Updates from luglio, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 11:29 il 20 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    Mattarellum 2.0: collegi uninominali e premio “ridotto”? 

    La proposta di legge elettorale fatta dal senatore Fornaro è un mattarellum corretto, ovvero la seconda proposta fatta da

    Matteo Renzi appena diventò segretario(che propose tre alternative), proposta che poi fù abbandonata a favore dell’italicum spagnolo che poi diventò italicum con ballottaggio.

    Il senatore Fornaro propone i collegi uninominali ed il premio di maggioranza senza la previsione di alcun ballottaggio, in ogni caso non si può assulutamente parlare di “premio ridotto” visto che si sommano i premi di maggioranza dei singoli collegi che poi danno origine ad un secondo premio di maggioranza che in poche parole eliminina quasi totalmente il 25% di proporzionale.

    A tal proposito il premio viene calcolato sulla base del numero di voti ottenuti o sul numero di seggi vinti?

    Tra le due opzioni c’è una bella differenza, infatti non è detto che chi abbia ottenuto più voti abbia anche ottenuto un numero superiore di seggi e di questo tra l’altro Berlusconi se ne lamentò diverse volte all’epoca del mattarellum…

    Ad esempio un primo collegio uninominale può terminare con il risultato di 60% a 40%, un secondo collegio magari termina 51% a 49%.

    Il risultato è che sono stati assegnati 2 seggi uninominali ma il numero di voti ottenuti è molto differente.

    Quindi prima di tutto è molto importante stabilire se il premio scatta in base al maggior numero di seggi o al maggior numero

    di voti.

    Potrebbe capitare ad esempio che la seconda forza classificata per numero di seggi abbia però ottenuto il numero più alto di voti e se quest’ultimo fosse il parametro scelto allora significa che il premio viene assegnato alla seconda forza politica e non dunque alla prima.

    O vice versa nel caso si scelgano i seggi e non i voti.

    Per questo motivo la proposta che feci a fine 2014 prevedeva il ballottaggio, e prevedeva il ballottaggio ancor prima che Matteo Renzi inserisse il ballottaggio nell’italicum,cioè quando ancora si stava parlando di italicum spagnolo.

    Dunque un ballottaggio consente di dirimere la problematica appena descritta e di assegnare i seggi sulla base dei voti del secondo turno.
    Purtroppo oggi il ballottaggio va tolto solo perchè farebbe vincere il movimento 5 stelle.

    Comunque nella mia proposta per accedere al ballottaggio si contavano i seggi ottenuti e non era un vero e proprio ballottaggio a due perchè c’era la possibilità che una una terza forza riuscisse ad arrivare al secondo turno raccogliendo un numero sufficiente di voti.

    Infatti,deve aver ottenuto un numero di seggi che permetta ad essa nel caso vinca il ballottaggio di superare i 315 seggi alla camera e i 158 al senato.

    Ho scritto senato perchè la mia proposta di fine 2014 prevedeva il ballottaggio anche al senato, regione per regione.

    Questa proposta contava già 4 revisioni a febbraio 2015 ed in ogni caso poi ho lasciato perdere tutto questo perchè ho riscontrato che la presenza del premio e dei collegi avrebbe creato un effetto iper maggioritario.

    Quindi questa proposta venne stata superate da altre che ho ritenuto essere migliori, una delle quali è spegata alla fine di questo articolo.

    L’uninominale assolutamente ha bisogno delle preferenze, ha bisogno che nello stesso collegio si possano sfidare in due turni i candidati.

    Il primo turno dovrebbero essere le “primarie di collegio” tra appartenenti alla medesima forza politica, al secondo turno si accede superando uno sbarramento alto e c’è la sfida tra 2 o più candidati di forze politiche alternative.

    Il 25% di proporzionale deve essere un vero proporzionale perchè se così non fosse non si può raccontare la favoletta della modifica dell’italicum per evitare che con il 20% si ottenga il 55% dei seggi, perchè qui la cosa è di gran lunga peggiore.

    Definisco come brodaglia indigeribile la proposta del senatore Fornaro che prevede in successione:

    1)premio di maggioranza nel singolo collegio uninominale dove chi arriva primo vince tutto e gli altri nulla

    2)premio di maggioranza che si aggiunge al precedente premio, che viene dato al primo turno con lo stesso identico voto, che poi c’è da capire appunto se ci sono due schede, una proporzionale e una di collegi quale delle due sarà utilizzata per dare questo premio…

    3)Sbarramento elettorale, poco importa che sia al 2% o al 3%.
    a parte il fatto che perfino un partito del 15% potrebbe per una strana combinazione non ricevere seggi o riceverne meno di 10, figuriamoci quanti seggi prende chi ha ottenuto il 3% e in ogni caso chi prende l’1% non ne ottiene.
    Cosa ben diversa accadeva nella prima repubblica quando con l’1% dei voti si ottenevano 6 seggi, non dico che forze politiche dell’1% ne debbano ottenere ancora 6, ma 2 certamente si, visto che i voti li hanno presi e visto che perfino chi abita all’estero e non paga le tasse in italia ottiene dei rappresentanti mentre loro stanno fuori pur pagando le tasse e pur votando.
    Qui c’è uno stravolgimento netto della rappresentatività.

    La cosa buffa è che il senatore Fornaro sostiene una tesi opposta, vorrebbe modificare l’italicum perchè dice che siamo in una repubblica parlamentare mentre la sua proposta non mi pare possa essere considerata la palladina della rappresentanza.

    Basta fare un ragionamento, tralasciamo per un momento il 25% che nel mattarellum rappresentava il proporzionale.

    Nell’altro 75% è o non è possibile che una sola forza politica con il 20% dei voti prenda tutti i seggi?

    Si che lo è…

    Quindi in teoria questo sistema sarebbe pure peggio dell’italicum.

    Ma per affermare questo dovrei leggere attentamente la proposta, dovrei capire se loro permettono l’elezione di un rappresentante solo ed esclusivamente in base al numero di seggi che la singola forza politica ha già ottenuto.

    Una roba del tipo:
    se il partito A è primo nel 60% dei collegi, ottiene solamente il 55% dei seggi ovvero il 5% dei candidati pur essendo primi nei rispettivi collegi non sono eletti.

    QUESTO eviterebbe che con il 30% dei voti si ottenga il 60% o il 70% dei seggi, ma QUESTO sarebbe in qualche modo in contrasto con il vecchio sistema del mattarellum che assegnava il seggio al primo classificato in ogni caso.

    Io comunque lo riterrei ragionevole, ma un sistema di questo tipo se attuato correttamente aprirebbe la strada ad altre problematiche quali ad esempio quelle relative allo scorporo elettorale.

    Evidentemente,nel restante 25% che ho fin qui volutamente dimenticato, devono essere scorporati tutti i voti ottenuti da chi ha ottenuto i seggi uninominali, in quanto ha già raggiunto il 55% dei seggi.

    Per avere uno scorporo fatto bene ed evitare liste civetta evidentemente la scheda elettorale deve essere una sola, e non dunque come per il mattarellum dove era presente quella del proporzionale e quella dell’uninominale.

    Da qui la mia proposta di avere più candidati della stessa coalizione al primo turno all’interno del collegio uninominale di modo che i nomi ed i cognomi di tutti i candidati siano scritti in scheda ma ci siano le primarie di collegio fatte nel primo turno elettorale dove candidati degli stessi partiti si sfidano tra di loro.

    Se ad esempio nel collegio uninominale “A” ci sono varie “coalizioni” che sono :

    1)Area PD
    2)area movimento 5 stelle
    3)area forza italia-lega
    4)area lista varia
    5)cittadino indipendente privo di simboli

    Evidentemente ci saranno 4 simboli più grandi che rappresentano le 4 coalizioni e poi ogni coalizione avrà 4 candidati accoppiati ,in piccolo, ad altrettanti simboli di partito e quindi un voto dato ad un certo candidato equivale sia al voto uninominale che al voto proporzionale del 25% di seggi.

    In questo modo per il 25% dei seggi non ci sarebbe un listone bloccato come c’era nel mattarellum con lo sbarramento al 4% ma il risultato dipenderebbe a livello nazionale dalla somma dei voti ottenuti dai candidati nei collegi uninominali.

    Il secondo turno permetterebbe ad esempio alle prime tre coalizioni di andare al ballottaggio NEL SINGOLO COLLEGIO UNINOMINALE e la più votata al secondo turno otterrebbe il seggio anche se non supera il 50% dei voti e non vi sarebbe alcun pemio aggiuntivo.

    Ovviamente vanno in 3 al secondo turno e se in tre riescono a superare l’elevato sbarramento del collegio uninominale che può essere ad esempio del 15% o del 20%, le piccole forze o chi ha corso in solitudine al primo turno non è tagliato fuori e può far comparire il proprio simbolo anche se si trovano sotto tale soglia ma a patto che entrino in una delle coalizioni presenti al ballottaggio.

    Ovviamente il simbolo ci potrà anche essere ma il rappresentante eletto sarà di una diversa forza politica ed i calcoli per il 25% di proporzionale sono fatti sulla base dei voti del primo turno scorporati con il numero di collegi vinti al secondo.

    La scheda del secondo turno nel collegio uninominale sarebbe praticamente identica a quella del ballottaggio per l’elezione del sindaco, con i nomi ed i cognomi dei candidati vincitori al primo turno, affiancati dai simboli dei singoli partiti o dei movimenti e volendo si può inserire il capo della coalizione, ovvero colui che ha vinto le primarie di partito al primo turno e che poi ha creato tramite apparentamenti una coalizione al secondo, in questo modo per gli elettori sarà chiara la dinamica politica e sarà certificata dal successivo voto del secondo turno.

    Non capisco che cosa si può pretendere più di così visto che dai tempi di Ochetto si sente parlare nel PD-S di doppio turno uninominale.

    Questo sarebbe un doppio turno, ma dal mio punto di vista sarebbe sbagliato assegnare un doppio premio di maggioranza, quello del collegio uninominale e quello per il partito più votato.

    Semplicemente se non si raggiunge la maggioranza dei seggi si fanno gli accordi dopo le elezioni.

    Se non si raggiunge la maggioranza dei seggi all’interno di un sistema che ha il 75% dei seggi uninominali mi pare coerente prevedere che il parlamento decida come muoversi per fare un governo.

    Senza dimenticare che l’assenza del premio di maggioranza nazionale permette di avere questa legge anche al senato della repubblica nel caso in cui sia bocciato il referendum.

    Senza dimenticare che 12 seggi di quel 25% di proporzionale nella mia proposta diventerebbero i seggi assegnati all’interno di un collegio unico nazionale per le primerie per la leadership all’interno dei partiti.

    Da un lato,come spiegato in precedenza, si toglierebbe una scheda elettorale perchè sia il 75% sia il 25% sono calcolati sulla medesima scheda…

    Ma dall’altro si aggiunge una seconda scheda che contiene i nomi ed i cognomi dei leader di partito che si sfidano per le primarie interne a livello nazionale, senza più gazebo privati.

    Quindi abbiamo un secondo turno CON LE COALIZIONI DOPO IL VOTO E CON LEADER DI PARTITO INVESTITI DAL VOTO POPOLARE che decidono le coalizioni e si presentano agli elettori per convincerli a votare per loro.

    Al primo turno ad esempio vince Renzi su Cuperlo…
    Questo significa che renzi ha 14-21 giorni di tempo per stringere alleanze nei singoli collegi uninominali, che poi se vogliamo è quello che succede in francia solo che loro non hanno il 25% di proporzionale e non hanno come invece propongo io le primarie del leader di partito fatte al primo turno.

    Alla fine c’è un barrage,sia a livello locale che nazionale va avanti chi ottiene preferenze e il doppio turno non regala un semplice premio dopo aver eletto parlamentari su una lista bloccata e non aver potuto scegliere il candidato leader perchè già scelto da primarie private.

    La particolarità di questo sistema è che i nomi ed i cognomi sono scritti nella scheda elettorale, quindi sono preferenze vere e proprie visto che c’è più di un candidato per ogni forza politica.

    Assenza TOTALE di sbarramento da quel 25% di proporzionale tenendo conto che stiamo parlando di forze politiche che saranno con buona probabilità forze di governo anche se non hanno ottenuto nemmeno un seggio uninominale.

    E’ un sistema fortemente maggioritario ma non è un premierato assoluto e contiene pesi e contrappesi all’interno dello stesso

    sistema nell’assegnazione dei seggi, provare per credere.

    Io son sempre stato contrario al mattarellum ma rivisitato così mi pare una buona legge perchè toglie svariate problematiche.

    Quella dei collegi sicuri, quella delle liste civetta, quella del rispetto del parlamento e dei voti degli elettori, quell delle preferenze vere e proprie,quella che non crea marmellate eliminando le singole forze politiche dalla scheda elettorale ma con rappresentanti che poi creano gruppi parlamentari con denominazioni totalmente differenti di quelli della singola coalizione votata dagli elettori, quella del confronto parlamentare nel caso in cui i seggi uninominali non siano bastatati a qualcuno per ottenere un numero di seggi sufficienti.

    Questa proposta è la cosa migliore che può capitare ad un paese che deve tornare al voto dopo la bocciatura del referendum perchè applicabile anche al senato.

    Ma soprattutto contiene sia le dinamiche maggioritarie nel caso in cui una forza politica prevalga e di gran lunga nei collegi, sia le dinamiche specifiche di un proporzionalismo puro quando non c’è una prevalenza netta di una forza sulle altre, e questo grazie ad un vero scorporo proporzionale.

    E questa dal mio punto di vista si chiama democrazia.

     
  • giamps78 08:34 il 18 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    Ecco perchè l’italia è condannata a restare nell’euro 

    A queste condizioni e con questi politicanti è impensabile per l’italia tornare alla lira.

    L’entrata nell’euro è diventata pressochè irreversibile nel momento in cui i nostri indici economici e la tipologia delle nostre produzioni ci hanno reso dipendenti, anzi schiavi, del mercato.

    Basti pensare a che cosa accadrebbe con la svalutazione “competitiva” della moneta una volta tornati alla lira.

    Innanzi tutto va sottolineato come anche prima dell’entrata nell’euro l’italia aveva degli obblighi di legge che permettevano poca elasticità tra i valori delle monete e obbligava ad intraprendere politiche per evitare l’eccessiva svalutazione.

    Ma se avessimo una svalutazione del 50% significherebbe che qualsiasi bene importato aumenterebbe il suo prezzo del 50%.

    Ad esempio tutti i modelli dei cellulari che oggi le persone sono abituate a cambiare ogni 12 mesi sarebbero più alti del 50%.

    Certo, questo favorirebbe i costrutturi interni di telefonini, che potrebbero vendere i prodotti “made in italy” ad un prezzo più competitivo.
    Il problema è che noi facendo aumentare il debito pubblico e creando l’iperinflazione degli anni ’70- ’80 abbiamo perso ogni possibilità di produrre determinati beni e tra questi ci sono le componenti dei computer, ed i telefonini.

    Non abbiamo dunque alcuna possibilità di competere per conoscenza e tecnologia con chi oggi importa qui i suoi prodotti, ma abbiamo moltissima gente che desidera quei prodotti che quindi continueranno ad essere venduti.

    Quello sui telefonini è solo un esempio, come potrebbe essere quello sui carburanti.
    Essendo noi importatori di carburanti fossili per il trasporto e per il riscaldamento, l’uscita dall’euro ed una svalutazione ad esempio del 50% della moneta farebbe aumentare il costo di questo bene del 50%.

    E cosa succederebbe appena questi numerosissimi beni dai quali noi siamo totalmente dipendenti aumentasse di prezzo?

    Semplicemente si creerebbe una nuova iperinflazione, più la moneta si svaluta, più i prezzi delle importazioni aumentano relativamente alla quantità di utilizzo di quei beni e sappiamo tutti che chiunque utilizza i carburanti e ne segue le dinamiche.

    Quindi chi ha un posto di lavoro in Italia chiederà un aumento dello stipendio per poter continuare a comprare quegli stessi beni.

    Avremo dunque la nuova iperinflazione perchè aumentando le bste paga aumenterebbero i costi dei prodotti creati da quei lavoratori che ricevono più soldi, quindi attenzione che non aumenterebbero solamente i prezzi delle importazioni, ma di riflesso aumenterebbero anche i prezzi dei prodotti interni.

    Questo in seconda istanza aumenterebbe anche il costo delle pensioni perchè anche i pensionati faranno più fatica ad arrivare alla fine del mese.

    Quindi inn sostanza la spesa pubblica andrebbe fuori controllo e contemporaneamente vi sarebbe l’iper inflazione il che significa che i tassi di interesse sul debito andrebbero almeno al 10% e questo significa che ogni 10 anni il nostro debito raddoppierebbe.

    Ed è esattamente quello che è già successo all’italia con la lira in passato e le cui conseguenze sono ancora oggi presenti e stranamente fanno dire che bisogna abbandonare l’euro.

    No è l’opposto, l’iperinflazione causata da leggi assurde degli anni ’70 ha moltiplicato la spesa pubblica, ha moltiplicato il debito pubblico ed oggi che siamo nell’euro paghiamo quei comportamenti che però stiamo continuando ad ignorare come se non fossero la causa del nostro malessere odierno, e vorremmo tornare come prima quando ci sembrava andasse tutto meglio solo perchè gli immobiliaristi cementificavano, le banche lucravano bene sull’iperinflazione e sembrava che stessimo diventando più ricchi.

    Ma non era affatto così…
    Ma questo mica si poteva vedere in 5 o 6 anni,alcuni effetti della macro-economia sono tanto lunghi quanto lenti e impercettibili quanto devastanti.
    Paracelso direbbe che è la dose a fare il veleno…
    Stavamo perdendo tutte le produzioni e quello che ci rimane oggi è la fuga dei cervelli all’estero con l’importazione di immigrati di bassa manovalanza che raccolgono pomodori lavorando in nero.
    Difatti all’aumento del costo della vita e del lavoro cresce si risponde con il cambio monetario.
    L’equazione che permette all’aumento del costo della vita e del lavoro la necessaria la svalutazione monetaria non può essere vera nel momento in cui uno stato dipende dall’estero in maniera determinante su prodotti chiave dove non è presente alcuna concorrenza interna.

    Con l’euro ad 1,60 sul dollaro si è creato esattamente l’effetto opposto, anche questo effetto ha creato un danno molto grande, forse peggiore rispetto a quello che si sarebbe creato con la somma di l’iperinflazione e la svalutazione.

    Ma oggi l’euro rimane una moneta forte rispetto alla vecchia lira ma è tornato a 1,10 e questo ci permette di creare nuovi posti di lavoro(anche se i fautori del jobsact attribuiscono alla loro acqua fresca questo merito).

    Questo mercato globalizzato crea dipendenza ed interdipendenza, il che significa che uscirne diventa ogni giorno più difficile in quanto significherebbe essere tagliati fuori anche dai passi in avanti nella ricerca scientifica e tecnologica, come nel caso precedente dei telefonini.
    Noi eravamo all’avanguardia come lo erano i Giapponesi prima che introducessero l’imposta sul valore aggiunto, potevamo stare con la nostra moneta e penetrare i mercati degli altri.

    Oggi la situazione è opposta, le scelte fatte in passato hanno ribaltato questa situazione, sono i nostri mercati ad essere penetrati da quelli degli altri.

    In pratica noi siamo costretti a stare dove non possiamo stare, per questo motivo l’austerità è l’unica arma a disposizione per restare nell’euro visto che qualcuno ci ha portato qui.
    Lo ricordo, io ero contrario all’ingresso nell’euro, ma con questi politicanti al governo da decenni in Italia noi avremmo fatto una brutta fine se avessimo mantenuto la lira perchè non avremmo mai fatto le giuste riforme che ci consentissero di rimanere nella lira.

    Noi abbiamo il pilota automatico inserito, la politica è totalmente inesistente, non esistono scelte economiche e scelte politiche che non siano legati ai profitti delle lobby e alla loro idelogia che non tiene conto certamente del territorio ma solo del lucro alla fine del mese.

    L’unica alternativa che permette di uscire dall’euro e di tornare alla lira prevede anche l’uscita dall’unione europea e la chiusura delle frontiere per le merci, prevede dei politici non collusi con i petrolieri che fanno gigantesci investimenti ad esempio nell’autoproduzione di carburante eliminando da questa filiera lo scopo di lucro e lasciando solo il ripagamento dell’investimento nell’infrastruttura ed il suo ammortamento, di modo che all’aumentare della svalutazione monetaria della lira non possa corrispondere un costo più alto del carburante e che si crei quindi l’equilibrio tra costo della vita e del lavoro e svalutazione monetaria in modo da eliminarne il conseguente innalzamento dei salari ed evitare una devastante iperinflazione.

    E via dicendo lo stesso vale per il metano, con l’autoproduzione, ma riguarda tantissimi altri settori oggi sotto le mani di multinazionali ex statali svendute a causa di scelte politiche sbagliate.

    Ci sono politici in Italia che sono capaci di ragionare in questo modo attuando una menalità dirigista e anticapitalista ed eliminando l’IVA?

    La risposta è no…

    Al massimo possiamo contare su politici che difendono le piccole imprese, poca roba se si considera che quando c’è da alzare un prezzo facendo salire l’inflazione sono tutti pronti e quando c’è da abbassarlo per creare deflazione nessuno lo fa e preferiscono farsi invece la villetta al mare parlando di premio per un “lavoro duro e meritato”.

    Attenzione che le problematiche che noi stiamo attribuendo all’euro non sono più vere nel momento in cui il cambio monetario perde il 30% sul dollaro.
    Quello che rimane sono solo ed esclusivamente le politiche sbagliate degli anni ’70 che hanno creato l’iperinflazione ed il debito pubblico, che si sono accumulati quando c’era la lira ed i cui effetti noi percepiamo oggi ma sono stati creati decenni indietro.

    Ma come ho già scritto alcune settimane fa, quando il governo instaurò ad esempio le pensioni retributive all’inizio degli anni ’70 non trovo nessuno che fosse contrario, la maggioranza stra-assoluta del popolo era favorevole.

    Il popolo non ha mai immaginato che il costo di un gelato che passava ad esempio da 200 a 500 lire nel giro di 2 anni era causato da leggi dissennate fatte negli anni precedenti e che questo fosse il sentore del conseguente aumento del debito pubblico che avrebbe reso impossibile la vita dei posteri.

    Tutti hanno continuato a pensare che avere più soldi per il sociale fosse fondamentale e si è ottenuto l’esatto opposto, si è arrivati a tagli e poi ancora tagli, privatizzazioni e poi altre privatizzazioni.

    Sappiamo che in democrazia conta il parere del popolo, che però magari può credere alla favoletta della “più trippa per tutti i gatti”.
    Qualcuno forse non sapeva che avrebbe rovinato le successive generazioni e qualcuno oggi non ritiene nemmeno che esista un debito pubblico.

    Si sente parlare contro l’austerità, per la spesa pubblica e contemporaneamente per la libera circolazione delle merci.

    Ma oggi noi non possiamo permetterci queste tre variabili perchè non abbiamo più gli standard economici adeguati.

    Se veramente si perseguisse una politica di questo tipo non potranno che esservi in futuro nuovi problemi che produrranno nel tempo nuovi tagli sociali, oppure un fallimento economico per l’impossibilità di onorare il debito pubblico.

     
  • giamps78 09:24 il 17 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    I Turchi rigettano la 2° possibilità di liberarsi di Erdogan 

    Per la seconda volta i Turchi hanno rigettato la possibilità di liberarsi del dittatore Erdogan.

    La prima volta è stata con le elezioni quando le opposizioni avrebbero avuto la maggioranza dei seggi per formare un governo di transizione ed invece hanno preferito farsi trainare verso nuove elezioni senza prima aver cambiato la legge elettorale.

    Le opposizioni al regime hanno adirittura formato un governo di unità nazionale avente come premier un sodale del dittatore, poi prontamente epurato.

    Il governo di unità nazionale per andare al voto, voto inficiato dall’apparato del partito unico che ha creato brogli in cabina con l’intento di dare la maggioranza dei seggi al sultano.

    E’ una situazione che ricorda molto da vicino il fascismo, con la presa del potere di mussolini lo stato è diventato il partito e nessuno può avere idee politiche diverse, pena l’arresto.

    Non è un caso se ieri sono stati arrestati in turchia 3 mila giudici ed anche giudici della corte suprema costituzionale.

    Il popolo turco ha avuto questa seconda possibilità, i militari dei secondi gradi, fortemente indeboliti da Erdogan hanno cercato di spodestare la dittatura riportando la democrazia.

    Evidentemente se avessero voluto fare un colpo di stato per creare un governo militare avrebbero usato la forza, ma siccome volevano riportare la democrazia hanno disarmato la polizia che è totalmente al servizio del dittatore ed hanno dato la possibilità ai turchi di reagire contro chi impedisce manifestazioni di piazza, compie arresti di massa, chiude giornali e social network.

    Poi quando i militari hanno comunciato a ricevere pareri negativi, prima dall’estero e poi dalle minoranze parlamentari si sono ritrovati soli ed isolati.

    L’esercito si è fatto disarmare da persone a mani nude.
    Ma quelle poche migliaia di persone non rappresentavano il popolo, erano i riservisti della polizia chiamati con urgenza dal dittatore ed erano i lavoratori statali del partito unico dominante dell’AKP.

    Tutto questo non ha nulla a che fare con il ripristino di un governo democraticamente eletto.

    Ai militari va tutta la mia stima perchè hanno compreso la gravità della situazione ed hanno capito che era giunto il momento di ritirarsi, altrimenti i danni ed il vantaggio politico per erdogan sarebbe stato immenso.

    In quella situazione sparare sarebbe stato sbagliato, ma magari una qualche manganellata ai membri dell’AKP per restituire il favore delle angherie subite a parti invertite sarebbe stata quella giusta.

    Io non penso si sia trattato di una farsa, era un vero tentativo fatto con le poche forze ancora “libere” che non volevano instaurare un regime militare.

    Ci rimane il sorriso sulle labbra per aver visto lo sguardo di erdogan quando è sceso dall’aereo e per aver saputo che Germania e Regno unito hanno negato l’asilo!

    Ad un certo punto ho sperato che lo chiedesse a Mosca!

    La radicalizzazione del partito AKP in turchia ha un solo responsabile : l’unione europea che ha messo l’economia davanti ai valori.

    Si è visto quanto sbagliate fossero queste politiche accomodanti, mentre invece servivano sanzioni e non certo nuovi scenari nei quali era prevista l’entrata della Turchia nell’unione europea.

    Gli europei sono stati presi in giro, hanno permesso la diminuzione della disoccupazione in turchia, mentre allo stesso modo facevano politiche opposte per far crescere la disoccupazione all’interno della UE.

    Un disastro.

    Il risultato che si è avuto è stato quello di far diventare la turchia il più perfetto incubatore del contrasto creato dalla convivenza estrema degli “alcolisti anonimi” e cioè i secolaristi occidentalizzati ovvero i seguaci di ataturk e gli “astemi” cioè gli islamici in una situazione di immersione nello scialacquamento del turbo-capitalismo omogenizzante che ha creato perfino un forte nazionalismo.

    L’unione europea doveva da subito difendere i curdi, doveva da subito far partire delle sanzioni contro la turchia per il rispetto dei diritti umani, doveva da subito far cadere erdogan a causa della disoccupazione generata.

    Ed invece non ha aperto bocca sulle violenze di piazza, ha pensato a firmare accordi per il passaggio dei carburanti, per il passaggio dei migranti, per l’entrata della turchia nell’unione europea e perfino per la liberalizzazione dei visti.

    L’unione europea ha dato retta ancora una volta anche in questa situazione ai radicali liberisti che hanno messo il mercato davanti a tutto e credevano che bastasse questo per portare la turchia in europa.
    Quello che rimarrà sarà sempre la medesima foto: macerie.

    Più l’europa continuerà ad eascoltare i radicali liberisti più ci saranno macerie poichè costoro hanno sempre lasciato macerie sulla loro strada.

     
  • giamps78 08:48 il 14 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    Scontro fra treni, azienda privata ferrotranvieri ha aggirato i protocolli di sicurezza 

    Il sistema del “blocco telefonico” vieta che vi sia più di un convoglio in movimento tra due identiche stazioni anche se anche se 2 convogli si dovessero muovere nella medesima direzione.

    Non sono andato a vedere il regolamento di questo sistema di sicurezza ma sono sicuro che ci sia scritto questo perchè i treni non avevano alcun dispositivo di sicurezza tale per cui si potessero fermare nel caso in cui vi fossero dei guasti.

    Pertanto le stazioni dei treni sono le uniche abilitate alla gestione dei ritardi e delle precedenze visto che tra loro i treni non possono comunicare.
    Dunque due treni consecutivi che vanno nella stessa direzione infrangerebbero il protocollo di sicurezza del blocco telefonico perchè nel caso di guasto tecnico del primo vi sarebbe certamente uno scontro che non sarebbe evitabile, ecco uno dei motivi che vieta più di un treno in movimento tra due identiche stazioni nel caso in cui vi fosse la presenza di un solo binario.
    Il secondo motivo che vieta il movimento di più di un treno tra due identiche stazioni è legato alla possibilità di errore umano. essendo il sistema del blocco telefonico privo di sistemi di sicurezza automatici, la presenza di due convogli che marciano nella stessa direzione l’uno dopo l’altro a distanza di pochi minuti incrementa il rischio in maniera esponenziale perchè il capostazione ne vede arrivare uno e crede che sia l’unico mentre c’è un secondo treno in arrivo.

    Nel caso specifico ci sono altri due fattori che hanno aumentato il rischio ed hanno reso quasi certo l’impatto.
    La presenza di 140 treni al giorno su quella tratta, che sono tantissimi, e la presenza di lavori in corso che creano dei ritardi che diventano fatali anche senza che vi sia un palese errore umano del capostazione.

    In altre parole chi ha dato il via libera ai lavori in corso per l’ammodernamento della linea può aver sottovalutato che un semplice ritardo buca clamorosamente il protocollo di sicurezza descritto nel regolamento di utilizzo del “blocco telefonico” che vieta appunto che impone il movimento di un unico e solo treno tra due stazioni.

    La frequenza dei ritardi e la frequenza dei treni creano un rischio che andava calcolato prima dell’inizio dei lavori stessi.

    Nel caso dell’incidente ferroviario avvenuto in puglia sono presenti i lavori lungo la linea, un numero considerevole di treni che malgrado i lavori in corso non hanno avuto una riduzione del loro numero per garantire la tenuta del protocollo.

    Bisogna dunque capire se quel treno in più ovvero se i due treni consecutivi che sono partiti dalla stazione di corato derivano da una corsa straordinaria non prevista o se deriva da un ritardo dovuto ai lavori in corso.
    Di certo non potevano partire l’uno dopo l’altro…

    E’ possibile che il capostazione di Andria ne abbia visto arrivare uno e non se ne aspettasse un’altro visto che tutto questo dal mio punto di vista sarebbe stato contro il protocollo di sicurezza, quindi ha alzato la paletta senza sapere che ne arrivava un secondo.

    Ovviamente una ricostruzione con beneficio di inventario.

    Se fosse vera questa ipotesi bisogna capire il metodo utilizzato per questi lavori sulla linea, la loro durata e se erano previsti preventivamente dei ritardi per le linee.
    In quest’ultimo caso si aggraverebbe la posizione di chi ha mantenuto i 140 treni al giorno e non ha ridotto il loro numero coordinandosi meglio con i lavori per evitare ritardi fatali.
    Se al ritardo dei treni si aggiunge il numero elevato ed infine il passaggio di due convogli consecutivi,non abituali, l’errore umano di 2 capostazione non può essere l’unica responsabilità e nemmeno quella decisiva.

    E’ evidente che se i treni sono in ritardo,ce ne sono due consecutivi che arrivano nella stessa direzione l’errore è servito.

    Il paradosso è che forse l’incidente è stato causato proprio dai lavori di ammodernamento della linea e chiaramente alla mancanza di misure appropriate per mantenere integro il protocollo di sicurezza descritto nel regolamento del blocco telefonico che potrebbe essere stato clamorosamente bucato proprio dai quei lavori di ammodernamento.

    Da questo punto di vista bisogna capire anche le comunicazioni dell’azienda ricevute dai capistazione relativamente ai comportamenti da assumere durante i lavori in corso e c’è da capire il metodo di comunicazione tra i capistazione e chi stava lavorando lungo la linea.

    Se queste ipotesi fossero vere,non si tratterebbe dunque solo di una tragica fatalità dovuta dovuta ad un treno speciale che ha accumulato in ritardo perchè è tornato indietro dopo la partenza dalla stazione per far scendere un portatore di handicap che non era riuscito a scendere.

    Quel treno speciale non ci doveva essere perchè ha costituito una violazione del protocollo del blocco telefonico, e doveva essere ridotto il numero di treni che normalmente parte in condizioni “normali” cioè in assenza di lavori lungo le linee.
    Da 140 treni ne sarebbero duvuti partire al massimo 60.

    Tutto questo mo fa dire che la responsabilità dell’azienda appare palese.

    E non è neppure accettabile che generalizzi sul sud italia, visto che l’azienda privata “ferrotranvieri” che gestisce il servizio è in attivo, ha avuto manager che hanno guadagnato milioni di euro e avrebbe potuto cambiare sistema di sicurezza senza attendere il futuribile raddoppio del binario ed in questo caso appellarsi alla burocrazia è assurdo perchè non ci sarebbe stata alcuna burograzia nel cambio del sistema di sicurezza, nessuno esproprio degli uliveti da fare ed il progetto avrebbe ricevuto comunque i soldi pubblici dell’unione europea, che lo ricordo comunque sono soldi del nord italia che finiscono a bruxelles e che poi vanno al sud italia così come gli altri soldi che vanno a Roma e poi finiscono al sud.

    Dunque in questo caso l’azienda era privata ed era in attivo, ha scelto un raddoppio del binario diversi anni fa quando invece poteva scegliere semplicemente di aggiornare i sistemi di sicurezza, operazione che sarebbe durata pochi mesi.

    Infatti su quelle linee correvano dei locomotori di ultima generazione che in altri tratti di ferrovia utilizzavano un moderno sistema di sicurezza che purtroppo in quei tratti non era possibile utilizzare.

    La colpa dunque è di chi ha fatto passare 140 treni e non ha aggiornato i sistemi di sicurezza creando le premesse per non mantenere integro il sistema di sicurezza del blocco telefonico ed anzi proponendo “treni speciali” nonostante i lavori in corso, nonostante fosse vietato dal protocollo far muovere più di un treno tra due identiche stazioni.

     
  • giamps78 08:42 il 14 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    Vodafone social summer vìola neutralità della rete 

    Se fosse vera l’assurda teoria sulla neutralità della rete(che personalmente non condivido), allora l’offerta che vodafone propone ai suoi clienti la violerebbe clamorosamente.

    Premetto che io sono contrario a quella che viene chiamata neutralità della rete, che consisterebbe nel dare a tutte le informazioni circolanti nel web la medesima importanza evitando che si formi una rete di serie A ed una rete di serie B per l’accesso ad internet.

    Facebook ha da poco lanciato in giro per il mondo una applicazione che permette l’accesso gratuito ad internet ma permettendo l’utilizzo del solo proprio sito.

    Molti paesi hanno vietato questa applicazione che lo ribadisco non veniva offerta gratuitamente e che permetteva di navigare gratuitamente all’interno del sito di facebook.

    Qui abbiamo l’offerta della vodafone denominata “social summer” che al prezzo di 5 euro permette ai clienti di navigare in internet ma solo ed esclusivamente all’interno dei social network e non dunque su qualsiasi sito web.

    Ovviamente non esiste una autorità indipendente che possa decidere quali siti abbiano ottenuto il titolo di “social network” e dunque vodafone così come nel caso precedente di facebook decide quali siti sono accessibili e quali no, e quindi vìola la neutralità della rete.

    Ma anche se esistesse un’autorità indipendente che accertasse chi ha titolo per definirsi “social network” e non fosse l’operatore telefonico a decidere, il concetto rimarrebbe identico perchè i dati circolanti nella rete sono “intercettati” e bloccati distinguendo il “byte A” dal “byte B” , bloccando magari uno dei due.

    Partendo dall’assunto “velocità zero è comunque una velocità”, si può affermare che permettere la navigazione solo di determinati siti web significa appunto creare internet a più velocità, esattamente il contrario di quanto affermano i fautori della neutralità della rete.

    Ma non solo…
    Gli operatori telefonici non rispettano la neutralità della rete nel momento in cui offrono ai loro clienti una differenziazione tra telefonate e connessione dati tale per cui le telefonate non sono calcolate in base ai kb utilizzati per la trasmissione ed sono invece calcolati sulla base del minutaggio BENCHE’ LE INFORMAZIONI PASSINO NELLE STESSE INFRASTRUTTURE UTILIZZATE PER LA CONNESSIONE DATI E L’ACCESSO AD INTERNET.

    Tradotto significa che si vìola la neutralità della rete se ad esempio un operatore offre ai suoi clienti 1 gb di internet e 30 minuti di telefonate e queste ultime passano per gli stessi identici cavi e non invece sui normali cavi telefonici per i quali evidentemente non esiste alcuna neutralità della rete.

    Dunque o l’operatore offre 1 gb di navigazione e calcola le telefonate “a peso” all’interno di questo GB, oppure al contrario può dare 100 ore di navigazione all’interno delle quali sono contenute le telefonate.

    In quest’ultimo caso il cliente potrebbe navigare per 50 ore e telefonare per le altre 50…

    Non si viola la neutralità della rete perchè il pacchetto è unificato, non esiste cioè la possibilità che si possa telefonare senza che si possa utilizzare internet e vice versa.

    Tutto questo, lo ricordo, solo nel caso in cui le telefonate utilizzino le medesime infrastrutture dalle quali passano anche le connessioni per lo scambio di dati internet e utilizzino una tipologia di standard comunicativo apposito e non dunque simile ai pacchetti utilizzati normalmente su internet.

    A proposito di tassare whatsapp…

     
  • giamps78 10:11 il 11 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    I cristiani che parlano di libertà religiosa dimenticano il passato 

    Sentire un cristiano che parla di libertà religiosa mi fa quasi venir da ridere.

    Ma se per 1500 anni nella penisola italiana c’è stata una sola religione mentre tutte le altre venivano cancellate da santa tomana chiesa!

    Oggi si sentono tanti discorsi liberali, bisogna comprendere, bisogna integrarsi con le altre religioni, c’è l’unico creatore etc etc…

    Paiono li stessi discorsi fatti quando i cristiani erano nelle catacombe!

    Certo, quando i cristiani erano nelle catacombe promuovevano la libertà per tutte le religioni, salvo poi quando sono riusciti a prendere il potere nell’impero romano, lì cominciò il comportamento esattamente opposto con la repressione ed i genocidi.

    Perchè il papa invece di andare in Turchia a parlare di primo genocidio della storia non parla del genocidio degli ariani dell’italia centrale messo in atto da santa romana chiesa?

    2 popoli totalmente annientati da chi oggi ci parla ipocritamente di accoglienza.
    Non c’era per caso già allora la parabola del buon samaritano?
    Eppure quando c’era da bruciare una strega o da far abiurare qualcuno o di ucciderlo come mai non si parlava del proprio prossimo?

    Anche qui, gli stessi cristiani che pochi anni prima professavano la libertà religiosa lo facevano solo ed esclusivamente per interesse.
    la loro religione era bandita e poi quando è stata data loro cittadinanza all’interno dell’impero romano si sono comportati esattamente nello stesso modo di quelli che in precedenza avevano costretto loro ad entrare nelle catacombe.

    Questa era la pace promessa…un silenzio tombale di chi la pensa diversamente, ma oggi dovrebbe essere il tempo di ammettere che la libertà di cui si parla non può esistere all’interno delle diversità.
    Uguaglianza è in realtà omogenizzazione delle diversità, e la storia ci dice che è sempre stata ottenuta con la forza.

    Al di fuori dell’ipocrisia,per uguaglianza si intendere l’uniformità di tutti i cittadini all’imperatore di turno.

    E oggi questa cosa della libertà religiosa è utilizzata anche da chi vuol far uscire dalle catacombe la nuova religione del libertinismo materialista nata con l’imperialismo napoleonico, e divenuta nuovo dominatore europeo.

    Il giorno prima queste persone sono favorevoli ad ogni religione, sono per la pace…
    il giorno dopo quando il loro materialismo libertino diventerà maggioranza (e già quasi lo sono del tutto)saranno bandite le normali usanze ad esempio sugli eterosessuali o ad esempio saranno(e già quasi lo sono del tutto) permessi test sui genomi per uno sviluppo più avanzato della specie umana…

    Senza che ce ne siamo accorti siamo caduti da una dittatura ad un’altra, ma questa ipocrisia continua a farci credere che noi ci stiamo battendo per la libertà.

    Libertà, fraternità ed uguaglianza sono solo una gigantesco inganno che ha sostituito l’inganno precedente.

    E la religione mussulmana da questo punto di vista è molto simile a quella cristiana.
    E mi vien quasi da ridere anche quando sento dire che la religione mussulmana contiene l’intolleranza nelle sue scritture.

    La differenza sostanziale tra queste due religioni è che quella cristiana è stata trafitta dal credo napoleonico, padre nobile del libertinismo materialista.

    Per cui oggi non sono più i cristiani direttamente a fare la guerra ai mussulmani, in quanto già sconfitti da napoleone.

    E’ chiaro che poi quando i cristiani hanno visto le loro chiese bruciare hanno smussato l’originaria foga con la quale uccisero i propri nemici islamici.

    Una cosa è praticamente certa: la convivenza pacifica di cui tutti parlano a me appare fuori dalla realtà e rimane a mio avviso solo un cavallo di troia attraverso il quale cercare di “penetrare” nelle rispettive civiltà, tenendo nascoste le proprie intenzioni, forse perchè non si conoscono.
    ma quelle sono, ce lo insegna la storia.

     
  • giamps78 09:54 il 11 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    No al premio di maggioranza assegnato alla coalizione 

    Personalmente sono contrario al premio di maggioranza dato ad una coalizione di forze politiche.

    Anche nella modifica dell’italicum che ho proposto in passato, quello che prevedeva la possibilità di apparentamenti al secondo turno, era previsto comunque e in ogni caso che premio di maggioranza fosse dato ad una sola forza politica.

    Ho sempre detto che secondo me era giusto far correre da sole tutte le forze politiche, e questo è previsto nell’italicum così come era previsto nella legge elettorale proporzionale in vigore dal 1948 al 1993.

    La mia contrarierà all’italicum non è su questo punto che anzi allargherei a tutte le leggi elettorali degli enti locali.

    E la proposta che ho fatto in passato permetteva gli apparentamenti al secondo turno sottraendo il premio di maggioranza ai voti ricevuti al primo turno dalle forze politiche apparentate.

    L’esempio è presto fatto, se una forza politica riceve il 30% al primo turno e si apparenta al secondo con un’altra che ha ottenuto il 15% e insieme vincono il ballottaggio, quella forza del 30% sarà l’unica a prendere il premio ma a quel premio deve essere sottratto il 15% dei voti, ovvero quelli ricevuti dalla forza politica apparentata senza che quest’ultima riceva

    un solo seggio in più di quelli previsti dal risultato del primo turno e dunque facendo in modo che la forza politica che inizialmente ha ottenuto il 30% non possa governare da sola perchè il premio è ridotto.

    La seconda problematica dell’italicum riguarda l’accesso al ballottaggio che dovrebbe essere permesso a tutte le forze che superano il 15% o magari il 20% dei voti.
    In questo modo si evita il bipolarismo forzoso che è poco rispettoso della realtà quotidiana.

    La terza riguarda l’entità del premio di maggioranza che non può essere sempre del 55% ma dovrebbe essere comparato alla percentuale di voti ottenuti al ballottaggio.

    Evidentemente essendoci un tripolarismo, al secondo turno non è sicuro che ci sia qualcuno che superata il 50% dei voti,quindi in questo caso il premio non può essere sempre e comunque del 55% ma massimo del 55%.
    poi è il parlamento,trovandoci in una democrazia parlamentare, a dover fare le alleanze dopo il voto per la formazione di un governo che è e rimane nelle prerogative del presidente della repubblica.

    Il premio potrebbe essere del 54% se al ballottaggio c’è una forza che ottiene il 54%, o del 51% se si ottiene il 51% dei voti.
    Insomma, percentuale di seggi equivalenti alla percentuale ottenuta al ballottaggio, che non è però a 2 ma può essere anche a 3 o a 4.

    Rapportando questo 51% all’esempio precedente sul premio di maggioranza alla coalizione, i partito del 30% e del 15% che si sono coalizzati al secondo turno otterrebbero rispettivamente il 36% e il 15%, andando ad ottenere il 51% dei seggi in parlamento.
    36% non è altro che 51 meno 15.

    Mentre se al ballottaggio ottenessero il 54% invece che il 51% il partito del 30% otterrebbe il 39% dei seggi.
    Ovviamente se ottengono cifre superiori al 55% non ottengono i corrispondenti premi ma si fermano al 55% dei seggi.

    Un premio del 51% evidentemente tende a tenere debole l’esecutivo oppure tende a costruire solide coalizioni che si formano in parlamento dopo il voto nell’ottica di un sano parlamentarismo.

    Le altre modifiche per l’italicum potrebbero riguardare le preferenze, il collegio unico nazionale contenente pochi seggi per consentire di votare le leadership delle singole forze politiche con il loro nome e cognome scritto in scheda in modo da facilitare la scelta.
    In questo caso il leader che ottiene più voti al primo turno è anche quello che dovrò per legge avere il potere di decidere gli apparentamenti per il secondo turno.

    L’eliminazione dello sbarramento credo sia fondamentale, perchè nel momento in cui il premio di maggioranza è basato su una percentuale fissa ed invariabile, i seggi delle forze politiche che sono sotto lo sbarramento in ogni caso non tolgono governabilità, anzi la aumentano perchè in una democrazia rappresentativa con un premio al 51% anche le piccole forze politiche hanno pieno diritto ad avere cittadinanza politica senza che possano sentirsi politici di serie B destinati forzosamente ad allearsi nei ballottaggi per potersi sentire parte della maggioranza.

    Ovviamente non vanno confuse le degne forze politiche che ottengono voti veri con i gruppi parlamentari che ottengono voti sotto un contrassegno e poi cambiano idea per interessi politici/economici.
    Questi comportamenti andrebbero vietati ma purtroppo non credo che ci sia gente che voglia inserire questo principio nei regolamenti delle aule in quanto troppo comodi nel momento del bisogno.

    A me sembra che questo sia tutto molto ragionevole e accettabile da qualsiasi forza politica e dal mio punto di vista sarebbe bene modificare in tal senso anche le leggi elettorali degli enti locali conformandole per motivi di comprensione degli elettori che si trovano a votare con sistemi molto differenti.

     
  • giamps78 08:36 il 6 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    Sistema retributivo e contributo di solidarietà sono incostituzionali 

    A fronte di decine di miliardi di euro che ogni anno vengono erogati senza che siano stati versati senza che vi sia una corrispondenza nei contributi versati, c’è stata una sentenza sulla costituzionalità della legge che istituiva il “contributo di solidarietà” per quelle che vengono chiamate pensioni d’oro che valgono più o meno 150 milioni.

    Comparando decine di miliardi con 150 milioni di euro si scopre la truffa alle future generazioni messa in atto dai politicanti italiani negli ultimi 50 anni.

    La legge che ha istituito il sistema pensionistico retributivo è stato un grave errore.
    Questo lo possiamo dire noi oggi, ma quando quella legge fù fatta l’intero popolo era favorevole.
    E se oggi i conti fossero in ordine così come erano in ordine alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, se dunque oggi l’italia avesse ancora il sistema pensionistico a capitalizzazione e non avesse avuto il passaggio al sistema retributivo, il nostro debito pubblico rapportato al prodotto interno lordo sarebbe al 60%, non avremmo avuto le innumerevoli privatizzazioni e neppure la colossale perdita di diritti sul lavoro.

    Se l’italia avesse mantenuto fino ad oggi il sistema a capitalizzazione e oggi ci trovassimo nella stessa condizione nella quale si sono trovati i nostri predecessori faremmo la stessa identica cosa che avrebbero fatto loro, passeremmo con felicità al sistema retributivo perchè otterremmo nell’immediato un miglioramento della vita.

    Noi faremmo gli stessi sbagli che avrebbero fatto i nostri predecessori e ne saremmo fieri.

    Purtroppo oggi la situazione è diversa, qualcuno prima di noi ha fatto il sistema retributivo e noi ci troviamo a pagare pensioni nelle quali c’è una sproporzione tra contributi versati e denari ricevuti.

    Quindi il sistema è sbagliato solo perchè ne siamo vittime, ma se toccasse a noi ricevere i benefici di quell’errore lo faremmo allo stesso modo lasciando così il problema alle future generazioni.

    La cosa più sensata da fare è riconoscere questo errore e cercare di porvi rimedio prima che sia troppo tardi.

    Chi ha ottenuto soldi indebitamente dovrebbe riconoscerlo e dovrebbe riconoscere che è un privilegio pure il sistema misto che si è creato nel passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

    Il debito pubblico non è un’invenzione immateriale da denigrare parlando della spesa pubblica come se fosse qualche cosa di distante e di intangibile, ma qualcosa di tangibile che vediamo tutti i giorni quando c’è da pagare le tasse e quando vediamo le aziende che delocalizzano all’estero.

    La truffa legalizzata, l’estorsione, stanno proprio in un sistema contributivo che ha dato soldi che non poteva dare.

    Se c’è una legge incostituzionale che va contro il pareggio di bilancio, che va contro il primo articolo della costituzione nel quale si descrive la repubblica fondata sul lavoro, questa è la legge retributiva con le successive modificazioni.

    Se la corte costituzionale avesse avuto una visione economica non avrebbe potuto che constatare sia l’incostituzionalità del contributo di solidarietà che l’incostituzionalità dell’intero sistema retributivo e dei sistemi misti derivati in quanto creatori e non vittime della grave situazione economica.

    Invece la corte ha giustificato questo contributo “in via del tutto eccezionale” legandolo ad una crisi contingente e non invece ad una crisi sistemica e duratura quale è quella attuale.
    Inoltre la corte utilizza come riferimento le pensioni minime e dice che il contributo è giustificato in quanto “applicato sulle pensioni più elevate, da 14 a 30 volte superiori alle minime” e così facendo sputa in faccia all’articolo 1 della costituzione e a chi i contributi li ha realmente versati lavorando senza distinguere chi ha la pensione minima ottenuta senza contributi ma anzi ritenendo che la pensione minima sia il punto di riferimento per stabilire la costituzionalità di una legge.
    Voglio solo ricordare che in futuro non ci sarà alcuna pensione minima per chi non ha versato almeno 20 anni di contributi e che dunque in futuro le pensioni minime non saranno un diritto per tutti che dunque è costituzionalmente riconosciuto perchè parecchie persone vivranno anche senza la pensione minima.
    Quindi la corte non ha fatto il suo lavoro perchè la pensione mimima non è più di 500 euro come era in precedenza, ma dopo le utltime riforme la pensione minima è diventata zero assoluto.

    Dunque se la matematica non è un’opinione, da 14 a 30 volte di zero è zero, ergo si evince che anche le pensioni da 500 euro sono da considerarsi pensioni d’oro.
    E se non siete convinti aspettate qualche decennio e verificate voi stessi le condizioni dei pensionati in futuro, se saranno migliori o peggiori degli attuali pensionati.

    E’ sbagliato il contributo di solidarietà nella misura in cui si confonde chi ha lavorato ed ha pagato i contributi con chi non ha lavorato neppure un giorno e riceve la pensione.

    Nel ragionamento macro-economico che la corte avrebbe dovuto fare si doveva trovare la somma di tutte le pensioni da 500 euro ottenute senza aver versato nemmeno 20 anni di contributi e tale somma doveva essere paragonata al taglio delle pensioni “d’oro” nei confronti di chi i contributi gli aveva versati.

    E’ la costituzione a dire che il sistema retributivo è incostituzionale e quindi i suoi effetti devono essere reliminati comprensivi delle pensioni in essere.

    La repubblica è fondata sul lavoro, dare la stessa pensione a chi non ha mai lavorato e a chi ha lavorato 20 anni è assolutamente incostituzionale.

    E’ costituzionale la disparità di trattamento di chi è andato in pensione dopo 15 anni confrontato con chi deve lavorare 40 anni e riceve una pensione più bassa?

    E’ costituzionale l’utilizzo delle buste paga degli ultimi anni di lavoro per stabilire l’ammontare della pensione come accade nel sistema misto e nel sistema retributivo?
    Io penso di no perchè la legge dovrebbe essere uguale per tutti, l’uguaglianza dovrebbe essere un diritto costituzionale e questa legge la devono pagare le future generazioni con i contributi diretti che gli attuali lavoratori pagano ai pensionati con la mancanza di reciprocità per quando gli attuali lavoratori nessuno pagherà alcuna pensione “d’oro”.

    Dimostrato dunque che il sistema retributivo ed il sistema misto sono contro la repubblica fondata sul lavoro, si può dunque semplicemente dimostrare che il sistema retributivo ed il sistema misto sono contrari all’uguaglianza dei cittadini intesa come uguaglianza generazionale e non solo come uguaglianza nel brevissimo periodo.

    E’ profondamente ingiusto non distinguere pensioni d’oro di quelli che hanno versato i contributi e pensioni d’oro di quelli che i contributi non gli hanno versati.

    Anche per quanto riguarda la tassazione delle pensioni,se la repubblica è fondata sul lavoro, e se la tassazione deve essere progressiva e così dice la costituzione,anche la tassazione sulle pensioni non può che riferirsi al numero degli anni che sono stati effettivamente lavorati e non invece sulla cifra ricevuta.

    Questo per dire che chi ha lavorato per meno anno deve pagare più tasse, compresa l’imposta di successione.

    Il debito pubblico creato da una legge precedente ha i suoi effetti nelle generazioni successive.

    Fatto questo non si può che rilevare la profonda ingiustizia tra le attuali leggi pensionistiche dirette alle diverse generazioni.

    Chiaramente chi oggi ha il sistema misto si sente truffato, infatti vorrebbe il sistema retributivo che elargiva prebende più onerose per lo stato.
    Non c’è dunque l’assunzione di coscienza nel capire l’errore del passato.
    Vedono la cintura che si stringe ma non ammettono l’errore di partenza, si sentono truffati perchè prima si elargivano somme maggiori e continuano ad ignorare il debito pubblico.

    Tra parentesi, il debito pubblico che è l’unica cosa che non smette mai di crescere in italia…
    L’unica cosa che rimane pubblica e diventa più grande è il debito, mentre la penisola viene completamente privatizzata.

    Anche qui, si tratta di un rapporto causa effetto, più grande è il debito pubblico più grandi saranno le privatizzazioni.

    Mi piacerebbe che queste persone capissero che nessuno in futuro vorrà onorare un debito fatto da altri, vivendo in una situazione di assenza di diritti a causa di chi c’era prima.
    Le conseguenze del fallimento dello stato sbriciolerà la costituzione e la sua corte.

     
  • giamps78 14:39 il 4 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    L’europa e l’autarchia energetica: rinnovabile, pubblica e autoprodotta localmente 

    ImmagineSi dice che l’europa stia perdendo importanza nell’economia mondiale.
    In effetti come è facile verificare sono sorti nuovi imperi produttivi in giro per il mondo.

    Forse non era da denigrare chi 20 anni fa diceva che l’italia non doveva entrare nell’euro…

    Forse non è da denigrare chi sostiene da diverso tempo che ci voglia l’euro a 2 velocità.

    Ma forse neppure i “no-global” che erano contrari al mercato del WTO una qualche ragione l’avevano anche loro.

    A distanza di 15-20 anni si vede tutta la nostra fragilità di fronte a questi accordi internazionali presi troppo alla leggera dai nostri politicanti e difesi in ogni caso a spada tratta.

    La creazione dell’euro ha appiattito la maggior parte delle economie europee su uno standard da moneta ultra-forte, con i banchieri nord-europei che hanno voluto speculare sull’euro ed hanno voluto portare il suo valore sul dollaro ad un valore di 1,60.

    Negli stessi identici anni, mentre si costruiva l’euro, si allargava pure il WTO e dunque in maniera automatica si è data in mano ai paesi europei,che storicamente hanno sempre avuto una moneta forte, una clava contro i paesi europei che storicamente avevano una moneta che si svalutava.

    Quindi la conseguenza naturale è stata la delocalizzazione di imprese da paesi che avevano una economia con una moneta che non si svalutava più, verso paesi con un più basso costo della vita e del lavoro, si trovassero anche in Cina.

    Il mercato consente di produrre di più a prezzi più bassi, la qualità si mantiene perchè viene esportato anche il “know-how” e molte volte vengono trasferiti pure i mezzi di produzione.

    Ottenere un prezzo di produzione più basso facendo lavorare più persone è il sogno di qualsiasi imprenditore.

    Solo che i lavoratori non erano più italiani, ma rimanevano italiani i consumatori.

    L’imprenditore riusciva così ad aumentare i margini di profitto per singolo pezzo prodotto e a rivenderlo ad un prezzo più basso di prima,insomma avevano trovato l’uovo di colombo.

    Quello con cui non avevano fatto i conti è che lo stato dell’economia nei paesi dove si subisce questo tipo di fregatura è destinato al fallimento.

    E’ che l’italia storicamente ha una struttura che prevede molti aiuti sociali con le casse integrazioni e la disoccupazione, pensioni ben più alte e versate senza contributi, molti lavoratori statali, un settore terziario gonfiato nei numeri dove c’è un numero di occupati molto alti, e tutta una serie di “servizi” alla persona.

    Sicchè parrebbe non fosse importante se alcune aziende produttive delocalizzano, parrebbe che si possa tirare avanti e far finta di nulla.

    E’ no, perchè alla fine si scopre che se non è assunta sufficiente manodopera nei settori primario e secondario pure il terziario va in affanno.
    Non perchè il numero dei prodotti creati sia sceso, anzi è aumentato…
    Ma perchè l’economia va in perdita strutturale nel momento in cui uno stato non è più in grado di produrre i beni di prima necessità che vengono creati.

    Uno stato che dipendesse dall’estero per la maggior parte dei suoi prodotti vitali può mettere in preventivo la propria morte.

    E che qualcuno non si sogni di guardare il numero delle esportazioni italiane confrontandole con il numero(in cifra assoluta) delle importazioni.
    Bisognerebbe sapere che la differenza del costo della vita e del lavoro influisce in maniera determinante anche su questi numeri.

    Se un pezzo è creato da 10 operai in un paese del terzo mondo e un altro pezzo è creato da 1 solo operaio italiano, e se il primo costa un decimo del secondo, è evidente che se noi importiamo 10 di quei pezzi ed esportiamo 1 solo pezzo in cifra assoluta sembra che ci sia una parità tra importazioni ed esportazioni.

    Ma così non è, perchè per fare quei 10 pezzi nel paese del terzo mondo ci hanno lavorato 100 persone, 10 per ogni pezzo, mentre per fare l’unico pezzo italiano ci ha lavorato una sola persona.

    Dopodichè i numero dell’economia dicono che magari 100 euro sono importati e 100 euro sono esportati ma come altre volte ho specificato, i numeri crudi hanno bisogno di essere interpretati.

    Quando si è fatto il WTO e il successivo allargamento del WTO non si sono mica preoccupati di tutto questo.
    E nemmeno quando si è fatto la moneta euro gestendola malissimo e con dei trattati europei sbagliatissimi si sono preoccupati.

    Ed oggi di fronte all’evidenza con l’europa che perde fette importanti di mercato e diventa serva a tutti i livelli dei poteri forti, non c’è nessuno che alzi la voce contro chi utilizza la speculazione all’interno di regole sbagliate e che ne chieda la modifica.

    Ipocritamente e con messaggi ingannevoli ci sono i servi dei poteri forti che chiedono ancora più regole sbagliate dicendo che solo così l’europa può salvarsi.
    In realtà è l’esatto opposto, loro hanno creato questa crisi e questa devastazione della nostra società e loro vorrebbero portare a termine il lavoro.

    E anche il fenomeno dell’immigrazione è strettamente correlato agli errori dei nostri politici che si sono fatti fregare dalle promesse capitaliste.

    Perchè non si può credere che non ci sia una correlazione tra la presenza delle multinazionali nelle zone dove sono presenti materie prime con una casualissima guerra civile ed una casualissima tirannia presente in quegli stati.

    Non si può credere che non vi sia una correlazione tra cacciabombardieri statunitensi e francesi che si muovono solo se sotto terra è presente del petrolio o se c’è qualche miniera con dei metalli prezioni o in alternativa in assenza di tutto questo se ne fregano…

    Detto poi che sono sbagliati i grafici a torte che contengono il prodotto interno lordo mondiale, perchè non tengono conto del potere d’aquisto delle singole monete.

    E in quel grafico sbagliato dove l’europa avrebbe ancora una parte rilevante del prodotto interno lordo mondiale, che però poi scende sotto il 20% se effettivamente si tiene conto dei poteri d’aquisto delle monete, c’è la disparità utilizzata dai capitalisti per fare le proprie fortune.

    Infatti come ho detto altre volte ci sono zone del mondo dove con 1 solo euro si riempie il carrello della spesa, ed altre dove sono necessari 100 euro.
    E non ho scritto queste cifre a caso, perchè sono le stesse dell’esempio di cui sopra riferito alle esportazioni ed alle importazioni.

    Il costo del lavoro e della vita è così differente da aver creato queste deformazioni avendo messo in mezzo a tutto questo processo un sistema economico che si fonda sul debito ed un sistema bancario che si fonda sulla speculazione internazionale.

    Ma l’europa avrebbe i mezzi per uscire da questa situazione, il problema è la mancanza di volontà perchè i poteri forti sono quelli che controllano ad esempio il comparto della produzione e della compravendita dell’energia.

    L’europa è importatore netto di energia per il trasporto, ma è anche un ottimo produttore di energia elettrica e di energia da fonti rinnovabili.

    Se l’europa ricominciasse da qui, creando un sistema di investimenti pubblici per la auto produzione di energia da trasporto smetterebbe di dipendere da quegli stati che oggi esportano questi beni, smetterebbe dunque di dare soldi a tutti i paesi che circondano l’europa.

    Dal nord africa al medio oriente alla russia.

    Ci produciamo da soli la nostra energia, non siamo più dipendenti dal mercato e dalle crisi energetiche internazionali, creiamo nuovi posti di lavoro e smettiamo di regalare soldi in giro per il mondo in luoghi dove poi sono fomentate guerre e dove sfruttiamo le materie prime e sono schiavizzati popoli.

    Ed invece no!
    I nostri politicanti vogliono farci soffocare di iva e di tasse sui carburanti e nel frattempo vogliono mantenere il sistema creato dalle multinazionali energetiche che è anche la base strategica militare delle guerre nelle varie parti del mondo.
    In questo senso è indispensabile pure i nuovI metanodottI south-stream E north-stream, è strategicamente fondamentale…
    Invece di dare incentivi alle auto elettriche che oggi costano molto di più delle altre,invece di dare incentivi al settore primario per autoprodurre bio-metano trasformando una scarto in risorsa, o di utilizzarel’energia elettrica per produrre i nuovi carbiranti sintetici sostituendo quelli fossili.

    No per questo bisogna aspettare, le multinazionali non possono pestarsi i piedi tra loro, ognuna ha il proprio settore dal quale deve trarre l’indebito guadagno sui cittadini facendo aumentare il debito pubblico.

    AI POLITICANTI EUROPEI NON INTERESSA CHE TUTT’INTORNO ALL’EUROPA NEI PAESI CHE ESPORTANO CARBURANTI FOSSILI CI SIA UNA BELLA GUERRA CIVILE.

    Ma questa volta qualcosa è andato diversamente.
    Mentre in passato ad ogni guerra di vedeva il prezzo del petrolio andare su e provocare speculazioni nelle economie, colpi di inflazione che facevano raddoppiare o triplicare il capitale a chi aveva investito in un determinato modo, questa volta è successo l’esatto opposto.

    Il prezzo del petrolio è rimasto altissimi per 10 anni dopo l’attacco alle torri gemelle e la controffensiva in irak, causando problemi alla tenuta dell’economia occidentale che ha avuto l’esito con la crisi del 2007.
    A questo si è sommato il valore dell’euro sul dollaro che ha portato ad una perdita di competitività complessiva.

    Ma ora la situazione è opposta, dopo che è scoppiata la bolla economica si è sgonfiato il prezzo del petrolio dopo che le banche centrali hanno cominciato a stampare banconote SENZA LE QUALI CI SAREBBE STATO UN DEFAULT GLOBALE DEL SISTEMA BANCARIO, nonostante sia diventata maggiore e più aspra la guerra in medio oriente e sia nato l’isis il prezzo del petrolio si è dimezzato rispetto ai valori precedenti ma è rimasto più alto del triplo rispetto ai valori del 2001, anno dell’attacco alle torri gemelle.

    Ora stiamo arrivando al dunque, ma purtroppo i nostri politicanti devono inseguire l’interesse marcatista e non l’interesse di una società che stanno continuando a devastare giorno dopo giorno, da decenni.

    L’europa può tornare grande se applica politiche di autarchia energetica rinnovabile, pubblica e autoprodotta localmente e può creare stabilità nel mondo se riesce poi ad esportare questo modello sociale.

    Ma oggi la direzione intrapresa è esattamente l’opposta.

    Un futuro florido si può immaginare con servizi minimi gratuiti e autoprodotti con i lavori pubblici comunali, senza bisogno che i cittadini ricevano pensione statale e dunque senza la creazione di debito pubblico, azzerando così la disoccupazione.

     
  • giamps78 16:00 il 3 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    I capitalisti neoliberisti schiavizzano popoli ricattando politica 

    ImmagineI capitalisti schiavizzano intere popolazioni del terzo mondo facendole lavorare per un salario minimo che quasi non permette la sussistenza minima.

    I prodotti creati vengono poi inviati qui ed il prezzo è talmente basso da riuscire a toglierci posti di lavoro perchè non è possibile competere a quelle condizioni di lavoro.

    Nel frattempo accade che gli schiavizzatori ottengono margini di profitto dal mercato neoliberista ed ottengono i capitali con i quali comprano i nostri titoli di debito.

    Ad un certo punto questi schiavizzatori grazie ai capitali accumulati sono in grado di minacciare i nostri governi che devono adeguarsi e fare delle leggi sul lavoro riducendo il numero dei diritti e solo così, dicono, tornano qui a portare i capitali.

    Questo è il mercato neoliberista che loro dicono rappresenti una concorrenza perfetta.
    Per loro è certamente perfetta.

    E così queste persone cercano di impregnare i loro mezzi di comunicazione con discorsi sulla libertà, sull’assenza di barriere e la libera circolazione delle merci.

    Ovviamente di fianco alla libera circolazione delle merci c’è anche la libera circolazione delle persone…

    I capitalisti possono così disporre di imprese e persone a loro piacimento, perchè i prodotti ed i servizi forniti entrano a far parte del mercato unico…

    In questo mercato unico non è importante la provenienza, non sono importanti le condizioni di lavoro che possono essere quindi stabilite in maniera unilaterale dagli schiavizzatori capitalisti.

    Meno etichette ci sono e meglio è in quanto lo schiavizzatore non vuole che sia noto il luogo dal quale trae l’indebito profitto che poi gli consente di controllare l’intero sistema.

    Lo schiavizzatore capitalista controlla anche i politici…

    Repubblica significa “cosa pubblica”, e sua sovranità appartiene al popolo.

    Ma nell’epoca in cui si grida al progresso e all’alfabetizzazione, non è vietato rende pubblico il testo di un accordo che loro chiamano “di libero scambio”…

    I parlamentari possono leggere il testo scortati dalle forze dell’ordine in una segreta stanza…

    Un parlamentare che facesse una foto di quel testo segreto con il suo telefonino per renderlo pubblico rischierebbe grosso…

    Nell’epoca in cui siamo pieni di questi telefonini che fanno un giro stranissimo intorno al mondo prima di arrivare qui…

    Il telefonino progettato negli stati uniti, contenente metalli ottenuti dalle miniere africane sottratte alle popolazioni, dove lavorano schiavi senza diritti a basso costo.
    Telefonini poi montati nei paesi asiatici da lavoratori che neppure hanno il permesso di andare in bagno e che lavorano 12 ore al giorno,per poi arrivare qui dove noi sentiamo il bisogno di cambiarli ogni 12 mesi perchè gli schiavizzatori capitalisti li hanno fatti diventare obsoleti…

    Non esistono telefonini creati in italia proprio perchè il sistema è organizzato per sfruttare il più possibile il profitto derivante dallo squilibrio produttivo tra le varie aree del mondo.

    Un consumismo globale che devasta e impoverisce questo pianeta giorno dopo giorno e il cui unico discriminante è il profitto.

    E tutto questo mentre i nostri confindustriali ci vengono a parlare di produttività!
    Che faccia tosta!

    Noi siamo stati schiavizzati dal capitalismo finanziario tanto quanto lo sono i popoli del terzo mondo.

    E’ un grande castello di carte dove a comandare sono le agenzie di rating, altrimenti si viene minacciati con ritorsioni e si vede la borsa che va a picco.

    Hanno creato una società fondata sul debito ed hanno creato un sistema che permette loro di privatizzare e comprare l’intero pianeta.

    Ma come si può credere che una banca possa avere l’ammontare di titoli derivati pari a 15 volte il prodotto interno lordo del paese in cui opera?

    E’ un sistema completamente sbagliato diventato troppo grande per poter essere cambiato, siamo di fronte al “to big to fail”, istituti troppo grandi per fallire senza che vi sia l’effetto domino.

    E’ evidente che questi titoli sono un gioco d’azzardo e non hanno alcun tipo di collegamento con i soldi reali, ma sono soldi finti creati con leve finanziarie.
    E’ il buon senso a dire che i titoli derivati devono essere vietati.

    Gli speculatori usano il capitale accumulato come clava contro gli stati e quando falliscono lasciano che siano gli stati a porvi rimedio.

    Perchè non ci sono politici che propongono leggi contro la speculazione?
    Che propongono una tassa sui cambi monetari,un divieto di utilizzo delle leve finanziarie che creno bolle?

    Il potere che questi capitali hanno accumulato ha creato un sistema che si auto alimenta ed è capace di dirigere l’economia reale facendo schiantare gli stati con un click del mouse.

    I politici sono sotto costante ricatto, il nostro parlamento ormai non conta più nulla, a contare è il voto di fiducia che è una forma di violenza nei confronti del popolo.

    Di fronte a questo ricatto continuativo del mercato la politica è debole e non reagisce.
    I cittadini che se ne stanno accorgendo o smettono di votare o votano per forze politiche anti-sistema creando un problema serio i cui risvolti si vedranno solo in futuro.

     
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