riforma Boschi: il solito pasticcio all'italiana

La riforma costituzionale Boschi, presentata dal governo Renzi inizialmente cambiava nome al senato della repubblica chiamandolo “senato delle autonomie”.

Queste persone o sono ignoranti o fingono di essere intelligenti pensando che per il solo fatto di avere dei sindaci e dei consiglieri regionali che ricoprono il ruolo di senatore si abbia una qualche sorta di autonomia.

Ecco, ora che sindaci e consiglieri hanno un seggio a Roma gli enti locali sono da considerarsi autonomie!

Una barzelletta…

La realtà è che il governo ha cancellato le province, ha ripreso tutte le funzioni legislative “concorrenti” tra stato e regione ed alcune di quelle “esclusive” delle sole regioni e le ha portate a Roma lato camera dei deputati.

Falso è dire che questo senato sia in qualche modo legato alle autonomie perchè c’è una clausula di supremazia nazionale, che stranamente viene applicata solo alle regioni a statuto ordinario e quindi non alle province “autonome” ,che continuano ad esistere mentre si cancellano tutte le altre, e nemmeno alle regioni a statuto speciale che restano fuori da questa supremazia nazionale come se non facessero parte della stessa nazione…

Quindi tutta la discussione sulle complicazioni di quello che sarebbe il nuovo articolo 70 che nella versione dei padri costituenti era di 3 righe mentre nella nuova versione boschi sarebbe di 140 righe non tiene conto nemmeno della clausula di supremazia nazionale che viene votata dalla sola camera dei deputati su scelta del governo eletto grazie a premi di maggioranza spropositati e a sbarramenti elettorali che distorcono fortemente la rappresentanza e dunque anche la sovranità popolare.

In sostanza la clausula di supremazia nazionale non gode,come accade ad esempio per l’elezione del presidente della repubblica, di una soglia più elevata che esca dal solco della maggioranza della camera dei deputati, ma viene votata forse anche da un solo partito che rappresenta una minoranza nei voti espressi dai cittadini.

Quindi c’è una vera e propria tripla antinomia costituzionale nell’articolo 70 che già di per se sovrascrive i poteri che la costituzione stessa affida in maniera esclusiva alle regioni a statuto ordinario.
Difatti lo stesso articolo 70 che descrive le complicatissime modalità con le quali opera il nuovo sistema parlamentare e come tale si vada a rapportare con i poteri delle regioni già di per se rappresenta un unicum.
Ma questo articolo 70 poi può essere sovrascritto dall’interesse nazionale.

Certamente la lettura più idonea di un testo costituzionale farebbe pensare che solo per le materie di “esclusiva competenza delle regioni” può applicarsi l’interesse nazionale mentre tale interesse non si potrebbe applicare per le materie che sono di competenza dello stato ma che comprendono anche solo di striscio le competenze locali.
Quello che ho appena scritto è un controsenso, ma è l’unico modo per leggere il combinato disposto dell’articolo 70 e della clausula di interesse nazionale.

Cioè arriveremo ad avere materie che non passano per il senato perchè sono di esclusiva competenza regionale sulle quali viene applicata la clausula di supremazia nazionale e poi avremo materie che non sono di competenza regionale ma magari residuale dello stato,di importanza relativamente bassa, che per l’articolo 70 non possono essere approvate dalla sola camera dei deputati e rimane il bicameralismo paritario e perfetto con il senato chiamato a decidere!

Tutto questo come si può chiamare se non “pasticcio all’italiana”?!?

Questa sarebbe la semplificazione?
Questo sarebbe un senato delle autonomie?

Ma mi facciano il piacere!

Io ritengo che sia offensivo sia chiamare questo senato “delle autonomie” sia chiamare questo senato “della repubblica”.

Non può essere un senato della repubblica perchè l’articolo 1 della costituzione parla chiaro : la sovranità appartiene al popolo.

Invece loro che cosa fanno?

Prendono una riga della vecchia costituzione e la sostituiscono con centinaia di altre righe tra loro in contrasto dove prima si afferma che i consigli regionali eleggono i senatori tra i propri membri, poi si afferma che gli elettori devono avere una scheda elettorale e votare i senatori ed infine nelle disposizioni transitorie si dice che la prima elezione del senato avviene prima ancora del voto per i consigli regionali e che dunque gli attuali consigli regionali in carica nomineranno i senatori.

E quanti senatori?

100!

100 senatori che rappresenteranno solo i partiti più grandi, lasciando fuori non soli i partiti più piccoli grazie a questo sbarramento “naturale” creato ad arte che non permetterà a chi ottiene il 10% nella propria regione di avere l’elezione di un senatore, ma anche di intere fette di territori che non saranno rappresentate.

Dunque un senato che non è delle autonomie per quanto scritto sopra riguardo alle competenze, all’eliminazione delle province, al ritorno a roma presso l’altra camera di buona parte delle competenze.
Un senato che non è della repubblica perchè non viene eletto direttamente dai cittadini con il suffragio universale e diretto ma viene nominato da segreterie di partito regionale e dai presidenti di regione, dove vige un sistema con un premio di maggioranza e sbarramento che va a creare un senato ben più distorto di quello denunciato dalla corte costituzionale con la sentenza 1/2014 sul cd. porcellum.
100 senatori “delle autonomie locali” mentre non esiste alcuna autonomia locale perchè i poteri tornano a Roma in un senato che viene bypassato tramite l’interesse nazionale votato dalla sola maggioranza “di governo” artificiosa e ottenuta grazie all’italicum.
non esiste alcuna rappresentanza dei territori perchè questi ingegneri della truffa hanno eliminato il rapporto territori-suffragio universale-rappresentanza politica, lasciando tutto in mano ai capetti locali grazie a premi di maggioranza locali.
Tutto questo mentre il disegno di legge Boschi dice clamorosamente che il senato deve essere composto in “proporzione” alla consistenza DEI GRUPPI CONSIGLIARI REGIONALI.
Casualmente gli stessi gruppi consigliari regionali ai quali la stessa legge elimina ogni finanziamento pubblico, decidono per l’elezione dei senatori, vuoi mai che da domani in poi sia la presidenza del consiglio ad elargire questi finanziamenti nel momento del bisogno per far passare alcune delle poche leggi che restano bicamerali paritarie e perfette?

CONSISTENZA DEI GRUPPI REGIONALI, questo è l’orrendo parametro deciso nella riforma Boschi per stabilire la spartizione nel numero di senatori spettanti ad una regione.
Solo che i gruppi regionali non sono sottoposti ad alcun regime legislativo, ovvero ogni consigliere sceglie quando vuole di andare dove vuole e di iscriversi al gruppo consigliare che vuole.
Quindi oltre alla distorsione dei premi di maggioranza e degli sbarramenti presenti nelle leggi elettorali regionali c’è l’ulteriore distorsione dovuta alla decisione dei singoli consiglieri di iscriversi, DOPO IL VOTO, in questo piuttosto che quell’altro gruppo consigliare regionale.

100 senatori “della repubblica” che quindi non sono eletti dal popolo, che non rappresentano nemmeno le autonomie locali e che sono bypassate dall’interesse nazionale votato dai soli onorevoli deputati MA CHE MANTENGONO IL POTERE DI MODIFICARE LA COSTITUZIONE!

Un senatore nell’attuale testo costituzionale rappresenta la nazione, mentre nel nuovo testo boschi rappresenterebbe l’istituzione regionale.

Anche un sindaco che diventa senatore rappresenterebbe l’istituzione regionale pur non essendo stato eletto nelle elezioni regionali e non facendo dunque parte del consiglio regionale.

Quindi un sindaco ricoprirebbe contemporaneamente il lavoro di primo cittadino, di senatore e di rappresentante dell’istituzione regionale.
tutto questo ribalta completamente la situazione attuale, le normative vigenti che prevedono l’incompatibilità del doppio incarico.
Invece oggi i fautori di questa riforma ci vengono a dire che il doppio incarico rappresenta la soluzione dei problemi, che dunque non c’è un problema di rappresentanza e di rappresentatività con gli uomini soli al comando dopo le riforme elettorali del 1993 che hanno sostanzialmente tolto alle assemblee il loro ruolo di compromesso e di ragionamento creando una sorta di nuovo feudalesimo…
Ma che anzi questi vassalli devono essere un numero inferiore e devono ricoprire i loro ruoli attuali nelle loro località spostandosi anche nella catena di comando superiore.

tutto questo avviene mentre la camera dei deputati, che si riprende competenze dalle regioni, regala competenze all’unione europea, come nel caso del commercio con l’estero.

Cioè, mentre mettono la riforma costituzionale Boschi all’interno del documento di programmazione economica e finanziaria fingendo che sia la costituzione italiana a frenare il prodotto interno lordo italiano, regalano competenze all’unione europea che da sempre ha avuto un solo e unico obbiettivo: IL NOSTRO FALLIMENTO E L’ACCAPARRAMENTO DI TUTTE LE NOSTRE ATTIVITA’ ECONOMICHE DA DARE AGLI STATI DEL NORD EUROPA.

Siamo arrivati a questo punto proprio perchè c’è gente che a livello europeo non ne ha combinata una giusta ed oggi vogliono farci credere che la soluzione del problema sia una riforma costituzionale che regala a bruxelles tutto il potere perchè ormai tutti hanno capito che affidare tutti i poteri dello stato al solo presidente del consiglio italiano significa dare a bruxelles ogni potere sullo stato italiano, in pratica commissariarlo.

D’altra parte basta vedere come si sono comportati con Tsipras e come lo hanno convinto a più miti consigli.
una volta tolte le competenze legislative locali evidentemente l’unione europea avrà buon gioco nel far valere l’interesse nazionale su qualsiasi tema locale, in modo tale da poter sottoscrivere patti segreti come ad esempio il ttip.

Dicono oggi alcuni ministri che il TTIP è fallito e non sarà ratificato.
NIENTE DI PIU’ FALSO.
Il ttip non solo non è fallito ma è anche stato ratificato, solo che il povero popoletto instupidito dalle televisioni non si è ancora accorto che il parlamento italiano solo formalmente fa le leggi, che il testo del TTIP è segreto come segreto era il documento della rinascita democratica della loggia massonica grande oriente d’italia che fatalmente va a realizzarsi con questa riforma costituzionale Boschi.
Però va detto che tale testo boschi è molto vicino al testo della commissione speroni del 1995, ci sono moltissime analogie.

Concludendo con la proposta e non solo con la protesta:

Il senato è giusto che sia composto da 315 senatori eletti con il sistema elettorale originario elaborato nel 1948, che è allo stesso tempo sia uninominale che proporzionale, con l’unica modifica rappresentata dall’abbassamento della soglia dal 65% al 50+1% nel singolo collegio.

Si può fare in modo che questa elezione avvenga lo stesso giorno delle elezioni regionali e che tutte le elezioni regionali avvengano lo stesso giorno copiando ed incollando il sistema delle elezioni comunali nella provincia di bolzano, dove in caso di scioglimento anticipato e di ritorno al voto dell’ente si attua una legislatura più corta al fine di avere sempre tutte le elezioni per i rinnovi dei consigli la stessa data.

Per la modifica del bicameralismo perfetto si può attuare il sistema della culla, elaborato dall’ex ministro Elia nella proposta di riforma presentata all’inizio degli anni ’90.

Volendo si può lasciare che solo la camera dei deputati dia la fiducia al governo, facendo in modo che il sistema della culla preveda al massimo 2 letture al senato, terminate le quali la camera dei deputati vota il desto in maniera definitiva.

Camera dei deuputati eletta con il proporzionale senza sbarramento in un collegio unico nazionale e volendo ridotta nei numeri a 400 unità, rendendo più snello il processo legislativo tramite i regolamenti delle aule e rendendo impossibili i voti di fiducia e le deleghe in bianco prive di emendamenti.

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