Modificare i voucher introducendo quello da 20€

Modificare i voucher distinguendo persone fisiche e giuridiche
Credo di aver detto in tempi non sospetti che la riforma dei voucher sembrava una nuova forma di caporalato legalizzato dallo stato.
Credo di averlo detto ben prima che se ne accorgessero i sindacati,ben prima che uscissero i dati drammatici sull’utilizzo dei voucher, era abbastanza intuibile come sarebbe andata a finire.
Una possibile soluzione potrebbe riguardare l’istituzione di una seconda tipologia di voucher dal valore di 20€.
Il vecchio voucher da 10 euro potrebbe essere utilizzato per lavori occasionali offerti da persone fisiche che non siano anche datori di lavoro nelle medesime attività svolte.
Cioè a dire che non si mettono in competizione le diverse forme contrattuali con il voucher da 10€, che se un’azienda vuole utilizzare un voucher per una qualsiasi attività di mercato,che sia occasionale,lo può fare ma acquistando quello da 20€.
In tale mono scompare il vantaggio economico e viene parzialmente eliminato l’abuso del voucher a scopo di lucro.
Ovviamente i 20€ sono relazionati al valore medio delle buste paga sul costo della vita.
Quindi facendo un esempio diviso in tre parti:
A)c’è bisogno di un voucher da 10€
se un semplice cittadino vuole una mano con il suo orto,senza che quell’orto sia in mano ad una azienda e senza quindi che vi sia una compravendita di prodotti, allora sarà sufficiente il voucher da 10€.
B) non c’è bisogno di alcun voucher se è un amico a dare una mano all’orto di un altro amico e senza che venga chiesta o anche solo sottintesa alcuna remunerazione monetaria e se che il prodotto ottenuto da quel non risulti venduto sotto qualsiasi forma.
C) c’è bisogno di un voucher da 20€ se è un azienda agricola ad aver bisogno di un lavoro occasionale che magari può avere le medesime caratteristiche dei punti precedenti ma viene richiesta da un’azienda.
Ad esempio se un gruppo di cittadini
si arma di decespugliatore e pulisce un parco pubblico nelle vicinanze delle loro abitazioni perché il comune non ha soldi,evidentemente non sarà pagato alcun voucher dal comune se non pattuito inizialmente.
Così come in quel caso del pensionato che con un suo amico stava potando la vite su un suo orto per creare un prodotto finito che risultava essere ad uso personale e non dunque venduto.
Invece purtroppo sono arrivati i carabinieri che hanno fatto la multa a tale pensionato,cosa inconcepibile.
Un comune non fa pagare il biglietto per entrare nel parco e non vende l’erba tagliata dai volontari!
Ed il pensionato non vende l’uva ma al massimo ne regala qualche kg all’amico che gli dà una mano.
In questi casi non è un prestito di manodopera e non deve essere acquistato il voucher.
Ma nel caso in cui non sia volontariato ma nemmeno un lavoro che produce uno scambio monetario, il voucher da comprare sarebbe quello da 10 €, mentre sarebbe da 20€ se effettivamente il comune trae un guadagno da una certa attività che va quindi remunerata con il voucher da 20€,ad esempio per i musei civici dove si paga il biglietto per entrare.

Mentre se quel pensionato non avesse avuto l’amico che gli dava una mano e avesse avuto bisogno di qualche sconosciuto che ovviamente non avrebbe lavorar gratis,non trattandosi di un’azienda,il voucher corretto risulta essere quello da 20€.

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