Sistema retributivo e contributo di solidarietà sono incostituzionali

A fronte di decine di miliardi di euro che ogni anno vengono erogati senza che siano stati versati senza che vi sia una corrispondenza nei contributi versati, c’è stata una sentenza sulla costituzionalità della legge che istituiva il “contributo di solidarietà” per quelle che vengono chiamate pensioni d’oro che valgono più o meno 150 milioni.

Comparando decine di miliardi con 150 milioni di euro si scopre la truffa alle future generazioni messa in atto dai politicanti italiani negli ultimi 50 anni.

La legge che ha istituito il sistema pensionistico retributivo è stato un grave errore.
Questo lo possiamo dire noi oggi, ma quando quella legge fù fatta l’intero popolo era favorevole.
E se oggi i conti fossero in ordine così come erano in ordine alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, se dunque oggi l’italia avesse ancora il sistema pensionistico a capitalizzazione e non avesse avuto il passaggio al sistema retributivo, il nostro debito pubblico rapportato al prodotto interno lordo sarebbe al 60%, non avremmo avuto le innumerevoli privatizzazioni e neppure la colossale perdita di diritti sul lavoro.

Se l’italia avesse mantenuto fino ad oggi il sistema a capitalizzazione e oggi ci trovassimo nella stessa condizione nella quale si sono trovati i nostri predecessori faremmo la stessa identica cosa che avrebbero fatto loro, passeremmo con felicità al sistema retributivo perchè otterremmo nell’immediato un miglioramento della vita.

Noi faremmo gli stessi sbagli che avrebbero fatto i nostri predecessori e ne saremmo fieri.

Purtroppo oggi la situazione è diversa, qualcuno prima di noi ha fatto il sistema retributivo e noi ci troviamo a pagare pensioni nelle quali c’è una sproporzione tra contributi versati e denari ricevuti.

Quindi il sistema è sbagliato solo perchè ne siamo vittime, ma se toccasse a noi ricevere i benefici di quell’errore lo faremmo allo stesso modo lasciando così il problema alle future generazioni.

La cosa più sensata da fare è riconoscere questo errore e cercare di porvi rimedio prima che sia troppo tardi.

Chi ha ottenuto soldi indebitamente dovrebbe riconoscerlo e dovrebbe riconoscere che è un privilegio pure il sistema misto che si è creato nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

Il debito pubblico non è un’invenzione immateriale da denigrare parlando della spesa pubblica come se fosse qualche cosa di distante e di intangibile, ma qualcosa di tangibile che vediamo tutti i giorni quando c’è da pagare le tasse e quando vediamo le aziende che delocalizzano all’estero.

La truffa legalizzata, l’estorsione, stanno proprio in un sistema contributivo che ha dato soldi che non poteva dare.

Se c’è una legge incostituzionale che va contro il pareggio di bilancio, che va contro il primo articolo della costituzione nel quale si descrive la repubblica fondata sul lavoro, questa è la legge retributiva con le successive modificazioni.

Se la corte costituzionale avesse avuto una visione economica non avrebbe potuto che constatare sia l’incostituzionalità del contributo di solidarietà che l’incostituzionalità dell’intero sistema retributivo e dei sistemi misti derivati in quanto creatori e non vittime della grave situazione economica.

Invece la corte ha giustificato questo contributo “in via del tutto eccezionale” legandolo ad una crisi contingente e non invece ad una crisi sistemica e duratura quale è quella attuale.
Inoltre la corte utilizza come riferimento le pensioni minime e dice che il contributo è giustificato in quanto “applicato sulle pensioni più elevate, da 14 a 30 volte superiori alle minime” e così facendo sputa in faccia all’articolo 1 della costituzione e a chi i contributi li ha realmente versati lavorando senza distinguere chi ha la pensione minima ottenuta senza contributi ma anzi ritenendo che la pensione minima sia il punto di riferimento per stabilire la costituzionalità di una legge.
Voglio solo ricordare che in futuro non ci sarà alcuna pensione minima per chi non ha versato almeno 20 anni di contributi e che dunque in futuro le pensioni minime non saranno un diritto per tutti che dunque è costituzionalmente riconosciuto perchè parecchie persone vivranno anche senza la pensione minima.
Quindi la corte non ha fatto il suo lavoro perchè la pensione mimima non è più di 500 euro come era in precedenza, ma dopo le utltime riforme la pensione minima è diventata zero assoluto.

Dunque se la matematica non è un’opinione, da 14 a 30 volte di zero è zero, ergo si evince che anche le pensioni da 500 euro sono da considerarsi pensioni d’oro.
E se non siete convinti aspettate qualche decennio e verificate voi stessi le condizioni dei pensionati in futuro, se saranno migliori o peggiori degli attuali pensionati.

E’ sbagliato il contributo di solidarietà nella misura in cui si confonde chi ha lavorato ed ha pagato i contributi con chi non ha lavorato neppure un giorno e riceve la pensione.

Nel ragionamento macro-economico che la corte avrebbe dovuto fare si doveva trovare la somma di tutte le pensioni da 500 euro ottenute senza aver versato nemmeno 20 anni di contributi e tale somma doveva essere paragonata al taglio delle pensioni “d’oro” nei confronti di chi i contributi gli aveva versati.

E’ la costituzione a dire che il sistema retributivo è incostituzionale e quindi i suoi effetti devono essere reliminati comprensivi delle pensioni in essere.

La repubblica è fondata sul lavoro, dare la stessa pensione a chi non ha mai lavorato e a chi ha lavorato 20 anni è assolutamente incostituzionale.

E’ costituzionale la disparità di trattamento di chi è andato in pensione dopo 15 anni confrontato con chi deve lavorare 40 anni e riceve una pensione più bassa?

E’ costituzionale l’utilizzo delle buste paga degli ultimi anni di lavoro per stabilire l’ammontare della pensione come accade nel sistema misto e nel sistema retributivo?
Io penso di no perchè la legge dovrebbe essere uguale per tutti, l’uguaglianza dovrebbe essere un diritto costituzionale e questa legge la devono pagare le future generazioni con i contributi diretti che gli attuali lavoratori pagano ai pensionati con la mancanza di reciprocità per quando gli attuali lavoratori nessuno pagherà alcuna pensione “d’oro”.

Dimostrato dunque che il sistema retributivo ed il sistema misto sono contro la repubblica fondata sul lavoro, si può dunque semplicemente dimostrare che il sistema retributivo ed il sistema misto sono contrari all’uguaglianza dei cittadini intesa come uguaglianza generazionale e non solo come uguaglianza nel brevissimo periodo.

E’ profondamente ingiusto non distinguere pensioni d’oro di quelli che hanno versato i contributi e pensioni d’oro di quelli che i contributi non gli hanno versati.

Anche per quanto riguarda la tassazione delle pensioni,se la repubblica è fondata sul lavoro, e se la tassazione deve essere progressiva e così dice la costituzione,anche la tassazione sulle pensioni non può che riferirsi al numero degli anni che sono stati effettivamente lavorati e non invece sulla cifra ricevuta.

Questo per dire che chi ha lavorato per meno anno deve pagare più tasse, compresa l’imposta di successione.

Il debito pubblico creato da una legge precedente ha i suoi effetti nelle generazioni successive.

Fatto questo non si può che rilevare la profonda ingiustizia tra le attuali leggi pensionistiche dirette alle diverse generazioni.

Chiaramente chi oggi ha il sistema misto si sente truffato, infatti vorrebbe il sistema retributivo che elargiva prebende più onerose per lo stato.
Non c’è dunque l’assunzione di coscienza nel capire l’errore del passato.
Vedono la cintura che si stringe ma non ammettono l’errore di partenza, si sentono truffati perchè prima si elargivano somme maggiori e continuano ad ignorare il debito pubblico.

Tra parentesi, il debito pubblico che è l’unica cosa che non smette mai di crescere in italia…
L’unica cosa che rimane pubblica e diventa più grande è il debito, mentre la penisola viene completamente privatizzata.

Anche qui, si tratta di un rapporto causa effetto, più grande è il debito pubblico più grandi saranno le privatizzazioni.

Mi piacerebbe che queste persone capissero che nessuno in futuro vorrà onorare un debito fatto da altri, vivendo in una situazione di assenza di diritti a causa di chi c’era prima.
Le conseguenze del fallimento dello stato sbriciolerà la costituzione e la sua corte.

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