Anti-storicità del salario legato alla produttività, il sindacalismo dello stato pantalone

Chi pagherà le vostre pensioni quando i robot avranno sostituito gli operai?

Certo, ogni singolo bene ed ogni singolo servizio costeranno di meno e chiunque non seguirà la robotizzazione sarà tagliato fuori.

I prezzi caleranno perchè non ci sarà più da pagare il lavoro umano.

Paradossalmente il premio di produttività dato al lavoratore “umano” lo renderà meno competitivo e renderà meno appetibile il suo lavoro.

Un robot funziona per 24 ore al giorno, svolge le funzioni di 3 operai e non riceve alcun premio di produttività.

Ne ho parlato mesi fa nell’articolo in cui spiegavo come già molte industrie stanno sostituendo lavoratori in età da pensione con dei robot.

Quello che non viene tenuto in conto è che quei pensionati che non vengono sostituiti da lavoratori umani ricevono le proprie pensioni proprio grazie ai contributi versati, ma i robot non versano contributi.

Quindi la situazione non riguarda solo chi è in età da lavoro ma anche chi va in pensione, guai se qualcuno pensassi di essersi messo a posto per sempre, sarebbe un errore fatale.

Inizialmente si vedrà con favore un prezzo più basso creato grazie all’ingegnerizzazione della produzione, ma poi, piano piano, ci si accorgerà della desertificazione.

L’individualismo che porta a pensare solo a se stessi stà portanto all’autodistruzione di questa società, ma la statistica uscita l’altro giorno diceva che nel mondo ci sono 26 milioni di occupati in meno rispetto all’inizio della crisi.

Bisogna dirlo ai pensionati: guardate che i robot inizialmente vi faranno comprare un numero di beni superiore ad un prezzo più basso ma poi vi lasceranno senza pensione!

Attenzione che chi riceverà il reddito di cittadinanza non verserà contributi pensionistici!

lo stato “pantalone” non può permettersi di erogare redditi di cittadinanza per tutti quelli che sono sostituiti dai robot!

La presidentessa della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di 2035 come picco nel quale i contributi versati all’INPS dagli immigrati permetteranno al sistema pensionistico di non collassare, dimentica che con un numero così alto di inoccupati e disoccupati è perfettamente inutile che arrivi qui qualche immigrato.

E’ facile immaginare quale sarà l’andamento futuro…
Oggi si ricevono pensioni senza aver versato i contributi e domani NON si riceveranno le pensioni pur avendo versato i contributi, il massimo dell’ingiustizia.

Ed è per quello che non capisco come ai giovani di oggi possa non interessare la fregatura quotidiana che viene propinata loro sotto forma di ausilio ai pensionati.

Ma d’altra parte i sindacati sono schierati con chi compra le loro tessere, a loro della collettività non interessa.
In certi casi i sindacati sono i cani da guardia del turbo-capitalismo legato agli interessi del singolo, i perfetti difensori della mano invisibile di Adam Smith, declinati secondo l’ideologia “stato accentratore perchè pantalone”, senza tener conto che “stato pantalone” significa dura eredità per le future generazioni, tenendo conto che l’accentramento va verso il governo unico mondiale, che significa assenza di sovranità e di diritti, o meglio, universalizzazione dei diritti stabiliti dai poteri forti anti-democratici attraverso la media-crazia dominante che dice ad esempio che la deflazione è un rischio.

Voglio ricordare a chi lo ha dimenticato che se è vero che c’è stato il blocco dell’indicizzazione delle pensioni, è altrettanto vero che c’è stato un decreto che ha bloccato l’indicizzazione negativa delle pensioni dovuta alla deflazione.
Se è incostituzionale l’uno lo è anche l’altro.

Non è che se la legge risponde all’idiologia “stato pantalone” è costituzionale mentre la stessa legge che riduce i denari dei pensionati è incostituzionale, in quanto il bene collettivo non corrisponde alla somma degli interessi individuali, questa è l’ideologia sbagliata di Adam Smith.
La realtà è che in un commercio globale senza barriere(e su questo tema i sindacati sono totalmente muti) anche il singolo euro dato allo stato sociale influisce sul mondo occupazionale che deve pagare quell’euro essendo in concorrenza con l’estero e stato pantalone significa più debito e più tassi di interesse.

Non voglio ricordare in questa occasione il collegamento tra la crescita del debito e la bassa inflazione, l’ho già fatto altre volte, voglio solo dire che quelli che contemporaneamente parlano contro l’austerità e che sono per l’inflazione stanno sbagliano i conti perchè le due cose insieme non ci possono stare senza delle regole appropriate,oppure senza prevedere la presenza di barriere tanto alte quanto alto è il divario tra costo della vita e campio monetario di riferimento.

Insomma, è facile fare i capitalisti col culo degli altri, partendo da un capitale ottenuto tramite speculazione sui debiti pubblici degli stati e originato da semplici prestiti registrati come “liquidità” dalla banca nazionale ottenuti ad un tasso percentuale identico al prezzo del denaro per poi pagare le campagne elettorale dei nostri politici scelti apposta per svendere il nostro paese.

E’ della settimana scorsa la notizia di 16 mila operai cinesi lasciati a casa da una grossa industria che ora ha ridotto i costi grazie alla robotizzazione di quelle mansioni.

10 persone che guardano le telecamere e controllano l’andamento delle produzioni automatizzate, ecco quello che è rimasto di 16 mila posti di lavoro…

La vertità è che più sarà costoso il lavoro “umano” e più sarà facile sostituirlo perchè l’ammortamento dell’investimento in robotizzazione avrà una durata inferiore e quindi il capitale intravederà una maggiore remunerazione nella robotizzazione piuttosto che in altre tipologie di investimento.

In questi giorni nella campagna elettorale per il comune di Roma è saltato fuori il tema della chiusura di 4 mila negozi in 5 mesi.
Per forza, tra discount e internet dove i prezzi sono inferiori anche del 40% è ovvio che a soccombere sono i negozi, ma ci va di mezzo la socialità ed ecco perchè ci vorrebbe una legge che esenti dal pagamento dell’IVA quei negozi fisici che non raggiungono una quota di fatturato ma che pagano l’IMU.

Non si premia la produttività ma si premia la socialità.

D’altra parte il rapporto di unioncamere parla di “boom” delle imprese che vendono sul web, 9 mila in più, e questo può significare che se non si fa qualche cosa ben presto tutti i piccoli negozi saranno chiusi.

Ovviamente quel numero di 9 mila va preso con le molle perchè si può tranquillamente comprare beni da qualsiasi sito web posto anche al di fuori del territorio nazionale e quando si parla di evasione non si pensa mai a queso tipo di evasione, è anche per questo che serve da subito una tobin tax automatica su questi scambi, abbassando (o eliminando) contemporaneamente l’imposta sul valore aggiunto.
Qualcuno potrebbe fare 1+1, non è difficile immaginare che quell’1% di persone che detengono il 60% della ricchezza mondiale possa investire a mani basse verso la robotizzazione.
Tanto a loro cosa importa se anche vi fosse il 100% di disoccupazione?
L’importante è che il capitale cresca, l’importante è che possa fruttare con i giusti investimenti.

Ed è per questo che è importante stabilire oggi la mancanza del nesso tra produttività e salario.

La repubblica è fondata sul lavoro, non sui robot e nemmeno sulle pensioni.

Questo lavoro non deve avere nulla a che fare con il capitalismo, deve avere prima di tutto un ruolo sociale.

Se non ci si sveglia oggi, se non ci si organizza per tempo ci sarà il caos e l’unico lavoro umano possibile sarà il lavoro gratuito senza ricevere alcuna remunerazione.

Da anni cerco di spiegare quanto sia sbagliata la teoria economica di Adam Smith, ed infatti lui non considera frutti e fiori per i quali non è necessario un lavoro ma si ottiene il prodotto.

Allo stesso modo funziona con la robotizzazione, e ai due estremi l’uno, il lavoro umano e il lavoro della natura gratuito sarà l’unico in grado di contrastare l’altro estremo, quello descritto in questo articolo.

Per queso motivo reputo completamente privo di fondamento il marxismo nella parte relativa ai diritti degli operai sulla base dei quali si stabilirebbe che è consentito un certo scopo di lucro al datore di lavoro. A parte che in un sistema capitalista internazionale futuro,potrebbero non esservi più nemmeno gli operai…

Ma poi bisogna guardare al lavoro cambiando punto di vista, non come persone che si adattano al lavoro ma come lavoro che si adatta alle persone, come un collettivo che lavora con un proprio mercato interno nelle singole località tramite una nuova divisione del lavoro a disoccupazione zero.

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