Serve una riforma costituzionale lampo

Serve una riforma costituzionale lampo

Bisogna guardare in faccia alla realtà, con qualsiasi sistema elettorale si andrà a votare, compreso un eventuale resuscitato mattarellum uninominale, quasi certamente non vi sarà una maggioranza la sera stessa delle elezioni.
Quindi si aprirà una nuova legislatura con i medesimi problemi irrisolti che ci sono oggi,solo che peggiorati dal tempo.
Servirà comunque una riforma costituzionale e una nuova riforma elettorale anche nella 18° legislatura.
Tanto vale cominciare a farla oggi, una riforma lampo votata all’unanimità con un accordo politico che non prevede la presentazione di emendamenti in aula,tutto questo,sia chiaro,mentre viene fatta la nuova legge elettorale.
E allora si potrebbe cominciare con il senato: La sua abolizione richiederebbe comunque una profonda ed equilibrata revisione della carta costituzionale ma dubito che take equilibrio si possa trovare tra questi politicanti.
La revisione costituzionale lampo con pochissime modifiche potrebbe invece riguardare il voto di fiducia per l’insediamento del governo e l’introduzione del sistema “della culla” che già in passato fu presentata dal ministro della democrazia cristiana elia.

Sostanzialmente le modifiche sono queste due,si elimina il voto di fiducia governativo al senato e si inserisce il metodo della culla che evia il ping pong e che consente ad un senato eletto direttamente dai cittadini di votare autorevolmente qualsiasi tipo di legge statale,esattamente come avviene oggi, dando però  l’ultima e definitiva parola alla camera dei deputati o in terza o in seconda lettura in base al luogo dove comincia l’iter.
Ovviamente il senato deve avere dei tempi tecnici scritti in costituzione entro i quali terminare la sua lettura.

Al metodo della culla di può aggiungere quello del silenzio ovvero se terminato tale termine non avviene la lettura e quindi nessuna delle due camere modifica definitivamente in testo questo diventa automaticamente legge.
Quindi anche un testo uscito dal senato e non modificato dalla camera dei deputati entro il termine stabilito diventa legge.
Le letture dovranno quindi terminare improrogabilmente entro tale giorno

e quindi i lavori delle aule ed i relativi regolamenti si dovranno adeguare,ad eccezione di alcune leggi tra le quali ovviamente la revisione costituzionale.

Non solo,un senato che non vota la fiducia può essere eletto con un sistema interamente uninominale e con la previsione di decadenza futura dei senatori in corrispondenza delle elezioni regionali che mano a mano arrivano a fine legislatura.

Quindi in concomitanza con le elezioni regionali c’è anche l’elezione diretta a suffragio universale dei nuovi senatori.

Infine alla camera dei deputati si adotta la consuetudine di non modificare proposte di legge uscite dal senato se queste riguardano gli enti locali.

Questo non è ovviamente un obbligo costituzionale e neppure una legge ma una consuetudine che permette al senato di fare le leggi su determinate materie e alla camera,che potrebbe cominciare con la prima lettura,di non modificare il testo se nonin caso di eccezionalità.

A mio avviso  se un senato è totalmente uninominale la camera dovrebbe essere totalmente proporzionale o vice versa.
In quest’ultimo caso il senato ritornerebbe ad avere la legge elettorale del 1948 senza sbarramento.

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