Mattarellum 2.0: collegi uninominali e premio “ridotto”?

La proposta di legge elettorale fatta dal senatore Fornaro è un mattarellum corretto, ovvero la seconda proposta fatta da

Matteo Renzi appena diventò segretario(che propose tre alternative), proposta che poi fù abbandonata a favore dell’italicum spagnolo che poi diventò italicum con ballottaggio.

Il senatore Fornaro propone i collegi uninominali ed il premio di maggioranza senza la previsione di alcun ballottaggio, in ogni caso non si può assulutamente parlare di “premio ridotto” visto che si sommano i premi di maggioranza dei singoli collegi che poi danno origine ad un secondo premio di maggioranza che in poche parole eliminina quasi totalmente il 25% di proporzionale.

A tal proposito il premio viene calcolato sulla base del numero di voti ottenuti o sul numero di seggi vinti?

Tra le due opzioni c’è una bella differenza, infatti non è detto che chi abbia ottenuto più voti abbia anche ottenuto un numero superiore di seggi e di questo tra l’altro Berlusconi se ne lamentò diverse volte all’epoca del mattarellum…

Ad esempio un primo collegio uninominale può terminare con il risultato di 60% a 40%, un secondo collegio magari termina 51% a 49%.

Il risultato è che sono stati assegnati 2 seggi uninominali ma il numero di voti ottenuti è molto differente.

Quindi prima di tutto è molto importante stabilire se il premio scatta in base al maggior numero di seggi o al maggior numero

di voti.

Potrebbe capitare ad esempio che la seconda forza classificata per numero di seggi abbia però ottenuto il numero più alto di voti e se quest’ultimo fosse il parametro scelto allora significa che il premio viene assegnato alla seconda forza politica e non dunque alla prima.

O vice versa nel caso si scelgano i seggi e non i voti.

Per questo motivo la proposta che feci a fine 2014 prevedeva il ballottaggio, e prevedeva il ballottaggio ancor prima che Matteo Renzi inserisse il ballottaggio nell’italicum,cioè quando ancora si stava parlando di italicum spagnolo.

Dunque un ballottaggio consente di dirimere la problematica appena descritta e di assegnare i seggi sulla base dei voti del secondo turno.
Purtroppo oggi il ballottaggio va tolto solo perchè farebbe vincere il movimento 5 stelle.

Comunque nella mia proposta per accedere al ballottaggio si contavano i seggi ottenuti e non era un vero e proprio ballottaggio a due perchè c’era la possibilità che una una terza forza riuscisse ad arrivare al secondo turno raccogliendo un numero sufficiente di voti.

Infatti,deve aver ottenuto un numero di seggi che permetta ad essa nel caso vinca il ballottaggio di superare i 315 seggi alla camera e i 158 al senato.

Ho scritto senato perchè la mia proposta di fine 2014 prevedeva il ballottaggio anche al senato, regione per regione.

Questa proposta contava già 4 revisioni a febbraio 2015 ed in ogni caso poi ho lasciato perdere tutto questo perchè ho riscontrato che la presenza del premio e dei collegi avrebbe creato un effetto iper maggioritario.

Quindi questa proposta venne stata superate da altre che ho ritenuto essere migliori, una delle quali è spegata alla fine di questo articolo.

L’uninominale assolutamente ha bisogno delle preferenze, ha bisogno che nello stesso collegio si possano sfidare in due turni i candidati.

Il primo turno dovrebbero essere le “primarie di collegio” tra appartenenti alla medesima forza politica, al secondo turno si accede superando uno sbarramento alto e c’è la sfida tra 2 o più candidati di forze politiche alternative.

Il 25% di proporzionale deve essere un vero proporzionale perchè se così non fosse non si può raccontare la favoletta della modifica dell’italicum per evitare che con il 20% si ottenga il 55% dei seggi, perchè qui la cosa è di gran lunga peggiore.

Definisco come brodaglia indigeribile la proposta del senatore Fornaro che prevede in successione:

1)premio di maggioranza nel singolo collegio uninominale dove chi arriva primo vince tutto e gli altri nulla

2)premio di maggioranza che si aggiunge al precedente premio, che viene dato al primo turno con lo stesso identico voto, che poi c’è da capire appunto se ci sono due schede, una proporzionale e una di collegi quale delle due sarà utilizzata per dare questo premio…

3)Sbarramento elettorale, poco importa che sia al 2% o al 3%.
a parte il fatto che perfino un partito del 15% potrebbe per una strana combinazione non ricevere seggi o riceverne meno di 10, figuriamoci quanti seggi prende chi ha ottenuto il 3% e in ogni caso chi prende l’1% non ne ottiene.
Cosa ben diversa accadeva nella prima repubblica quando con l’1% dei voti si ottenevano 6 seggi, non dico che forze politiche dell’1% ne debbano ottenere ancora 6, ma 2 certamente si, visto che i voti li hanno presi e visto che perfino chi abita all’estero e non paga le tasse in italia ottiene dei rappresentanti mentre loro stanno fuori pur pagando le tasse e pur votando.
Qui c’è uno stravolgimento netto della rappresentatività.

La cosa buffa è che il senatore Fornaro sostiene una tesi opposta, vorrebbe modificare l’italicum perchè dice che siamo in una repubblica parlamentare mentre la sua proposta non mi pare possa essere considerata la palladina della rappresentanza.

Basta fare un ragionamento, tralasciamo per un momento il 25% che nel mattarellum rappresentava il proporzionale.

Nell’altro 75% è o non è possibile che una sola forza politica con il 20% dei voti prenda tutti i seggi?

Si che lo è…

Quindi in teoria questo sistema sarebbe pure peggio dell’italicum.

Ma per affermare questo dovrei leggere attentamente la proposta, dovrei capire se loro permettono l’elezione di un rappresentante solo ed esclusivamente in base al numero di seggi che la singola forza politica ha già ottenuto.

Una roba del tipo:
se il partito A è primo nel 60% dei collegi, ottiene solamente il 55% dei seggi ovvero il 5% dei candidati pur essendo primi nei rispettivi collegi non sono eletti.

QUESTO eviterebbe che con il 30% dei voti si ottenga il 60% o il 70% dei seggi, ma QUESTO sarebbe in qualche modo in contrasto con il vecchio sistema del mattarellum che assegnava il seggio al primo classificato in ogni caso.

Io comunque lo riterrei ragionevole, ma un sistema di questo tipo se attuato correttamente aprirebbe la strada ad altre problematiche quali ad esempio quelle relative allo scorporo elettorale.

Evidentemente,nel restante 25% che ho fin qui volutamente dimenticato, devono essere scorporati tutti i voti ottenuti da chi ha ottenuto i seggi uninominali, in quanto ha già raggiunto il 55% dei seggi.

Per avere uno scorporo fatto bene ed evitare liste civetta evidentemente la scheda elettorale deve essere una sola, e non dunque come per il mattarellum dove era presente quella del proporzionale e quella dell’uninominale.

Da qui la mia proposta di avere più candidati della stessa coalizione al primo turno all’interno del collegio uninominale di modo che i nomi ed i cognomi di tutti i candidati siano scritti in scheda ma ci siano le primarie di collegio fatte nel primo turno elettorale dove candidati degli stessi partiti si sfidano tra di loro.

Se ad esempio nel collegio uninominale “A” ci sono varie “coalizioni” che sono :

1)Area PD
2)area movimento 5 stelle
3)area forza italia-lega
4)area lista varia
5)cittadino indipendente privo di simboli

Evidentemente ci saranno 4 simboli più grandi che rappresentano le 4 coalizioni e poi ogni coalizione avrà 4 candidati accoppiati ,in piccolo, ad altrettanti simboli di partito e quindi un voto dato ad un certo candidato equivale sia al voto uninominale che al voto proporzionale del 25% di seggi.

In questo modo per il 25% dei seggi non ci sarebbe un listone bloccato come c’era nel mattarellum con lo sbarramento al 4% ma il risultato dipenderebbe a livello nazionale dalla somma dei voti ottenuti dai candidati nei collegi uninominali.

Il secondo turno permetterebbe ad esempio alle prime tre coalizioni di andare al ballottaggio NEL SINGOLO COLLEGIO UNINOMINALE e la più votata al secondo turno otterrebbe il seggio anche se non supera il 50% dei voti e non vi sarebbe alcun pemio aggiuntivo.

Ovviamente vanno in 3 al secondo turno e se in tre riescono a superare l’elevato sbarramento del collegio uninominale che può essere ad esempio del 15% o del 20%, le piccole forze o chi ha corso in solitudine al primo turno non è tagliato fuori e può far comparire il proprio simbolo anche se si trovano sotto tale soglia ma a patto che entrino in una delle coalizioni presenti al ballottaggio.

Ovviamente il simbolo ci potrà anche essere ma il rappresentante eletto sarà di una diversa forza politica ed i calcoli per il 25% di proporzionale sono fatti sulla base dei voti del primo turno scorporati con il numero di collegi vinti al secondo.

La scheda del secondo turno nel collegio uninominale sarebbe praticamente identica a quella del ballottaggio per l’elezione del sindaco, con i nomi ed i cognomi dei candidati vincitori al primo turno, affiancati dai simboli dei singoli partiti o dei movimenti e volendo si può inserire il capo della coalizione, ovvero colui che ha vinto le primarie di partito al primo turno e che poi ha creato tramite apparentamenti una coalizione al secondo, in questo modo per gli elettori sarà chiara la dinamica politica e sarà certificata dal successivo voto del secondo turno.

Non capisco che cosa si può pretendere più di così visto che dai tempi di Ochetto si sente parlare nel PD-S di doppio turno uninominale.

Questo sarebbe un doppio turno, ma dal mio punto di vista sarebbe sbagliato assegnare un doppio premio di maggioranza, quello del collegio uninominale e quello per il partito più votato.

Semplicemente se non si raggiunge la maggioranza dei seggi si fanno gli accordi dopo le elezioni.

Se non si raggiunge la maggioranza dei seggi all’interno di un sistema che ha il 75% dei seggi uninominali mi pare coerente prevedere che il parlamento decida come muoversi per fare un governo.

Senza dimenticare che l’assenza del premio di maggioranza nazionale permette di avere questa legge anche al senato della repubblica nel caso in cui sia bocciato il referendum.

Senza dimenticare che 12 seggi di quel 25% di proporzionale nella mia proposta diventerebbero i seggi assegnati all’interno di un collegio unico nazionale per le primerie per la leadership all’interno dei partiti.

Da un lato,come spiegato in precedenza, si toglierebbe una scheda elettorale perchè sia il 75% sia il 25% sono calcolati sulla medesima scheda…

Ma dall’altro si aggiunge una seconda scheda che contiene i nomi ed i cognomi dei leader di partito che si sfidano per le primarie interne a livello nazionale, senza più gazebo privati.

Quindi abbiamo un secondo turno CON LE COALIZIONI DOPO IL VOTO E CON LEADER DI PARTITO INVESTITI DAL VOTO POPOLARE che decidono le coalizioni e si presentano agli elettori per convincerli a votare per loro.

Al primo turno ad esempio vince Renzi su Cuperlo…
Questo significa che renzi ha 14-21 giorni di tempo per stringere alleanze nei singoli collegi uninominali, che poi se vogliamo è quello che succede in francia solo che loro non hanno il 25% di proporzionale e non hanno come invece propongo io le primarie del leader di partito fatte al primo turno.

Alla fine c’è un barrage,sia a livello locale che nazionale va avanti chi ottiene preferenze e il doppio turno non regala un semplice premio dopo aver eletto parlamentari su una lista bloccata e non aver potuto scegliere il candidato leader perchè già scelto da primarie private.

La particolarità di questo sistema è che i nomi ed i cognomi sono scritti nella scheda elettorale, quindi sono preferenze vere e proprie visto che c’è più di un candidato per ogni forza politica.

Assenza TOTALE di sbarramento da quel 25% di proporzionale tenendo conto che stiamo parlando di forze politiche che saranno con buona probabilità forze di governo anche se non hanno ottenuto nemmeno un seggio uninominale.

E’ un sistema fortemente maggioritario ma non è un premierato assoluto e contiene pesi e contrappesi all’interno dello stesso

sistema nell’assegnazione dei seggi, provare per credere.

Io son sempre stato contrario al mattarellum ma rivisitato così mi pare una buona legge perchè toglie svariate problematiche.

Quella dei collegi sicuri, quella delle liste civetta, quella del rispetto del parlamento e dei voti degli elettori, quell delle preferenze vere e proprie,quella che non crea marmellate eliminando le singole forze politiche dalla scheda elettorale ma con rappresentanti che poi creano gruppi parlamentari con denominazioni totalmente differenti di quelli della singola coalizione votata dagli elettori, quella del confronto parlamentare nel caso in cui i seggi uninominali non siano bastatati a qualcuno per ottenere un numero di seggi sufficienti.

Questa proposta è la cosa migliore che può capitare ad un paese che deve tornare al voto dopo la bocciatura del referendum perchè applicabile anche al senato.

Ma soprattutto contiene sia le dinamiche maggioritarie nel caso in cui una forza politica prevalga e di gran lunga nei collegi, sia le dinamiche specifiche di un proporzionalismo puro quando non c’è una prevalenza netta di una forza sulle altre, e questo grazie ad un vero scorporo proporzionale.

E questa dal mio punto di vista si chiama democrazia.

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