Non sono convinto che tornando alla lira le cose andrebbero meglio

ImmagineIo non credo che il problema sia la moneta, ma piuttosto tutto il contorno di regole che girano intorno alla moneta.

La lira andava benissimo quando non c’era il servizio sanitario nazionale,quando c’era il sistema pensionistico a

capitalizzazione, quando non c’era l’imposta sul valore aggiunto, quando la banca d’italia non aveva avuto ancora il divorzio con il tesoro e comprava titoli di stato invenduti.

A queste condizioni la lira funzionava bene, e difatti siamo passati dalle macerie ad essere nel G8, ma attenzione che a queste condizioni pure l’euro funzionerebbe bene.

Che ci ha fregato a noi è stata l’iper inflazione, ovvero decenni con l’inflazione superiore al 10%.
Questo ha moltiplicato il nostro debito pubblico…

Se l’italia uscisse dall’euro non toglierebbe certo la tassa sul valore aggiunto…
Se fosse possibile far uscire l’italia dall’euro senza farla uscire dall’unione europea allora rimarrebbe in vigore il trattato di maastricht che impedisce che parte del nostro debito sia comprato dalla banca d’italia.

Ma quella parte di trattato è stata inserita proprio per bloccare l’iperinflazione e l’italia è stata costretta a seguirlo ben prima che fosse scritta nei trattati appunto perchè obbligata dagli squilibri economici.

Il sitema pensionistico retributivo è stato in vigore per decenni, e se guardiamo i numeri è ancora in vigore perchè la maggior parte delle erogazioni avviene attualmente ancora con quel sistema o con un sistema misto che ne riduce l’impatto economico ma che in ogni caso produce una spesa fuori controllo.

Chi parla di sistema in equilibrio non ha capito bene in che situazione siamo e non ha capito il debito pubblico derivante da questa legge che inizialmente poteva pure sembrare giusta perchè “stato pantalone” faceva comodo a tutti quelli che all’epoca erano vivi e volevano godersi la vita.

Quindi l’austerità non è colpa dell’euro, su questo credo che non ci dovrebbero essere dubbi.
L’austerità la dobbiamo fare sul debito che si è incrementato esponenzialmente quando avevamo la lira.

L’entrata nell’euro è del 2001, ma ad esempio nel 2005 la stragrande maggioranza dei titoli pubblici italiani era stata sottoscritta prima dell’entrata nell’euro, quindi quando avevamo ancora la lira.
Così come nella seconda repubblica c’è stato il raddoppio del debito pubblico italiano proprio perchè la maggior parte dei titoli di debito erano stati sottoscritti quando c’era ancora l’iperinflazione.

Far credere ai nostri lavoratori che il problema è la moneta credo sia un falso storico.

Se l’italia torna alla lira ed i conti non sono in ordine è meglio stare nell’euro.
Noi portiamo ancora sul groppone le politiche sbagliate del passato.

C’è in giro qualche politico che dica ad esempio “eliminiamo totalmente l’IVA perchè impedisce alla banca d’italia di stampare banconote per comprare titoli di debito”?

O che dica: dividiamo il sistema pensionistico in sistema di previdenza e di assistenza facendo entrare in quest’ultimo qualunque pensionato abbia ricevuto dalla collettività più di quello che ha dato, togliendo a costoro un 5% per ogni anno e aumentando a costoro la tassa di successione per ridare alla collettività ciò che impropriamente è stato tolto?

Io non ne vedo in giro di questi politici…

C’è invece gente che dice di tornare alla lira come se questo di per se bastasse per garantire un futuro migliore di quello che c’è oggi con l’euro.
Queste persone parlano di abbassamento delle tasse o anche di ulteriore spesa pubblica tramite il reddito di cittadinanza, ma il finale è già scritto.

O il reddito di cittadinanza sarà una bandierina che non servirà a risolvere alcun problema, e la gente se ne accorgerà…
Oppure costerà talmente tanto, e basta vedere i costi stimati per il reddito di cittadinanza in svizzera, per verificare come non sia possibile applicarlo mantenendo i conti in ordine.

Insomma siamo alle solite, malgrado tutto quello che succede quotidianamente, la politica cerca ancora di fregare i cittadini facendo loro credere che può esistere idilliacamentela figura di “stato pantalone”, e purtroppo la gente ci crede.

Le persone non riescono a capire che se un pensionato riceve nella sua vita 400 mila euro in più di quelli che ha versato non bisogna fagli i complimenti, non bisogna manifestare per volere altrettanti soldi dallo stato, ma bisogna chiedere che sia tolta quella ingiusta eccedenza,con effetto retroattivo, perchè è un furto alla collettività e al nostro futuro.

Le persone non collegano questo con l’aumento dei costi sociali, con la fuga delle aziende in altri luoghi dell’unione europea, ai quali peraltro paghiamo fior di miliardi ogni anno grazie al bilancio comunitario dell’unione, che esisteva benprima della nascita dell’euro e che esisterà anche se tornassimo alla lira.

Il sistema bacario è al collasso proprio perchè c’è gente che non capisce un bel nulla di economia eppure ha una o più lauree!

La situazione sarebbe comica se non fosse tragica!

Questa gente è convinta che il paramentro da guardare correttamente sia il rapporto tra prodotto interno lordo e debito…

Non si rendono conto che l’inflazione non è rapportabile a questo parametro ma è rapportabile al debito pubblico in cifra assoluta, all’aumentare di quest’ultimo diminuisce l’inflazione.

Non si rendono conto che non era l’IRI il problema dell’italia, ma le leggi che hanno splafonato la spesa pubblica, che privatizzando l’IRI non si è risolto un solo problema.
Il problema non è il numero degli statali, ma il numero di pensionati che hanno ricevuto e continuano a ricevere più soldi di quanti contributi hanno versato(tenendo conto delle trattenute pagate dal pensionato e dell’inflazione), per questi deve scattare il taglio del 5% all’anno fino a quando non ricevono una pensione sociale.

La gente non capisce che questa è una forma di giustizia, continua a credere che sia una cosa ingiusta, ma le tasse che tutti pagano che sono sempre più alte ed il debito pubblico che continua a crescere dipendono da spese fuori controllo.

Qualsiasi sistema di previdenza privata sarebbe già fallita di fronte a questi numeri noi invece abbiamo accumulato il debito pubblico ed ora è diventato così grande da averci costretto alla svendita di ogni patrimonio pubblico produttivo.

Quindi serve la monetizzazione del debito ma nel contempo serve l’austerità, altrimenti la moneta, qualsiasi moneta, non resta in piedi.
Oppure serve deflazione i cui effetti sull’economia sono simili a quelli della svalutazione monetaria.

Non è l’euro il problema ma l’insieme delle regole e dei trattati sulla globalizzazione che sono stati sottoscritti

dall’unione europea, l’insieme dei meccanismi economici che hanno fatto diventare i bilanci delle banche sempre più pesanti e senza la divisione tra banche d’affari e banche che sono fuori dal mercato dei capitali.

Ma d’altra parte questo governo ha imposto alle popolari di quotarsi in borsa, pertanto non vedo come si può pretendere che chi ci governa riesca a comprendere minimamente di che cosa si parla.

Ladri di stato, nel senso che ce lo hanno rubato sostituendolo con questo fantoccio che ci ha resi schiavi.

Annunci