Updates from dicembre, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 18:18 il 29 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Pensioni e carburanti: Due riforme per risollevare paese 

    la condizione economica italiana,al netto delle politiche monetarie della banca centrale europea, in questi tre anni è peggiorata vistosamente.
    Se qualcuno volesse realmente migliorare questa situazione avrebbe una unica scelta: Mettere mano alle pensioni.
    Ovviamente non la solita riforma previdenziale simile a quella che viene fatta da ogni nuovo governo che entra in carica, credo di averne contate otto o nove di queste riforme negli ultimi 25 anni.
    Qui non si tratta di alzare l’età pensionistica,questo è assolutamente sbagliato, non si tratta di dare pensioni future più basse perché anche questo lo si è sempre fatto e l’unico risultato è stato quello di togliere tutto alle future generazioni mentre la situazione generale continua a peggiorare.
    Si tratta di togliere diritti acquisiti per evitare questo furto alle casse dello stato mettendo a posto retroattivamente un gigantesco errore che è la concausa del nostro debito pubblico.
    Si tratta di fare una legge costituzionale in cui si riformano le pensioni di reversibilità e si dice che il sistema pensionistico italiano è quello contributivo ovvero si riceve in base a quello che si è versato durante la propria vita lavorativa.
    Poi si aggiunge un articolo con delle disposizioni transitorie nel quale si afferma che i pensionati che utilizzano altre leggi per il calcolo pensionistico devono avere un ricalcolo basato sugli anni contributivi,in base hanno già ricevuto e sulla ricchezza isee.
    L’Italia nella parte transitoria della sua costituzione ha sospeso diritti civili al vecchio re d’italia,quindi se è  stato fatto al re si può fare anche ai pensionati,magari solo a quelli che hanno già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quello che tali lavoratori hanno versato.
    Così si recuperano alcune decine di miliardi.
    Un altro articolo di questa legge potrebbe parlare di forze dell’ordine che continuano ad andare in pensione con delle incredibili agevolazioni.
    Queste persone credono di difendere lo stato ed invece lo portano furbescamente al fallimento.
    Un ulteriore articolo di questa legge costituzionale riguarda i doppi stipendi,le indennità dei politici che devono essere retroattivamente portati a 500 euro ma solo nel caso in cui il modello l’isee sia bassostesso dicasi per i pensionati all’estero che non pagano 1 euro di tasse e non pagano nemmeno la scheda elettorale su cui qualcuno ha permesso loro di votare.
    100 mila euro è la cifra negativa tra quanto è stato versato nella vita lavorativa e quanto si è ricevuto e questo indipendentemente dalla pensione che si riceve, chi ha ricevuto tutto quello che ha versato ed in più altri 100 mila euro deve ricevere una brutta sorpresa perché ci sono giovani ai quali lascerà una pesante eredità ed è quindi giusto porre fine al ladrocinio di un sistema pensionistico del passato.
    Il pacchetto totale dovrà portare un risparmio di 50 miliardi che deve andare totalmente nell’abbattimento dell’iva, ma solo per i prodotti interamente creati e venduti in Italia.

    Vanno serrate le fila per quanto riguarda il carburante che il primo gennaio tornerà a salire del 10% e saranno tutte tasse.
    Questo aumento produrrà decrescita del prodotto interno lordo perché quei soldi incamerati dallo stato tolgono economia reale che ne viene ulteriormente appesantita a favore dell’assistenzialismo che fa morire il paese.
    C’È un circolo vizioso da invertire,prima che la situazione possa diventare irreversibile.
    Quindi quello che va fatto è prima di tutto eliminare l’iva agevolata sul carburante obbligando le aziende dei trasporti,le forze dell’ordine,il trasporto pubblico a montare quei dispositivi che utilizzando la batteria degli automezzi creano piccolissime quantità di idrogeno e ossigeno che poi finiscono nella camera di scoppio e migliorano la carburazione diminuendo i consumi del 20%,esattamente pari all’agevolazione sull’IVA che non avranno più.
    Questo apparecchio costa  1’500 euro,ma ad esempio in alte paesi lo si può trovare anche a 500 euro e può essere lo stato a fornirlo gratuitamente utilizzando i risparmi ottenuti dalle mancate agevolazioni sull’IVA.

    Otteniamo risparmi di spesa pubblica con la possibilità di abbassare le tasse,e l’unica tassa che va abbassata fino all’eliminazione è l’IVA,ma in questo caso non sul carburante fossile che viene estratto dal sottosuolo ma su tutti i carburanti creati per intero nel territorio nazionale,attraverso i biodigestori ma non attraverso le combustioni dei rifiuti,oppure per i carburanti sintetici creati da energia elettrica e co2.
    Per questi non vi sarà da pagare l’IVA di modo che diventino competitivi.
    L’Italia ha bisogno di innescare un circolo virtuoso abbassando i prezzi finali dei prodotti,migliorando così il potere d’acquisto e la competitività,ma nel contempo di dare più risorse a chi si trova all’inizio della catena produttiva che riceve pochissimo per un prodotto il cui costo poi lieviterà del triplo o del quadruplo.
    La strada giusta non è quella di alzare i prezzi con l’inflazione,ne abbiamo avuta fin troppa con il raddoppio dei prezzi con l’entrata nell’euro,(anche se pare che siano sfuggiti all’istituto di statistica),e con l’iperiflazione cominciata negli anni ’70 e poi a lungo proseguita.
    Per recuperare competitività sugli altri paesi,in quest’epoca di globalizzazione,abbiamo bisogno non di alzare le buste paga perdendo economia reale e rendendo le banche dei baracconi da economia finanziaria,ma di diminuirli recuperando il nostro ruolo nel mondo.ser

     
  • giamps78 20:50 il 24 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    I matrimoni omosessuali e lo scopo di lucro in irlanda 

    In Irlanda è avvenuto un fatto gravissimo, un pasticcere ha ricevuto un ordine per una torta con la scritta “sostieni il matrimonio omosessuale” ,con pagamento anticipato.
    Qualche giorno dopo il pasticcere ha disdetto l’ordine restituendo le 36,5 sterline.
    Chi aveva ordinato la torta, per tramite di una potentissima lobby, ha denunciato il fatto ed il giudice ha condannato il pasticcere al pagamento di 500 sterline più le ingenti spese processuali.
    Il giudice ha affermato che il pasticcere non è una organizzazione religiosa ed ha un obbligo verso i clienti,obbligo che deriva dallo scopo di lucro alla base delle sue attività.
    Trovo che queste motivazioni siano obbrobriose.
    Partiamo dallo scopo di lucro,l’accettare che tale finalità sia in qualche misura un muro divisorio dentro il quale avere l’obbligo di tenere certi comportamenti di carattere etico piuttosto che altri è assolutamente insulso e privo di logica e significa implicitamente affermare che il denaro è “sporco” per definizione.
    Lo stato impedirebbe così a chi svolge attività economiche che abbiano come fine lo scopo di lucro di assumere comportamenti eticamente rilevanti.
    Si ma poi questa architettura giuridica  basata sullo scopo di lucro non trova alcun riscontro nella costituzione irlandese.
    Non si può dunque affermare che lo scopo di lucro divide l’organizzazione religiosa da singole persone che praticano una religione imponendo qualche comportamento a queste ultime e non obbligando altrettanto l’organizzazione religiosa a fare lo stesso e vice versa.
    Non esistendo nella costituzione irlandese alcun riferimento allo scopo di lucro non si può utilizzare questo aspetto per determinare per chi è valida la libertà di pensiero e la libertà religiosa e per chi no.
    Dubito che la costituzione irlandese parli di organizzazioni religiose in un modo diverso rispetto ai diritti e doveri dei singoli cittadini che parimenti hanno la libertà di culto costituzionalmente garantita e non possono in alcun momento venir meno a tali dettati.
    Certamente obbligare queste persone a rendere disponibile un servizio che loro ,come esercenti privati,non vogliono rendere disponibile è una grave violazione di principi costituzionali con lo stato che entra nella sfera privata e limita una parte dei diritti che la costituzione garantisce a tali persone, si tratta di una ingerenza dello stato nella libertà di cittadini.

    Per quanto riguarda lo scopo di lucro,è esattamente il contrario.
    Infatti è proprio lo scopo di lucro a determinare l’apertura o la chiusura del negozio,se ci sono più clienti resta aperto mentre se ce ne sono meno chiude.
    Quindi il pasticcere rinunciando all’ordine e restituendo i soldi ha rinunciato anche allo scopo di lucro,andando contro i suoi stessi interessi economici che gli consentono di restare aperto e mettendo davanti la sua libertà di pensiero e la sua libertà religiosa assieme alla libertà di impresa ai soldi ed al guadagno.
    Il pasticcere sceglie liberamente si fare ciò che vuole e non ha offeso la controparte in nessun modo.
    Diverso sarebbe star il caso di mancato preavviso della disdetta,in quel caso chi ha fatto l’ordine non avrebbe potuto fare in tempo ad ordinare una torta da qualche altra parte e quindi sarebbe rimasto senza.
    In questo caso giustamente il pasticcere deve pagare la sua negligenza con l’ammenda ma tutto questo rientra nei diritti del commercio e non hanno nulla a che fare con la religione.
    Noto che quando fa comodo gli anglosassoni parlano di libertà di impresa mentre quando non fa comodo parlano di obbligatorietà a seconda dei casi.
    Mettiamola così:
    In questo caso specifico non parliamo di un servizio standard offerto dal pasticcere che si rifiuta di dare una torta standard ad una coppia perché è omosessuale.
    Se così fosse stato fatto un grave atto da parte del pasticcere.
    Il pasticcere non ha rifiutato di vendere uno qualsiasi dei suoi prodotti standard acquistabili da chiunque ,ha rifiutato di fornire una particolare “personalizzazione” adatta solamente a chi ha fatto quel particolare ordinativo stabilendo non poteva farlo,e non poteva farlo perché tale personalizzazione andava contro la sua sfera morale che esiste indipendentemente dalla presenza o dalla assenza dello scopo di lucro e sostenere il contrario sarebbe nocivo e controproducente allo stato di diritto che quel giudice deve far rispettare.
    Non è dunque venuto meno ad uno dei principi di mercato che si basano sulla capacità di fare qualcosa.
    In questo caso il pasticcere non è stato in grado di fare una particolare personalizzazione per sue insufficienti facoltà artigianali limitate ed arricchite dal proprio culto religioso al quale si collegano i suoi manufatti artigianali e se venisse meno tale collegamento ne deriverebbe un danno alla genuinità delle sue attività che possiamo anche definire  “artistiche” strettamente collegate alle sue attività imprenditoriali.
    Egli ha stabilito che l’etica del suo negozio impedisce determinate personalizzazioni,quindi fatto salvo non abbia scritto il contrario nel suo menu,una cosa del tipo”potete chiedere qualsiasi personalizzazione” per il diritto commerciale non è obbligato a fornirle ma giusto per tagliare la testa al toro può scrivere “le personalizzazioni richieste riceveranno un vaglio dettato dall’obiezione di coscienza”.
    Perché in fin dei conti il pasticcere ha fatto una obiezione di coscienza tanto quanto la potrebbe fare un medico che non fa certamente parte di organizzazioni religiose

    In questo caso le sfere di influenza del pasticcere e della coppia omosessuale non sono compatibili e si possono esplicitare solo attraverso la standardizzazione e non dunque la personalizzazione per evitare che l’una venga a contatto con l

     
  • giamps78 07:45 il 21 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    #legge elettorale #mattarellum: Prendere il “Minotauro” per un sol corno! 

    Minotauro era il primo soprannome  dato al sistema elettorale che oggi viene comunemente chiamato mattarellum.
    Minotauro proprio perché c’erano due sistemi in uno,differenti tra camera e senato,accumunati solo dalla percentuale di collegi uninominali,il 75%.
    Il sistema del senato è certamente più simile al proporzionale, e darà più o meno gli stessi risolutati.
    Vado a memoria,ma mi par di ricordare che questo sistema nel 25% di proporzionale non contenga nemmeno lo sbarramento.
    Chi ottiene seggi nei collegi uninominali non partecipa alla ripartizione dei seggi proporzionali all’interno della singola regione dove ha ottenuto quei seggi.
    Infatti il numero di voti ottenuti per vincere nei singoli collegi risultano poi sottratti dal totale dei voti ottenuti nella regione,il che ridimensiona il premio insito nel collegio uninominale.
    Se questo sistema venisse traslato e messo in entrambe le camere il risultato sarebbe simile a quello auspicato dai proporzionalisti.
    Quindi per quanto mi riguarda se domani mattina in parlamento si riunisse e facesse entrare in vigore questo Minotauro privo di un corno sarei ben felice.
    Certo,rimarrebbe il problema derivante dai collegi uninominali che prevedono le ammucchiate “selvagge”.
    Infatti l’elettore trova un unico simbolo per tutta la coalizione di liste,simbolo che non sarà riportato in parlamento nella formazione dei gruppi parlamentari,in quanto ogni partito che ottiene seggi nella “contrattazione” tra segretari di partito prima delle elezioni,formerà poi il suo gruppo parlamentare senza che il simbolo di quel partito sia stato inserito in scheda elettorale in quanto sostituito dal simbolo della coalizione che risulta essere “usa e getta”,creato pochi mesi prima del voto solo per fregare gli elettori e prendere un voto in più dell’ammucchiata selvaggia che sta dall’altra parte che ha gli stessi difetti.
    A questo si aggiunge il fatto della mancata vittoria la sera stessa del voto,quindi con le alleanze fatte dopo il voto da gruppi parlamentari fittizi eletti sotto lo stesso simbolo  ognuno dei quali,dirà all’altro che è stato votato per fare opposizione e non per andare al governo con l’avversario politico.
    Io penso che se si giocasse a carte scoperte e se dunque il simbolo unico della coalizione fosse sostituito dai simboli che formano una
    coalizione di partiti nel numero massimo di tre e se dunque ogni forza politica potesse avere un proprio candidato affiancato dal proprio simbolo di partito,pur rimanendo all’interno della coalizione che deve ricevere un voto in più delle altre,allora il cittadino sceglierebbe anche il gruppo parlamentare di chi vota,e questo sarebbe già un passo avanti importante.
    Chiariamoci:non cambierà nulla dal punto di vista del risultato elettorale che sarà comunque simile al proporzionale dove però i partiti più grandi saranno maggiormente rappresentati e quelli più piccoli saranno decimati ma almeno presenti visto che come detto il mattarellum del senato non ha lo sbarramento.
    Il democratellum e’ il sistema elettorale proposto dal movimento 5 stelle,ecco, questo sembra proprio un  “democratellum al contrario”.
    Infatti alla camera il collegio e’ unico nazionale nel 25% di proporzionale mentre il democratellum ha collegi plurinominali molto piccoli.
    Questo sistema avrebbe i premi nei singoli collegi uninominali e non vi sarebbe lo sbarramento nel 25% di proporzionale mentre all’opposto il democratellum e’ tutto proporzionale ma c’è uno sbarramento naturale elevato con un premio di maggioranza assente ma che compare tramite la ripartizione dei seggi collegio per collegio.
    Il risultato finale è il medesimo perché con tre poli non vi sarà alcun vincitore la sera stessa del voto e la ripartizione dei seggi,fatta eccezione per i piccoli partiti che ottengono un esiguo numero di seggi,ma almeno esistono,con il mattarellum del senato traslato alla camera ,mentre sarebbero totalmente assenti con il democratellum.
    Tutto il resto dei seggi in teoria saranno speculari anche calcolando la ripartizione con sistemi così differenti.
    Quindi dal mio personale punto di vista entrambe le camere elette von il mattarellum del senato,modificato affinché non compaia il simbolo di coalizione e con una scheda elettorale nuova che serve per la scelta del leader della coalizione a livello nazionale sarebbe l’ideale.
    Io penso che tutti sarebbero contenti e scontenti in egual misura.,sia i proporzionalisti sia i maggioritaristi
    Attenzione, non è che questa legge condanna alla grande coalizione,infatti basta che una coalizione vinca in almeno il 51% dei seggi,ovviamente otterrà quasi zero seggi proporzionali e potrà governare.
    Anzi,addirittura con il 30% dei voti potrà ottenere il 55% dei seggi o addirittura il 75% dei seggi.
    Ecco perché forse ci vorrebbe anche una norma che impedisca alla camera dei deputati il superamento del 55% dei seggi totali,altrimenti sarebbe possibile anche solo con il 25% dei voti ottenere il 75% dei seggi uninominali.
    E’ un sistema che si può creare in poche settimane,entrando in vigore ben prima della sentenza della corte evitando dunque quella sentenza che non avrebbe più ragione d’essere.
    Si potrebbe votare già a marzo.
    Vi sarebbe una sola scheda al senato e due schede alla camera,una per il collegio uninominale  e una per il leader della coalizione.
    Poi chiaramente se non c’è un vincitore la sera stessa delle elezioni sarà il presidente della repubblica anche in base ai voti ottenuti dai singoli candidati a livello nazionale potrà dare un mandato esplorativo a tizio piuttosto che a caio,ma sulla base di voti veri.
    Come spiegavo ieri,la scheda per queste primarie vere e proprie non consentono di stabilire ufficialmente chi ottenga la carica di primo ministro perché spetta al presidente della repubblica.
    Semplicemente e’ una scheda elettorale che assegna i seggi della ripartizione proporzionale prioritariamente ai tre candidati delle  coalizione o della singola lista che si presentano a queste vere primarie.

    Le 3 schede elettorali sarebbero tra loro identiche.
    Tre simboli di partito,uno sopra l’altro con al fianco il nome ed il cognome prestampato in scheda.
    Se una forza politica va da sola avrà tre simboli identici con tre candidati differenti.
    Tra una coalizione e l’altra c’è lo spazio necessario a far capire all’elettore che appunto c’è una separazione.
    Il voto viene prioritariamente dato alla coalizione,la coalizione che ottiene un voto in più ottiene il seggio che viene assegnato al candidato all’interno della coalizione che ha ottenuto un voto in più.
    Lo scorporo proporzionale sottrae voti dalla coalizione ma prioritariamente alle singole forze politiche all’interno della coalizione che abbiano ottenuto il seggio e poi se i voti sottratti non sono sufficienti si prendono i voti anche alle altre forze politiche della coalizione.
    Chiaramente in un collegio sarà possibile che la coalizione(che come detto può essere formata massimo da tre liste) metta nella scheda tutti e tre i simboli dello stesso partito in uno o più specifici collegi.
    Ovviamente quel singolo simbolo sarà ripetuto tre volte ed avrà in ogni caso tre candidati scelti dal popolo.
    In questo caso,ovviamente, le forze politiche che all’interno della coalizione cedono il passo non presentandosi in quei collegi non riceveranno in tali collegi nemmeno un voto proporzionale visto che il contrassegno presente al fianco di ogni candidato vale sia per il singolo collegio e sia per il voto proporzionale di lista a livello nazionale alla camera e regionale al senato,pertanto sarà ammessa una sola “x” sulla scheda senza le preferenze di genere.
    Per ovviare all’inconveniente basterà obbligare alla presentazione di tre donne o di tre uomini in egual numero.
    Se cioè  vi sono 100 collegi dove i candidati sono solo uomini,la coalizione dovrà obbligatoriamente presentare in altrettanti collegi candidati solo donne.
    Se vi saranno collegi dove vi sono 2 uomini ed una donna,la coalizione dovrà presentare in altrettanti collegi 2 donne ed un uomo.
    La forza politica che corre da sola ed ottiene 300 mila voti,probabilmente un seggio lo ottiene dalla ripartizione proporzionale,e quel seggio  sarà assegnato al vincitore della sfida sulla scheda delle primarie nazionali che probabilmente 150 mila voti di preferenza li ottiene contro altri due candidati della stessa forza politica o della stessa coalizione.
    150 mila voti sono assolutamente superiori ai voti ottenuti in molti collegi uninominali che a loro volta assegnano un seggio.
    Mi pare una cosa di buon sens

     
  • giamps78 10:11 il 19 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Si al #mattarellum… Ma renzi dica quale dei 2 usati nel 1994 vuole lui! 

    Come già scrissi 12 mesi fa,con coerenza dico che piuttosto che la riforma delle province fatte dal ministro delirio,alla riforma costituzionale boschi renzi e perfino all’italicum prima e seconda maniera piuttosto che la presenza del vincolo di mandato per i parlamentari, piuttosto che tutto questo, sarebbe stato meglio lo scioglimento delle camere ed il ritorno al voto con lo “schifellum” ovvero il mattarellum senza alcuna modifica.
    Ovvero si stava meglio quando si stava peggio,meglio è la situazione precedente se è tale e quale,pur peggiore di quella a cui si aspira.
    È stata una cosa difficile da dire,un pochino come quando ho detto che piuttosto che renzi era meglio Berlusconi.
    Si al mattarellum ma solo per questi motivi.
    Purtroppo così non sarà ed il mattarellum sarà utilizzato prima di tutto dai segretari per azzerare o eliminare le minoranze interne e poi quelle esterne ovvero le piccole forze politiche che ottenevano consensi da “persone che non hanno ancora imparato a votare” (dichiarazione pubblica di un un ex-presidente del consiglio) ovvero coercizione del voto,supportato dal potere mediatico.
    Il mattarellum prima maniera favorirà il centro destra,che probabilmente alla camera riuscirà ad ottenere 2 o 3 seggi di maggioranza assoluta e tenterà di usare questi numeri per ottenere il presidenzialismo,l’eliminazione delle province,del senato, l’introduzione del vincolo di mandato per i parlamentari,già peraltro eletti su di un listino bloccato che contiene solo il loro nome…
    Tra parentesi,a cosa servirà un collegio uninominale con il nome ed il cognome dei candidati prestampati in scheda se poi c’è il vincolo di mandato? Boh…
    Ma al senato no, il centrodestra non avrebbe la maggioranza,infatti non solo votano persone diverse rispetto all’altra camera con il partito democratico che storicamente ottiene il 3% in più,ma sarebbero proprio due sistemi elettorali differenti con una ripartizione differente di seggi e perfino con un numero differente di schede elettorali!
    Non è vero che il mattarellum tale e quale a quello del 1994 è composto da un solo articolo,infatti sono due leggi diverse.
    Renzi dunque dovrebbe dire a quale mattarellum si riferisce.

    Se verrà traslato il mattarellum del senato anche alla camera dei deputati non vi sarà un vincitore in nessuna delle due camere,se invece resteranno i due mattarellum del 1994 avverrà quanto avvenuto in questa legislatura con una maggioranza in una camera e non nell’altra,che poi successe anche nel 1994 proprio con il mattarellum.
    Lo si sa bene perché nel 1994 c’era una situazione quasi tripolare e al senato Berlusconi ottenne la fiducia solo grazie al voto dei senatori a vita.
    Ecco,più o meno succederà lo stesso con un centrodestra più debole del 1994 che otterrà la maggioranza in una sola camera.
    Ecco perché qualcuno e’ ancora in tempo per cambiare (in 4 mesi) la costituzione per togliere al senato la fiducia data al governo facendone una camera completamente proporzionale.

    Il mattarellum dà più seggi al centrodestra e addirittura se in questo momento la lega nord si presentasse da sola,anche solo con l’8% dei voti potrebbe aspirare a prendere il 25% dei seggi.
    Ma la lega nasce nel proporzionale e muore politicamente con il mattarellum, perché il bipolarismo e’ una fregatura anche per loro.

    Quindi per i motivi sopra esposti motivi sarei contrarissimo al sistema elettorale denominato mattarellum e dal mio punto di vista è pure incostituzionale perché non prevede,come ha detto la corte costituzionale, una soglia del 40% per assegnare il premio che in questo caso è del 100%(non del 55%) e viene distribuito collegio per collegio anche se la lista che ottiene il seggio prende anche solo il 30% del voto degli elettori.
    Quindi mi auguro che la corte costituzionale specifichi anche questo aspetto di modo che poi il mattarellum possa essere riformato diventando contenendo magari il 100% di collegi uninominali che però sono assegnati proporzionalmente se nei collegi non viene superata tale soglia,inserendo poi un vero scorporo elettorale per evitare le liste civetta.

    Anche con questa modifica resto contrarissimo al mattarellum anche se la base di discussione fosse la proposta di pietro ichino,cioè il mattarellum con modifica australiana dove il cittadino elettore può indicare anche una seconda e terza scelta in modo tale da far superare ai candidati il 50% anche in una situazione tripolare.

    Anche con questa modifica rimarrei contrarissimo al mattarellum.

    Invece,non sarei più contrarissimo se vi fosse un vero scorporo elettorale anche alla camera dei deputati(eliminando le liste civetta) e venisse completamente eliminato lo sbarramento nella parte proporzionale dei seggi rimanenti e se inoltre vi fosse una nuova scheda dove indicare i leader tra almeno tre scelte ai quali dare un seggio sul collegio unico nazionale in caso di vittoria sugli altri candidati del proprio schieramento evitando così il pasticcio delle primarie.

     
  • giamps78 12:54 il 17 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Raggi, Sala e l’incostituzionale feudalesimo mediacratico che divampa 

    Io rivendico la possibilità per un consiglio comunale,quale assemblea elettiva, di poter cambiare il sindaco della città ,se lo ritiene opportuno,magari  grazie ad un voto a maggioranza qualificata.
    So che la corte costituzionale non è d’accordo perché ritiene che la carica ricoperta da una singola persona prevalga addirittura su un intero consiglio comunale tanto da legare il termine della consigliatura alle dimissioni di quella sola persona.
    Per me questo è inconcepibile.
    La concentrazione mediatica verso persone sole che ottengono questi super poteri amministrativi mi lascia allibito.
    Ieri il sindaco di Milano si è autosospeso ed il sindaco di Roma ha visto arrestato il suo braccio destro.
    In un paese normale il consiglio comunale sarebbe stato convocato e avrebbe revocato l’incarico al sindaco, nominando il successore.
    In Italia non si può fare perché la legge elettorale,che si pone al di sopra della costituzione, e affida il premio di maggioranza non secondo i voti ottenuti dalle forze politiche, ma secondo i voti ottenuti dal candidato sindaco.
    Così, se una coalizione di forze politiche ottiene magari anche il 51% dei voti ma un candidato sindaco di uno schieramento avverso ottiene un voto in più, viene dato il premio a quest’ultimo che diventa prevalente in consiglio e dimettendosi fa terminare la consigliatura.
    La legge elettorale ha cioè messo il voto dato al candidato sindaco su un piano superiore rispetto al voto dato alle forze politiche.
    Attenzione che il sindaco riceve meno voti dei partiti!
    Se qualche emerito costituzionalista andasse a controllare le schede il giorno dopo il voto scoprirebbe che un sindaco ottiene meno voti e che la maggior parte di questi sono ottenuti senza la “x”,dell’elettore ma grazie alla “x” posta sulle liste delle forze politiche ed il voto viene assegnato automaticamente anche al sindaco che può poi far sciogliere il consiglio che dovrebbe esprimere la collettività degli elettori ed invece si sintetizza in una sola persona.
    Com’è possibile che chi riceve le “x” sulla scheda elettorale debba essere sottomesso a chi le “x” non le ha ricevute ma che lo ottiene grazie ad un automatismo della legge?

    Stiamo parlando di un candidato sindaco che , a differenza di quello che i media vogliono far credere con quotidiani ed esasperanti martellamenti,non viene affatto scelto dai cittadini ma è sempre calato dall’alto dalle dirigenze e dalle segreterie del partito.
    Non c’è infatti nemmeno possibilità  di scegliere tra più Candidati della medesima coalizione.
    I vertici dei partiti riescono così a porre il consiglio comunale sotto scacco tramite l’avvenuta “elezione” di una sola persona,andando contro il vero principio di rappresentanza delle istanze popolari che viene rinchiuso in un recinto di veti calati dall’alto.
    Un candidato sindaco compare nella scheda elettorale con il suo cognome prestampato ed è candidato unico per quella parte politica.
    Il popolo infatti non ha alcuna maniera per indicare nella scheda elettorale un candidato sindaco differente da quell’unico espresso da quella forza politica che è intenzionato a votare.
    Tramite il voto disgiunto,l’elettore può scegliere un candidato sindaco di altro schieramento,ma come detto, in caso di vittoria di quel candidato in consiglio comunale sarebbe messa in minoranza la forza politica per la quale ha votato ed il vantaggio in termini di seggi andrebbe ad una forza politica avversa che da quell’elettore non è stata votata.
    Chi si lamenta dei capilista bloccati nell’italicum dovrebbe lamentarsi allo stesso modo del mattarellum e dell’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti negli enti locali.
    Quindi non è vero che il candidato sindaco viene votato direttamente così come non è vero che quel candidato che poi diventa sindaco viene scelto dal popolo.
    L’unica cosa vera è l’immane forzatura mediatica e politica per rendere compatibile un corpo estraneo a questa repubblica, che sta provocando una crisi di rigetto malgrado l’enorme quantità di antibiotici somministrati in continuazione.
    Io ritengo che la costituzione abbia una sua forma che non si basa sulle singole persone che vanno a creare un feudalesimo media-cratico un ma sulle assemblee elettive e sulla rappresentatività di queste rispetto alle esigenze popolari di cui ogni parte è delegata a rappresentare.
    Trovo che le dimissioni davanti ad un notaio della maggioranza dei consiglieri comunali verificatasi in comuni come roma e Padova per far decadere un sindaco siano un vero e proprio sfregio alla repubblica democratica,un vulnus,una involuzione causata da “quelli del 1993”,un frutto avvelenato lasciato in dote alle future generazioni.
    Non c’è l’elezione diretta del presidente del consiglio,il voto dato ad un partito sulla scheda elettorale vale di più di un voto non dato ma assegnato automaticamente al ‘capo della coalizione’ presente nella legge elettorale nazionale.
    Ergo,lo stesso principio non può che valere anche per le regioni che tra parentesi sono dotate di poteri legislativi esclusivi,ma anche per i sindaci e per i presidenti di provincia.
    E’ un principio di continuità e di chiarezza per l’elettore che si trova su una scheda un valore dato  alla singola forza politica e dall’altra parte la sottomissione al sindaco o al presidente di regione.
    Questo provoca un vulnus perché  poi questi sindaci e questi presidenti di regione  diventano ministri senza aver ricevuto nemmeno un voto cero e credono che la costituzione debba piegarsi ad una logica anglosassone individualista.

    d il voto viene asseg

     
  • giamps78 08:39 il 16 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Modificare i voucher introducendo quello da 20€ 

    Modificare i voucher distinguendo persone fisiche e giuridiche
    Credo di aver detto in tempi non sospetti che la riforma dei voucher sembrava una nuova forma di caporalato legalizzato dallo stato.
    Credo di averlo detto ben prima che se ne accorgessero i sindacati,ben prima che uscissero i dati drammatici sull’utilizzo dei voucher, era abbastanza intuibile come sarebbe andata a finire.
    Una possibile soluzione potrebbe riguardare l’istituzione di una seconda tipologia di voucher dal valore di 20€.
    Il vecchio voucher da 10 euro potrebbe essere utilizzato per lavori occasionali offerti da persone fisiche che non siano anche datori di lavoro nelle medesime attività svolte.
    Cioè a dire che non si mettono in competizione le diverse forme contrattuali con il voucher da 10€, che se un’azienda vuole utilizzare un voucher per una qualsiasi attività di mercato,che sia occasionale,lo può fare ma acquistando quello da 20€.
    In tale mono scompare il vantaggio economico e viene parzialmente eliminato l’abuso del voucher a scopo di lucro.
    Ovviamente i 20€ sono relazionati al valore medio delle buste paga sul costo della vita.
    Quindi facendo un esempio diviso in tre parti:
    A)c’è bisogno di un voucher da 10€
    se un semplice cittadino vuole una mano con il suo orto,senza che quell’orto sia in mano ad una azienda e senza quindi che vi sia una compravendita di prodotti, allora sarà sufficiente il voucher da 10€.
    B) non c’è bisogno di alcun voucher se è un amico a dare una mano all’orto di un altro amico e senza che venga chiesta o anche solo sottintesa alcuna remunerazione monetaria e se che il prodotto ottenuto da quel non risulti venduto sotto qualsiasi forma.
    C) c’è bisogno di un voucher da 20€ se è un azienda agricola ad aver bisogno di un lavoro occasionale che magari può avere le medesime caratteristiche dei punti precedenti ma viene richiesta da un’azienda.
    Ad esempio se un gruppo di cittadini
    si arma di decespugliatore e pulisce un parco pubblico nelle vicinanze delle loro abitazioni perché il comune non ha soldi,evidentemente non sarà pagato alcun voucher dal comune se non pattuito inizialmente.
    Così come in quel caso del pensionato che con un suo amico stava potando la vite su un suo orto per creare un prodotto finito che risultava essere ad uso personale e non dunque venduto.
    Invece purtroppo sono arrivati i carabinieri che hanno fatto la multa a tale pensionato,cosa inconcepibile.
    Un comune non fa pagare il biglietto per entrare nel parco e non vende l’erba tagliata dai volontari!
    Ed il pensionato non vende l’uva ma al massimo ne regala qualche kg all’amico che gli dà una mano.
    In questi casi non è un prestito di manodopera e non deve essere acquistato il voucher.
    Ma nel caso in cui non sia volontariato ma nemmeno un lavoro che produce uno scambio monetario, il voucher da comprare sarebbe quello da 10 €, mentre sarebbe da 20€ se effettivamente il comune trae un guadagno da una certa attività che va quindi remunerata con il voucher da 20€,ad esempio per i musei civici dove si paga il biglietto per entrare.

    Mentre se quel pensionato non avesse avuto l’amico che gli dava una mano e avesse avuto bisogno di qualche sconosciuto che ovviamente non avrebbe lavorar gratis,non trattandosi di un’azienda,il voucher corretto risulta essere quello da 20€.

     
  • giamps78 16:30 il 15 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: Com’è migliorabile la proposta lauricella 

    Penso che la proposta lauricella sia migliorabile.
    Credo che abbia senso stabilire il 35% come prima soglia per far scattare un premio di maggioranza che porti al 51% i seggi attribuiti.
    Invece la proposta Lauricella prevede un premio secco che porta i seggi al 55% al superamento della soglia del 40% dei voti.
    Io credo manchi di elasticità.
    Meglio dunque tre soglie,una al 35% una al 40% e una al 45% che assegnano rispettivamente il 51%, il 53% ed il 55%.
    Questa distribuzione flessibile fotografa la situazione attuale e comunque permette di avere un parlamentarismo rafforzato dalla debolezza dei numeri del governo in base ai voti ricevuti dai cittadini.
    Io credo sia semplicemente più utile.
    Così come credo che sia utile non avere alcuno sbarramento.
    Ma se gli attuali politicanti ritengono di fare un buon servizio alla repubblica inserendo un inutile sbarramento e inserendo una poco sensata nonché irraggiungibile soglia del 40%, si sbagliano di grosso.
    Meglio un premio basso al 51% e l’assenza totale dello sbarramento, piuttosto che un sistema studiato appositamente per togliere 5 seggi ad “azione civile” o per togliere i seggi ai fittiani di turno e per non far vincere il movimento 5 stelle.
    La sovranità appartiene al popolo dovrebbe valere anche per i cittadini che votano una forza politica minore, che dal mio punto di vista risulta essere migliore di una grande forza politica che semplicemente cambia il nome ma non l’apparato.
    La sfiducia nella politica non nasce dal piccolo partitino che ottiene la rappresentanza di cui ha diritto in base ai voti dei cittadini, ma piuttosto nasce dai grandi partiti che ogni 5 anni cambiano nome e fingono di essere la novità mentre in realtà fregano gli elettori e fanno loro passare la voglia di andare a votare.
    Forza italia ha cambiato nome del partito 3 volte e nome di coalizione 3 volte,polo popolo e casa della liberta, del buon governo…
    Il partito democratico tea querce,ulivi,asinelli,unioni,casa del bene comune…
    Questo crea sfiducia,quando in parlamento si sfaldano i gruppi ed invece che andare in un gruppo misto privo di finanziamenti e di componenti si creano gruppi che gli elettori non hanno mai votato,oppure si cambiano nome ai gruppi che non corrispondono più alla denominazione precisa votata dal popolo.
    Per quanto riguarda la seconda proposta Lauricella sui capilista bloccati credo sia totalmente insufficiente.

    E’ un passo avanti prevedere che non sia il candidato a decidere il collegio nel quale risulta eletto ma c’è una falla nel prevedere che tale collegio sia quello dove tale candidato ha ottenuto un numero inferiore di voti.
    Penso che la strada migliore sia quella di far valere le preferenze anche per il capolista ma inserendo una percentuale di rapporto tra voti dati al partito e voti di preferenza tale per cui si vada a guardare alternativamente l’ordine di presentazione dei candidati e non dunque solo le preferenze.
    Il che significa che se c’è solo un seggio a disposizione se lo prende chi ha ricevuto le preferenze e non dunque il capolista,salvo che non sia quest’ultimo ad aver ricevuto tali preferenze mentre se il numero di preferenze risulta essere basso allora viene eletto il capolista.
    In alcuni paesi scandinavi funziona così.
    Altra modifica che proporrei è quella di un collegio unico nazionale con una specifica scheda elettorale uguale in tutto lo stivale,dove è ammesso solo chi si presenta in almeno il 60% dei collegi dell’altra scheda.
    Ogni forza politica dovrà candidare massimo 3 persone ed i nomi ed i cognomi saranno prestampati e saranno voti veri in seggi veri,senza che tutti i giorni sentiamo questa tiritera delle primarie.
    Come ho già ripetuto più volte non servirebbero nemmeno seggi assegnati a tale scheda perché si potrebbe fare in modo di dare un seggio a tutti i candidati ma solo se effettivamente la loro forza politica ottiene seggi nell’altra ripartizione e che prioritariamente  sono assegnati a quei tre candidati di ogni forza politica.
    Quindi se una forza politica ottiene 4 seggi,i primi tre sono assegnati da quella specifica scheda elettorale.
    L’ultimo punto: chi prende il premio se due forze superano entrambe la soglia e ognuna delle due prevale sull’altra in una camera?
    Forse è Meglio ascoltare il consiglio giusto e fare una riforma lampo della costituzione,si toglie la possibilità per il senato di dare fiducia e sfiducia,si mette un proporzionale puro,ma si scrivono tempi certi per il passaggio di proposte da una camera all’altra,stabilendo in questo caso sia il principio del silenzio assenso,sia la presenza di una maggioranza assoluta per modificare i testi provenienti dall’altra camera oppure i testi presentati dal governo.
    Evidentemente un senato proporzionale dovrà vedere la convergenza di almeno due poli per modificare proposte governative visto che non vi è la presenza del voto di fiducia.
    Infine si cambia una ulteriore riga della costituzione stabilendo tempi certi per l’approvazione della legge di bilancio che andrebbe ad esempio presentata in senato entro il 15 ottobre ed approvata entro il 25 novembre,con 30 giorni di tempo per la camera altrimenti a legge tramite il silenzio assenso entra in vigore.

     
  • giamps78 10:26 il 14 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Il nuovo secolo tra robotizzazione, fallimento degli stati sociali e nuova divisione del lavoro 

    Solo chi ha i capitali può investire nella robotizzazione delle linee produttive e distributive.
    In assenza di dogane e di dazi tale investimento sarà effettuato all’interno dello stato con il più basso costo della vita e del lavoro.
    Ora qualcuno può domandarsi quale differenza ci sia tra una linea produttiva che prevede la totale assenza di operai che però viene fatta in italia da una linea produttiva che prevede la totale assenza di operai che però viene fatta in Romania o in Serbia.
    Sostanzialmente la differenza sta nelle tasse e nei costi di produzione la cui forbice tra paesi è tale da far spostare l’investimento per far ottenere ai capi il maggiore profitto ed il maggiore accumulo di capitali sui quali poi guadagnare con gli interessi ovverosia facendo aumentare i debiti pubblici degli stati che vengono scotennati della propria sovranità ovverosia della possibilità di legiferare su quelle produzioni che in qualche modo vengono imposte dai capi anche a tutto il resto della popolazione tramite il controllo dei media e lo specifico indirizzamento della ricerca scientifica.
    Ad oggi non esistono più i paesi terza via,non esiste cioè la possibilità per gli stati di calmierare la potenza delle multinazionali attraverso proprie produzioni.
    In questo ambito sarebbero rientrate anche le produzioni robotizzate statali,che pur non dando lavoro agli operai, come peraltro quelle derivanti da quella che impropriamente viene chiamata concorrenza perfetta,avrebbero consentito tramite l’assenza di scopo di lucro la distribuzione di beni a prezzi irrisori o addirittura gratuiti fino ad un certo livello di consumo mensile per nucleo familiare.
    Solo così infatti,offrendo servizi gratuiti si può dare l’alternativa vera al sistema dello stato sociale visto oggi come unico salvagente per gli anziani che sono resi dipendenti dal mercato della domanda e dell’offerta perdendo le proprie radici di società e creando un solco sempre più profondo tra generazioni.
    È del tutto evidente che se qui in italia hai una certa tipologia di stato sociale, ed in Romania ed in Serbia hai la quasi totale assenza di stato sociale,il capitale per l’investimento in robotizzazione,che lascia comunque per strada tutti gli operai,sarà fatto dove il costo dello stato è inferiore.

    Naturamente nel mondo non esiste un solo tipo di stato sociale,si distinguono almeno tre gruppi:
    A)quello italiano che negli anni è cambiato ma che risulta sostanzialmente pubblico.
    B)quello anglosassone a capitalizzazione
    C)quello dei paesi che si possono definire “in via di sviluppo” dove c’è la quasi totale assenza di uno stato sociale in linea con la povertà patita negli anni in cui in italia si viveva un periodo di miracolo economico,anch’esso peraltro successivo ad un periodo di povertà.
    Ovviamente i primi paesi ad avere il fallimento del proprio stato sociale saranno i paesi dove lo stato sociale è più costoso…
    Già me li immagino i super economisti a dire che il sistema anglosassone è il migliore dopo che sarà saltato lo stato sociale di alcuni paesi che casualmente hanno mantenuto pubblica la gestione delle casse previdenziali.
    A bhe si, son due modi di vedere le cose.
    Effettivamente non salteranno le casse previdenziali capitalizzate,ma fino a quando?
    Finché c’è capitale remunerato le casse private non hanno problemi.
    Ma se hai una robotizzazione quale disoccupato può permettersi di comprare i prodotti creati dai robot fatti nel paese dove il costo della vita e del lavoro è più Basso?
    Certamente da un fallimento degli stati sociali pubblici non capitalizzati potrebbe nascere l’opportunità per gli stati anglosassoni e per i paesi in via di sviluppo nell’egemonizzazione delle produzioni.
    Ma chi pensa questo dimentica che il mondo dei capitali ormai è interconnesso e paradossalmente rischiano di perdere prima la pensione quelli che hanno un sistema previdenziale a capitalizzazione privata.
    Se non vogliamo che il valore di un essere umano discenda fino ad essere equivalente a zero e’  quindi necessaria una nuova divisione del lavoro basata sulle comunità locali sottratte e quindi impenetrabili al mercato globale,basata sui bisogni reali delle persone e sull’ambiente,all’interno di uno stato che non sia ricattabile dai capitali esteri.

    Quindi abbiamo l’unione di più fattori e nessuno di questi viene affrontato con concretezza dalla politica.
    Anzi,l’unica risposta alla robotizzazione degna di nota è assolutamente controproducente.
    Qualcuno vorrebbe addirittura far pagare le pensioni ai robot!
    Sostituisci un robot con un umano?
    Il robot deve pagare l’inps ogni mese.
    Cosa non si inventa pur di mantenere il privilegio di vecchie pensioni pagate con il retributivo che stanno portando questo paese al fallimento!
    Si si,sono proprio intelligenti,firmano trattati di libero scambio da ultimo l’accordo con il Canada per eliminare le dogane ed i dazi e poi fanno di tutto per far scappare le produzioni.
    Ovviamente se il capitalista vede un paese che favorisce le robotizzazioni e vede che non ci sono sovraprezzi nel vendere un prodotto da quello stato a quell’altro che invece esige che i robot versino i contributi,sceglierà certamente il primo.
    Ma il problema non è il capitalista che fa la cosa più sensata, il problema è costituito da chi fa le regole che molto spesso viene pagato,molte volte legalmente,per poter intraprendere una radiosa carriera politica.
    Il punto è che più le produzioni si spostano all’estero e più il nostro debito pubblico aumenta,più il nostro debito pubblico aumenta e più siamo ricattabili dall’estero.
    Il nostro stato sociale non è più sostenibile considerando le attuali politiche di interscambio commerciale.
    Più restiamo attaccati al vecchio stato sociale più togliamo futuro alle nuove generazioni mentre quelle vecchie avevano diritti ma anche uno stato con delle proprietà pubbliche e delle pregevoli unità produttive che oggi sono state completamente svendute….si pensi ad esempio all’iri.
    Non siamo più la terza via tra prodizione pubblica e produzione di “libero” mercato e siamo da decenni sotto attacco speculativo.
    Ci hanno messo in questa europa costruita senza capo ne coda che strizza l’occhio al neoliberismo come unico punto portante del progetto con l’unico intento di renderci definitivamente schiavi del capitale speculativo.
    Per questo motivo l’unica corretta azione fatta dalla banca centrale europea,il quantitative easing che concede agli stati il guadagno sui tassi di interesse,viene costantemente aggredito.

    Una rivoluzione industriale ha spazzato via la falce, un’altra ha spazzato via il martello,la prossima può essere fatale,magari proprio per i turbo capitalisti.
    Stravolto e ridimensionato il ruolo di contadini ed operai in questa colossale sconfitta del comunismo marxista e di uno stato comunista accentratore di poteri e non democratico periti sotto i colpi di un capitalismo che vuol fare un solo boccone degli esseri umani e delle religioni in nome del progresso che però in realtà nasconde la volontà di assoggettare le persone e renderle dipendenti e sostanzialmente inutili.
    Finiti i partiti di massa ci rimangono i sindacati a difendere un mondo che non c’è più e paradossalmente a rivendicare diritti che messi all’interno di queste regole economiche hanno l’effetto di accelerare la velocità del fallimento.
    E più ci si avvicina e più serve austerità e più c’è la ribellione e lo scontento nel volere indietro condizioni che non ci sono più  e si chiede ancora una volta alla spesa pubblica di mettere in moto l’economia come un cane che si morde la coda e che aumenta il debito e rende ancora più necessaria l’austerità.
    Di fatto ad oggi si è tolto solo alle future generazioni e ovviamente non scendono in piazza perché a loro non è ancora ben chiaro,vivendo vicino a chi ha diritti acquisiti non ci si rende conto forse perché chi ha quei diritti è preso dall’individualismo capitalista e pensa solo a se stesso visto che lo fanno tutti,perché non dovrebbe farlo lui,mica vuole passare per fesso!
    Ma i fessacchiotti non hanno capito che ci aspetta un destino da cavie della scienza capitalista brevettata a fini di lucro dentro al mondo sovrappopolato e cementificato dove vige il mito della casa con il cane e con il gatto e dove i media fanno arrivare il televangelista accompagnato da messaggi subliminali e ipnotici anche questi studiati in laboratorio

     
  • giamps78 18:28 il 11 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Democratellum era l’italicum modificato 

    Democratellum era l’italicum modificato

    Pochi ricordano ma io me lo ricordo che inizialmente per “democratellum” il movimento 5 stelle intendeva il sistema elettorale italicum modificato principalmente su quattro aspetti:
    A)il premio alla singola lista al ballottaggio,cosa che fu accettata ed inserita da renzi nell’italicum e questo contribuì a far infuriare forza Italia e a far saltare il patto del Nazareno.
    B)l’eliminazione dello sbarramento elettorale perché ovviamente essendoci già un premio di maggioranza che all’epoca dopo la prima lettura dell’italicum era al 52% assegnato dopo il secondo turno, con lo sbarramento che non aveva alcuna funzione in fase di seggi assegnati alla maggioranza e quindi inutile ai fini della governabilità.
    Se è vero che lo sbarramento fu abbassato al 3%,ma non eliminato,e’ anche vero che contemporaneamente il partito democratico ha alzato il premio di maggioranza al 55%a cui era aggiunto successivamente un ulteriore 0,6% ovvero gli eletti all’estero.
    Ma al pd non andava bene il 52% perché diceva che sarebbe bastata l’influenza a mandare sotto il governo,ed il PD oggi si ritrova in mano un proporzionale e ora sbaverebbe per poter riavere indietro quel 52% che al tempo scartò con sdegno!
    C)l’eliminazione dei capilista bloccati.
    Era l’ultimo punto,tutti i candidati eletti con le preferenze.

    Per il movimento 5 stelle questo era a suo tempo il democratellum.

    Ma c’è un problema,il senato c’è ancora perché la riforma renzi-boschi e’ stata bocciata.

    Urge quindi una modifica costituzionale lampo che eviti al senato,pur eletto direttamente a suffragio universale,di dare la fiducia al governo.
    E su questo punto tutte le forze politiche dell’emiciclo hanno sempre dato la loro disponibilità.

    Quindi facendo queste due riforme in pochi mesi si può tornare alle urne.
    Rimangono da convincere forza Italia e lega nord riguardo a questo democratellum perché loro le alleanze tra forze politiche le vogliono dal primo turno oppure vogliono un proporzionale.

    Siccome la legge elettorale deve fotografare la situazione e non cercare di far fuori qualche forza politica,diciamo che lo schema deve adattarsi ai giocatori e non il contrario,allora sarebbe utile mandare le prime tre liste al ballottaggio e non solo le prime due,in questo modo forza italia e lega nord se la giocano tra loro sul filo del rasoio

    Una delle due arriverà al ballottaggio.
    Infine aprendo al secondo turno alla possibilità di alleanze con massimo altre 2 liste si otterranno i partitini quasi tutti fuori dal ballottaggio e fratelli d’italia che si allea con forza italia e lega nord.
    La scheda del ballottaggio può ricalcare una vecchia proposta del movimento 5 stelle,il voto singolo trasferibile australiano dove gli elettori votano la forza politica preferita,la seconda e la terza.
    In questo modo il tripolarismo non inficia il superamento del 50% dei voti sommando le seconde scelte degli elettori ed il sistema si stabilizza.

     
  • giamps78 13:16 il 10 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Serve una riforma costituzionale lampo 

    Serve una riforma costituzionale lampo

    Bisogna guardare in faccia alla realtà, con qualsiasi sistema elettorale si andrà a votare, compreso un eventuale resuscitato mattarellum uninominale, quasi certamente non vi sarà una maggioranza la sera stessa delle elezioni.
    Quindi si aprirà una nuova legislatura con i medesimi problemi irrisolti che ci sono oggi,solo che peggiorati dal tempo.
    Servirà comunque una riforma costituzionale e una nuova riforma elettorale anche nella 18° legislatura.
    Tanto vale cominciare a farla oggi, una riforma lampo votata all’unanimità con un accordo politico che non prevede la presentazione di emendamenti in aula,tutto questo,sia chiaro,mentre viene fatta la nuova legge elettorale.
    E allora si potrebbe cominciare con il senato: La sua abolizione richiederebbe comunque una profonda ed equilibrata revisione della carta costituzionale ma dubito che take equilibrio si possa trovare tra questi politicanti.
    La revisione costituzionale lampo con pochissime modifiche potrebbe invece riguardare il voto di fiducia per l’insediamento del governo e l’introduzione del sistema “della culla” che già in passato fu presentata dal ministro della democrazia cristiana elia.

    Sostanzialmente le modifiche sono queste due,si elimina il voto di fiducia governativo al senato e si inserisce il metodo della culla che evia il ping pong e che consente ad un senato eletto direttamente dai cittadini di votare autorevolmente qualsiasi tipo di legge statale,esattamente come avviene oggi, dando però  l’ultima e definitiva parola alla camera dei deputati o in terza o in seconda lettura in base al luogo dove comincia l’iter.
    Ovviamente il senato deve avere dei tempi tecnici scritti in costituzione entro i quali terminare la sua lettura.

    Al metodo della culla di può aggiungere quello del silenzio ovvero se terminato tale termine non avviene la lettura e quindi nessuna delle due camere modifica definitivamente in testo questo diventa automaticamente legge.
    Quindi anche un testo uscito dal senato e non modificato dalla camera dei deputati entro il termine stabilito diventa legge.
    Le letture dovranno quindi terminare improrogabilmente entro tale giorno

    e quindi i lavori delle aule ed i relativi regolamenti si dovranno adeguare,ad eccezione di alcune leggi tra le quali ovviamente la revisione costituzionale.

    Non solo,un senato che non vota la fiducia può essere eletto con un sistema interamente uninominale e con la previsione di decadenza futura dei senatori in corrispondenza delle elezioni regionali che mano a mano arrivano a fine legislatura.

    Quindi in concomitanza con le elezioni regionali c’è anche l’elezione diretta a suffragio universale dei nuovi senatori.

    Infine alla camera dei deputati si adotta la consuetudine di non modificare proposte di legge uscite dal senato se queste riguardano gli enti locali.

    Questo non è ovviamente un obbligo costituzionale e neppure una legge ma una consuetudine che permette al senato di fare le leggi su determinate materie e alla camera,che potrebbe cominciare con la prima lettura,di non modificare il testo se nonin caso di eccezionalità.

    A mio avviso  se un senato è totalmente uninominale la camera dovrebbe essere totalmente proporzionale o vice versa.
    In quest’ultimo caso il senato ritornerebbe ad avere la legge elettorale del 1948 senza sbarramento.

     
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