Trump e l’Overdose di aiuti di stato (legali) negli U.S.A

Gli stati uniti d’America sono famosi per aver ridotto al minimo la presenza dello stato nell’economia,e nel rapporto tra i privati.
In realtà negli state’s di fatto è sempre la collettività a pagare per chi sbaglia.
Se risulta vero quello che praticamente tutti hanno ammesso e cioè che una perdita di bilancio si trasforma in uno sconto fiscale che arriva fino all’esenzione totale per tutti gli anni successivi fino al ripianamento di quella perdita.
Prendiamo il caso del neo eletto presidente degli stati uniti che ha ammesso di aver perso quasi un miliardo di dollari circa 20 anni prima.
Per i successivi 20 anni la legge fiscale americana ha previsto l’esenzione fiscale fino al raggiungimento del pareggio di quella perdita.
Chiarisco subito non non è questo il punto centrale del discorso,non voglio mettere in dubbio la veridicità delle affermazioni del neo presidente,non voglio mettere in dubbio la possibilità che quella perdita sia stata effettiva e reale come parrebbe indicato nella sua dichiarazione dei redditi.
Semplicemente questa e’ una constatazione di quanto egli stesso ha affermato ovvero sia che la legge è stata da lui rispettata ma che nel contempo è  la legge stessa a permettere e ad agevolare questi comportamenti che a prima vista potrebbero sembrare poco virtuosi incitando al fallimento di mercato.
Ad esempio mi chiedo se le banche americane che hanno provocato la crisi economica mondiale cominciata del 2007 abbiano oggi l’opportunità di non versare nemmeno un centesimo di tasse mettendo a bilancio tali perdite negli anni successivi.
Cioè a dire che il loro fallimento in realtà si è trasformato opportunità di ottenere una esenzione fiscale totale per tutti gli anni seguenti fino al ripianamento totale di quelle perdite.in altre parole mi domando se le banche che hanno avuto un comportamento misurato e composto,non hanno provocato danni ed hanno fatto investimenti meno rischiosi salvaguardando gli investitori,che non hanno avuto perdite e non hanno avuto multe,si trovino oggi penalizzate e debbano pagare la tassazione piena mentre quelle fallite possano godere delle esenzioni totali perfino sulle multe che sono state combinate loro.
Se così  fosse,ed io posso solo ipotizzarlo non conoscendo benissimo quel tipo di legislazione fiscale,saremmo molto vicini a qualche cosa che somiglia molto a degli aiuti di stato per le aziende che falliscono e quindi si tratterebbe certamente di una palese violazione di svariati trattati internazionali sul libero commercio che gli stati uniti hanno sottoscritto con i partner  mondiali.

Saremmo di fronte ad una vera e propria alterazione del mercato che danneggia in primis le stesse aziende all’interno degli stati uniti d’America.
Se così Fosse sarebbe quasi una mezza truffa messa in atto da chi quotidianamente ci vuole insegnare che cosa sia il “fallimento di mercato”.
Basti pensare alla “nostra” acciaieria ilva a Taranto.
Se adottassimo quelle regole tutte le perdite di mercato ricadrebbero sulle casse dello stato con l’esenzione totale delle tasse pari a tali perdite.
Nel mentre l’unione europea ci dice che non si può fare sconti fiscali sulla corrente elettrica utilizzata dall’ilva per le sue lavorazioni perché si avrebbe una alterazione della concorrenza perfetta tramite aiuti di stato.
Se le ipotesi precedenti fossero vere e se tale sistema fiscale fosse presente in Italia allora l’ilva tramite l’esenzione fiscale ottenuta dal suo proprietario e l’ammortamento nel tempo di tali agevolazioni avrebbe parimenti questo aiuto anche se indiretto apparentemente legale.
A queste condizioni,credo bene che negli stati uniti l’evasione fiscale sia al minimo!
Certo,uno che concorda un risarcimento da 25 milioni per la questione della Trump university può ottenere altrettanti denari tramite le esenzioni fiscali facendoli di fatto pagare alla collettività,non ha bisogno né di evadere ne di eludere illegalmente il fisco visto che è tutto legale.
Non sto affermando che questo sistema sia ingiusto e che le leggi americane in materia fiscale vadano cambiate.
Bensì affermo che queste leggi creano una disparità di trattamento nei confronti di chi deve rispettare determinate regole che prevedono ad esempio il divieto degli aiuti di stato.
Sto affermando che quel sistema fiscale vìola la concorrenza perfetta tanto quanto gli aiuti di stato.
Ma se tale sistema fosse da tutti applicato certamente smetterebbe di sussistere la disparità precedentemente descritta all’interno del mercato internazionale.
E’ L’utilizzo di quel sistema da parte di una singola nazione o di un piccolo insieme di stati a creare la disparità.
Così Come allo stesso modo la presenza di aiuti di stato all’interno di una singola nazione crea una disparità nella concorrenza perfetta internazionale che smetterebbe di sussistere se tali aiuti fossero legali e tutte le nazioni avessero a disposizione questo strumento.
L’analisi precedente riguarda il rapporto commerciale tra nazioni diverse mentre rimarrebbe in piedi la disparità di trattamento tra aziende virtuose e aziende fallimentari all’interno dello stesso stato,favorendo queste ultime.

Appare del tutto evidente l’inganno perpetrato dall’ideologia capitalista americana quando afferma che le aziende che non sono all’altezza devono fallire per far spazio a quelle che presentano una maggiore redditività.
Questo ci sentiamo ripetere tutti i giorni quando alla vecchia maniera si tenta di parlare di difesa dei posti di lavoro in essere e qualche riformista con le pezze sul culo ci viene a dire che le aziende devono fallire se non hanno la giusta produttività alla quale va legato lo stipendio dei dipendenti.
Ma è del tutto evidente che la redditività viene alterata da questa sperequazione che va a premiare i falliti e porta fuori mercato i virtuosi fin quando non consumano le loro perdite.
Il sistema statunitense potrà produrre dei benefici dal lato dell’iniziativa imprenditoriale permettendo di rimettersi in corsa dopo un fallimento ma si deve sapere  che chi non fallisce paga più tasse di chi crea buchi di bilancio e ottiene poi maggiori ricavi.
L’ipotesi è Dunque che ci stiano dando lezioni coloro che violano quotidianamente le regole che impongono a noi.
Anche le maxi multe miliardarie sarebbero una mezza truffa se poi sono scaricabili esentasse nella dichiarazione dei redditi.
Troppo facile produrre sottocosto e in perdita per guadagnare i mercati ripianando le perdite con il capitale del padrone che poi otterrà uno sconto fiscale pari a tali perdite produttive.
Questo è un aiuto di stato bello e buono e va ad alterare il mercato nei confronti di chi non lo pratica.
Beh allora le acciaierie cinesi potrebbero fare lo stesso per abbassare il costo del loro prodotto azzerando le tasse pagate con le perdite incamerate dai prezzi sottocosto praticati.

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