Unione incostituzionale europea

l’aver ceduto all’Unione europea il commercio con l’estero implica il divieto per il parlamento italiano di legiferare su questa materia?
Uno potrebbe anche credere che sia così.
Infatti non parliamo di una direttiva europea che il parlamento italiano deve applicare in un tempo determinato pena le sanzioni.
Parliamo di una vera e propria cessione di sovranità all’Europa avvenuta tramite la conversione in legge(ordinaria) di un trattato europeo.
Si perché fino a ieri il parlamento italiano,anche se come mero ratificatore, è sempre stato chiamato all’approvazione annuale delle norme europee attraverso quella che poi ha preso il nome di “legge europea”.
Quindi la sovranità popolare e nazionale seppur tirata per i capelli ha continuato a sussistere considerando anche il diritto di veto mantenuto dall’italia all’inizio del processo legislativo europeo per tramite del suo presidente del consiglio.
Attenzione che questo ha smesso di sussistere con l’avvenuta cessione di sovranità della materia denominata “commercio con l’estero”.
Tra parentesi per “estero” non si intende il commercio dentro ma quello tra paesi fuori l’unione!
Ribadisco: Con legge ordinaria quindi con un procedimento non rafforzato,il parlamento italiano ha ceduto sovranità ad un altro parlamento.
Io non credo che questo sia possibile e una scelta del genere avrebbe richiesto una modifica della costituzione.
Nella costituzione c’è scritto che le leggi sono pubblicate nella Gazzetta italiane e sono firmate dal presidente della repubblica ma questo non accade più per il commercio con l’estero.
Può forse un trattato europeo dare maggiori o minori competenze alle regioni italiane,sia quelle a statuto ordinario che quelle a statuto speciale,ed essere approvato dal parlamento italiano con una legge ordinaria?
No che non può,serve una legge costituzionale perché quelle materie sono scritte tutte nella costituzione italiana.

Se la carta costituzionale italiana afferma che il commercio con l’estero appartiene allo stato,afferma che non appartiene all’unione europea.
Questo non vuol dire che siccome lo stato detiene tale competenza esso può privarsene completamente tramite una legge ordinaria.
E questo non lo potrà fare nemmeno con la nuova costituzione nel caso in cui vinca il si al referendum confermativo in quanto è. Scritto che solo alle regioni e non all’unione europea si possono “devolvere” proprie competenze tramite leggi ordinarie.
Si potrà ribattere che che un trattato internazionale val più della legge ordinaria che ne estende la validità sul nostro territorio.
Si ma non quando quel trattato contrasta con la carta costituzionale italiana stessa facendoci a pugni!
Una carta costituzionale europea varrebbe certamente meno di una costituzione italiana se non fosse approvata dal parlamento italiano con un procedimento rafforzato.
Chiarisco che questo non ha nulla a che vedere con il recente accordo di libero scambio tra canada ed unione europea in quanto giustamente si è scelta la strada dell’approvazione da parte di tutti i singoli parlamenti nazionali.
E ci mancherebbe altro visto che le competenze fiscali sull’abolizione dei dazi e quindi le dogane sono esplicitamente affidate allo stato italiano dalla costituzione italiana.
Tra l’altro il commercio con l’estero, referendum del 4 dicembre permettendo, risulta essere addirittura una materia a competenza concorrente tra stato e regioni italiane.
Ma ribadisco, anche fosse di totale competenza statale non è possibile immaginare una cessione totale a parlamenti situati in territorio straniero senza che tale scelta compaia scritta nero su bianco nella carta costituzionale.e ribadisco come l’articolo 117 laddove parla di obblighi comunitari non può certamente riferirsi ad una cessione totale di sovranità che contrasta con altri punti posti all’interno dello stesso articolo 117.
Evidentemente l’unica strada percorribile per una vera ratifica della cessione di sovranità è la comparsa della scritta: E’ Materia di competenza comunitaria il commercio con l’estero evidentemente eliminando tale materia da quelle elencate tra le competenze regionali e statali.

Ovviamente la prima parte dell’articolo 117 non può portare alla disapplicazione non esplicita di uno dei punti sottostanti che risultano espliciti.
non sarebbe neppure da considerarsi abrogato un comma che rimane in vigore finché non venga cancellato cosa che ne un trattato internazionale ne una legge ordinaria possono fare.
E se anche ciò avvenisse si può. Intendere che tale materia non più. Presente esplicitamente tra le materie indicate dal 117 possa ricadere tra le materie residuali.
Ci sarebbe poi da dire qualche cosa riguardo agli obblighi “comunitari” che fino a ieri si riassumevano come minimo in un un “recepimento” e che oggi diventano legislatori saltando il parlamento italiano.
La comunità europea di fatto non esiste più ed è stata sostituita dall’unione europea che tra l’altro ha un parlamento europeo che non è più come in precedenza un organo meramente consultivo ma a tutti gli effetti e’ organo legislativo sempre rientrando nelle casistiche specificate inizialmente e cioè con leggi pubblicate in gazzetta ufficiale italiana e diritto di veto italiano.
Già questa unione europea per come è stata concepita 20 anni fa prende per i capelli la carta costituzionale italiana,considerando che pure la moneta sarebbe di competenza esclusiva statale.
Ma qui qualche genio ha inventato le le banche centrali “indipendenti”  per cui pur avendo la moneta europea denominata euro,il parlamento europeo non può dir nulla sulle politiche monetarie.

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