Updates from novembre, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 10:09 il 26 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Renzi aumenta stipendi e pensioni: Si avvicina il default! 

     

     

    L’aumento degli stipendi della pubblica amministrazione e delle pensioni è la ricetta utilizzata prima dalla democrazia cristiana e dal pentapartito poi da centrodestra e centrosinistra nel periodo del bipolarismo muscolare ed oggi è usata dai rottamatori al governo che dovevano rappresentare la rottura con il cambiamento mentre in realtà le ricette sono le stesse utilizzate in precedenza,quelle che ci hanno portato ad essere ultimi in Europa,quelle che aumentano terribilmente il rischio fallimento.
    Questa è la situazione reale,altri vivono o ci fanno addirittura i comizi sulle nuvole e poi passano il tempo a chiedersi come mai malgrado tutto l’impegno profuso le cose vanno sempre peggio.
    L’unica nota positiva e la sentenza della corte costituzionale sul contratto degli statali dove si afferma che anche le regioni fanno parte della partita decisionale e quindi,referendum del 4 dicembre permettendo, apre la strada alle gabbie salariali regionali per la pubblica amministrazione su due livelli di contrattazione come accade alle aziende private sparse sul territorio nazionale.
    il cane si morde la coda nel volere per bocca dei sindacati stipendi più alti per la pubblica amministrazione.
    Stipendi più alti “logorati” subito dopo dall’inflazione che azzererà il nuovo presunto aumento di potere d’acquisto.
    Si ma nel frattempo l’aumento dell’inflazione renderà più povere le classi sociali che l’aumento non l’hanno avuto tipo i pensionati.
    Se ai governanti piacciono le vittorie di Pirro saranno contenti nel constatare l’aumento del prodotto interno lordo dopo l’aumento degli stipendi della pubblica amministrazione.
    I governanti saranno pure contenti nel constatare l’incremento delle entrate fiscali in cifra assoluta contenute di per se nell’aumento stesso degli stipendi e poi nell’inflazione.
    Saranno contente le banche private,la banca centrale europea,il fondo monetario internazionale e parleranno di uscita dalla crisi.
    Ma purtroppo così non sarà,non per una gufata qualsiasi,ma perché a dirlo è la logica e la matematica.
    Infatti l’applicazione di questa ricetta fallimentare ha generato nel tempo questo effetto domino prezzi-salari che si devono confrontare con l’assenza di dogane all’interno dell’unione europea ma anche all’esterno con i vari trattati di libero scambio e con il mancato adeguamento dei dazi in corrispondenza al nostro aumentato costo della vita e del lavoro dovuto all’incremento dei salari.
    Tuto questo per dire che l’aumento dei salari facendo crescere il costo Dell vita e del lavoro porterà all’aumento della disoccupazione per un fatto molto semplice: L’imprenditore privato porta le produzioni all’estero e le fa arrivare qui ad un prezzo più basso e ottenendo pure un profitto più elevato grazie alle regole all’interno dell’Ue e alle regole del commercio wto.
    E poi il cane che si morde la coda fa un altro giro su se stesso e tutto ricomincia come prima,si chiede un nuovo aumento salariale ed un nuovo aumento delle pensioni “da fame” e l’effetto domino continua magari lentamente,magari impercettibilmente

    Sta di fatto che sarà sempre più difficile fare impresa,che le tasse per forza di cose dovranno aumentare.
    A proposito,solo l’80% dell’ici sulla prima casa abolita dal governo viene rimborsata ai comuni e questo significa che a fine anno aumenteranno nuovamente ed inevitabilmente le tasse locali mentre il governo dice di aver abbassato le tasse.
    Tra parentesi il governo ancora non ha saputo dire quale aumento di prodotto interno lordo è legato al pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione.
    Facile dire che c’è l’aumento del p.i.l dello 0,3% nel trimestre magari teleguidandolo con il mouse grazie al pagamento di un tot di quel debito solo per fare propaganda in vista del referendum.
    Perché il governo non dice quanti debiti arretrati sono rimasti da pagare ben sapendo che una volta finiti ci sarà il fisiologico calo del p.i.l oggi gonfiato da tali cifre?
    In ogni caso non c’è alcuna discontinuità tra le ricette del passato e quelle attuali.
    L’unica discontinuità è stata messa in campo da Mario draghi con il quantitative easing e con la diminuzione del prezzo del petrolio.
    A livello europeo non c’è stata alcuna discontinuità a livello di investimenti pubblici per dare una direzione a questo continente e siamo ancora in mezzo alla totale dipendenza dai combustibili fossili e dal nucleare.
    A livello italiano abbiamo sforato tutti i parametri e usati i risparmi del q.e. Di draghi per fare fascio e propaganda e tra due o tre anni staremo peggio di oggi.
    Il bazooka della BCE è un’arma a doppio taglio perché comunque diventiamo ancora più dipendenti di quanto non eravamo prima e bisognerà vedere se alla scadenza dei titoli essi saranno rifinanziati e con quali modalità,per questo motivo abbiamo perso probabilmente l’ultima occasione per invertire il lento effetto domino che ormai da decenni pesa sull’Italia.
    Ancor più grave è l’inseguimento di vecchie ricette peggiorative della situazione anche se in un primo momento come la cocaina sembrano dare sollievo e migliori prestazioni.
    Cosa posso dire agli statali…
    Godetevi l’aumento degli stipendi,godetevi i vostri diritti acquisiti,il vostro articolo 18 cancellato solo per i neo assunti e se siete tra i fortunati godetevi il prepensionamento con il sistema misto in parte retributivo.
    Che i pensionati si godano l’aumento delle 14esime e i neo 18enni possono godersi i loro 500 euro utilizzabili anche per scaricare musica.

     e’ usata dai

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  • giamps78 13:49 il 25 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    “Rischio calcolato” e la cancellazione dei debiti pubblici 

    Stavo leggendo un articolo sul sito scenari economici .it il cui titolo suonava più o meno così: “e se le banche centrali cancellassero il debito pubblico?”
    L’argomentazione partiva dalla differenza tra persone oziose e persone produttive e poi finiva con il dire che la stampa di banconote da parte di una banca centrale per il successivo acquisto di titoli di stato  nel tempo avrebbe prefigurato l’intervento pubblico nell’economia per indirizzare le produzioni.
    Nel mezzo l’articolo spiegava che chi non produce pesa su chi produce e crea l’aumento delle tasse che rende più difficili le attività di chi produce.

    Innanzitutto va chiarito un punto: Le banconote sono pubbliche o sono private?
    Se fossero pubbliche allora una banca centrale che offre quel denaro pubblico a delle banche private che poi acquistano il debito degli stati lucrandoci sopra stanno compiendo un ladrocinio.
    La stessa fornitura di liquidità data da una banca centrale ad altre banche private è da considerarsi un prestito di soldi pubblici.
    Se quindi il denaro è un bene pubblico che temporaneamente è proprietà del portatore l’acquisto di titoli di stato con i soldi appena stampati non può essere vietato perché il valore dei soldi è dato dai cittadini che lo utilizzano e stampando banconote cala il valore delle banconote dell’intera collettività e regalare alle banche private i soldi appena stampati è un vero furto.
    Il secondo punto riguarda la nana centrale: Deve essere pubblica o privata?
    Infatti se la banca centrale fosse privata e fosse una corporazione di banche private smetterebbe banconote private che a quel punto non possono più essere utilizzate per l’acquisto di debito pubblico.
    Ricordo la favoletta delle 4 persone sull’isola deserta che si scambiavano beni con il baratto,poi arrivò il banchiere che poteva stampare banconote e tutti utilizzarono quelle banconote ma in cambio dovevano pagare al banchiere gli interessi per il prestito iniziale.
    La favoletta finisce con il banchiere che schiavizza gli alte abitanti dell’isola che non riuscivano a pagare gli interessi molto semplicemente perché il debito era superiore alle banconote circolanti e più il banchiere (privato) ne stampava, più i 4 avevano un più alto debito.
    Questo perché le banconote della favoletta non erano utilizzate come mezzo neutrale per gli scambi monetari e dunque gli interessi su tali banconote non appartenevano alla collettività ma tali banconote erano strumento per arricchire il banchiere.
    Lo capisce anche un bambino che i primi ad essere svantaggiati da una situazione del genere sono proprio coloro che producono i beni e che in questo caso la parte oziosa è. Quella che ha i capitali.
    Lo capisce anche un bambino che gli interessi sulle banconote stampate nell’isola non possono essere pagati e che dunque siamo in una situazione in cui comunque prima o dopo i 4 abitanti dichiareranno default ma non prima di aver venduto al banchiere tutte le loro attività.
    La matematica non è un’opinione basta far due conti e si scopre che il debito dei 4 non potrà essere rifondato e che quella sarà una società fondata sul debito e controllata da chi possiede il capitale e lo accresce con gli interessi.
    Io non credo che sia questione di destra o di sinistra,in ogni caso tra avere le produzioni decise da banche private ed avere produzioni decise dalla collettività io preferisco quest’ultima opzione.
    Riconosciamo che è errato il trattato di Maastricht,riconosciamo che gli stati uniti hanno dovuto far stampare banconote e far acquistare titoli di debito alla Federal reserve altrimenti dopo il 2007 sarebbero falliti.
    Qui stiamo parlando di governi totalmente contrari all’acquisto di titoli di debito pubblico da parte della banca centrale che sono stati obbligati a farli comprare andando contro ad uno dei pilastri economici che ci raccontavano fino all’anno prima.
    E questo perché ,come per la favoletta dei 4 sull’isola deserta, non si poteva più andare avanti con il banchiere privato che speculava sulle banconote.
    La crisi del 2007 non nasce da austerità o da eccessiva stampa di banconote perché questi due aspetti sono arrivati dopo la crisi che per l’appunto è  degenerata proprio a causa della mancanza di stampa di banconote e della mancanza di austerità nei decenni precedenti.
    Infine il discorso sulla cancellazione del debito:
    Che ci sia un debito azzerato o che ci sia un debito di diecimila miliardi i cui interessi sono dati allo stato non fa differenza dal punto di vista matematico ne dal punto di vista del bilancio.
    Dunque la cancellazione del debito è un falso problema perché a contare sono gli interessi.
    Così. Come dal punto di vista matematico e concettuale il pagare interessi negativi per un titolo di stato equivale alla sua monetizzazione,non dunque alla cancellazione tout court come ipotizzato nell’articolo presente sul sito scenarieconomici.it

    Ed il fenomeno dell’inflazione che cala non esiste dal 2007,  se si guarda ad esempio il grafico dell’inflazione negli stati uniti si vede che cala da decenni,cioè  da quando smise di iniettare liquidità ,ma gli economisti se ne sono accorti perché si  è avvicinato sempre più al tasso negativo che io credo sia anche un fatto fisiologico viste anche le considerazioni appena esposte.

     
  • giamps78 09:54 il 25 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    vinca il “si” o il “no” ci sarà la sentenza della corte costituzionale sull’italicum 

    sono molti gli scenari post referendum.
    Ogni singola forza politica e a volte molti uomini politici all’interno della medesima forza politica hanno una diversa visione sullo scenario futuro.
    Intanto partiamo da una constatazione: Che vinca il si o che vinca il no al referendum confermativo del 4 dicembre ci sarà una sentenza della corte costituzionale sull’italicum.
    Quindi chi come forza Italia afferma di voler aspettare l’esito del referendum prima di intavolare una trattativa per modificare la legge elettorale e che recentemente ha parlato di governo di scopo per fare la nuova legge elettorale proporzionale,a maggior ragione dovrebbe attendere la sentenza della corte costituzionale che non dovrebbe tardare ad arrivare visto che in caso di vittoria del “si” ci sarà in 40 giorni ed in caso di vittoria del “no” potrebbe starci anche meno visto che la sentenza è già pronta ed è stata ritardata proprio perché c’è questo referendum costituzionale.
    Ricordo che tale sentenza sull’italicum era già prevista per settembre ma è stata rinviata dalla corte costituzionale a dopo il referendum e non credo che tarderà molti giorni.
    Anche il movimento 5 stelle afferma che in caso di vittoria del no vorrebbe andare subito alle elezioni con l’italicum ed il suo premio di maggioranza che è sicuro di ottenere al ballottaggio oppure chiede che per modificare l’italicum si parta dalla propria legge elettorale nota come “democratellum” ma non tiene in considerazione questa sentenza che dovrà arrivare e che probabilmente eliminerà il premio di maggioranza e forse anche il ballottaggio stesso previsto a quel punto per una sola delle due camere mentre le camere che votano la fiducia restano due.
    Se vince il no quindi è difficile immaginare che la corte possa lasciare intatto il ballottaggio dell’italicum dicendo che un premio ,ammesso che tale premio sia riconosciuto come costituzionale,possa tranquillamente coesistere con l’assenza totale di premio presente nell’altra camera che svolge le medesime funzioni.
    Un ballottaggio a quel punto sarebbe fuorviante considerato anche che l’altra camera rimarrebbe elettiva ma su un solo turno e quindi sapendo la composizione del senato e dunque l’inutilità del ballottaggio stesso ai fini dell’ottenimento della fiducia in entrambi i rami del parlamento .
    Le due leggi elettorali di camera e senato sono sempre state tra loro diverse,ma la divergenza è sempre stata all’interno di un certo limite.
    L’attuale presidente della repubblica,che è  stato anche presidente Dell corte costituzionale, era ministro quando un referendum abrogativo eliminò per il senato Dell repubblica la soglia del 65% prevista per l’elezione nel singolo collegio uninominale nel 1992.
    Questo 65% trasformava la legge elettorale per l’elezione del senato in una legge elettorale proporzionale, perché superare tale soglia per essere eletti nel collegio era impresa ardua che solo  la migliore democrazia cristiana o il miglior partito comunista nelle zone rosse potevano permettersi.
    Eliminando tale soglia bastava prendere un voto in più per ottenere il seggio anche se la percentuale di voti ottenuti dalla forza politica era sotto al 50%.
    Tra parentesi,anche con il 30% dei voti si poteva ottenere l’unico seggio uninominale lasciando a bocca asciutta il restante 70%.
    Questo ha fatto il referendum abrogativo dei primi anni novanta del secolo scorso.
    Per pochi mesi il senato assunse  una conformazione totalmente “uninominale maggioritaria relativa” dove si dava la maggioranza o addirittura la totalità dei seggi anche a chi avesse ottenuto il solo 30% dei voti a livello nazionale, mentre in quel 1993 alla camera dei deputati rimaneva il proporzionale puro.
    Quindi ci sarebbe stata una camera totalmente maggioritaria ed una totalmente proporzionale.
    Non vado a riprendere le parole dell’allora ministro ed oggi presidente della repubblica già presidente della corte costituzionale,non lo faccio perch l’ho già Fatto.
    Già.
    Ho inviato una lettera al presidente della repubblica chiedendo di non firmare l’italicum a costituzione vigente,già ho riportato le sue parole da ministro quando parlava di incostituzionalità nell’avere due sistemi elettorali così differenti.
    A che cosa è servito permettere la violenza sul parlamento eseguita dal governo sulla legge elettorale se poi ci ritroviamo a questo punto?
    Purtroppo sono questi comportamenti a far crescere la sfiducia nella politica quando i difensori della costituzione sono i primi ad aggredirla.
    In ogni caso non ci sarà alcun bisogno di un governo di scopo per cambiare la legge elettorale ed andare al voto visto che l’italicum passerà il vaglio Dell corte e se dunque il ballottaggio sarà costituzionale anche in una sola camera si potrà votare tranquillamente anche se le leggi elettorali delle due camere saranno diversissime e la corte si assumerà le sue responsabilità.
    Inutile dire che andare al voto con il “consultellum 2.0” sarebbe.l’ennesima bocciatura di questa classe politica logora e degenerata anche se si presenta con nuovi partiti o nuovi volti ma che governa molto peggio di chi l’ha preceduta anche se sembrava impossibile che questo potesse accade

     
  • giamps78 11:20 il 24 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Spread con il bund salirà anche se il 4 dicembre vince il “si” 

    L’infausta battaglia di renzi sulla flessibilità in U.E. E’ Inutile e perfino dannosa.

    Renzi batte i pugni sul tavolo in Europa…
    E per cosa?
    Per poter fare più debito!
    Debito di cui poi dovremo pagare gli interessi per l’eternità.
    Ma si sa che renzi essendo figlio di un banchiere concepisce lo stato come dipendente dal capitale privato e percepisce la banca privata come dipendente dei soldi pubblici altrimenti non si spiegherebbe come mai in questa finanziaria c’è un fondo pubblico per il prepensionamento dei banchieri.
    Forse,visti i tempi,il lavoro in banca è diventato usurante!
    E’ proprio un mondo che va al contrario.
    A proposito di usura,l’italia è lo stato europeo che ha pagato il maggior numero di interessi sul debito pubblico
    L’italia ha pagato più interessi del debito stesso.
    Oltre 2’500 miliardi di interessi sul debiti pagati negli ultimi 45 anni a fronte di un debito che oggi è intorno ai 2’300 miliardi.
    Questi 2’300 miliardi che rappresentano il debito pubblico sono formati per buona parte dai tassi di interessi degli anni 70,80 e degli anni 90.
    Poi chiaramente più aumenta il debito più le percentuali di interesse sono difficili da pagare.
    I banchieri ed i loro figli parlano contro l’austerità perché è da generazioni che speculano furbescamente sulla pelle dei cittadini .
    Vi dò un’informazione: Il vostro ciclo è finito,siete obsoleti.
    Questo giro sarete voi banchieri con i vostri figli ad essere totalmente rottamati.
    L’italia da decenni ha un avanzo primario ma gli interessi sul debito pubblico sono superiori a tale avanzo.
    La Germania da oltre un decennio ha un surplus commerciale ed ha usato la moneta forte euro,che ha fatto arrivare fino a 1,60 sul dollaro per aumentare questo surplus.
    Difatti con la moneta forte i prodotti cinesi collegati direttamente al dollaro sarebbero costati meno ed avrebbero permesso un profitto maggiore agli industriali ed ai commercianti tedeschi con merci vendute addirittura a prezzi più bassi.
    E questo è successo,gli ordinativi tedeschi hanno abbandonato l’Italia e sono andar a finire in cina.
    Stesso discorso valido per l’est europeo utile perché non presenta nemmeno una dogana,nemmeno un dazio ed hanno un costo del lavoro molto più base perché i paesi dell’est non sono stati divorati dal capitalismo negli anni ’70 ed hanno avuto l’inflazione misurata

    Per quale motivo l’italia, che è contribuente netto di questa Europa da ancor prima che ci fosse l’euro,dovrebbe continuare a consentire lo sbudellamento della propria economia da imprenditori che pensano solo al loro profitto privato e da stati che tentano in tutti i modi di rubarci il nostro prodotto interno lordo buttandoci nelle mani degli usurai italiani ed internazionali?

    Dal 1996 ad oggi abbiamo dato ben 100 miliardi di euro a fondo perduto a questa Europa ai quali si aggiungono altri 53 miliardi di soldi dei fondi europei che non sono star spesi dall’italia e che poi sono rimasti nel bilancio europeo.
    Abbiamo fatto debito al 4% di interessi per salvare spagna,Irlanda,Grecia e portogallo e quel 4% dovremmo pagarlo per sempre anche se questi paesi rifondassero tale debito all’Europa,il fondo salva stati  non ci rifonderà il debito che l’Italia ha dovuto fare per elargire tali somme.
    E allora il punto non è chiedere all’europa di poter fare più debito perché così Si alimenta la crescita, no così si alimenta solo il futuro fallimento dell’Italia.
    Il punto è un altro: Trovare il modo per ridurre il debito e tramite austerità trovare la flessibilità nei bilanci dovuti alle minori spese generate da quella diminuzione del debito.
    Come?
    Ad esempio dicendo che il fondo salva star deve essere sciolto e che i soldi devono tornare agli stati europei che lo hanno alimentato per ridurre il debito pubblico e gli interessi che pesano sul bilancio dello stato.
    Poi ci sono questi 5 miliardi all’anno che l’italia versa a fondo perduto all’Europa ed è Del tutto evidente che tali soldi non possono più essere versati viste le precarie condizioni del nostro debito.
    Dunque sbaglia renzi nel mescolare terremoti ed immigrazione a quei 5 miliardi di contribuzione netta solo per chiedere flessibilità ovvero la possibilità di fare nuovo debito.
    No,quei 5 miliardi a fondo perduto devono restare in Italia ma devono servire per ridurre il debito pubblico,non per alimentare la spesa pubblica che sotto il governo renzi in soli due anni è cresciuta di oltre 100 miliardi mentre le tasse in cifra assoluta sono cresciute di 80 miliardi di euro.
    La Germania ha conquistato il proprio ruolo egemone per due motivi:
    1)la potenza delle sue banche che hanno impedito la speculazione sul proprio debito pubblico ,che comunque in cifra assoluta risulta. Superiore a quello italiano.
    2)l’austerità e la diligenza nei conti pubblici condita alla furbizia nel fregare prodotti interno lordo agli altri partner europei facendo loro credere che le riforme siano per il bene di tutti e infinocchiando i nostri politicanti.
    Chi si batte contro l’austerità  e chi fa propaganda dine a se stessa sulla contribuzione netta dell’italia senza cavare un ragno dal buco aiuta la Germania ad essere ancora più. Egemone.

    Ne riparliamo fra tre anni quando finisce il quantitative easing ,quando aumenta il prezzo dell’energia elettrica,del gas,quando aumenta l’iva al 25%, quando aumenterà. Lo spread.
    Il si o il no al referendum del 4 dicembre è Totalmente irrilevante rispetto ai fatti sopra elencati e al fallimento di questo governo che ha peggiorato notevolmente la situazione aggiungendoci la propaganda quotidiana condita all’antipolitica fatta dal governo stesso

     
  • giamps78 19:08 il 19 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    In svizzera gli uomini soli al comando sono i cittadini 

    In svizzera ci possono essere ministri di estrema destra e di estrema sinistra nello stesso governo e questo può accadere in tutte le legislature ma lì nessuno si permette di gridare all’inciucio.
    Questo perché in svizzera c’è l’elezione semi-diretta dei ministri.
    In nessuna parte del mondo esiste il “governo” inteso come organismo collegiale che viene eletto direttamente dal popolo.
    Chi dice questo confonde l’elezione di una singola persona con la successiva nomina dei ministri scelti da quella singola persona dopo il voto popolare.
    Come può sussistere l’elezione diretta del governo se gli elettori nemmeno conoscono i nomi dei futuri ministri ma nemmeno i nomi dei candidati alla carica di ministro?
    Evidentemente sono tutte fandonie imbonitrici e ingannatorie che però pur essendo palesemente false fanno presa nell’elettorato.
    In Italia poi,non sussiste nemmeno l’elezione diretta di quella singola persona.
    Infatti il sistema non prevede l’elezione diretta del premier,quindi dire che gli ultimi 4 governi non sono stati eletti dal popolo e’ una falsità doppia,palesata da chi con i propri mezzi informativi ha creato una divergenza tra costituzione materiale e reale nella testa dei telespettatori senza che vi fosse bisogno di riformare la costituzione in parlamento.
    In Italia gli unici che al momento dovrebbero essere eletti direttamente dal popolo sono i parlamentari che invece risultano “segregati” dalla media-crazia.
    Prima era colpa delle 4 preferenze e sono state ridotte a 3,poi a 2,poi e’ stato il turno della preferenza unica, fino ad arrivare alle liste bloccate,presenti sia nel mattarellum,che nel porcellum.
    Prima era colpa del proporzionale puro,così e’ arrivato l’uninominale maggioritario relativo,poi e’ arrivato il premio di maggioranza dichiarato incostituzionale.
    Prima c’era il bicameralismo perfetto che era fonte di stabilità ed equilibrio nella guerra fredda,di crescita economica con la scalata nel g7 delle potenze industrializzate e poi improvvisamente questo assetto istituzionale e’ diventata la causa di ogni problema italiano.

    In svizzera non hanno di questi problemi e nessuno chiede l’abolizione del bicameralismo.
    Nessuno ha mai chiesto la diminuzione delle preferenze(4,5,6 a seconda dei cantoni),nessuno ha mai collegato la presenza Dell preferenze con la presenza della malavita che dove c’è si infiltra con qualsiasi legge elettorale né più ne meno con la presenza di liste bloccate,di primarie,di gazebarie,di parlamentarie etc etc.
    Anzi,le preferenze piacciono così tanto agli svizzeri che se una lista ha troppi candidati si raddoppia il numero degli identici contrassegni per permettere la presenza a tutti i candidati.
    Qui in italia ci sono i seggi sicuri con i segretari di partir che nominano i parlamentari che essendo praticamente certi di ottenere il seggio attuano una politica con un voto di scambio permanente e questo crea una grande corruzione a favore delle lobby.
    In svizzera nessuno si è mai sognato di denunciare la legge elettorale proporzionale pura che viene usata per l’elezione di entrambe le camere.
    Eppure non mi pare che economicamente in svizzera le cose stiano andando così malaccio!
    Non mi pare che il sistema istituzionale svizzero sia un rudere,sia lento,non sia rappresentativo della volontà popolare.
    La differenza tra Italia e svizzera e’ la mentalità.
    Loro hanno i referendum propositivi e noi no.
    a noi ci hanno raccontar che i referendum su materie economiche avrebbero scassato i conti.
    Ma non sono i referendum a scassare i conti ma la mentalità assistenziale fondata su qualche cosa che si crde non esista realmente e che quindi si aumenta a dismisura: Il debito pubblico.
    In svizzera sanno bene che se aumento del debito è sinonimo di perdita di libertà mentre in Italia il sistema della loggia propaganda mena il can per l’aia, ma è un cane che si morde la coda, ma è un sistema controproducente un fare i conti senza l’oste.
    Per questo votano no ai referendum sull’aumento delle pensioni.
    Per questo votano no al referendum sull’introduzione del reddito di cittadinanza.

    In svizzera gli uomini soli al comando sono i cittadini.
    In Italia dicono tutti “viva lo stato” ma solo finché ci dà i soldi.
    Pertanto parte la lagna mediacratica sull’aumento Dell pensioni che già ci costano 300 miliardi di euro annui,cifra spaventosa,la più alta d’Europa ma che serve per tenere alti i prezzi dei prodotti venduti e far guadagnare più soldi alle pubblicità mediacratiche e ai professionisti della truffa macartista maccartista.a

     
  • giamps78 08:32 il 19 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Trump e l’Overdose di aiuti di stato (legali) negli U.S.A 

    Gli stati uniti d’America sono famosi per aver ridotto al minimo la presenza dello stato nell’economia,e nel rapporto tra i privati.
    In realtà negli state’s di fatto è sempre la collettività a pagare per chi sbaglia.
    Se risulta vero quello che praticamente tutti hanno ammesso e cioè che una perdita di bilancio si trasforma in uno sconto fiscale che arriva fino all’esenzione totale per tutti gli anni successivi fino al ripianamento di quella perdita.
    Prendiamo il caso del neo eletto presidente degli stati uniti che ha ammesso di aver perso quasi un miliardo di dollari circa 20 anni prima.
    Per i successivi 20 anni la legge fiscale americana ha previsto l’esenzione fiscale fino al raggiungimento del pareggio di quella perdita.
    Chiarisco subito non non è questo il punto centrale del discorso,non voglio mettere in dubbio la veridicità delle affermazioni del neo presidente,non voglio mettere in dubbio la possibilità che quella perdita sia stata effettiva e reale come parrebbe indicato nella sua dichiarazione dei redditi.
    Semplicemente questa e’ una constatazione di quanto egli stesso ha affermato ovvero sia che la legge è stata da lui rispettata ma che nel contempo è  la legge stessa a permettere e ad agevolare questi comportamenti che a prima vista potrebbero sembrare poco virtuosi incitando al fallimento di mercato.
    Ad esempio mi chiedo se le banche americane che hanno provocato la crisi economica mondiale cominciata del 2007 abbiano oggi l’opportunità di non versare nemmeno un centesimo di tasse mettendo a bilancio tali perdite negli anni successivi.
    Cioè a dire che il loro fallimento in realtà si è trasformato opportunità di ottenere una esenzione fiscale totale per tutti gli anni seguenti fino al ripianamento totale di quelle perdite.in altre parole mi domando se le banche che hanno avuto un comportamento misurato e composto,non hanno provocato danni ed hanno fatto investimenti meno rischiosi salvaguardando gli investitori,che non hanno avuto perdite e non hanno avuto multe,si trovino oggi penalizzate e debbano pagare la tassazione piena mentre quelle fallite possano godere delle esenzioni totali perfino sulle multe che sono state combinate loro.
    Se così  fosse,ed io posso solo ipotizzarlo non conoscendo benissimo quel tipo di legislazione fiscale,saremmo molto vicini a qualche cosa che somiglia molto a degli aiuti di stato per le aziende che falliscono e quindi si tratterebbe certamente di una palese violazione di svariati trattati internazionali sul libero commercio che gli stati uniti hanno sottoscritto con i partner  mondiali.

    Saremmo di fronte ad una vera e propria alterazione del mercato che danneggia in primis le stesse aziende all’interno degli stati uniti d’America.
    Se così Fosse sarebbe quasi una mezza truffa messa in atto da chi quotidianamente ci vuole insegnare che cosa sia il “fallimento di mercato”.
    Basti pensare alla “nostra” acciaieria ilva a Taranto.
    Se adottassimo quelle regole tutte le perdite di mercato ricadrebbero sulle casse dello stato con l’esenzione totale delle tasse pari a tali perdite.
    Nel mentre l’unione europea ci dice che non si può fare sconti fiscali sulla corrente elettrica utilizzata dall’ilva per le sue lavorazioni perché si avrebbe una alterazione della concorrenza perfetta tramite aiuti di stato.
    Se le ipotesi precedenti fossero vere e se tale sistema fiscale fosse presente in Italia allora l’ilva tramite l’esenzione fiscale ottenuta dal suo proprietario e l’ammortamento nel tempo di tali agevolazioni avrebbe parimenti questo aiuto anche se indiretto apparentemente legale.
    A queste condizioni,credo bene che negli stati uniti l’evasione fiscale sia al minimo!
    Certo,uno che concorda un risarcimento da 25 milioni per la questione della Trump university può ottenere altrettanti denari tramite le esenzioni fiscali facendoli di fatto pagare alla collettività,non ha bisogno né di evadere ne di eludere illegalmente il fisco visto che è tutto legale.
    Non sto affermando che questo sistema sia ingiusto e che le leggi americane in materia fiscale vadano cambiate.
    Bensì affermo che queste leggi creano una disparità di trattamento nei confronti di chi deve rispettare determinate regole che prevedono ad esempio il divieto degli aiuti di stato.
    Sto affermando che quel sistema fiscale vìola la concorrenza perfetta tanto quanto gli aiuti di stato.
    Ma se tale sistema fosse da tutti applicato certamente smetterebbe di sussistere la disparità precedentemente descritta all’interno del mercato internazionale.
    E’ L’utilizzo di quel sistema da parte di una singola nazione o di un piccolo insieme di stati a creare la disparità.
    Così Come allo stesso modo la presenza di aiuti di stato all’interno di una singola nazione crea una disparità nella concorrenza perfetta internazionale che smetterebbe di sussistere se tali aiuti fossero legali e tutte le nazioni avessero a disposizione questo strumento.
    L’analisi precedente riguarda il rapporto commerciale tra nazioni diverse mentre rimarrebbe in piedi la disparità di trattamento tra aziende virtuose e aziende fallimentari all’interno dello stesso stato,favorendo queste ultime.

    Appare del tutto evidente l’inganno perpetrato dall’ideologia capitalista americana quando afferma che le aziende che non sono all’altezza devono fallire per far spazio a quelle che presentano una maggiore redditività.
    Questo ci sentiamo ripetere tutti i giorni quando alla vecchia maniera si tenta di parlare di difesa dei posti di lavoro in essere e qualche riformista con le pezze sul culo ci viene a dire che le aziende devono fallire se non hanno la giusta produttività alla quale va legato lo stipendio dei dipendenti.
    Ma è del tutto evidente che la redditività viene alterata da questa sperequazione che va a premiare i falliti e porta fuori mercato i virtuosi fin quando non consumano le loro perdite.
    Il sistema statunitense potrà produrre dei benefici dal lato dell’iniziativa imprenditoriale permettendo di rimettersi in corsa dopo un fallimento ma si deve sapere  che chi non fallisce paga più tasse di chi crea buchi di bilancio e ottiene poi maggiori ricavi.
    L’ipotesi è Dunque che ci stiano dando lezioni coloro che violano quotidianamente le regole che impongono a noi.
    Anche le maxi multe miliardarie sarebbero una mezza truffa se poi sono scaricabili esentasse nella dichiarazione dei redditi.
    Troppo facile produrre sottocosto e in perdita per guadagnare i mercati ripianando le perdite con il capitale del padrone che poi otterrà uno sconto fiscale pari a tali perdite produttive.
    Questo è un aiuto di stato bello e buono e va ad alterare il mercato nei confronti di chi non lo pratica.
    Beh allora le acciaierie cinesi potrebbero fare lo stesso per abbassare il costo del loro prodotto azzerando le tasse pagate con le perdite incamerate dai prezzi sottocosto praticati.

     
  • giamps78 08:35 il 18 November, 2016 Permalink | Rispondi
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    Unione incostituzionale europea 

    l’aver ceduto all’Unione europea il commercio con l’estero implica il divieto per il parlamento italiano di legiferare su questa materia?
    Uno potrebbe anche credere che sia così.
    Infatti non parliamo di una direttiva europea che il parlamento italiano deve applicare in un tempo determinato pena le sanzioni.
    Parliamo di una vera e propria cessione di sovranità all’Europa avvenuta tramite la conversione in legge(ordinaria) di un trattato europeo.
    Si perché fino a ieri il parlamento italiano,anche se come mero ratificatore, è sempre stato chiamato all’approvazione annuale delle norme europee attraverso quella che poi ha preso il nome di “legge europea”.
    Quindi la sovranità popolare e nazionale seppur tirata per i capelli ha continuato a sussistere considerando anche il diritto di veto mantenuto dall’italia all’inizio del processo legislativo europeo per tramite del suo presidente del consiglio.
    Attenzione che questo ha smesso di sussistere con l’avvenuta cessione di sovranità della materia denominata “commercio con l’estero”.
    Tra parentesi per “estero” non si intende il commercio dentro ma quello tra paesi fuori l’unione!
    Ribadisco: Con legge ordinaria quindi con un procedimento non rafforzato,il parlamento italiano ha ceduto sovranità ad un altro parlamento.
    Io non credo che questo sia possibile e una scelta del genere avrebbe richiesto una modifica della costituzione.
    Nella costituzione c’è scritto che le leggi sono pubblicate nella Gazzetta italiane e sono firmate dal presidente della repubblica ma questo non accade più per il commercio con l’estero.
    Può forse un trattato europeo dare maggiori o minori competenze alle regioni italiane,sia quelle a statuto ordinario che quelle a statuto speciale,ed essere approvato dal parlamento italiano con una legge ordinaria?
    No che non può,serve una legge costituzionale perché quelle materie sono scritte tutte nella costituzione italiana.

    Se la carta costituzionale italiana afferma che il commercio con l’estero appartiene allo stato,afferma che non appartiene all’unione europea.
    Questo non vuol dire che siccome lo stato detiene tale competenza esso può privarsene completamente tramite una legge ordinaria.
    E questo non lo potrà fare nemmeno con la nuova costituzione nel caso in cui vinca il si al referendum confermativo in quanto è. Scritto che solo alle regioni e non all’unione europea si possono “devolvere” proprie competenze tramite leggi ordinarie.
    Si potrà ribattere che che un trattato internazionale val più della legge ordinaria che ne estende la validità sul nostro territorio.
    Si ma non quando quel trattato contrasta con la carta costituzionale italiana stessa facendoci a pugni!
    Una carta costituzionale europea varrebbe certamente meno di una costituzione italiana se non fosse approvata dal parlamento italiano con un procedimento rafforzato.
    Chiarisco che questo non ha nulla a che vedere con il recente accordo di libero scambio tra canada ed unione europea in quanto giustamente si è scelta la strada dell’approvazione da parte di tutti i singoli parlamenti nazionali.
    E ci mancherebbe altro visto che le competenze fiscali sull’abolizione dei dazi e quindi le dogane sono esplicitamente affidate allo stato italiano dalla costituzione italiana.
    Tra l’altro il commercio con l’estero, referendum del 4 dicembre permettendo, risulta essere addirittura una materia a competenza concorrente tra stato e regioni italiane.
    Ma ribadisco, anche fosse di totale competenza statale non è possibile immaginare una cessione totale a parlamenti situati in territorio straniero senza che tale scelta compaia scritta nero su bianco nella carta costituzionale.e ribadisco come l’articolo 117 laddove parla di obblighi comunitari non può certamente riferirsi ad una cessione totale di sovranità che contrasta con altri punti posti all’interno dello stesso articolo 117.
    Evidentemente l’unica strada percorribile per una vera ratifica della cessione di sovranità è la comparsa della scritta: E’ Materia di competenza comunitaria il commercio con l’estero evidentemente eliminando tale materia da quelle elencate tra le competenze regionali e statali.

    Ovviamente la prima parte dell’articolo 117 non può portare alla disapplicazione non esplicita di uno dei punti sottostanti che risultano espliciti.
    non sarebbe neppure da considerarsi abrogato un comma che rimane in vigore finché non venga cancellato cosa che ne un trattato internazionale ne una legge ordinaria possono fare.
    E se anche ciò avvenisse si può. Intendere che tale materia non più. Presente esplicitamente tra le materie indicate dal 117 possa ricadere tra le materie residuali.
    Ci sarebbe poi da dire qualche cosa riguardo agli obblighi “comunitari” che fino a ieri si riassumevano come minimo in un un “recepimento” e che oggi diventano legislatori saltando il parlamento italiano.
    La comunità europea di fatto non esiste più ed è stata sostituita dall’unione europea che tra l’altro ha un parlamento europeo che non è più come in precedenza un organo meramente consultivo ma a tutti gli effetti e’ organo legislativo sempre rientrando nelle casistiche specificate inizialmente e cioè con leggi pubblicate in gazzetta ufficiale italiana e diritto di veto italiano.
    Già questa unione europea per come è stata concepita 20 anni fa prende per i capelli la carta costituzionale italiana,considerando che pure la moneta sarebbe di competenza esclusiva statale.
    Ma qui qualche genio ha inventato le le banche centrali “indipendenti”  per cui pur avendo la moneta europea denominata euro,il parlamento europeo non può dir nulla sulle politiche monetarie.

     
  • giamps78 18:08 il 14 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Un nuovo internazionalismo (quaderni fim-cisl, aprile 1972) 

    necessità di recuperare le forze sindacali e le forza politiche di fronte allo sviluppo del capitalismo internazionale:

    Queste ed altre linee non possono tuttavia far sottovalutare i limiti fisiologici di un impegno sindacale che rimanga isolato o indifferente rispetto all’operare delle forze politiche.
    Di fronte all’aggressività del capitale internazionale forze politiche e sindacali devono ricercare forme nuove e dialettiche di alleanze e lo sviluppo di conseguenti linee convergenti deve portare alla predisposizione di un programma democratico che sappia da un lato farsi carico dei problemi qualitativi dello sviluppo e che costituisca dall’altro valide argine alla manovra speculativa del capitale internazionale.
    L’area di questa convergenza fra forze politiche e sindacali può riguardare:

    -l’utilizzo dello strumento dell’intervento pubblico desti ato L superamento dei ritardi strutturali degli apparati industriali nazionali proprio al fine di limitare lo spazio di intervento delle imprese multinazionali.
    Non a caso le imprese internazionali entrano e si sviluppano nei settori nuovi, nelle piccole nelle piccole e medie imprese colmando dei vuoti di iniziativa e di gestione.
    Un intervento pubblico che sappia orientare gli investimenti proprio in vista del superamento di certi nodi strutturali,che sappia alimentare un’attività di ricerca ,di innovazione tecnologica e i necessari processi di razionalizzazione di settori e di imprese , precostituisce quelle condizioni di vitalità e di capacità auto gestionale di un paese, sicuramente limitante gli interventi speculativi del capitalismo internazionale.

    • la messa a punto di una politica di controllo nei confronti delle multinazionali straniere e italiane prevedendo particolari impegni in materia di pubblicità del bilancio per evitare evasioni fiscali nonché obblighi in materia di informazioni per le aziende multinazionali aventi per oggetto le previsioni sulla crescita della manodopera, la distribuzione settoriale degli impianti, la politica degli investimenti e della innovazione tecnologica,i prezzi, con un’appropriata strumentazione di intervento diretto del potere pubblico  contro trasferimenti meramente speculativi di unità produttive appartenenti ai complessi internazionali

    -la predeterminazione di obblighi a rispettare i contratti di lavoro, a riconoscere i sindacati , ad investire parte del fatturato nella ricerca scientifica all’interno dei diversi paesi.

    -la messa a punto infine di un controllo pubblico sulle importazioni ed esportazioni di capitali: A questo punto non può sfuggire l’importanza di pervenire a condizioni armonizzate dei sistemi giuridici e fiscali nei differenti paesi tramite ad esempio l’azione di un organismo sovranazionale come l’ONU.

    Nel momento stesso però in cui si sottolinea opportunità di nuove convergenze tra sindacato e forze politiche nazionali al fine di controllare l’azione del capitalismo internazionale nei diversi paesi con azioni a breve e a medio termine non si può non sottolineare come tali politiche nazionali risultino nel lungo periodo strutturalmente incapaci di condizionare l’azione delle multinazionali proprio per le loro caratteristiche oggettive di emerge za al di sopra delle frontiere e delle ideologie.
    Ad una sfida geocentrica del capitalismo deve rispondere una contro sfida ugualmente geocentrica del sindacato e dello stato.
    Per lo stato nazione significa aprire un nuovo capitolo che sconta la crisi dei valori tradizionali ed etnici su cui si è retto fino ad oggi;
    D’altro canto e’ storicamente valutabile l’incapacità dello stato nazione di dar luogo ad un assetto mondiale sottratto ai conflitti di interesse di ristrette oligarchie e capace di farsi carico dei problemi reali della specie umana

    (tratto da quaderni fim-cisl aprile 1972,pagine 242 e 24

     
  • giamps78 10:36 il 14 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Dazi unilaterali alla cina costano a #trump 200 miliardi $ annui! 

    I cinesi mica son nati ieri..
    visto che agli americani piacciono tanto le armi con la polvere da sparo, dovrebbero sapere che sono state inventate dai cinesi circa 5 mila anni prima che Cristoforo colombo sbarcasse “nelle indie”.
    Certo poi è pure capitato che gli inglesi, inventori del calcio,venissero “pettinati” dagli islandesi che hanno più vulcani che campi sportivi.
    In ogni caso il debito pubblico americano mi pare che in cifra assoluta si stia aggirando intorno ai venti mila miliardi di dollari e questo significa che una piccola turbolenza sui mercati potrebbe alzare i tassi di interesse di centinaia di miliardi di dollari all’anno.
    Se queste premesse fossero vere allora un aumento dei tassi di interessi americani anche del solo 1% potrebbe produrre a regime al tesoro americano una maggiore spesa per circa 200 miliardi di $ all’anno.
    Questo dato è inquinante ma c’è gente che continua a chiedere il formarsi di nuovo debito per avere un vantaggio nel breve periodo lasciando però un macigno alle future generazioni.
    Parlano contro l’austerità ma non si rendono conto della bomba ad orologeria che loro stessi hanno fabbricato con questo sistema che diventa ogni giorno più instabile.
    Infatti all’aumentare dei debiti pubblici in cifra assoluta va ad aumentare l’instabilità e va ad aumentare la percentuale di debito detenuta dalle banche nei loro sempre più pesanti bilanci.
    Ma la Cina è un caso a parte vista la forte propensione,a volte doverosa, dello stato ad entrare nelle faccende economiche che i capitalisti giudicano inammissibile.
    Mi pare che il debito pubblico americano detenuto dalla cina sia di svariate migliaia di miliardi di dollari…
    Se l’ampliamento dei dazi americano venisse visto come un affronto dai cinesi,questi potrebbero vendere una parte di quel debito e creare un serio problema di sostenibilità a livello mondiale ad un paese che per molte volte sono già andati vicini al default tecnico con il successivo aumento del tetto del debito votato dal congresso.
    Tra parentesi c’è anche da chiedersi se la Federal reserve ha fatto bene i conti sui costi per il bilancio corrente americano di un futuro rialzo dei tassi di interesse.
    Quanto penseranno di incassare gli americani con l’aumento dei dazi tanto più dovranno pagare con l’aumento dei tassi di interesse.
    Purtroppo questo capitalismo ha prodotto delle degenerazioni che oggi è quasi impossibile riuscire a sanare,però  per gli speculatori liberisti e’ tutto normale,loro guadagnano di più se dopo aver rubato la sovranità agli stati li fanno pure fallire quando cercano di liberarsi dalla morsa.

     
  • giamps78 08:37 il 13 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    La scienza matematica dei dazi per l’equità sociale 

    come calcolare i dazi doganali.
    Molti parlano a sproposito dell’introduzione dei dazi ,senza sapere che il loro calcolo preciso appartiene più alla scienza matematica che alla casualità,alla simpatia o all’antipatia verso alcune economie “emergenti”.
    I dazi devono essere neutrali e puntare alla realizzazione di una vera concorrenza paritaria e perfetta tra stati più e meno sviluppati evitando che i primi siano sovra sfruttati al limite della schiavitù coloniale e che i secondi siano costretti ad applicare riforme sociali devastanti nel tentativo di ritrovare la perduta competitività,nel mentre speculatori e furbi capitalisti realizzano i loro guadagni sempre maggiori giocando sul cambio monetario,sull’acquisto di debito pubblico,su leggi sempre più favorevoli a chi può condizionare sempre più pesantemente la vita quotidiana dei cittadini che ne diventano dipendenti.
    La formula base per calcolare i dazi doganali non è di difficile comprensione e sintetizzando e’ questa:
    Prendendo come punto di riferimento le buste paga del paese importatore,si ottiene in delta potere d’acquisto con il paese esportatore.
    Questo perché come ho spiegato varie volte il costo dei prodotti dipende dalle buste paga,se queste sono più basse le importazioni costeranno di più e saranno meno appetibili ma le esportazioni diventeranno più appetibili all’estero dove il potere d’acquisto e’ maggiore.
    Questo in sintesi e’il motivo che consente ai paesi in via di sviluppo di creare merci con costo della manodopera più bassa.
    Anche qui ho spiegato tempo addietro come si è sviluppato questo fenomeno dicendo che la manodopera nei paesi più sviluppati costa di più perché in questi paesi lo sviluppo e’ cominciato con decenni di anticipo e che dunque la somma di tutte le percentuali inflattive annue che si sono accumulate anno dopo anno hanno fatto crescere il costo della vita dei paesi “più sviluppati”.
    Quindi serve un riequilibrio e per questo servono sia i dazi che i “dazi inversi” che spiegherò a breve.
    Esemplificando la formula precedente, si parte dalla busta paga media per settore o mansione all’interno del paese importatore,ad esempio 2 mila dollari.
    Poi si calcola il potere di acquisto di questi 2 mila dollari all’interno del paese esportatore,il classico carrello della spesa cioè il potere d’acquisto dei 2 mila dollari ad esempio in cina e si trova il differenziale con il potere d’acquisto con il paese importatore,sempre di questi 2 mila dollari dell’esempio.
    Questa percentuale e’ la percentuale tra le differenze dei costi della vita e del lavoro ovvero la differenza di potere d’acquisto incrociata calcolata con le buste paga del paese importatore e’ la medesima che poi va applicata nei dazi doganali.
    I dazi alzano il prezzo dei prodotti importati,i “dazi inversi” invece abbassano i prezzi dei prodotti esportati.
    Troppe volte si sono utilizzati i dazi nel modo sbagliato cercando di fare cassa e non di realizzare uno stesso metro di misura tra economie così differenti creando uno standard produttivo razionalizzato.
    E’ sbagliato usare i dazi per il bilancio corrente perché si finisce per alimentare le disuguaglianze  senza risolvere i problemi del lavoro e si finisce per favorire l’immigrazione tra paesi più e meno sviluppati.
    I denari ottenuti dai dazi dovrebbero confluire bilateralmente nei dazi inversi che andando ad abbassare il costo dei prodotti esportati permette ai paesi più sviluppati di competere anche in settori che oggi favoriscono la manodopera a basso costo.
    Tutti questi fenomeni,manodopera a basso costo,immigrazione economica,e speculazione capitalista sono tutte facce della stessa medaglia e sono direttamente collegati alla perdita di diritti sul lavoro nei paesi sviluppati che si trovano una concorrenza sleale fatta da furbi imprenditori che usano i cambi monetari e la libertà di circolazione delle merci per aumentare i propri profitti facendo aumentare i debiti pubblici degli stati che loro stessi finanziano per aumentare il proprio peso specifico e tramite le agenzie di rating condizionare pesantemente la sovranità popolare per il loro vantaggio imprenditoriale.
    Da loro e’. Creato questo inseguimento verso il ribasso dei salari,l’eliminazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori sul reintegro per giusta causa, sule delocalizzazioni selvagge ed i licenziamenti collettivi e non da meno sull’impossibilità di tracciare i prodotti per lasciare ignorante il consumatore compromettendo il suo potere decisionale e condizionatorio nei confronti delle multinazionali come nel caso della mancata etichettatura sugli organismi geneticamente modificati di modo che nessuno di noi riesca a sapere se li sta mangiando o meno o come una semplice lavorazione di confezionamento di un prodotto che permette di non indicare il luogo di origine ed evidentemente tenta di compromettere la pesenza di dazi doganali con le triangolazioni.
    E poi ci si chiede come mai la corruzione ha toccato questi livelli,evidentemente perché c’è un sottobosco di interessi economici che a prima vista paiono legali.
    Ovviamente anche i dazi hanno bisogno anche di regole:
    1)Devono essere vietate le triangolazioni tra più paesi al fine di evadere i dazi.
    2)tanto più si esporta tanto più si deve importare.
    3)i dazi non alimentano la spesa pubblica ma finanziano bilateralmente i dazi inversi
    4)non è importante se nel calcolo dei dazi e dei dazi inversi si prendono in considerazione due stati che utilizzano la medesima moneta, anche all’interno degli stati uniti America così come all’interno dell’unione europea ci possono essere i dazi ed i dazi inversi a seconda della differenza di potere d’acquisto, vincendo così la gara all’abbassamento degli stipendi e alla filiera produttiva nociva che tenta irregolarmente di abbassare i prezzi e che vorrebbe,con la propria crescente forza,normalizzare queste irregolarità.
    Ovviamente se si preferisce far vincere l’antipolitika si può continuare con politiche capitaliste e neo-liberiste che favoriscono le lobby speculati

     
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