No al premio di maggioranza assegnato alla coalizione

Personalmente sono contrario al premio di maggioranza dato ad una coalizione di forze politiche.

Anche nella modifica dell’italicum che ho proposto in passato, quello che prevedeva la possibilità di apparentamenti al secondo turno, era previsto comunque e in ogni caso che premio di maggioranza fosse dato ad una sola forza politica.

Ho sempre detto che secondo me era giusto far correre da sole tutte le forze politiche, e questo è previsto nell’italicum così come era previsto nella legge elettorale proporzionale in vigore dal 1948 al 1993.

La mia contrarierà all’italicum non è su questo punto che anzi allargherei a tutte le leggi elettorali degli enti locali.

E la proposta che ho fatto in passato permetteva gli apparentamenti al secondo turno sottraendo il premio di maggioranza ai voti ricevuti al primo turno dalle forze politiche apparentate.

L’esempio è presto fatto, se una forza politica riceve il 30% al primo turno e si apparenta al secondo con un’altra che ha ottenuto il 15% e insieme vincono il ballottaggio, quella forza del 30% sarà l’unica a prendere il premio ma a quel premio deve essere sottratto il 15% dei voti, ovvero quelli ricevuti dalla forza politica apparentata senza che quest’ultima riceva

un solo seggio in più di quelli previsti dal risultato del primo turno e dunque facendo in modo che la forza politica che inizialmente ha ottenuto il 30% non possa governare da sola perchè il premio è ridotto.

La seconda problematica dell’italicum riguarda l’accesso al ballottaggio che dovrebbe essere permesso a tutte le forze che superano il 15% o magari il 20% dei voti.
In questo modo si evita il bipolarismo forzoso che è poco rispettoso della realtà quotidiana.

La terza riguarda l’entità del premio di maggioranza che non può essere sempre del 55% ma dovrebbe essere comparato alla percentuale di voti ottenuti al ballottaggio.

Evidentemente essendoci un tripolarismo, al secondo turno non è sicuro che ci sia qualcuno che superata il 50% dei voti,quindi in questo caso il premio non può essere sempre e comunque del 55% ma massimo del 55%.
poi è il parlamento,trovandoci in una democrazia parlamentare, a dover fare le alleanze dopo il voto per la formazione di un governo che è e rimane nelle prerogative del presidente della repubblica.

Il premio potrebbe essere del 54% se al ballottaggio c’è una forza che ottiene il 54%, o del 51% se si ottiene il 51% dei voti.
Insomma, percentuale di seggi equivalenti alla percentuale ottenuta al ballottaggio, che non è però a 2 ma può essere anche a 3 o a 4.

Rapportando questo 51% all’esempio precedente sul premio di maggioranza alla coalizione, i partito del 30% e del 15% che si sono coalizzati al secondo turno otterrebbero rispettivamente il 36% e il 15%, andando ad ottenere il 51% dei seggi in parlamento.
36% non è altro che 51 meno 15.

Mentre se al ballottaggio ottenessero il 54% invece che il 51% il partito del 30% otterrebbe il 39% dei seggi.
Ovviamente se ottengono cifre superiori al 55% non ottengono i corrispondenti premi ma si fermano al 55% dei seggi.

Un premio del 51% evidentemente tende a tenere debole l’esecutivo oppure tende a costruire solide coalizioni che si formano in parlamento dopo il voto nell’ottica di un sano parlamentarismo.

Le altre modifiche per l’italicum potrebbero riguardare le preferenze, il collegio unico nazionale contenente pochi seggi per consentire di votare le leadership delle singole forze politiche con il loro nome e cognome scritto in scheda in modo da facilitare la scelta.
In questo caso il leader che ottiene più voti al primo turno è anche quello che dovrò per legge avere il potere di decidere gli apparentamenti per il secondo turno.

L’eliminazione dello sbarramento credo sia fondamentale, perchè nel momento in cui il premio di maggioranza è basato su una percentuale fissa ed invariabile, i seggi delle forze politiche che sono sotto lo sbarramento in ogni caso non tolgono governabilità, anzi la aumentano perchè in una democrazia rappresentativa con un premio al 51% anche le piccole forze politiche hanno pieno diritto ad avere cittadinanza politica senza che possano sentirsi politici di serie B destinati forzosamente ad allearsi nei ballottaggi per potersi sentire parte della maggioranza.

Ovviamente non vanno confuse le degne forze politiche che ottengono voti veri con i gruppi parlamentari che ottengono voti sotto un contrassegno e poi cambiano idea per interessi politici/economici.
Questi comportamenti andrebbero vietati ma purtroppo non credo che ci sia gente che voglia inserire questo principio nei regolamenti delle aule in quanto troppo comodi nel momento del bisogno.

A me sembra che questo sia tutto molto ragionevole e accettabile da qualsiasi forza politica e dal mio punto di vista sarebbe bene modificare in tal senso anche le leggi elettorali degli enti locali conformandole per motivi di comprensione degli elettori che si trovano a votare con sistemi molto differenti.

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