Prestito pensionistico:non mi è chiaro come funziona

Non mi è molto chiaro il funzionamento della proposta sul prestito pensionistico.

Gli obbiettivi della proposta prevedono che un lavoratore possa andare in pensione fino a 3 anni prima con un taglio che può arrivare fino al 15% per 20 anni.

Questa percentuale servirebbe per pagare il prestito erogato dalle banche private e attraverso un sistema assicurativo si dovrebbe evitare che ci sia un crack finanziario dovuto ai prestiti non restituiti.

A parte il fatto che dal mio punto di vista hanno sbagliato i calcoli sul sistema assicurativo che dovrebbe garantire la tenuta del sistema ed evitare il crack dei prestiti….

O che forse mettendo a garanzia stato pantalone cercano di fregare ancora una volta le future generazioni.

E’ del tutto evidente che i pensionati che riusciranno a pagare tutti e 20 gli anni di prestito saranno una esigua minoranza, e questo significa che il costo assicurativo potrebbe non essere sostenibile.
Il solo costo dell’assicurazione potrebbe andare oltre quel 15% calcolato in precedenza!
Senza tenere conto degli interessi su quel prestito.
Come ho appena spiegato essendoci un rischio gli interessi potrebbero arrivare anche al 6%!

Questo ovviamente non capiterà se lo stato darà la garanzia sul prestito, ovvero se sarà lo stato a dare i soldi alle banche.

L’altro punto poco chiaro riguarda i soldi che l’INPS dovrebbe ricevere come contributi nei 3 anni nei quali il lavoratore anticipa la pensione.

La domanda sorge spontanea: il prestito pensionistico erogato dalle banche contiene anche questa cifra(i 3 anni di contributi per l’INPS) oppure a pagare è sempre “stato pantalone” attraverso contributi figurativi che si traducono in buchi dell’INPS e altro debito pubblico?

Infatti, un conto è dire che la banca si assume tutti gli oneri finanziari derivanti dalle mensilità che l’azienda erogava al singolo lavoratore(come se assumesse quel lavoratore), ed in questo caso l’INPS continua a ricevere tutti i mesi i contributi, e lo stato continua a ricevere le sue entrate fiscali.

Altro conto è dire che il lavoratore smette si versare i contributi e che il prestito pensionistico riguarda solo ed esclusivamente i soldi netti che tale lavoratore riceve in busta paga in quei 3 anni, escludendo tutto il resto.

In questo caso lo stato non solo non riceve più i soldi delle tasse pagate da tale lavoratore ma deve cominciare a versare figurativamente dei contributi che poi consentono 3 anni dopo l’erogazione della pensione alle medesime condizioni, cioè come se tale lavoratore avesse lavorato anche per i 3 anni successivi.

Infatti questo provvedimento non è legato ad una contestuale assunzione di un altro lavoratore da parte di una qualsiasi azienda, pertanto non è certo che lo stato riceva pari entrate fiscali.
Anzi, i prepensionamenti alzananzo i costi dello stato rendono più facili i licenziamenti ed il contestuale aumento della disoccupazione, esattamente l’opposto di quanto si vuole sbandierare parlando di nuovi occupati giovani e dinamici al posto degli anziani che usufruiscono del prestito pensionistico.

La disputa in questo caso nasce dal fatto che il prestito pensionistico dura solo per 20 anni, terminati i quali mi pare di aver capito che il singolo lavoratore ritorna a ricevere l’intera entità pensionistica, dunque quel 15%.

Ma poi non so se ci si rende conto che tutti dicono ai giovani di farsi una pensione integrativa e poi per le attuali generazioni si fanno leggi che dicono l’esatto opposto, dove i pensionati chiedono un prestito per avere una pensione più alta.

Quando c’è da penalizzare le future generazioni creando buchi di bilancio e debito pubblico sindacati e governo vanno sempre d’accordo.

Senza contare che questo provvedimento è incredibilmente complicato e creerà immani problemi, l’ennesimo pasticcio fatto da chi non ha doti di governo e lo ha dimostrato in questi 2 anni.

Annunciatori che fingono di essere politici ed hanno il compito di radere al suolo la nostra economia per svendere l’intero paese ai poteri forti internazionali che vogliono comprire il nostro cielo con i loro tentacoli neri.

Non era più facile dire che chi va in pensionamento anticipato ottiene la pensione con il calcolo contributivo con le medesime regole che sono già previste per le future generazioni?

Non era più facile adeguare le pensioni in essere al sistema contributivo eliminando contemporaneamente la tassazione in modo tale da avere un sistema uguale per tutte le generazioni ed evitare che il debito pubblico divori ciò che resta di questo paese?

Ai posteri l’ardua sentenza, ma qui l’ingiustizia regna sovrana e non c’è verso se non il futuro default causato da questi signori.

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