vinca il “si” o il “no” ci sarà la sentenza della corte costituzionale sull’italicum

sono molti gli scenari post referendum.
Ogni singola forza politica e a volte molti uomini politici all’interno della medesima forza politica hanno una diversa visione sullo scenario futuro.
Intanto partiamo da una constatazione: Che vinca il si o che vinca il no al referendum confermativo del 4 dicembre ci sarà una sentenza della corte costituzionale sull’italicum.
Quindi chi come forza Italia afferma di voler aspettare l’esito del referendum prima di intavolare una trattativa per modificare la legge elettorale e che recentemente ha parlato di governo di scopo per fare la nuova legge elettorale proporzionale,a maggior ragione dovrebbe attendere la sentenza della corte costituzionale che non dovrebbe tardare ad arrivare visto che in caso di vittoria del “si” ci sarà in 40 giorni ed in caso di vittoria del “no” potrebbe starci anche meno visto che la sentenza è già pronta ed è stata ritardata proprio perché c’è questo referendum costituzionale.
Ricordo che tale sentenza sull’italicum era già prevista per settembre ma è stata rinviata dalla corte costituzionale a dopo il referendum e non credo che tarderà molti giorni.
Anche il movimento 5 stelle afferma che in caso di vittoria del no vorrebbe andare subito alle elezioni con l’italicum ed il suo premio di maggioranza che è sicuro di ottenere al ballottaggio oppure chiede che per modificare l’italicum si parta dalla propria legge elettorale nota come “democratellum” ma non tiene in considerazione questa sentenza che dovrà arrivare e che probabilmente eliminerà il premio di maggioranza e forse anche il ballottaggio stesso previsto a quel punto per una sola delle due camere mentre le camere che votano la fiducia restano due.
Se vince il no quindi è difficile immaginare che la corte possa lasciare intatto il ballottaggio dell’italicum dicendo che un premio ,ammesso che tale premio sia riconosciuto come costituzionale,possa tranquillamente coesistere con l’assenza totale di premio presente nell’altra camera che svolge le medesime funzioni.
Un ballottaggio a quel punto sarebbe fuorviante considerato anche che l’altra camera rimarrebbe elettiva ma su un solo turno e quindi sapendo la composizione del senato e dunque l’inutilità del ballottaggio stesso ai fini dell’ottenimento della fiducia in entrambi i rami del parlamento .
Le due leggi elettorali di camera e senato sono sempre state tra loro diverse,ma la divergenza è sempre stata all’interno di un certo limite.
L’attuale presidente della repubblica,che è  stato anche presidente Dell corte costituzionale, era ministro quando un referendum abrogativo eliminò per il senato Dell repubblica la soglia del 65% prevista per l’elezione nel singolo collegio uninominale nel 1992.
Questo 65% trasformava la legge elettorale per l’elezione del senato in una legge elettorale proporzionale, perché superare tale soglia per essere eletti nel collegio era impresa ardua che solo  la migliore democrazia cristiana o il miglior partito comunista nelle zone rosse potevano permettersi.
Eliminando tale soglia bastava prendere un voto in più per ottenere il seggio anche se la percentuale di voti ottenuti dalla forza politica era sotto al 50%.
Tra parentesi,anche con il 30% dei voti si poteva ottenere l’unico seggio uninominale lasciando a bocca asciutta il restante 70%.
Questo ha fatto il referendum abrogativo dei primi anni novanta del secolo scorso.
Per pochi mesi il senato assunse  una conformazione totalmente “uninominale maggioritaria relativa” dove si dava la maggioranza o addirittura la totalità dei seggi anche a chi avesse ottenuto il solo 30% dei voti a livello nazionale, mentre in quel 1993 alla camera dei deputati rimaneva il proporzionale puro.
Quindi ci sarebbe stata una camera totalmente maggioritaria ed una totalmente proporzionale.
Non vado a riprendere le parole dell’allora ministro ed oggi presidente della repubblica già presidente della corte costituzionale,non lo faccio perch l’ho già Fatto.
Già.
Ho inviato una lettera al presidente della repubblica chiedendo di non firmare l’italicum a costituzione vigente,già ho riportato le sue parole da ministro quando parlava di incostituzionalità nell’avere due sistemi elettorali così differenti.
A che cosa è servito permettere la violenza sul parlamento eseguita dal governo sulla legge elettorale se poi ci ritroviamo a questo punto?
Purtroppo sono questi comportamenti a far crescere la sfiducia nella politica quando i difensori della costituzione sono i primi ad aggredirla.
In ogni caso non ci sarà alcun bisogno di un governo di scopo per cambiare la legge elettorale ed andare al voto visto che l’italicum passerà il vaglio Dell corte e se dunque il ballottaggio sarà costituzionale anche in una sola camera si potrà votare tranquillamente anche se le leggi elettorali delle due camere saranno diversissime e la corte si assumerà le sue responsabilità.
Inutile dire che andare al voto con il “consultellum 2.0” sarebbe.l’ennesima bocciatura di questa classe politica logora e degenerata anche se si presenta con nuovi partiti o nuovi volti ma che governa molto peggio di chi l’ha preceduta anche se sembrava impossibile che questo potesse accade

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