Scontro fra treni, azienda privata ferrotranvieri ha aggirato i protocolli di sicurezza

Il sistema del “blocco telefonico” vieta che vi sia più di un convoglio in movimento tra due identiche stazioni anche se anche se 2 convogli si dovessero muovere nella medesima direzione.

Non sono andato a vedere il regolamento di questo sistema di sicurezza ma sono sicuro che ci sia scritto questo perchè i treni non avevano alcun dispositivo di sicurezza tale per cui si potessero fermare nel caso in cui vi fossero dei guasti.

Pertanto le stazioni dei treni sono le uniche abilitate alla gestione dei ritardi e delle precedenze visto che tra loro i treni non possono comunicare.
Dunque due treni consecutivi che vanno nella stessa direzione infrangerebbero il protocollo di sicurezza del blocco telefonico perchè nel caso di guasto tecnico del primo vi sarebbe certamente uno scontro che non sarebbe evitabile, ecco uno dei motivi che vieta più di un treno in movimento tra due identiche stazioni nel caso in cui vi fosse la presenza di un solo binario.
Il secondo motivo che vieta il movimento di più di un treno tra due identiche stazioni è legato alla possibilità di errore umano. essendo il sistema del blocco telefonico privo di sistemi di sicurezza automatici, la presenza di due convogli che marciano nella stessa direzione l’uno dopo l’altro a distanza di pochi minuti incrementa il rischio in maniera esponenziale perchè il capostazione ne vede arrivare uno e crede che sia l’unico mentre c’è un secondo treno in arrivo.

Nel caso specifico ci sono altri due fattori che hanno aumentato il rischio ed hanno reso quasi certo l’impatto.
La presenza di 140 treni al giorno su quella tratta, che sono tantissimi, e la presenza di lavori in corso che creano dei ritardi che diventano fatali anche senza che vi sia un palese errore umano del capostazione.

In altre parole chi ha dato il via libera ai lavori in corso per l’ammodernamento della linea può aver sottovalutato che un semplice ritardo buca clamorosamente il protocollo di sicurezza descritto nel regolamento di utilizzo del “blocco telefonico” che vieta appunto che impone il movimento di un unico e solo treno tra due stazioni.

La frequenza dei ritardi e la frequenza dei treni creano un rischio che andava calcolato prima dell’inizio dei lavori stessi.

Nel caso dell’incidente ferroviario avvenuto in puglia sono presenti i lavori lungo la linea, un numero considerevole di treni che malgrado i lavori in corso non hanno avuto una riduzione del loro numero per garantire la tenuta del protocollo.

Bisogna dunque capire se quel treno in più ovvero se i due treni consecutivi che sono partiti dalla stazione di corato derivano da una corsa straordinaria non prevista o se deriva da un ritardo dovuto ai lavori in corso.
Di certo non potevano partire l’uno dopo l’altro…

E’ possibile che il capostazione di Andria ne abbia visto arrivare uno e non se ne aspettasse un’altro visto che tutto questo dal mio punto di vista sarebbe stato contro il protocollo di sicurezza, quindi ha alzato la paletta senza sapere che ne arrivava un secondo.

Ovviamente una ricostruzione con beneficio di inventario.

Se fosse vera questa ipotesi bisogna capire il metodo utilizzato per questi lavori sulla linea, la loro durata e se erano previsti preventivamente dei ritardi per le linee.
In quest’ultimo caso si aggraverebbe la posizione di chi ha mantenuto i 140 treni al giorno e non ha ridotto il loro numero coordinandosi meglio con i lavori per evitare ritardi fatali.
Se al ritardo dei treni si aggiunge il numero elevato ed infine il passaggio di due convogli consecutivi,non abituali, l’errore umano di 2 capostazione non può essere l’unica responsabilità e nemmeno quella decisiva.

E’ evidente che se i treni sono in ritardo,ce ne sono due consecutivi che arrivano nella stessa direzione l’errore è servito.

Il paradosso è che forse l’incidente è stato causato proprio dai lavori di ammodernamento della linea e chiaramente alla mancanza di misure appropriate per mantenere integro il protocollo di sicurezza descritto nel regolamento del blocco telefonico che potrebbe essere stato clamorosamente bucato proprio dai quei lavori di ammodernamento.

Da questo punto di vista bisogna capire anche le comunicazioni dell’azienda ricevute dai capistazione relativamente ai comportamenti da assumere durante i lavori in corso e c’è da capire il metodo di comunicazione tra i capistazione e chi stava lavorando lungo la linea.

Se queste ipotesi fossero vere,non si tratterebbe dunque solo di una tragica fatalità dovuta dovuta ad un treno speciale che ha accumulato in ritardo perchè è tornato indietro dopo la partenza dalla stazione per far scendere un portatore di handicap che non era riuscito a scendere.

Quel treno speciale non ci doveva essere perchè ha costituito una violazione del protocollo del blocco telefonico, e doveva essere ridotto il numero di treni che normalmente parte in condizioni “normali” cioè in assenza di lavori lungo le linee.
Da 140 treni ne sarebbero duvuti partire al massimo 60.

Tutto questo mo fa dire che la responsabilità dell’azienda appare palese.

E non è neppure accettabile che generalizzi sul sud italia, visto che l’azienda privata “ferrotranvieri” che gestisce il servizio è in attivo, ha avuto manager che hanno guadagnato milioni di euro e avrebbe potuto cambiare sistema di sicurezza senza attendere il futuribile raddoppio del binario ed in questo caso appellarsi alla burocrazia è assurdo perchè non ci sarebbe stata alcuna burograzia nel cambio del sistema di sicurezza, nessuno esproprio degli uliveti da fare ed il progetto avrebbe ricevuto comunque i soldi pubblici dell’unione europea, che lo ricordo comunque sono soldi del nord italia che finiscono a bruxelles e che poi vanno al sud italia così come gli altri soldi che vanno a Roma e poi finiscono al sud.

Dunque in questo caso l’azienda era privata ed era in attivo, ha scelto un raddoppio del binario diversi anni fa quando invece poteva scegliere semplicemente di aggiornare i sistemi di sicurezza, operazione che sarebbe durata pochi mesi.

Infatti su quelle linee correvano dei locomotori di ultima generazione che in altri tratti di ferrovia utilizzavano un moderno sistema di sicurezza che purtroppo in quei tratti non era possibile utilizzare.

La colpa dunque è di chi ha fatto passare 140 treni e non ha aggiornato i sistemi di sicurezza creando le premesse per non mantenere integro il sistema di sicurezza del blocco telefonico ed anzi proponendo “treni speciali” nonostante i lavori in corso, nonostante fosse vietato dal protocollo far muovere più di un treno tra due identiche stazioni.

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