La funzione del pareggio di bilancio nel rinnovo dei contratti della p.a.

 

Il pareggio di bilancio inserito nella carta costituzionale non può mica servire solo quando il governo si trova davanti alla corte costituzionale e deve giustificare la mancata, ma in termini di legge doverosa, indicizzazione di pensioni che però utilizzano un obsoleto e costoso sistema per il loro calcolo.
È no,il pareggio di bilancio in costituzione va tradotto in legge,va messo in qualsiasi contratto stipulato dal governo,anche quello con le parti sociali che determina l’aumento medio delle retribuzioni di ben 85€ mensili.
Questo governo di propaganda ha modificato la formulazione della legge di bilancio già nota come “legge finanziaria” vietando le clausule di salvaguardia eludendo il pareggio di bilancio e creando dei fondi specifici che vanno rifinanziati annualmente.
È una illusione perché il controllo sulla consistenza di tali fondi è fatto in giugni,nel frattempo si lascia il buco di bilancio.
Tra parentesi non voglio nemmeno pensare che quelle volpi del governo abbiano fatto la riforma della legge di bilancio calcolando che loro a giugno del 2017 possono non essere più in carica e che dunque possono lasciar tutti i loro buchi di bilancio al governo successivo mentre loro oggi si dedicano alle spese pazze per dare il contentino all’elettorato in vista del referendum costituzionale.
Se è vero quanto ha detto il ministro “competente” gli aumenti contrattuali di 85 euro al mese sono alimentati da uno di questi fondi speciali che a giugno dovrà essere rifinanziato perché conta solo 1,5 miliardi di euro mentre a regime ne servono 5.
Questo modus operandi è contrario al pareggio di bilancio inserito in costituzione pertanto il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione non può essere fatto perché si tratta di una spesa corrente coperta da un fondo non strutturale una tantum.
In particolare  all’interno del contratto stesso manca la previsione di mancato rifinanziamento di tale fondo ed il ritorno automatico alle precedenti condizioni contrattuali nel caso in cui non siano trovate a queste nuove spese correnti delle coperture strutturali che facciano diventare strutturale e definitivo tale rinnovo.
Quindi una corte dei conti qualsiasi,ma anche una commissione finanze o una tesoreria dello stato dovrebbero rilevare la mancanza di questa clausula rescissoria posta all’interno del contratto firmato tra le parti.

Altrimenti poi finisce come per gli incentivi sul fotovoltaico dove c’è chi ha avuto troppo e per molti anni continuerà a ricevere quel troppo e c’è  chi non riceverà nulla a causa dell’alto costo in bolletta già sostenuto dallo stato e poi reso immodificabile diventando diritto acquisito proprio a causa della mancanza di una adeguata clausula rescissoria.

Annunci