Updates from giugno, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 12:34 il 10 June, 2016 Permalink | Rispondi  

    L’ho criticato ma forse ora cambierò idea su bonus irpef da 80 € di Renzi. 

    Massiccio sciopero di 8 ore dei metalmeccanici…
    Dopo molti anni vogliono giustamente il rinnovo contrattuale…
    Siamo in Giugno,ma con un eventuale rinnovo dei contratti alcuni di loro supereranno la soglia dei 1’500 euro e quindi oltre a perderlo definitivamente negli anni futuri dovranno anche restituire quello che hanno percepito nei mesi antecedenti tale rinnovo.
    In questo caso il rinnovo del contratto farà guadagnare loro meno soldi!

    Questo è clamoroso se si considera che il bonus irpef degli 80 euro nasce per dare un supporto al reddito e finisce per dare convenienza nell’ottenimento di un reddito inferiore.

    Ed è per questo motivo che sto cominciando a cambiare idea sull’ideologia del bonus Irpef di Renzi.

    Alla fin della fiera per non fallire l’italia ha bisogno di deflazione, abbiamo bisogno di migliorare il potere d’acquisto dell’euro abbassando i prezzi.

    Quindi se c’è un bonus che possa far rimanere bassi gli stipendi, ed è questo il caso del bonus irpef, ben venga!

    Con l’entrata nell’euro i tedeschi ci hanno sostituiti con la Cina e con l’europa dell’est,magari perchè i nostri hanno delocalizzato mantenendo le commesse…
    in Romania hanno una deflazione del 3% e questo significa che i loro prodotti costeranno il 3% in meno rispetto ai nostri e che quindi altre imprese delocalizzeranno ed altri prodotti invaderanno i nostri mercati facendo chiudere chi non delocalizza.

    Rimarremo un paese di servizi,di terziario di piccoli lucratori e questo significa fallimento certo.

    Ne riparleremo dopo, quando ci saranno da fare altri dolorosi tagli sociali e neppure questi basteranno e ce ne vorranno altri e così via…

    Se rimangono solo i servizi è evidente che questi verranno man mano tagliati perchè i soldi saranno sempre meno.

    Non occorre essere gufi per affermare questo, è un semplice ragionamento logico, se in questo paese restano solo bambini che vanno a scuola, anziani che ricevono la pensione, lavoratori statali e servizi terziari speculativi evidentemente il sistema non resta in piedi perchè tutto questo aumenta il debito, le scuole andranno tagliate, così come le pensioni ed i servizi sociali.

    Qualcuno continua a dire di volere l’inflazione, di volere stipendi più alti, e qui i casi sono due: o queste persone rappresentano la minoranza settoriale che trae un guadagno dal fallimento del paese ed è in pieno conflitto di interessi tra il proprio patrimonio ed il bene collettivo, oppure queste persone sono ignoranti e parlano a vanvera o per sentito dire.

    Evidentemente alzare le buste paga ed avere inflazione significa ulteriore taglio dei servizi, ulteriori inutili jobs act.

    Il presidente di confcommercio ha detto che alzare l’IVA sarebbe un boomerang… una volta ogni 10 anni confcommercio dice qualche cosa di sensato!
    Comunque il presidente del consiglio Renzi ha promesso che non farà scattare le clausule di salvaguardia sull’IVA, ma non era stato lui a metterle?

    Finirà come per l’IMU agricola, il presidente del consiglio la crea e poi le elimina facendoci campagna elettorale…

    O come per equitalia, messa dal centrodestra assumendo personale in esubero nelle banche private e poi usata come arma per la campagna elettorale.

    Ritornando al discorso economico,quando siamo entrati nell’euro,qualcuno ha falsamente illuso i cittadini italiani, facendo loro credere che saremmo diventati tutti più ricchi e mi ricordo le parole sul debito pubblico italiano che sarebbe stato più pagabile.

    Non si poteva dire il contrario, chi lo faceva era anti-europeista e magari retroattivamente gufo.

    Oggi chiunque può affermare che tali parole erano false, che il debito pubblico è altamente insicuro, tanto quanto lo era prima dell’entrata nell’euro, con la differenza che ora abbiamo perso porzioni gigantesche di prodotto interno lordo grazie alle delocalizzazioni e siamo invasi da prodotti esteri,che sono creati dai nostri imprenditori andati all’estero.

    Resta il fatto che se l’italia vuole tirare avanti ha bisogno di deflazione e ne ha bisogno immediatamente, molto prima che la banca centrale europea smetta di comprare debito pubblico con il quantitative easing.

    Ora la deflazione è auspicabile, dopo quando la BCE ci lascerà ancora una volta da soli sarà un disastro.

    Purtroppo qualcuno vuole continuare a fare il furbo, come quando siamo entrati nell’euro.

    Mentre cala il prezzo del carburante, mentre calano di quasi il 5% i prezzi delle produzioni industriali italiane, mentre le materie prime hanno avuto un calo di prezzo esorbitante, c’è chi all’interno della catena distributiva aumenta i profitti ed aumenta i suoi risparmi, c’è chi all’interno della catena dei servizi pubblici e privati, munge la mucca più e meglio di prima.

    Queste persone stanno facendo un danno al nostro paese, queste persone ci porteranno al fallimento.
    Poco importa se questi settori assumono nuovo personale che verrà poi licenziato entro i prossimi 3 anni.

    Non ce ne facciamo nulla di quese false speranze, abbiamo bisogno immediatamente di un vortice deflattivo per riottenere competitività all’interno dell’unione europea, competitività persa con l’entrata dell’euro.

    Se questa gente non lo capisce peggio per loro, prima o poi lo capiranno…

    E forse capiranno che lo scopo di lucro in termini di rendita immobiliare, nella fornitura di servizi, nei trasporto e nella vendita di merci non è fine a se stesso.

    Forse capiranno che il singolo potrà pure arricchirsi, ma il danno è della collettività.

    Ad ogni modo, ritornando agli 80 euro, ci sono circa 1 milione e 300 mila persone che devono restituirlo.

    300 mila di questi a causa del mancato superamento del reddito di 8 mila euro all’anno.

    Sono soddisfatto di questo fatto, ritenendo che NON devono essere gli stipendi a salire ma devono essere i prezzi a scendere.

    Ora qualcuno ha deciso di fare da tappo al vortice deflattivo,di aumentare i profitti, di non far scendere i prezzi.

    Bene, ma questo significa perdere probabilmente l’ultima possibilità di agganciare la ripresa.

    Nel frattempo ringraziamo i soliti noti, quelli ad esempio che hanno fatto fortune 10 anni fa’ vendendo case al triplo di prezzo rispetto a 2 anni prima quando c’era la lira, o che hanno raddoppiato i prezzi degli alimenti.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i prezzi degli immobili si sono sgonfiati, ma questo solo dopo che si sono persi moltissimi posti di lavoro.

    Continuino pure ad evitare la deflazione che è l’unica nostra speranza di sopravvivenza nel contesto europeo.

    Annunci
     
  • giamps78 08:25 il 5 June, 2016 Permalink | Rispondi  

    lo Yen giapponese,lo Yiuan cinese, e la Turchia senza status di economia di mercato 

    Leggendo le cronache giornalistiche dei fatti dell’ultimo G7 tenuto in Giappone ho saputo che c’è stato un diverbio Abe-Obama sulla vecchia questione del cambio monetario Giapponese.

    Com’è noto da poco il premier Giapponese ha intrapreso politiche per devastare la propria economia con la VAT, fregandosene dei tanti disastri che a imposta sul valore aggiunto ha creato in europa negli ultimi 40 anni.

    Il premier Abe aveva programmato l’economia del paese per l’esportazione, aveva si messo questa imposta ma in compenso aveva tolto molte tasse alle aziende esportatrici.

    Il tutto è stato vanificato dalla moneta Giapponese, lo yen, che ha guadagnato valore sul dollaro e ora esportare è diventato più difficile.

    Il diverbio tra Abe e Obama all’ultimo G7 pare sia nato proprio sulla possibilità di svalutare ulteriormente lo yen per guadagnare competitività.

    Naturalmente gli americani che stanno per alzare i tassi di interesse avrebbero notevoli problemi da un comportamento simile, perchè i loro mercati sarebbero “penetrati” più facilmente dai Giapponese, esistendo un trattato di libero scambio tra il giappone, gli stati uniti e altri stati sulle sponde del pacifico.

    Infomma, par di capire che tale trattato non contiene alcun riferimento al valore della moneta, e dunque per la regola transiva si evince che neppure il TTIP che l’europa vorrebbe firmare con gli stati uniti contenga un qualche riferimento a questo tema.

    Noi qui abbiamo paesi come ad esempio la Turchia che possono svalutare la propria moneta del 100% ogni 5 anni che invadono i mercati europei senza pagare nemmeno dei dazi per i propri prodotti, e tutto questo per loro è assolutamente normale.

    Per loro il problema è la bassa produttività del lavoro, vogliono legare il salario alla produttività, non si pongono il problema del prodotti e dei semilavorati che a causa del cambio monetario creano una concorrenza sleale.

    L’unione europea ha detto che la cina non è economia di mercato perchè la cina utilizza il dumping, cioè riesce a far costare meno i suoi prodotti mettendo soldi nel ciclo produttivo per far costare meno i prodotti.

    Ma se qualcuno non fosse in malafede dovrebbe per forza di cose riconoscere che questa stessa operazione, cioè un più basso prezzo dei prodotti esportati, si può ottenere con il dumping, ma si può ottenere anche identicamente tramite la svalutazione competitiva come ad esempio accade in turchia.

    Perchè allora alla turchia non viene tolto lo status di economia di mercato o non vengono triplicati e quadruplicati i dazi in base al triplicarsi e quadruplicarsi della svalutazione della loro moneta?

    Il punto è che le nostre aziende vanno ad esempio in Croazia, investendo le fortune che hanno fatto nel nostro paese lucrando sui nostri consumi, e la cosa buffa è che pure il nostro presidente del consiglio Renzi è andato in Corazia a dire che le aziende italiane dovrebbero investire in Croazia.

    Il punto è che poi quelle aziende che vanno in croazia poi continuano a far parte della confindustria italiana, parteggiano per l’eliminazione dei diritti dei lavoratori italiani, parteggiano per la distruzione della costituzione italiana, non ammetteranno mai che la produttività è la classica carota attaccata al bastone che serve per far andare avanti l’asino.

    Alla fine della fiera i fessi siamo sempre noi, il mercato può andare a lucrare dove vuole e poi mandarci qui i nostri prodotti a bassissimo prezzo, devastando così il nostro tessuto produttivo.

    Tanto faremo una bella galleria per far girare le merci con l’alta velocità.

    E lo ha detto anche il ministro Del Rio, tra poco arriveranno dall’olanda delle uova che viaggeranno a 300 km/h, così faremo concorrenza al porto di Rotterdam!

    La cancelliera Merkel ha affermato che la chiusura del valico del brennero significherebbe la distruzione dell’europa.

    Semmai è l’esatto opposto, l’apertura di qualsiasi confine senza un minimo di regole dettate dal buon senso mina alla radice la costruzione dell’europa e distrugge quanto hanno fatto gli illustri predecessori della Merkel.

    Il governo italiano ha spedito in europa una proposta di legge per avere finalmente l’etichetta che indica il luogo di mungitura del latte.
    Era ora… ma vedremo che fine farà.

    Nel frattempo sarebbe bello pensare ad altre proposte di legge per tutti gli altri prodotti che non hanno la denominazione di origine controllata, che non sono tracciati.

    Bisognerebbe scrivere nelle etichette ad esempio il luogo dove sono raccolte le olive o dov’è raccolta l’uva.

    Oggi, tardivamente, si sono accorti che per i prodotti che non sono a denominazione di origine controllata basta una semplice lavorazione da due soldi per poter ingannare il consumatore mettendo etichette sballate.

    Dal Brennero passa una quantità di prodotti completamente fuori controllo, la maggior parte dei quali probabilmente è pure creata con gli organismi geneticamente modificati, che è vietato produrre ma non vendere in Italia.

    Sicchè in qualche bel laboratorio hanno scoperto il modo per farci chiudere le aziende con prodotti che hanno un gusto simile a quelli genuini creati qui, ma che magari contengono il DNA dei topi!

    Come nel caso di un certo tipo di pomodori dei quali preferisco non parlare!

    BUON VIAGGIO!

     
  • giamps78 08:18 il 5 June, 2016 Permalink | Rispondi  

    Anti-storicità del salario legato alla produttività, il sindacalismo dello stato pantalone 

    Chi pagherà le vostre pensioni quando i robot avranno sostituito gli operai?

    Certo, ogni singolo bene ed ogni singolo servizio costeranno di meno e chiunque non seguirà la robotizzazione sarà tagliato fuori.

    I prezzi caleranno perchè non ci sarà più da pagare il lavoro umano.

    Paradossalmente il premio di produttività dato al lavoratore “umano” lo renderà meno competitivo e renderà meno appetibile il suo lavoro.

    Un robot funziona per 24 ore al giorno, svolge le funzioni di 3 operai e non riceve alcun premio di produttività.

    Ne ho parlato mesi fa nell’articolo in cui spiegavo come già molte industrie stanno sostituendo lavoratori in età da pensione con dei robot.

    Quello che non viene tenuto in conto è che quei pensionati che non vengono sostituiti da lavoratori umani ricevono le proprie pensioni proprio grazie ai contributi versati, ma i robot non versano contributi.

    Quindi la situazione non riguarda solo chi è in età da lavoro ma anche chi va in pensione, guai se qualcuno pensassi di essersi messo a posto per sempre, sarebbe un errore fatale.

    Inizialmente si vedrà con favore un prezzo più basso creato grazie all’ingegnerizzazione della produzione, ma poi, piano piano, ci si accorgerà della desertificazione.

    L’individualismo che porta a pensare solo a se stessi stà portanto all’autodistruzione di questa società, ma la statistica uscita l’altro giorno diceva che nel mondo ci sono 26 milioni di occupati in meno rispetto all’inizio della crisi.

    Bisogna dirlo ai pensionati: guardate che i robot inizialmente vi faranno comprare un numero di beni superiore ad un prezzo più basso ma poi vi lasceranno senza pensione!

    Attenzione che chi riceverà il reddito di cittadinanza non verserà contributi pensionistici!

    lo stato “pantalone” non può permettersi di erogare redditi di cittadinanza per tutti quelli che sono sostituiti dai robot!

    La presidentessa della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di 2035 come picco nel quale i contributi versati all’INPS dagli immigrati permetteranno al sistema pensionistico di non collassare, dimentica che con un numero così alto di inoccupati e disoccupati è perfettamente inutile che arrivi qui qualche immigrato.

    E’ facile immaginare quale sarà l’andamento futuro…
    Oggi si ricevono pensioni senza aver versato i contributi e domani NON si riceveranno le pensioni pur avendo versato i contributi, il massimo dell’ingiustizia.

    Ed è per quello che non capisco come ai giovani di oggi possa non interessare la fregatura quotidiana che viene propinata loro sotto forma di ausilio ai pensionati.

    Ma d’altra parte i sindacati sono schierati con chi compra le loro tessere, a loro della collettività non interessa.
    In certi casi i sindacati sono i cani da guardia del turbo-capitalismo legato agli interessi del singolo, i perfetti difensori della mano invisibile di Adam Smith, declinati secondo l’ideologia “stato accentratore perchè pantalone”, senza tener conto che “stato pantalone” significa dura eredità per le future generazioni, tenendo conto che l’accentramento va verso il governo unico mondiale, che significa assenza di sovranità e di diritti, o meglio, universalizzazione dei diritti stabiliti dai poteri forti anti-democratici attraverso la media-crazia dominante che dice ad esempio che la deflazione è un rischio.

    Voglio ricordare a chi lo ha dimenticato che se è vero che c’è stato il blocco dell’indicizzazione delle pensioni, è altrettanto vero che c’è stato un decreto che ha bloccato l’indicizzazione negativa delle pensioni dovuta alla deflazione.
    Se è incostituzionale l’uno lo è anche l’altro.

    Non è che se la legge risponde all’idiologia “stato pantalone” è costituzionale mentre la stessa legge che riduce i denari dei pensionati è incostituzionale, in quanto il bene collettivo non corrisponde alla somma degli interessi individuali, questa è l’ideologia sbagliata di Adam Smith.
    La realtà è che in un commercio globale senza barriere(e su questo tema i sindacati sono totalmente muti) anche il singolo euro dato allo stato sociale influisce sul mondo occupazionale che deve pagare quell’euro essendo in concorrenza con l’estero e stato pantalone significa più debito e più tassi di interesse.

    Non voglio ricordare in questa occasione il collegamento tra la crescita del debito e la bassa inflazione, l’ho già fatto altre volte, voglio solo dire che quelli che contemporaneamente parlano contro l’austerità e che sono per l’inflazione stanno sbagliano i conti perchè le due cose insieme non ci possono stare senza delle regole appropriate,oppure senza prevedere la presenza di barriere tanto alte quanto alto è il divario tra costo della vita e campio monetario di riferimento.

    Insomma, è facile fare i capitalisti col culo degli altri, partendo da un capitale ottenuto tramite speculazione sui debiti pubblici degli stati e originato da semplici prestiti registrati come “liquidità” dalla banca nazionale ottenuti ad un tasso percentuale identico al prezzo del denaro per poi pagare le campagne elettorale dei nostri politici scelti apposta per svendere il nostro paese.

    E’ della settimana scorsa la notizia di 16 mila operai cinesi lasciati a casa da una grossa industria che ora ha ridotto i costi grazie alla robotizzazione di quelle mansioni.

    10 persone che guardano le telecamere e controllano l’andamento delle produzioni automatizzate, ecco quello che è rimasto di 16 mila posti di lavoro…

    La vertità è che più sarà costoso il lavoro “umano” e più sarà facile sostituirlo perchè l’ammortamento dell’investimento in robotizzazione avrà una durata inferiore e quindi il capitale intravederà una maggiore remunerazione nella robotizzazione piuttosto che in altre tipologie di investimento.

    In questi giorni nella campagna elettorale per il comune di Roma è saltato fuori il tema della chiusura di 4 mila negozi in 5 mesi.
    Per forza, tra discount e internet dove i prezzi sono inferiori anche del 40% è ovvio che a soccombere sono i negozi, ma ci va di mezzo la socialità ed ecco perchè ci vorrebbe una legge che esenti dal pagamento dell’IVA quei negozi fisici che non raggiungono una quota di fatturato ma che pagano l’IMU.

    Non si premia la produttività ma si premia la socialità.

    D’altra parte il rapporto di unioncamere parla di “boom” delle imprese che vendono sul web, 9 mila in più, e questo può significare che se non si fa qualche cosa ben presto tutti i piccoli negozi saranno chiusi.

    Ovviamente quel numero di 9 mila va preso con le molle perchè si può tranquillamente comprare beni da qualsiasi sito web posto anche al di fuori del territorio nazionale e quando si parla di evasione non si pensa mai a queso tipo di evasione, è anche per questo che serve da subito una tobin tax automatica su questi scambi, abbassando (o eliminando) contemporaneamente l’imposta sul valore aggiunto.
    Qualcuno potrebbe fare 1+1, non è difficile immaginare che quell’1% di persone che detengono il 60% della ricchezza mondiale possa investire a mani basse verso la robotizzazione.
    Tanto a loro cosa importa se anche vi fosse il 100% di disoccupazione?
    L’importante è che il capitale cresca, l’importante è che possa fruttare con i giusti investimenti.

    Ed è per questo che è importante stabilire oggi la mancanza del nesso tra produttività e salario.

    La repubblica è fondata sul lavoro, non sui robot e nemmeno sulle pensioni.

    Questo lavoro non deve avere nulla a che fare con il capitalismo, deve avere prima di tutto un ruolo sociale.

    Se non ci si sveglia oggi, se non ci si organizza per tempo ci sarà il caos e l’unico lavoro umano possibile sarà il lavoro gratuito senza ricevere alcuna remunerazione.

    Da anni cerco di spiegare quanto sia sbagliata la teoria economica di Adam Smith, ed infatti lui non considera frutti e fiori per i quali non è necessario un lavoro ma si ottiene il prodotto.

    Allo stesso modo funziona con la robotizzazione, e ai due estremi l’uno, il lavoro umano e il lavoro della natura gratuito sarà l’unico in grado di contrastare l’altro estremo, quello descritto in questo articolo.

    Per queso motivo reputo completamente privo di fondamento il marxismo nella parte relativa ai diritti degli operai sulla base dei quali si stabilirebbe che è consentito un certo scopo di lucro al datore di lavoro. A parte che in un sistema capitalista internazionale futuro,potrebbero non esservi più nemmeno gli operai…

    Ma poi bisogna guardare al lavoro cambiando punto di vista, non come persone che si adattano al lavoro ma come lavoro che si adatta alle persone, come un collettivo che lavora con un proprio mercato interno nelle singole località tramite una nuova divisione del lavoro a disoccupazione zero.

     
  • giamps78 08:12 il 5 June, 2016 Permalink | Rispondi  

    job-act dovrebbe chiamarsi cag-act! 

    Le bugie sul job-act che io chiamo più semplimente “cag-act” hanno le gambe corte.

    Queste riforme come le 4 precedenti riforme del lavoro hanno l’unico obbiettivo di lasciare per strada e senza diritti le future generazioni.

    Solo chi è in malafede può sostenere che il problema della disoccupazione dipende dalle leggi sul lavoro e non invece nella cornice internazionale in cui ci hanno infilato questi politici.

    Si perchè questi politici sono tutti uguali e molto probabilmente questa gente si traveste da politico ma politico non è.

    Purtroppo hanno il supporto dei poteri forti, e l’obbiettivo finale è quello di svendere l’intero paese.

    La mistificazione comincia non riconoscendo che 300 mila posti di lavoro si sono creati a causa del cambio dell’euro con il dollaro che ora viaggia a 1.10 e prima viaggiava a 1.60, e dal prezzo del petrolio che ora viaggia sotto i 50 dollari mentre prima viaggiava sopra i 90.

    E’ mistificazione pensare che quei decretini con delega in bianco abbiano una utilità superiore al 10% sulla quantità di posti di lavoro creati, anzi, molto più probabilmente senza queste leggi sul lavoro ci sarebbero stati più occupati
    Le bugie hanno le gambe corte, pertanto basterà aspettare di vedere che cosa succede quando il petrolio tornerà a 90 dollari, e a quel punto vedremo se è vero ciò che sostengo da tempo e cioè che il basso prezzo ci favorisce, oppure se è vero quello che dicono questi mistificatori quando sostengono che il basso prezzo è un problema.

    Queste persone quando verranno sbugiardati avranno già da tempo finito la loro carriera politica, il problema è che nel frattempo avranno potuto far credere cose false e avranno creato moltissimi danni.

    Invece di riconoscere che il basso prezzo della benzina, malgrado la crescita esasperata delle aliquote sui carburanti, ha fatto aumentare il nostro mercato interno e contemporaneamente ha fatto crollare il prodotto interno lordo degli stati esportatori, affermano che il basso prezzo del petrolio produce recessione negli stati esportatori e questo provoca a noi una decrescita del prodotto interno lordo.

    Insomma, sostengono il contrario della realtà dei fatti.

    Invece di riconoscere che la stampa di banconote da parte della banca centrale europea ha fatto diminuire il valore dell’euro nel cambio monetario con il dollaro e ci ha fatto agganciare una minima ripresa economica, nelle loro analisi sulla crescita dei posti di lavoro si dimenticano completamente di questo fattore e scelgono di sovrascrivere il discorso macro economico inventadosi parole campate in aria di una legge sul lavoro che rappresenta la continuità con il passato e con una svendita del popolo al capitale, quest’ultimo accumulato grazie a regole che hanno danneggiato la collettività e favorito i piccoli potentati economici che oggi pagano le campagne elettorali, controllano praticamente tutti i media, e dirigono praticamente ogni scambio commerciale.

     
c
scrivi un nuovo post
j
post successivo/commento successivo
k
post precedente/commento precedente
r
Rispondi
e
Modifica
o
mostra/nascondi commenti
t
torna a inizio pagina
l
vai all'accesso
h
mostra/nascondi aiuto
shift + esc
Annulla