job-act dovrebbe chiamarsi cag-act!

Le bugie sul job-act che io chiamo più semplimente “cag-act” hanno le gambe corte.

Queste riforme come le 4 precedenti riforme del lavoro hanno l’unico obbiettivo di lasciare per strada e senza diritti le future generazioni.

Solo chi è in malafede può sostenere che il problema della disoccupazione dipende dalle leggi sul lavoro e non invece nella cornice internazionale in cui ci hanno infilato questi politici.

Si perchè questi politici sono tutti uguali e molto probabilmente questa gente si traveste da politico ma politico non è.

Purtroppo hanno il supporto dei poteri forti, e l’obbiettivo finale è quello di svendere l’intero paese.

La mistificazione comincia non riconoscendo che 300 mila posti di lavoro si sono creati a causa del cambio dell’euro con il dollaro che ora viaggia a 1.10 e prima viaggiava a 1.60, e dal prezzo del petrolio che ora viaggia sotto i 50 dollari mentre prima viaggiava sopra i 90.

E’ mistificazione pensare che quei decretini con delega in bianco abbiano una utilità superiore al 10% sulla quantità di posti di lavoro creati, anzi, molto più probabilmente senza queste leggi sul lavoro ci sarebbero stati più occupati
Le bugie hanno le gambe corte, pertanto basterà aspettare di vedere che cosa succede quando il petrolio tornerà a 90 dollari, e a quel punto vedremo se è vero ciò che sostengo da tempo e cioè che il basso prezzo ci favorisce, oppure se è vero quello che dicono questi mistificatori quando sostengono che il basso prezzo è un problema.

Queste persone quando verranno sbugiardati avranno già da tempo finito la loro carriera politica, il problema è che nel frattempo avranno potuto far credere cose false e avranno creato moltissimi danni.

Invece di riconoscere che il basso prezzo della benzina, malgrado la crescita esasperata delle aliquote sui carburanti, ha fatto aumentare il nostro mercato interno e contemporaneamente ha fatto crollare il prodotto interno lordo degli stati esportatori, affermano che il basso prezzo del petrolio produce recessione negli stati esportatori e questo provoca a noi una decrescita del prodotto interno lordo.

Insomma, sostengono il contrario della realtà dei fatti.

Invece di riconoscere che la stampa di banconote da parte della banca centrale europea ha fatto diminuire il valore dell’euro nel cambio monetario con il dollaro e ci ha fatto agganciare una minima ripresa economica, nelle loro analisi sulla crescita dei posti di lavoro si dimenticano completamente di questo fattore e scelgono di sovrascrivere il discorso macro economico inventadosi parole campate in aria di una legge sul lavoro che rappresenta la continuità con il passato e con una svendita del popolo al capitale, quest’ultimo accumulato grazie a regole che hanno danneggiato la collettività e favorito i piccoli potentati economici che oggi pagano le campagne elettorali, controllano praticamente tutti i media, e dirigono praticamente ogni scambio commerciale.

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