Serve subito un piano per l’indipendenza energetica

Alcune notizie uscite negli ultimi giorni parlano della possibile scelta di alcuni governi di vietare dal 2030 le automobili a combustione per ridurre l’inquinamento.

Trovo che questa scelta sarebbe insulsa perchè non è un motore a combustione a produrre inquinamento ma le fonti fossili.

Queste ultime non vanno più usate non solo perchè inquinano,non solo perchè sono prodotte all’estero e importate,ma anche perchè il petrolio rappresenta il sangue nero della terra e va preservato per il futuro.

Anzi, probabilmente arriverà un momento in cui pagheremo i paesi arabi per rimettere sotto terra tutto il petrolio che è stato estratto nel secolo scorso.

Come detto, non è una macchina ad inquinare, anche una vettura d’epoca inquinerebbe zero se utilizzasse benzina sintetica.

I carburanti sintetici si possono produrre riciclando la CO2 e aggiungendo idrogeno creato da energia eletrica prodotta da fonte rinnovabile.

Preso atto che questo processo appare ben più costoso ben più costoso rispetto ad una normale estrazione petrolifera e farebbe lievitare il costo per litro di carburante, va detto che le cose stanno all’opposto.

Il costo maggiore è quello che non è meno visibile, è il costo economico di non autoprodursi l’energia e di non far circolare la moneta all’interno dei nostri territori, è il costo sociale dei morti causati dalle polveri sottili, dal riscaldamento globale, e dei futuri terremoti che non dipenderanno tanto dalla pratica del fracking quanto dall’assenza di questi pozzi nel sottosuolo e della loro funzione nello scambio di calore tra il centro del pianeta e la periferia, con l’intensificarsi di un clima più aggressivo e devastante.

Quindi da subito servono incentivi economici, esattamente il contrario di quello che viene proposto dal FMI per contrastare i cambi climatici.
NON BISOGNA AUMENTARE LE TASSE SUI PRODOTTI FOSSILI PER OTTENERE DENARO DA REINVESTIRE SU ALTRE FONTI PIU’ PULITE.

Le tasse sui carburanti sono già elevatissime da molti anni ed il problema non solo non si è risolto ma è peggiorato, alzarle ancora peggiorerà ulteriormente anche la competitività del sistema dove nel mondo sono presenti paesi che pagano quasi 20 volte di meno il costo del carburante e che grazie alle regole del WTO inviano qui le loro merci a prezzi stracciati costringendoli a comprarli visto che noi siamo in crisi e non arriviamo alla fine del mese, creando così l’effetto domino.

No, bisogna detassare i prodotti “simil-petroliferi” che però sono verdi, che possono essere utilizzati sulle stesse autovetture senza bisogno di alcuna conversione ma al massimo di un cambio degli iniettori, e che sono prodotte in loco, non certamente importate dal Brasile o da luoghi dove si coltiva olio di palma per creare ad esempio il bio-diesel distruggendo foreste.

Va fatta una lista di processi “verdi” che sono virtuosi e che danno uno sconto “alla pompa” che permette a tale prodotto di essere indicato come sostitutivo del prodotto fossile e che non inquina.
Evidentemente tale prodotto deve poter essere utilizzato su qualsiasi autovettura già oggi circolante con al massimo piccole modifiche.
Al posto delle “domeniche a piedi” quando si sforeranno i parametri delle polveri sottili in una determinata città, il sindaco potrà far chiudere tutti i distributori di benzina, a parte quelli verdi.

Verdi non perchè vendono la falsa benzina verde, ma quella vera, quella prodotta ad esempio con il processo di fisher-troopsh, che unendo idrogeno alla CO2 può produrre diesel-sintetico, benzina-sintetica, metano sintetico.

Un piccolissimo esempio:
Se un comune dotasse ogni singolo ristorante di un contenitore per l’olio esausto, magari dotato di un sensore che riveli la quantità riversata in modo da andare a prenderlo nel momento giusto….

Se questo comune facesse un consorzio con altri comuni per l’acquisto di costose attrezzature che permettono la trasformazione di quest’olio in bio-diesel…

Il comune otterrebbe non solo una buona quantità di carburante da utilizzare nei propri mezzi pubblici, ma otterrebbe della glicerina come scarto di lavorazione.

La glicerina riduce del 40% il costo per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi, e questo consentirebbe di ottenere del diesel sintetico ad un prezzo molto inferiore e quindi di far andare i mezzi pubblici riducendo i costi di esercizio, evitando dolorosi tagli e ripagando il costo delle infrastrutture.

Non solo, queste nuove infrastrutture potranno essere luogo per dare occupazione sia a persone specializzate sia a persone che già lavorano per il comune e che ora vedono a rischio taglio il proprio posto di lavoro.

Il comune poi potrebbe consegnare a tutta la popolazione dei contenitore per l’olio sfuso, facendo crescere di gran lunga la raccolta e quindi il numero di litri di bio-diesel utilizzato dai mezzi pubblici.

In questo caso si potrebbero adirittura azzerare l’I.V.A. e le accise che il comune attualmente versa allo stato:
infatti non si tratterebbe di acquistare carburante ma di autoprodurlo senza alcun tipo di vendita, dunque senza alcun tipo di accisa.
Quindi il costo del carburante esentasse potrebbe essere intorno ai 90 centesimi,quindi inferiore agli attuali prezzi dei distributori di benzina.

Ma all’interno di questi 90 centesimi ci sarebbero nuovi posti di lavoro locali, alcuni ad alta specializzazione, ci sarebbe minor inquinamento di laghi e fiumi grazie alla raccolta dell’olio esausto, ci sarebbe una minor quantità di denaro che va all’estero etc etc…

Questo dell’olio esausto si può replicare per qualsiasi altra “materia prima”, che può essere anche solo ad esempio erba che oggi diventa fieno e molto spesso viene buttata perchè non sono più nutrite le bestie.
O anche il compostaggio può essere reindirizzato per creare carburanti ecologici e nuovi posti di lavoro abbassando i costi.

Se poi lo stato o ancora meglio l’unione europea facessero una detassazione di questi carburanti verdi, si verificherebbe la possibilità di nuovi investimenti verdi, perchè la competizione tra i vecchi carburanti e quelli nuovi permetterebbero di avere produzioni di bio-diesel ad un prezzo competitivo e la scelta dell’automobilista che alla pompa trova prezzi similari.

Oggi sappiamo che il moltiplicatore dell’iva che si calcola perfino sulle accise, portano il litro di benzina a costare ben più di 1 euro solo pagando queste imposte.
Quindi è impossibile competere con chi da decenni estrae petrolio o metano dall’africa, dal medio oriente o dalla Russia.
Ecco perchè è necessaria questa detassazione mirata ed è invece sbagliato togliere dal mercato le automobili a benzina e diesel.

Annunci