Il “recall”,il vincolo di mandato e l’inversione dei poli

Io non credo che chi propone di eliminare l’assenza del vincolo di mandato o le dimissioni per chi cambia gruppo parlamentare abbia pensato a come queste norme possono essere realmente applicate.
Chi deciderà per la decadenza di un parlamentare?
Certamente non il popolo sovrano perché,come spiegato altre volte,il sistema del “recall” difficilmente può funzionare su collegi plurinominali e ancora più difficilmente può funzionare su collegi uninominali in una situazione di tripolarismo.
Certo è anche un sistema costoso prevedere il recall.
Se tale sistema avesse un correttivo e potesse essere applicato solo ai parlamentari che cambiano schieramento e non dunque a quelli “fedeli”, i costi diminuirebbero sensibilmente e forse molti più parlamentari che cambiano gruppo sceglierebbero le dimissioni spontanee o magari ne sarebbero dissuasi.
In caso di collegio plurinominale ci sono più eletti nello stesso collegio ed ogni eletto ha ottenuto meno del 50% dei voti.
Significa che dovrebbe essere riconfermato con un si o con un no tramite il recall da chi non ha votato per la sua forza politica.
Dunque chi con il proprio voto non manda tale rappresentante in parlamento può però farlo rimuovere,è singolare anche se poi a subentrare fosse il primo dei non eletti della stessa forza politica.
Se invece si toglie dalla costituzione l’assenza del vincolo di mandato si introduce l’obbligo per i parlamentari di votare in conformità…
ma in conformità con chi?
Con il resto dei proprio gruppo parlamentare?
E se il gruppo fosse formato da 3 persone succede che solo due persone decidono per la decadenza della terza?
Oppure con gli iscritti di tale forza politica?
Questo significa prevedere obbligatoriamente una democrazia interna per dei partiti che oggi sono già al lumicino e c’è il rischio di una degenerazione che riuscirebbe addirittura a peggiorare la situazione attuale che oggi parrebbe non poter essere peggiore.
A me sembra che avere dei parlamentari con il vincolo di mandato equivalga ad avere delle una legge elettorale senza preferenze e con le liste bloccate.
La presenza del vincolo di mandato può essere presente nel bundesrag tedesco perché è i rappresentanti sono nominati da istituzioni regionali,quindi da un consiglio che certamente non può essere paragonato ad un gruppo regionale di parte.

Tra parentesi nel bundesdat non sono gli elettori tedeschi a votare i rappresentanti,ma questi sono nominati da quelle stesse istituzioni e a queste devono rispondere.

È difficile immaginare un voto popolare che poi abbia un filtro,un limite, nella libertà di decisione che i rappresentanti eletti.
Una repubblica parlamentare si basa sul parlamento,è difficile pensare ad una presenza di tale vincolo collegandolo al principio di sovranità popolare.
Sul serio si rischia di avere l’uomo solo al comando impoverendo la democrazia di voci libere che sono l’essenza della democrazia.
La politica taglierebbe inavvertitamente il ramo sul quale sta seduta.
Tutti criticarono la proposta fatta alcuni anni fa da Berlusconi secondo la quale un capogruppo con la palettina in aula votava per tutto il gruppo parlamentare.
La presenza del vincolo di mandato è esattamente questo.
Se qualcuno pensa di risolvere i problemi della politica italiana con questi due strumenti si sbaglia di grosso.
Un conto è vietare il passaggio di transfughi tra gruppi parlamentari ad eccezione del gruppo misto che ha la funzione di mantenimento dell’assenza del vincolo di manato e impedendo la creazione di qualsiasi nuovo gruppo la cui denominazione non sia stata votata dagli elettori(vedi la nascita del partito democratico durante il governo Prodi o del popolo della libertà e suo successivo scioglimento).
Si evita così la creazione di nuove sigle e di partitini fuori dal voto popolare ma si lascia a chi ha preso voti,anche se pochi,di rappresentare i propri elettori.
Troverei deleteria l’inversione dei poli dove coloro che oggi sono per il “no” alla riforma renzi-boschi fanno una riforma costituzionale peggiore con il partito democratico che si schiera contro questa nuova riforma e quindi per il “no”..

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