Pensioni e carburanti: Due riforme per risollevare paese

la condizione economica italiana,al netto delle politiche monetarie della banca centrale europea, in questi tre anni è peggiorata vistosamente.
Se qualcuno volesse realmente migliorare questa situazione avrebbe una unica scelta: Mettere mano alle pensioni.
Ovviamente non la solita riforma previdenziale simile a quella che viene fatta da ogni nuovo governo che entra in carica, credo di averne contate otto o nove di queste riforme negli ultimi 25 anni.
Qui non si tratta di alzare l’età pensionistica,questo è assolutamente sbagliato, non si tratta di dare pensioni future più basse perché anche questo lo si è sempre fatto e l’unico risultato è stato quello di togliere tutto alle future generazioni mentre la situazione generale continua a peggiorare.
Si tratta di togliere diritti acquisiti per evitare questo furto alle casse dello stato mettendo a posto retroattivamente un gigantesco errore che è la concausa del nostro debito pubblico.
Si tratta di fare una legge costituzionale in cui si riformano le pensioni di reversibilità e si dice che il sistema pensionistico italiano è quello contributivo ovvero si riceve in base a quello che si è versato durante la propria vita lavorativa.
Poi si aggiunge un articolo con delle disposizioni transitorie nel quale si afferma che i pensionati che utilizzano altre leggi per il calcolo pensionistico devono avere un ricalcolo basato sugli anni contributivi,in base hanno già ricevuto e sulla ricchezza isee.
L’Italia nella parte transitoria della sua costituzione ha sospeso diritti civili al vecchio re d’italia,quindi se è  stato fatto al re si può fare anche ai pensionati,magari solo a quelli che hanno già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quello che tali lavoratori hanno versato.
Così si recuperano alcune decine di miliardi.
Un altro articolo di questa legge potrebbe parlare di forze dell’ordine che continuano ad andare in pensione con delle incredibili agevolazioni.
Queste persone credono di difendere lo stato ed invece lo portano furbescamente al fallimento.
Un ulteriore articolo di questa legge costituzionale riguarda i doppi stipendi,le indennità dei politici che devono essere retroattivamente portati a 500 euro ma solo nel caso in cui il modello l’isee sia bassostesso dicasi per i pensionati all’estero che non pagano 1 euro di tasse e non pagano nemmeno la scheda elettorale su cui qualcuno ha permesso loro di votare.
100 mila euro è la cifra negativa tra quanto è stato versato nella vita lavorativa e quanto si è ricevuto e questo indipendentemente dalla pensione che si riceve, chi ha ricevuto tutto quello che ha versato ed in più altri 100 mila euro deve ricevere una brutta sorpresa perché ci sono giovani ai quali lascerà una pesante eredità ed è quindi giusto porre fine al ladrocinio di un sistema pensionistico del passato.
Il pacchetto totale dovrà portare un risparmio di 50 miliardi che deve andare totalmente nell’abbattimento dell’iva, ma solo per i prodotti interamente creati e venduti in Italia.

Vanno serrate le fila per quanto riguarda il carburante che il primo gennaio tornerà a salire del 10% e saranno tutte tasse.
Questo aumento produrrà decrescita del prodotto interno lordo perché quei soldi incamerati dallo stato tolgono economia reale che ne viene ulteriormente appesantita a favore dell’assistenzialismo che fa morire il paese.
C’È un circolo vizioso da invertire,prima che la situazione possa diventare irreversibile.
Quindi quello che va fatto è prima di tutto eliminare l’iva agevolata sul carburante obbligando le aziende dei trasporti,le forze dell’ordine,il trasporto pubblico a montare quei dispositivi che utilizzando la batteria degli automezzi creano piccolissime quantità di idrogeno e ossigeno che poi finiscono nella camera di scoppio e migliorano la carburazione diminuendo i consumi del 20%,esattamente pari all’agevolazione sull’IVA che non avranno più.
Questo apparecchio costa  1’500 euro,ma ad esempio in alte paesi lo si può trovare anche a 500 euro e può essere lo stato a fornirlo gratuitamente utilizzando i risparmi ottenuti dalle mancate agevolazioni sull’IVA.

Otteniamo risparmi di spesa pubblica con la possibilità di abbassare le tasse,e l’unica tassa che va abbassata fino all’eliminazione è l’IVA,ma in questo caso non sul carburante fossile che viene estratto dal sottosuolo ma su tutti i carburanti creati per intero nel territorio nazionale,attraverso i biodigestori ma non attraverso le combustioni dei rifiuti,oppure per i carburanti sintetici creati da energia elettrica e co2.
Per questi non vi sarà da pagare l’IVA di modo che diventino competitivi.
L’Italia ha bisogno di innescare un circolo virtuoso abbassando i prezzi finali dei prodotti,migliorando così il potere d’acquisto e la competitività,ma nel contempo di dare più risorse a chi si trova all’inizio della catena produttiva che riceve pochissimo per un prodotto il cui costo poi lieviterà del triplo o del quadruplo.
La strada giusta non è quella di alzare i prezzi con l’inflazione,ne abbiamo avuta fin troppa con il raddoppio dei prezzi con l’entrata nell’euro,(anche se pare che siano sfuggiti all’istituto di statistica),e con l’iperiflazione cominciata negli anni ’70 e poi a lungo proseguita.
Per recuperare competitività sugli altri paesi,in quest’epoca di globalizzazione,abbiamo bisogno non di alzare le buste paga perdendo economia reale e rendendo le banche dei baracconi da economia finanziaria,ma di diminuirli recuperando il nostro ruolo nel mondo.ser

Annunci