lo Yen giapponese,lo Yiuan cinese, e la Turchia senza status di economia di mercato

Leggendo le cronache giornalistiche dei fatti dell’ultimo G7 tenuto in Giappone ho saputo che c’è stato un diverbio Abe-Obama sulla vecchia questione del cambio monetario Giapponese.

Com’è noto da poco il premier Giapponese ha intrapreso politiche per devastare la propria economia con la VAT, fregandosene dei tanti disastri che a imposta sul valore aggiunto ha creato in europa negli ultimi 40 anni.

Il premier Abe aveva programmato l’economia del paese per l’esportazione, aveva si messo questa imposta ma in compenso aveva tolto molte tasse alle aziende esportatrici.

Il tutto è stato vanificato dalla moneta Giapponese, lo yen, che ha guadagnato valore sul dollaro e ora esportare è diventato più difficile.

Il diverbio tra Abe e Obama all’ultimo G7 pare sia nato proprio sulla possibilità di svalutare ulteriormente lo yen per guadagnare competitività.

Naturalmente gli americani che stanno per alzare i tassi di interesse avrebbero notevoli problemi da un comportamento simile, perchè i loro mercati sarebbero “penetrati” più facilmente dai Giapponese, esistendo un trattato di libero scambio tra il giappone, gli stati uniti e altri stati sulle sponde del pacifico.

Infomma, par di capire che tale trattato non contiene alcun riferimento al valore della moneta, e dunque per la regola transiva si evince che neppure il TTIP che l’europa vorrebbe firmare con gli stati uniti contenga un qualche riferimento a questo tema.

Noi qui abbiamo paesi come ad esempio la Turchia che possono svalutare la propria moneta del 100% ogni 5 anni che invadono i mercati europei senza pagare nemmeno dei dazi per i propri prodotti, e tutto questo per loro è assolutamente normale.

Per loro il problema è la bassa produttività del lavoro, vogliono legare il salario alla produttività, non si pongono il problema del prodotti e dei semilavorati che a causa del cambio monetario creano una concorrenza sleale.

L’unione europea ha detto che la cina non è economia di mercato perchè la cina utilizza il dumping, cioè riesce a far costare meno i suoi prodotti mettendo soldi nel ciclo produttivo per far costare meno i prodotti.

Ma se qualcuno non fosse in malafede dovrebbe per forza di cose riconoscere che questa stessa operazione, cioè un più basso prezzo dei prodotti esportati, si può ottenere con il dumping, ma si può ottenere anche identicamente tramite la svalutazione competitiva come ad esempio accade in turchia.

Perchè allora alla turchia non viene tolto lo status di economia di mercato o non vengono triplicati e quadruplicati i dazi in base al triplicarsi e quadruplicarsi della svalutazione della loro moneta?

Il punto è che le nostre aziende vanno ad esempio in Croazia, investendo le fortune che hanno fatto nel nostro paese lucrando sui nostri consumi, e la cosa buffa è che pure il nostro presidente del consiglio Renzi è andato in Corazia a dire che le aziende italiane dovrebbero investire in Croazia.

Il punto è che poi quelle aziende che vanno in croazia poi continuano a far parte della confindustria italiana, parteggiano per l’eliminazione dei diritti dei lavoratori italiani, parteggiano per la distruzione della costituzione italiana, non ammetteranno mai che la produttività è la classica carota attaccata al bastone che serve per far andare avanti l’asino.

Alla fine della fiera i fessi siamo sempre noi, il mercato può andare a lucrare dove vuole e poi mandarci qui i nostri prodotti a bassissimo prezzo, devastando così il nostro tessuto produttivo.

Tanto faremo una bella galleria per far girare le merci con l’alta velocità.

E lo ha detto anche il ministro Del Rio, tra poco arriveranno dall’olanda delle uova che viaggeranno a 300 km/h, così faremo concorrenza al porto di Rotterdam!

La cancelliera Merkel ha affermato che la chiusura del valico del brennero significherebbe la distruzione dell’europa.

Semmai è l’esatto opposto, l’apertura di qualsiasi confine senza un minimo di regole dettate dal buon senso mina alla radice la costruzione dell’europa e distrugge quanto hanno fatto gli illustri predecessori della Merkel.

Il governo italiano ha spedito in europa una proposta di legge per avere finalmente l’etichetta che indica il luogo di mungitura del latte.
Era ora… ma vedremo che fine farà.

Nel frattempo sarebbe bello pensare ad altre proposte di legge per tutti gli altri prodotti che non hanno la denominazione di origine controllata, che non sono tracciati.

Bisognerebbe scrivere nelle etichette ad esempio il luogo dove sono raccolte le olive o dov’è raccolta l’uva.

Oggi, tardivamente, si sono accorti che per i prodotti che non sono a denominazione di origine controllata basta una semplice lavorazione da due soldi per poter ingannare il consumatore mettendo etichette sballate.

Dal Brennero passa una quantità di prodotti completamente fuori controllo, la maggior parte dei quali probabilmente è pure creata con gli organismi geneticamente modificati, che è vietato produrre ma non vendere in Italia.

Sicchè in qualche bel laboratorio hanno scoperto il modo per farci chiudere le aziende con prodotti che hanno un gusto simile a quelli genuini creati qui, ma che magari contengono il DNA dei topi!

Come nel caso di un certo tipo di pomodori dei quali preferisco non parlare!

BUON VIAGGIO!

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