Governisti sono veri anti-europeisti e destrutturano democrazie

Gli anti-europeisti stanno pian piano destrutturando la nostra democrazia…

Chi sono gli anti-europeisti?

Sono quelli che vogliono l’assenza totale di regole di mercato e barriere al di fuori dell’eurozona, sono quelli che mettono il mercato esterno sullo stesso piano del mercato interno e che non vedono il lavoro come un bisogno per costruire una società migliore ed equilibrata ma lo vedono piuttosto come una competizione a favore delle grandi imprese.

E d’altra parte il premier canadese lo ha ammesso e riferendosi al TTIP cioè al trattato di libero scambio, ha affermato che i pesci grossi mangeranno i pesci piccoli.

Tutto torna, tutto è collegato…

La destrutturazione dei partiti politici è dovuta alle scelte economiche sbagliate perchè tutti avrebbero continuato a votare i partiti della prima repubblica se questi non ci avessero portato più volte sull’orlo del burrone e del default economico.

Da quel burrone economico non ci siamo tirati fuori facendo scelte appropriate ma privatizzando tutto quello che era privatizzabile utilizzando lo slogan “privato è meglio”.

Si è cioè pensato che il problema non fosse la spesa pubblica incontrollata quale ad esempio quella sulle pensioni erogate senza i rispettivi contributi versati, si è pensato che quelle pensioni o che il servizio sanitario nazionale pubblico potessero continuare ad erogare servizi ma che l’importante fosse eliminare le aziende statalizzate, arrivando a privatizzare perfino la banca d’italia dopo le poste, le autostrade, luce, gas etc etc…

Si è pensato erroneamente che affidando al mercato la cabina di regia sulle iniziative che sono carne viva della società potessero continuare le erogazioni pubbliche nell’ottica del “dare tutto a tutti”.

In realtà quello che è successo è semplice:
1) Si è scoperto che il privato non è sempre migliore del pubblico anzi molte volte offre servizi peggiori, tende ad aumentare e non invece a diminuire i prezzi, tende alla collettivizzazione delle perdite e alla privatizzare i profitti.

2)Il debito pubblico ha smesso di apparire come entità distante aumentabile all’infinito ma i conti vanno tenuti in ordine attraverso una costante austerità e l’italia già nel 1992 ebbe l’esperienza del tentativo di rientro del debito, con la differenza che oggi abbiamo praticamente privatizzato quasi tutto il privatizzabile, svenduto tutto compresi i diritti sul luogo di lavoro, all’appello manca solo la destrutturazione della nostra costituzione repubblicana.

3)Che è stato un errore fatale il trattato di maastricht nel punto in cui si dice che la stampa di banconote non può servire per comprare titoli di debito, infatti questo scenario porta prima alla privatizzazione di qualsiasi attività possa dare un profitto di mercato.

4)Che non esiste una banca centrale “indipendente”, l’unica vera banca centrale indipendente è quella pubblica sottoposta alle scelte politiche di un parlamento, e che purtroppo questa unione europea è stata appositamente costruita per essere più debole del mercato ovvero più debole nei confronti degli stati uniti d’america che rappresentano il culmine della privatizzazione.

5)Fatte salve le premesse precedenti, non è possibile avere un mercato senza barriere se c’è un vizio di forma iniziale, che quindi se il modello dell’italia è storicamente per uno stato sociale pubblico non esiste in natura una competizione priva di barriere con chi ha uno stato sociale privatizzato.
In altre parole, se si ritiene che l’organizzazione dello stato debba essere sopra al mercato l’unico modo per difendere questo modello di sviluppo è mettere delle barriere.

L’unione europea da questo punto di vista è eterogenea non tanto per le differenti lingue parlate, o per le differenti tassazioni applicate, o per le differenti monete utilizzate, quanto per la differenza del modello di stato sociale che è applicato all’interno dell’unione.

Come si può cercare di mettere insieme chi vuole l’economia di mercato con chi vuole uno stato sociale pubblico?
Evidentemente questo non è possibile.

Sicchè la pensata è stata eccezionale veramente…

Una roba del tipo:
“A questi stupidi europei facciamo credere che si siano uniti, che abbiano costruito un qualche cosa di omogeneo e l’omogeneità in realtà è stabilita dalle regole di mercato che facciamo noi(poteri forti e multinazionali)”

E’ per questo che la politica è debole, è per questo che vince l’anti-politica che in realtà rappresenta la vera politica.
Si perchè dal mio punto di vista gli anti-politici sono quelli che governano ora perchè sono indirizzati nelle loro scelte dai poteri forti e dalle multinazionali, mentre quelli che oggi vengono definiti impropriamente anti-politici sono gli unici che almeno provano a difendere i rimasugli di una società “sradicata” dalle sue radici dove ogni giorno sempre più persone sono costrette a “radicalizzarsi”.

5) E’ evidente che la madrina di tutte le battaglie è il referendum costituzionale.
Vogliono trasformare l’italia in uno spaventapasseri dove la destrutturazione totale dei partiti permetterà a singole persone,comparse dal nulla, che si creano una lista farlocca, a prendersi il governo del paese con la maggioranza assoluta dei seggi.

Questa non era l’idea di democrazia rappresentativa che avevano i padri costituenti ma è l’esatto opposto.

Tutto è collegato, se uno parla di barriere nel commercio in realtà parla del mantenimento di un certo tipo di stato sociale, di un certo standard democratico.

Ma non perchè la difesa di questo standard democratico preveda aprioristicamente l’assenza di barriere, ma esattamente per il motivo opposto…
I poteri forti e le multinazionali vedono nell’assenza delle barriere il modo per scardinare gli standard democratici.

Il cerchio si chiude quando si parla di immigrazione e di nuovo schiavismo.
I capitali passano da un paese all’altro alla velocità di un click, le aziende passano di mano altrettanto velocemente.
Se in italia si dice che è schiavismo lavorare per 4 euro ogni ora, e contemporaneamente si permette l’importazione di prodotti creati da operai che,raffrontando il potere d’acquisto, vengono pagati 4 euro all’ora, non si stà di fatto legalizzando questa schiavitù?

Quando si parla di stato sociale pubblico o di sistema pensionistico erogato da enti pubblici non ci si deve dimenticare che i contributi dei lavoratori italiani sono versati lo stesso mese direttamente nelle tasce dei pensionati italiani.

Questo significa che senza barriere “intelligenti” noi siamo in competizione con chi ha un costo della vita e del lavoro inferiore, con chi da tempo ha stabilito che i servizi previdenziali devono essere privati e con tutti quegli stati che hanno un costo della vita e del lavoro inferiore e ciò avviene primariamente perchè avviene la stampa di banconote di una banca centrale pubblica che toglie valore alla moneta.

Il risultato è che i nostri pensionati che sono attualmente mantenuti dai nostri lavoratori comprano dei prodotti provenienti da stati che hanno la previdenza completamente privatizzata, da stati che hanno una banca pubblica che svaluta la moneta e permette a quei prodotti di costare meno e da stati che pagano meno di 4 euro per ogni ora i propri lavoratori e che per questo riescono a produrre a prezzi inferiori creando concorrenza sleale.

Ora, di fronte a tutto questo l’inganno colossale è il far credere che i lavoratori italiani sono dei bamboccioni, non sono capaci di mettersi in gioco, devono avere un salario collegato alla produttività.
Il far credere che il sistema politico debba essere più snello e veloce perchè il mercato cambia velocemente…
Sembrerebbe una barzelletta se non fosse un dramma.

Sicchè la destrutturazione della democrazia nasce dalla disintegrazione delle aule, da quella comunale a quella regionale o nazionale.
La costituzione è ancora in vigore ma per tutti quanti il presidente del consiglio è considerato eletto direttamente dal popolo mentre i parlamentari sono solo degli inutili servi e non invece quelli che detengono propriamente il potere legislativo.

L’aula non serve, non serve discutere, non serve l’uno vale uno assegnando ad ogni forza politica i voti che merita, si inventano stratagemmi elettorali per far fuori le piccole forze politiche e per far crescere le grandi portandole dal 30% dei voti ricevuti al 55% dei seggi.
Men che meno servono dei referendum popolari su scelte in materia economica, ferma restando la successiva ricerca del parlamento di coperture economiche,come avviene ad esempio in Svizzera, dopo la vittoria del Si ad un referendum.
I poteri forti hanno creato a propria immagine e somiglianza il governismo sintetizzato nell’individualismo dell’uomo solo a comando del proprio partito,come se quel partito fosse una azienda privata.
Se una sola persona governa un comune, una provincia, una regione, una nazione ed anche il mondo inteto allora saremo più performanti, reagiremo megli agli shock economici dovuti alla svendita del patrimonio pubblico e allo sradicamento dei nostri valori effettuato dal mercato dei capitali con un martellamento,un bombardamento continuo e generalizzato.
si è praticamente arrivati alla vera e propria privatizzazione dei partiti e degli uomini politici come negli stati uniti d’america, il modello con cui siamo primariamente in competizione economica(e politica).

Ma attenzione che la politica destrutturata è lo specchio della società destrutturata preludio della nuova schiavitù creata dal capitalismo moderno e dalla robotizzazione.
L’obbiettivo è la destrutturazione della società cambiando significato alle parole,ad esempio chiamando diritti civili quelli che sono solo i sintomi di una malattia, affinchè la scienza possa fare il suo sporco lavoro a favore del nuovo dispotismo illuminato vanno tolte le religioni e le usanze in essere da millenni, deve sembrare naturale quello che naturale non è.

L’economia utilizzata come manganello nei confronti delle civiltà per costruire il nuovo ordine mondiale.
ovviamente il governo unico mondiale non ammette alcun tipo di barriera…

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