minimi particolari, se serve per evitare il potere delle segreterie di partito e mettere i dirigenti sullo stesso piano.
    Con un partito forte il sorteggio può permettere di evitare i personalismi,ma se fatto male risulta ridicolo.
    Dare stato d’accordo se la corte avesse detto:”eliminiamo i capilista bloccati e sorteggiamo  quelli che hanno ottenuto una percentuale di preferenze inferiore al 10% dei voti ricevuti dal partito.
    Percentuale indicativa che può crescere o diminuire a seconda dei parametri utilizzati quali la presenza di preferenze multiple,il numero di candidati,se questi sono prestampati in scheda o se sono da scrivere con la matita.
    Invece la lista bloccata viene giustificata dicendo: “ci sono persone indispensabili che con le preferenze non sarebbero eletti”.
    Ma si chiama democrazia,se sono indispensabili saranno utilizzate in altro ruolo.
    Per diventare ministri non serve essere parlamentari,per diventare presidente del consiglio non serve essere parlamentari,non serve essere candidati,non serve essere eletti.
    Questo dovrebbe far capire quanto
    sia sbagliata tutta la teoria che riguarda i governi eletti o non eletti dal popolo ed i loro potere di mettere alla frusta il parlamento avendo avuto un presidente del consiglio non eletto a parlamentare ma che tramite la segreteria del suo partito grazie a dei gazebo incostituzionali dai quali ha ottenuto la maggioranza nel suo partito, che usando il potere alla legge elettorale ha potuto ricattare il parlamento.
    Questa sarebbe sovranità popolare?
    Conta talmente poco il governo all’interno di questa costituzione che non occorre essere parlamentari ne essere stati candidati alle elezioni per ricoprire tali ruoli.
    Da qui si evince quanto le forzature governiste siano incostituzionali.
    Se ci sono persone indispensabili possono andare a fare i ministri o i presidenti del consiglio,possono aiutare dall’esterno,possono fare i portaborse.
    Ma l’infornata del monarca di partito per cambiare gli equilibri del parlamento non è accettabile.
    I parlamentari sono eletti dal popolo,non i governi.
    Dunque risulta inaccettabile che un segretario abbia questa facoltà.
    La parola segretario,lo dice il significato etimologico della parola,ha semplici compiti di segreteria all’interno del partito.
    Oggi invece dispone di ogni potere,senza controlli.
    Il sistema è marcio tanto che qualsiasi nuovo movimento o partito per forza di cose farà gli stessi errori ed avrà la stessa organizzazione verticistica.
    Tutto nasce da questa mancanza di democrazia,causata dalle leggi elettorali

    In ogni caso dubito che l’impianto dell’italicum possa considerarsi costituzionale, e spero non si faccia mistificazione chiamando il capolista bloccato “candidato di collegio” come hanno fatto gli esponenti del partito democratico.
    La pluricandidatura del capolista bloccato eletto con il sorteggio non può minimamente far considerare quel capolista un “candidato di collegio”.
    A meno che lapalissianamente non si considerino tutti i candidati dei candidati di collegio,indipendentemente dal sistema elettorale,compresi quelli del porcellum.
    D’altra parte dove si è mai visto un candidato eletto fuori dal collegio?
    Forse solo i senatori a vita!

     

     

     
  • giamps78 10:41 il 25 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    #brexit: Se #uk esce da #ue probabilmente decade un solo trattato,non gli altri 

    Sono diverse le questioni che andrebbero analizzate:
    1)il valore del referendum e come si dell’articolo 50 del trattato di lisbona
    2)gli effetti concreti dell’attivazione di tale articolo
    3)le conseguenze della vera e propria uscita del regno unito dall’unione europea.

    Punto numero uno.
    L’attivazione dell’articolo 50,di per se, non determina l’uscita dall’unione europea,infatti in qualsiasi momento tale decisione può essere revocata.
    E’ una decisione priva di valore legale nel senso che tale attivazione non porta alla modifica di alcun trattato ne all’uscita automatica dall’unione Europea.
    E’ una comunicazione,non è una legge,e viene fatta dal governo in quanto organo esecutivo che dal parlamento ottiene la fiducia e che dal parlamento può essere sfiducia in qualsiasi momento.
    Essendo tale attivazione annullabile in qualsiasi momento,fin quando non si è giunti ad un accordo sulla #brexit risulta già caricato di tutta la democrazia possibile.
    C’È un referendum che ha valore morale e non legale, che non era obbligatorio, che il governo ha proposto e che il parlamento ha autorizzato.
    Se l’alta corte lo sminuisce allora io preferisco passare dalla parte di quelli che si oppongono alla #brexit.
    Quindi su una scelta che non ha conseguenze pratiche,ovvero l’attivazione dell’articolo 50, sia il parlamento che il popolo sono stati sentiti anche se non era necessario.
    L’esecutivo cioè il governo,che riceve la fiducia dal parlamento,rappresenta lo stato ed in questa qualità può attivare tale procedura,anche senza che sia sentito il parlamento, anche senza un referendum.
    Qui abbiamo un governo nato solo ed esclusivamente per attivare tale articolo,che riceve la fiducia dal parlamento esprimendosi con un programma esplicito spiegato alle camere, e c’è un referendum popolare.
    Quindi la sentenza dell’alta corte inglese risulta assolutamente priva di fondamento sua perché l’attivazione non determina una modifica del quadro normativo e quindi non si può affermare che il parlamento deve essere sentito,visto che nemmeno un trattato subisce la minima modifica da tale attivazione.

    Diverso sarebbe stato se l’alta corte avesse chiesto al governo di riferire al parlamento sull’esito del referendum,perché giustamente i poteri dello stato devono comunicare tra loro,ma da qui a togliere gli indiscussi i poteri del governo su tale attivazione ce ne passa.
    Detto questo, un conto è l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di lisbona,che spetta al governo, un conto è la modifica dei trattati europei che spetta esclusivamente al parlamento,riga per riga, di ogni singolo trattato, e qui si entra nel punto 3.
    qualcuno dice che se entro due anni non c’è l’accordo allora il regno unito uscirà automaticamente dall’unione europea.
    Anche se questo fosse vero,anche se ho interpretato male la lettura dell’articolo 50 che a me sembra dare anche al parlamento europeo il diritto di veto tra l’altro in similitudine con quanto accade tra parlamento di Londra e parlamento di scozia.
    Tra parentesi se per l’alta corte inglese il referendum vale meno del parlamento allora lo stesso discorso può essere fatto anche per il parlamento europeo e quindi gli scozzesi convincendo la maggioranza degli europarlamentari potrebbero bloccare la brexit.
    Non a caso conservatori in europa hanno perfino scalzato i socialisti dalla maggioranza e dalla presidenza del parlamento,c’è un secondo fine,lo stesso possono fare gli scozzesi,gli irlandesi,i gallesi.
    Ma Anche se così fosse, l’uscita “dura” del regno unito dall’unione europea non comporterebbe  la decadenza immediata di tutti i trattati!
    Ogni trattato europeo è a tutti gli effetti un trattato internazionale e segue tali regole e risulta indipendentemente dagli altri nella misura in cui si prevede l’approvazione o la ratifica da parte del parlamento inglese.
    Questo significa che tutti i trattati che non subiscono alcuna modifica dalle parti che lo hanno stipulato restano a tutti gli effetti in vigore fin quando una delle due parti non la fa decadere.
    Quindi l’uscita del regno unito dall’unione europea implica semplicemente qualche cosa di futuro,ma non elimina quanto è stato votato e dunque sottoscritto dal governo inglese nel passato tranne rare eccezioni,fin quando lo stesso parlamento inglese oppure l’unione europea non modifichino tali trattati.
    Ovviamente tutto questo discorso è soggetto ad eventuali clausule concordate tra le parti ed esplicitamente inserite nei trattati che vadano a modificare lo status di “trattato internazionale” e che dunque producano effetti diversi rispetto al diritto internazionale.

    Certamente potrebbe decadere il trattato che affida ,in maniera esclusiva, all’unione europea il commercio con l’estero perché tali atti non è previsto siano approvati dai parlamenti dei singoli stati,ma su tale trattato bisogna capire se il parlamento europeo ha diritto di veto,in quanto affidatario di tale potere esattamente come il parlamento inglese è affidatario del potere in scozia e decide se vuole o se non vuole dare qualche cosa agli scozzesi,se vuole dare o non dare l’indipendenza.
    Il parlamento inglese si è “castrato” dando i poteri del commercio con l’estero all’unione europea.
    Oppure la situazione è esattamente opposta,l’unico trattato europeo che decade a seguito dall’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona è proprio quello del commercio con l’estero perché nega al parlamento inglese la sovranità nelle decisioni future.
    Detto questo,in ogni caso con la brexit in alcun modo si avrà la decadenza automatica di trattati europei entrati in vigore prima che il parlamento europeo assumesse poteri legislativi, quando cioè tale organo ricopriva un mero valore consultivo,ivi compreso lo stesso trattato internazionale che crea l’unione europea e che dà tali poteri al parlamento europeo.
    va ricordato che la stessa legge che ha creato l’unione europea ed ha dato poteri legislativi al parlamento europeo non ha avuto un voto vincolante dallo stesso parlamento europeo che appunto in quel momento aveva solo poteri consultivi!
    Quindi anche tale trattato è a tutti gli effetti un trattato internazionale votato dal parlamento inglese e stipulato dai singoli stati.
    Ovviamente esistono le modifiche esplicite e non esplicite a tali trattati o solo a parte di essi avvenute successivamente,ma questi sono tutti trattati internazionali che restano validi anche dopo la brexit perché non possono certo ritornare alla formulazione originaria della vecchia comunità economica europea!
    Insomma,la situazione è parecchio complicata,praticamente un vespaio.

     
  • giamps78 09:41 il 24 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    Italicum: Eliminando candidature multiple si diminuiscono eletti con preferenze! 

    Sulla presenza dei capilista bloccati nell’italicum è certamente rispettata la precedente sentenza della corte la famosa 1/2014, almeno nella parte in cui si dice che le liste bloccate devono essere corte,ma certamente la presenza delle candidature multiple nell’italicum fa rientrare dalla finestra quello che è tale sentenza fece uscire dalla porta.
    In ogni caso la cosa che mi piacerebbe sapere dalla corte riguarda la presenza simultanea di preferenze e liste bloccate,nella stessa scheda elettorale,con la stessa “x” posta dall’elettore sull’identico contrassegno.
    Mi piacerebbe sapere se tutto questo non contrasti sia con la costituzione,sia con la normativa sulla preferenza unica.
    il problema che indico non riguarda inizialmente l’argomento della stretta costituzionalità dei capilista bloccati,anche se va ricordato che se la corte costituzionale dovesse salvarli eliminando solo le pluricamdidature,a causa di un effetto perverso dell’italicum, il risultato sarebbe la considerevole diminuzione dei seggi assegnati medjantemle preferenze,quelle vere,non quelle finte di cui scriverò in seguito.
    ne tantomeno tutto ciò riguarda la presenza simultanea in parlamento di eletti con le preferenze e con le liste bloccate.
    Il problema che espongo riguarda il voto di un cittadino che si reca alle urne e appone la “x” sul contrassegno del partito e poi con la matita scrive il cognome del candidato esprimendo la sua preferenza.
    Bene,il voto viene assegnato al partito,la preferenza viene assegnata al candidato votato eppure ad essere eletto per primo è il capolista bloccato.
    E’ costituzionale sta roba qua?
    Se un candidato ottenesse per ipotesi il 100% delle preferenze,ipotesi che può capitare solo ipoteticamente, e se ci fosse un solo seggio da assegnare,questo sarebbe in ogni caso dato al capolista bloccato.
    Che poi non si capisce: Ma questo capolista bloccato viene votato o non viene votato?
    La risposta dal mio punto di vista è no,non viene votata perché di tale candidato non vi è traccia durante lo spoglio delle schede,a differenza delle preferenze,tante o poche che siano.
    A si,già e vero,qualcuno si ostina a chiamare preferenze anche i voti di collegio del mattarellum.
    Bene,fingiamo che il mattarellum abbia la preferenza unica e non invece una lista bloccata composta da un solo candidato.
    Lo ricordo,la preferenza è la scelta unica o multipla,tra due o più candidati dello stesso partito.
    Ovvero l’elettore non si trova nel mattarellum un singolo nome per ogni partir na se ne trova più di uno ed esprime una preferenza.

    Se si collega il voto dato al partito con la preferenza data al candidato creando un unicum,la preferenza per il candidato scompare,perché i voti dati al contrassegno elettorale corrispondono ai voti dati al candidato,quindi non può chiamarsi preferenza.
    Ma in ogni caso fingiamo che sia veramente da considerare come tale.
    Il mattarellum ha la preferenza unica e pure il capolista bloccato viene eletto con le preferenze che corrispondono ai voti dati al contrassegno che lo affianca.
    Bene, c’è la preferenza per il capolista bloccati(anche se in realtà non c’è) e ci sono pure le preferenze appena più sotto dove si scrive nome e cognome.
    Ma in italia non c’era stato un referendum sulla preferenza unica?
    Preciso che sono favorevole al ritorno alle preferenze multiple ma in questo momento Delle due l’una: O il capolista bloccato riceve preferenze e allora non c’è più la preferenza unica(nemmeno di genere) oppure l’unico candidato votato con la preferenza unica sta sotto di lui nella lista e viene eletto dopo di lui e tale capolista viene eletto senza la preferenza,quindi andando contro il referendum che la corte dimostra spesso di utilizzare nelle sue sentenze come fonte del diritto,seppure sia strumento abrogativo che termina i suoi effetti 15 giorni dopo nelle pubblicazioni in gazzetta ufficiale.
    Ecco perché a mio parere anche il capolista dovrebbe essere votato con le preferenze.
    Certo,la costituzione dice che i partiti servono alla democrazia,ma fino a che punto possono considerarsi “padroni” del voto degli elettori?
    Fino al punto di sostituire il voto popolare con la segreteria di partito?
    Io credo proprio di no.
    Non può essere concesso questo potere ai partiti,il parlamento non è dei partiti ma per i partiti.
    La corruzione creata da tali sistemi elettorali ha fatto marcire le fondamenta della repubblica,ha dato l’impressione di rendere inutile il voto.
    Ed ora questi partiti pur di tenere in mano il potere sono disposti a togliere l’assenza del vincolo di mandar dalla costituzione.
    Ormai il voto appartiene al capo partito, che decide chi deve essere eletto e chi no, e tutto questo messo assieme al ben peggiore sistema uninominale del mattarellum che ha eliminato dalla scena politica i partiti storici.
    Cosa può fare una legge elettorale?
    Può eliminare partiti politici ,piccoli o grandi che siano, può far scegliere a tavolino gli eletti permettendo al capo partito un collegio sicuro in cambio della fedeltà in parlamento.

    Inutile che chi ha utilizzato i vari razzi e scilipoti oggi ci venga a fare la morale su chi cambia gruppo parlamentare,parli delle preferenze come un male(a giorni alterni dice che sono un bene),sia per la presenza del vincolo di mandato.
    Il problema della politica italiana e tutto semplicemente qui,la legge elettorale che non permette al popolo sovrano di scegliersi il suo partito e di scegliere tra i candidati di quel partito ed i partiti che hanno creato questo centro di potere senza più democrazia interna e proprio a causa della legge elettorale sono diventati verticisti.
    Da qui nascono le coercizioni e l’ubbidienza,la sudditanza ,le leggi fatte male,gli innumerevoli voti di fiducia in parlamento e probabilmente la corruzione delle lobby in quelle leggi fatte male ed allo stesso tempo freneticamente.
    La centralizzazione assolutistica del partito comandato come fosse un’azienda che si interpone tra popolo e rappresentanti è un male assoluto.
    Chi se ne giova butta la palla in corner facendo opinione sui governi “non eletti dal popolo”.
    Ma il popolo non deve eleggere i governi,il popolo deve poter votare il proprio partito e votare i propri rappresentanti perché a costituzione vigente sono questi a dover fare le leggi.
    Dal mio punto di vista è incostituzionale qualsiasi sistema elettorale che logora la politica al suo interno,rompendo il rapporto tra eletti ed elettori mediante gazebarie,primarie o scelte univoche delle segreterie di partito o dei blog di partito che ora vanno a sostituire le segreterie creando i “partiti-non”.
    E lo ricordo,chi ha fatto il suo “partito-non” cercò prima di entrare tramite le primarie in un altro partito.
    Incostituzionali sono le leggi per le elezioni di sindaci,presidenti di provincia,presidenti di regione.
    Queste,pur avendo le preferenze nell’elezione del consiglio hanno leggi elettorali che contengono almeno 3 punti totalmente in contrasto con la sovranità popolare:
    1)l’impossibilità per l’elettore di scegliere tra più candidati a sindaco o a presidente della stessa forza politica
    2)il premio di maggioranza smisurato e la presenza degli sbarramenti
    3)il voto dato al candidato sindaco o presidente tramite il quale si assegna il premio,e non invece in base ai voti ricevuti dai partiti che lo sostengono.

    Questa miscela esplosiva di leggi elettorali ha creato un verticismo di potere eliminando da una parte il potere delle assemblee elettive, nel tentativo di collegare falsamente il consenso popolare direttamente singole persone,dall’altra disconnettendo la democrazia interna dei partiti e le loro regole democritiche sostituite una volta da gazebo di strada che formano direzioni di partito un’altra volta dalla dirigenza del partito-impresa oppure scelte dell’uomo solo al comando che decide ovunque i suoi candidati al posto del popolo che vota per il suo partito che viene completamente svuotato delle sue funzioni per questo identificato con il suo capo,il cui cognome viene inserito nel contrassegno elettorale.

     
  • giamps78 12:18 il 23 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    Divario tra ricchi e poveri è arma di distrazione di massa usato dalle lobby 

    Come ho spiegato varie volte la distinzione non è tra ricchi e poveri intesi come possessori di denaro.
    Chi ragiona così o è ignorante o è in malafede.
    Vediamo di smentire alcune notizie false…
    “L’uno per cento possiede quanto i due terzi della popolazione mondiale”.
    Dato clamorosamente falso perché non tiene conto del costo della vita.
    per lo stesso motivo sono false le statistiche sul prodotto interno lordo mondiale,il famoso grafico a torta dove i paesi “occidentali” avrebbero l’80% del prodotto interno lordo mondiale è clamorosamente sbagliato,infatti hanno meno del 50% se si fanno i calcoli tenendo conto del potere d’acquisto.
    “in india i due terzi della popolazione vive con 2 dollari (americani) al giorno”.
    Questi indiani sarebbero poveri?
    Per nulla.
    2 dollari americani in india corrispondono perlomeno a 8 dollari spesi negli stati uniti o circa a 8 euro in Europa.
    Questo per un semplice motivo,lo stesso descritto precedentemente: La differenza del costo della vita.
    Tutto questo significa semplicemente che in india con 2 dollari americani si può acquistare molte più cose rispetto a quegli stessi due dollari utilizzati altrove,ad esempio negli stati uniti d’America.
    Quindi evidentemente, anche considerando le medesime banconota risulta errato farne la somma semplice.
    Evidentemente, se c’è un differente costo della vita c’è anche una differente soglia di povertà,che è più alta negli stati uniti,probabilmente intorno ai 400 euro e più bassa ad esempio in india dove probabilmente bastano meno di 50 euro per uscire dalla soglia di povertà.
    Quindi qualunque media,qualunque economista vada avanti a supportare la tesi dei 2 dollari al giorno,o è ignorante ed è meglio che si informi o che cambi mestiere,oppure è semplicemente in malafede perché pagato dal capitalismo che utilizza la differenza dei costi della vita e del lavoro per ottenere il suo scopo di lucro all’interno del mondo globalizzato, e poi “liscia il pelo” ai media dai quali ottiene visibilità in cambio di soldi,il tutto a nostro discapito e a discapito di chi viene schiavizzato nei paesi in via di sviluppo.
    Essendo che 2 dollari al giorno corrispondono circa a 8 euro, ed essendo che molti lavoratori indiani sono sfruttati dal capitalismo d’assalto, otteniamo l’esatto opposto di quello che che questi bravi media vogliono farci credere.

    Quelle persone che hanno due dollari al giorno non sono poveri,sono lavoratori che creano prodotti a basso costo che poi arrivano qui e producono il terzo ed il quarto scopo di lucro della filiera.
    Oltre al primo scopo di lucro che e’ il guadagno dell’imprenditore,al secondo scopo di lucro che è rappresentato dagli interessi del capitale molto alti grazie all’inflazione che c’è nei paesi in via di sviluppo.
    Il terzo scopo di lucro della filiera è il trasporto che fa aumentare i prezzi e che quindi predilige i prezzi bassi dai quali ottenere un margine più ampio.
    Infine il quarto scopo di lucro cioè il commerciante che vende al consumatore finale sempre più spesso attraverso grandi catene di vendita a scapito dei più piccoli.
    Da qui gli interessi delle lobby verso la globalizzazione,è la loro principale fonte di guadagno.
    Siamo dentro ad un sistema dove onesto significa fesso.
    E nessuno vuole passare per fesso!
    Ma bisogna aspettare e poi si vede chi era veramente il fesso,forse lo erano i più furbi.
    Il commercio ed il settore immobiliare sono quelli che ha guadagnato di più dall’entrata nell’euro,all’inizio.
    Poi c’è star il crollo dei prezzi delle case e la chiusura di centinaia di migliaia di negozi.
    I conti si fanno alla fine,l’economia si muove piano,il cane si morde la coda ed i conti si fanno alla fine.
    La competitività del sistema paese viene decisa in decenni.
    Paghiamo l’iperinflazione e le cattive riforme degli anni ’70 e ’80 che hanno incrementato esponenzialmente il debito.
    Un titolo di stato ventennale al 7% di interessi annui farà aumentare il debito del 7% e quando scade non va rifinanziata solo la cifra iniziale ma anche tutti gli interessi maturati nel tempo,che a loro volta creano nuovi interessi e aumentano il debito.
    I tagli e le privatizzazioni banno rappresentato il rimedio errato.
    Puoi tagliare la spesa pubblica ma se nel primo anno di euro il bollo automobilistico ti aumenta del 17%, e l’istat nemmeno lo rileva, è chiaro che un libero professionista o un commerciante o un autotrasportatore pagando più tasse aumenteranno il prezzo dei loro servizi,a loro volta questi servizi aumenteranno le spese sostenute dallo stato(con remunerazioni più alte e servizi acquistati ad un prezzo più alto),che a propria volta effettuerà tagli e aumenti di spesa sia in cifra assoluta sia in percentuale.
    Mano a mano si perde competitività, molto lentamente ma progressivamente.
    Il tutto condito dal cambio monetario sfavorevole.

     
  • giamps78 16:57 il 16 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il retroattivo bail-in colpisce incostituzionalmente i titoli subordinati e secondari 

    I politicanti hanno votato il “bail-in” sulle le banche.
    Presentata per l’ennesima volta come una grande riforma si è rivelata per quello che è: Una ciofeca che ha fatto perdere alla borsa il 20% in pochi mesi dopo la sua entrata in vigore.
    Il bail-in, è un trattato europeo ed è in vigore in italia come legge ordinaria approvata con decreto legge poi convertito dal parlamento.
    Non essendo una normativa di rango costituzionale e non contenendo norme esplicitamente a carattere retroattivo non può in alcun modo essere valido per i contratti in essere,tra l’altro sottoscritti da privati.
    Ergo, il bail-in per poter essere applicato nella sua completezza avrebbe dovuto contenere l’obbligo di modifiche contrattuali tra debitori e creditori con tanto di firma di questi ultimi su un pezzo di carta dove si attesta la modifica delle condizioni contrattuali.
    Mi pare ovvio visto che lo stesso stato italiano per conto delle sue autorità di garanzia ha appena multato,per lo stesso motivo,le compagnie telefoniche che avevano modificato le condizioni contrattuali senza il giusto preavviso,anzi,senza avviso, e senza dare la possibilità di rescindere il contratto in essere.
    Con una differenza tra i due casi:
    Mentre il contratto sottoscritto tra utenti e compagnie telefoniche conteneva un clausola che permetteva alla compagnia telefonica la modifica unidirezionale delle condizioni contrattuali, i contratti bancari sottoscritti dai creditori delle banche non contengono alcun riferimento ad articoli di legge o a modifiche unidirezionali che permettano ad una banca di convertire quei titoli investiti in e di reinvestirli in altro modo in maniera unidirezionale,o addirittura di tenersi quei soldi lasciando completamente a secco il creditore che riceverà,se fortunato,anzi se sfortunato, dallo stato un indennizzo con i soldi pubblici.
    In altre parole, non è sufficiente la pubblicità avvenuta tramite la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto legge,ne la pubblicità avvenuta tramite i media,effettuata dallo stato perché tale pubblicità non può essere considerata come sostitutiva di pubblicità effettuata dalle banche presso i singoli sottoscrittori ovvero di un nuovo contratto di adeguamento agli articoli di legge sopravvenuti.

    non potendo essere tale bail- in valido retroattivamente tutte le pubblicità effettuate dallo stato si intendono valide per i nuovi sottoscrittori di titoli e per i vecchi che firmano nuovi contratti e non dunque per i contratti in essere,nei quali,non è contemplata la possibilità di “disinvestimento” della banca con scelta unidirezionale e con scelta parziale di determinati titoli che perdono tutto e di altri titoli che invece non perdono nulla.
    E non è nemmeno contemplata la possibilità che una banca che fallisca eliminando completamente contratti sottoscritti presso investitori “terzi” nei quali la banca risulta solo mediatrice, e a causa del fallimento di tale banca i soldi del creditore spariscono improvvisamente e non si sa bene dove finiscano.
    Visto che la completa eliminazione di questi crediti va contro la costituzione che difende il risparmio andando contro un contratto sottoscritto tra  privati all’interno del quale non è contemplata la possibilità di perdere  tutti i crediti a causa per questo motivo aggiunto solo più successivamente, e visto che il trattato europeo risulta in vigore in Italia come legge ordinaria, visto che per altri creditori della banca fallita rimane ancora valido il contratto sottoscritto precedentemente senza modifiche tra contratti della vecchia banca fallita e la nuova banca costituita, e c’è quindi una palese disparità di trattamento tra chi ha perso tutto e chi non ha perso nulla,il bail-in è quindi incostituzionale e lo stato deve pagare non per bontà,ma semplicemente perché è il responsabile.
    Ed invece lo stato punta l’attenzione sulla volontarietà e sulla consapevolezza di chi ha sottoscritto contratti rischiosi,ma i risparmi di quelle persone non sono andati in fumo per colpa del contratto da loro sottoscritto e della sua rischiosità.
    Se così fosse tutti i contratti di qualsiasi banca ubicati presso quello specifico fondo d’investimento sarebbero andati in fumo,ma così non è in quanto altri risparmiatori che hanno sottoscritto i medesimi titoli presso altre banche stanno tutt’ora guadagnando il denaro degli interessi.
    La colpa non è quindi della rischiosità ,consapevole o inconsapevole , di chi ha sottoscritto un contratto rischioso, ma di chi tenta di modificare retroattivamente tale contratto introducendo una variabile di rischio non contenuta e valida solo ed esclusivamente determinati contratti.

    Comprendo che nelle intenzioni di chi ha prodotto questa normativa c’era il tentativo di limitare l’investimento rischioso tra le preferenze dei creditori tentando di dare un valore “secondario” a titoli “secondari” ma purtroppo siamo di fronte all’ennesimo pasticcio,all’ennesima ciofeca europea.
    A parte che non sono ancora riuscito a capire che fine fanno i soldi dei creditori sottoscrittori dei titoli derivati.
    Quello che so è Che il creditore che abbia depositato più di centomila euro perde tutto.
    Ma non sono ancora riuscito a capire se quel contratto è dichiarato nullo dal fondo di investimento terzo o dalla banca.
    Soprattutto perché proprio per quei titoli subordinati la banca fallita ha fatto solo da intermediario del contratto,visto che tale banca si è servita di un’altra banca terza ,che non è fallita, e che ha concretamente “piazzato i titoli” e di cui la banca fallita risulta creditrice.
    La banca fallisce,quale circolo vizioso seguono i soldi utilizzati per acquistare titoli secondari visto che sono depositati al di fuori della banca laddove maturano gli interessi?
    Dove vanno dopo il bail-in?
    Ed in ogni caso,può il monte dei paschi di Siena,che non è(ancora) fallita, costringere chi ha sottoscritto tali azioni a convertirli in altre azioni e non invece lasciare la libertà di disinvestire quei titoli subordinati,visto se da contratto non c’è l’obbligatorietà di mantenere tale investimento attivo per un tempo prefissato?
    Infatti se la banca non fallisce le attività bancarie devono procedere normalmente,non possono essere improvvisamente bloccati dei titoli in attesa o per colpa di un aumento di capitale,tra parentesi, mentre quella stessa banca restituisce debiti,ovvero trattamenti di fine rapporto e buonuscite ai suoi dirigenti che rappresentano debiti a tutti gli effetti.
    Perché per le buonuscite dei dirigenti non viene applicata la regola dei 100 mila euro?
    In ogni caso quando c’è un fallimento di solito accade che il creditore chieda al giudice un risarcimento ottenibile dalle proprietà di chi è fallito,tramite un curatore fallimentare,non si è mai visto un curatore fallimentare che si muova seguendo il limite di 100 mila euro,che dia zero a qualcuno e che dia tutto a qualcun altro e tutto questo grazie alla modifica retroattiva di un contratto.
    Se è vero che la nuova banca dopo il bail-in mantiene validi,senza modifiche,senza nuove sottoscrizioni da parte dei creditori,alcune tipologie di contratti,allora anche i titoli subordinati secondari non hanno alcun motivo per non considerarsi tutt’ora ancora validi e annullati in maniera incostituzionale.
    Difatti la quota dei 100 mila euro era già in vigore prima del bail-in indistintamente e quindi senza distinzioni tra titoli subordinati e non subordinati tra titoli secondari e non secondari,ed è il parametro utilizzato per la contestualizzazione del rischio da parte dei debitori e dei creditori al momento della firma del vecchio contratto.

     
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