L’assurda proposta di sviluppo del nord-africa fatta dall’autore Mogol

Mogol, la persona che ha scritto importanti testi musicali ha deciso di creare un programma per aiutare l’africa.

Anzi, in realtà il suo programma non è per l’intera africa ma solo per il nord africa.

Il piano prevede la spesa di soldi per costruire desalinizzatori per ottenere l’acqua,l’utilizzo di semi biologici, e del bestiame per il concime e per creare altre materie prime.

Ottimo direi, è quello che propongo da svariati anni…

Ma proseguendo la lettura di questo piano cominciano a comparire le prime negatività, le solite negatività, le negatività capitaliste alle quali purtroppo pare sia impossibile sottrarsi.

Il progetto prevede la creazione di aziende private che poi devono esportare qui il cibo prodotto.

Cioè, non so se si è capito bene…

Risolviamo il problema della fame in africa dando una barcata di soldi che vengono presi da aziende private,probabilmente europee che faranno scopo di lucro con i nostri denari ed esporteranno qui i loro prodotti a prezzi bassissimi creando concorrenza sleale.

Ma poi non capisco perchè un progetto che punta ad evitare che in africa ci siano delle persone denutrite debba prevedere l’esportazione di prodotti alimentari,  forse un controsenso?

Quindi, la prima parte della proposta è buona, si donano i salinizzatori così si risolve il problema dell’acqua, ottima la proposta dei semi biologici e quella delle bestie che possono anche essere quelle tipiche dei luoghi in modo da non portare razze aliene.

Ma poi va creata l’intelaiatura di rapporti sul territorio dove ogni singolo gruppi deve essere in grado di produrre il cibo che poi vanno a consumare.

Loro si autoproducono il loro cibo e lo fanno senza scopo di lucro, anche perchè se qualcuno nel caso meritasse uno scopo di lucro quello dovrebbe essere chi i soldi che li ha messi.

Altrimenti siamo alle solite, potenti gruppi multinazionali che controllano derrate alimentari, corruzione e tirannie e la denutrizione continuerà senza sosta con la differenza che la popolazione africana crescerà sempre di più e andrà fuori controllo.

Loro devono lavorare per guadagnare il cibo che serve per vivere, il cibo deve arrivare dal loro lavoro e le nascite devono essere collegate al cibo che hanno a disposizione e che raccolgono con il loro lavoro.

Noi che azzeriamo per l’ennesima volta il debito agli stati africani, che diamo ancora soldi e che ci vediamo beffati dall’arrivo di prodotti fuori mercato vorrebbe dire subire l’ennesima beffa.

Non ci deve essere l’aziendona che produce per tutti, ma tutti devono partecipare alla produzione di cibo e non solo di quello, senza il solito scopo di lucro, con scambi interni alle singole zone e mercatini a chilometri zero.

Questo deve fare l’europa, non cancellare le abitudini degli africani ma andare nei piccoli villagi rendendoli autosufficenti e creando una rete tra i vari piccoli villaggi di tutta l’africa e non solo del nord-africa.

Anzi, bisogna difendere gli africani dalle aziende multinazionali e dai nazionalisti, e questo è il primo mattone per fermare il flusso migratorio.

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