mattarellum dieci punto zero a doppio turno,con primarie e preferenze (vere)

Io non credo che l’aggregazione di forze politiche piccole debba essere obbligata da una legge elettorale.

Certo, ci deve essere un incentivo o meglio un disincentivo alla frantumazione, ma la rappresentanza è sacra, può essere ridotta ma non certo annullata da una legge elettorale.

Questa soglia dal mio punto di vista non può costringere ad unire chi ha idee diverse con il solo fine di poter ottenere una rappresentanza che altrimenti non ci sarebbe.

Io ritengo che questa sia la base della democrazia,è un grave errore la coercizione del voto.

Rivendico il diritto per tutte le forze politiche di avere una propria indipendenza, di non doversi alleare a tutti i costi e di poter avere la rappresentanza che meritano secondo i voti dei cittadini.

Facciano dei regolamenti per vietare il passaggio di parlamentari dal gruppo dove sono stati votati ad un gruppo che non sia quello misto, tolgano soldi ai gruppi parlamentari che hanno delle fuoriuscite in modo da creare un vero disincentivo alla frantumazione ma non si elimini l’indipendenza delle piccole forze politiche.

La mia proposta l’ho fatta nel 2014 e la ripresento oggi riveduta.

Il mattarellum corretto che vado a spiegare è di una facilità disarmante.

Ha due turni invece che uno,al primo turno ognuno corre per se e deve cercare di prendere più preferenze dei suoi compagni di partito.

Al primo turno ha anche le primarie fatte per la scelta dei leader di partito tramite i voti del popolo.

Ma partiamo dall’inizio, è un mattarellum e contiene il 75% dei seggi uninominali ed il 25% dei voti proporzionali.

Al primo turno ogni forza politica corre da sola nei singoli collegi uninominali ed in tali collegi ed è obbligata a presentare tre candidati che tra loro concorrono per la vittoria.

Solo chi supera il 50%+1 dei voti nel singolo collegio ottiene il seggio al primo turno.

Al secondo turno accedono tutte le forze politiche che hanno superato il 15% con un singolo candidato che è quello uscito vincitore dal primo.

Un mattarellum dove al secondo turno vadano le forze politiche che nei singoli collegi abbiano superato ad esempio il 15% dei voti, e che queste possano coalizzarsi mettendo cioè in competizione al primo turno i candidati all’interno della singola forza politica e al secondo turno i candidati all’interno della coalizione, senza dimenticare che il seggio si ottiene se le forze coalizzate sono unite e riescono ad ottenere un voto in più delle altre coalizioni.

Io penso che questo vada anche nell’interesse della lega nord perchè ogni giorno dice di volere le coalizioni al primo turno ma ogni giorno minaccia di voler correre da sola e qui c’è un primo turno dove ci si conta ed un secondo dove volendo sono possibili le coalizioni.

Questo mattarellum corretto permetterebbe di votare il leader di partito con milioni di preferenze senza che si debbano continuare a vedere queste eterne e sterili discussioni su chi debba essere il leader del centro destra, tra salvini e parisi, o nel movimento 5 stelle tra Di Maio o di Battista, o nel Partito Democratico tra Renzi e chissàchi..

I leader dei singoli partiti vincono al primo turno contro i propri avversari all’interno della propria forza politica e questa si chiama democrazia interna e si ottiene con il voto del popolo.

Poi si fanno una campagna elettorale di 2 o 3 settimane nei ballottaggi uninominali dove molto probabilmente saranno tutti presenti, non invece come ora con l’italicum dove solo i primi due se la giocano e chi arriva terzo è fuori.

E questo aspetto credo che accontenti il movimento 5 stelle perchè sarà certamente presente anche al secondo turno e in più ci sono le parlamentarie ma votate dai cittadini.
Anche il centrodestra ed il centrosinistra dovrebbero essere contenti perchè possono fare le coalizioni che tanto amano e nessuna delle due è fuori.

Perchè non dovrebbe vedere i pareri favorevoli del partito democratico visto che ci sono le primarie per il leader o segretario di partito, in più c’è il doppio turno di collegio che dicono di volere da oltre 20 anni.

Però la maggioranza potrebbe non essere chiara la sera stessa delle elezioni, per questo motivo già nel 2014 ho proposto un premio che può valere fino al 15% e che viene preso dal 25% di proporzionale.
Quindi se qualcuno vince nel 36% dei collegi ottenendo almeno il 10% in più di seggi rispetto alle altre forze politiche va ad ottenere il 51% dei seggi grazie a questo premio.

Quel 10% è lo scarto tra i primi ed i secondi arrivati, se due coalizioni tra loro sono troppo vicine ed hanno uno scarto di seggi ottenuti inferiore a quel 10% di seggi, e mi pare anche giusto visto che i collegi sono piccoli ed il premio è bello sostanzioso.

Come detto c’è un 75% di collegi uninominali ed un 25% di proporzionale, cioè le stesse identiche percentuali del mattarellum.

Ma quel 25% di proporzionale può contenere fino al 15% di premio di maggioranza e quindi facendo sottraendo le due percentuali si può ottenere solamente un 10% di proporzionale.

Quindi questo 10% deve essere assegnato con un vero scorporo elettorale, che cancelli tutti i voti dati alle liste dei candidati vincenti nei singoli collegi uninominali e che elimini pure dal conteggio dei seggi proporzionali chi ha ottenuto il premio del 15%.

Così facendo chi ottiene il premio ha una maggiore rappresentanza, ma chi vince in alcuni collegi senza però vincere nella somma dei collegi, sarà penalizzato nella distribuzione proporzionale di quel rimanente 10% dando qualche seggio in più alle piccole forze politiche che non hanno vinto seggi uninominali evitando che vengano totalmente eliminate dallo sbarramento.

Infatti quel 10% della probabile quota proporzionale va distribuito oltrechè con un corretto scorporo anche con un adeguato sistema di ripartizione dei seggi che non sfavorisca ed elimini i più piccoli dal conteggio.

Quindi un vero scorporo elettorale identico a quello presente nel mattarellum lato palazzo madama al senato della repubblica nel 1994, cioè senza una doppia scheda elettorale che permetterebbe purtroppo l’esistenza delle liste civetta.

lo scorporo del collegio uninominale sul 25% di proporzionale dovrà essere legato ad uno dei tre candidati che ogni coalizione presenta nei collegi uninominali,non dunque ad una specifica scheda elettorale proporzionale come era invece il mattarellum del 1994 lato camera dei deputati.

I voti dati al primo turno alla forza politica che esprime nel collegio uninominale il candidato che poi vincerà il seggio al secondo turno dovranno essere sottratti da quel 25% di proporzionale.

Una “X” messa sul nome o sul simbolo della singola forza politica equivarrebbe ad un voto assegnato anche nella parte proporzionale ovvero nel 25% di proporzionale, ma solo nel caso in cui uno dei suoi 3 candidati non riesca ad ottenere il seggio uninominale.
Altrimenti quei voti vanno sottratti per evitare che al premio di maggioranza presente nel singolo collegio si sommi la rappresentanza nei seggi proporzionali.

Il mattarellum nel 1994 per la camera dei deputati aveva due schede, la prima per il 75% di maggioritario e la seconda per il 25% di proporzionale.
Qui si unificano le due schede in una sola per ottenere uno scoporo che non permetta le liste civetta.

Da due schede elettorali il mattarellum corretto che sto spiegano arriverebbe ad una sola scheda, ma tale scheda in meno viene utilizzata per fare una cosa diversa: le primarie per la scelta del leader di partito con 3 candidati per forza politica e con i nomi ed i cognomi scritti in scheda nero su bianco,al primo turno dove ogni forza politica corre da sola i cittadini scelgono anche il leader di partito.

Sembra difficilissimo da capire eppure è semplice: al primo turno ogni forza politica esprime 3 candidati a livello nazionale messi su una scheda elettorale a parte, ed esprime 3 candidati pure a livello di singolo collegio.
Non mi pare che sia troppo complicato…

La differenza con il mattarellum è gigantesca.
In quel sistema chi prendeva un voto in più al primo turno otteneva il seggio, mentre con questo sistema i seggi sono assegnati al primo turno solo se viene superato il 50%+1 dei voti, altrimenti c’è il secondo turno dove possono esserci delle coalizioni decide sa leader di partito votati dai cittadini.

Quindi avremmo un sistema dove i leader votati dal popolo e vincitori all’interno del proprio partito possono stringere alleanze per il secondo turno con altri leader che sono votati anch’essi dal popolo ed infine il popolo stesso vota nel secondo turno e decide se debba vincere l’uno o l’altro oppure anche un terzo incomodo.

Infatti, come scritto in precedenza può esserci uno sbarramento al 15% o anche superiore, ma non nella parte proporzionale, bensì nel singolo collegio uninominale per poter accedere al secondo turno.

Tutto questo sistema che ho spiegato si basa però su alcuni pilastri:
la scelta degli elettori del candidato tra altri candidati della stessa forza politica o della stessa coalizione, a seconda se si prediligono le alleanze subito oppure le alleanze dal secondo turno.
La differenza con il mattarellum è gigantesca, perchè erano le segreterie di partito che grazie al quel sistema avevano i collegi sicuri e presentavano queste liste bloccate anche se formate da un solo candidato ma dove il voto al partito corrispondeva anche al voto a quel candidato senza poter scegliere qualche cosa di diverso.

Il poter votare i leader nazionali, perchè il presidente della repubblica ha bisogno di sapere il numero dei voti ricevuti dai vari leader per poter assegnare l’incarico, e non si può fidarsi di gazebo privati, di primarie false, di gazebarie etc etc…

Voti veri del popolo, e rappresentanza senza troppe deformazioni, nel contempo il divieto di passaggio da un gruppo ad uno diverso che non sia il misto e un disincentivo economico per il gruppo che perde uno dei suoi rappresentanti, e senza aumento di soldi dati al gruppo misto nel caso in cui arrivi un nuovo rappresentante da altri gruppi.

Nel contempo,la possibilità anche per un solo rappresentante eletto con il suo simbolo, di costituire un proprio gruppo parlamentare, perchè questo è ovvio e naturale anche viste le regole appena enunciate.
Essendo stato eletto da voti veri ha diritto a rappresentare i propri elettori nelle aule parlamentari, e poi magari il regolamento potrà prevedere alcune funzionalità in meno per gruppi inferiori ad un certo numero, quali ad esempio l’assenza in specifiche commissioni dove oggi è obbligatorio dare rappresentanza.

Inoltre questo sistema permette a tutte le 3 o 4 forze politiche maggiori di essere presenti al secondo turno,e di coalizzarsi.
Anche qui, sarà l’accordo tra i leader a decidere se ci dovranno essere coalizioni al secondo turno.

Uno scorporo fatto bene non permette a simboli inventati ad arte di fregare i cittadini.
Ogni candidato anche se sostenuto da una coalizione sarà eletto all’interno di una sola forza politica e a quel gruppo parlamentare dovrà iscriversi obbligatoriamente.

I leader delle forze politiche più piccole risulteranno eletti grazie alla scheda elettorale dove si votano i leader di partito, ad ogni vincitore sarà assegnato un seggio, a patto che la sua forza politica sia presente in almeno il 55% dei seggi uninominali.

Per le forze politiche più grandi è possibile anche anche gli altri due leader perdenti vi sia un seggio nel caso in cui c’è la vittoria di quel premio di maggioranza.

Questa è una legge seria, può funzionare sia alla camera che al senato.

Ovviamente come ho spiegato precedentemente, non vi è la certezza della governabilità nel momento in cui c’è una suddivisione dei seggi uninominali che portino il primo partito ad ottenere un numero di seggi uninominali inferiore al 35%.

Ma mi pare anche ovvio e giusto…

l’ultima variazione al vecchio mattarellum prevede che se una forza politica o una coalizione di forze ottengono già il 55% dei seggi grazie ai collegi uninominali, oltre a non ottenere il premio di maggioranza, non ottengono nemmeno i seggi uninominali superiori a tale 55%.

Se cioè una forza politica ottiene il 60% dei seggi, sono tolti il 5%, di quei candidati arrivati primi ma che hanno ottenuto un numero di voti inferiore rispetto agli altri collegi dove la stessa forza ha ottenuto il seggio.

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