Fermare l’esproprio capitalista, il punto non è differenza tra ricchi e poveri ma tra alto e basso costo della vita

Il punto fondamentale non è l’ampliarsi della differenza tra ricchi e poveri all’interno dello stesso paese ma la diffierenza tra il più alto ed il più basso costo della vita in paesi diversi.

Le barriere non sono eliminate per fare un piacere ai lavoratori ma vengono eliminate per dare un vantaggio competitivo agli sfruttatori del capitale, umano e monetario, e ai datori di lavoro.

Stiamo parlando di margine sui guadagni fatti sfruttando il lavoro e i lavoratori fino al midollo, e fatti creando disoccupazione nei paesi dove il costo della vita è più alto.

In assenza di barriere il capitale va a sfruttare il paese dove il costo della vita è più basso ed esporta prodotti nei luoghi dove il costo della vita è più alto.

Il paese importatore del bene ottiene semilavorati e prodotti finiti e si crea disoccupazione per un fenomeno molto semplice: il costo più basso di quel prodotto.

Se un prodotto creato qui costa 10 e quello creato altrove costa 5, e questo a causa del costo della vita(e del lavoro) è evidente che in assenza di barriere il prodotto che costa 5 arriverà qui da noi e verrà preferito mentre quello che costa 10 smette di essere prodotto e si crea la disoccupazione.

Qui qualcuno ha avuto un fraintendimento perchè parla di produttività, di mercato a concorrenza perfetta ma non si rende conto che il cambio monetario verso un paese diverso può decidere la competitività del sistema paese e che dunque ci sono molti altri fondamentali fattori determinanti anche al di fuori della solita retorica sulla burocrazia.

In pratica quello che non si vuol capire è che in assenza di barriere non si può dare tutto a tutti.

Infatti qualsiasi spesa per lo stato sociale, qualsiasi spesa statale, la stessa inflazione che poi crea il debito pubblico aumentano il costo della vita e rendono la vita più difficile a chi deve poi trovare un laoro all’interno della comunità globale.

Siamo dentro un problemino, il nostro sistema bancario sopravvive se c’è inflazione, ma l’inflazione aumenta il costo della vita ed il debito pubblico.

Le lobby vivono e mangiano sul debito pubblico e come il sistema bancario ha bisogno di inflazione.

Ma per mantenere in vita questo sistema, facendo inflazione, si fa perdere competitività al sistema che deve confrontarsi con i diversi costi della vita in un mondo dove le merci si muovono sempre più rapidamente e con sempre meno barriere.

Ma facendo questo si aggrava il problema sulla competitività dell’economia reale per mantenere in vita l’economia finanziaria.

Ecco perchè ci vogliono i lavori pubblici comunali, ecco perchè va sgravato il costo della vita e del lavoro eliminando il costo dello stato e dal bilancio comunale da alcune fondamentali attività dando anche servizi minimi gratuiti pubblici anche per evitare i cartelli lobbistici di settore.

E la differenza tra costi della vita tra i vari paesi è il motivo principale che mi porta a dire che è giusta l’austerità per bloccare la crescita del debito in cifra assoluta e non invece guardandolo in rapporto al prodotto interno lordo.

Questo è l’unico modo per invetire il trend.

Se non c’è la barriera con un paese europeo e quel paese europeo al posto di spendere 160 miliardi annui (per la spesa pensionistica,per le baby pensioni erogate con il retributivo e per le pensioni sociali senza contributi versati) ne spende 60 di miliardi per il suo welfare abbiamo un grave problema perchè i nostri prodotti costeranno di più e questo peso aumenterà sommandosi inflazione dopo inflazione e questi nostri pensionati “privilegiati” compreranno i prodotti meno costosi ma che loro hanno contribuito a far diventare più costosi creando la successiva disoccupazione a causa della perdita di competitività del sistema.

Meglio allora dare zero euro di pensione ma dare servizi gratuiti pubblici fino ad un certo livello di prestazione, luce, acqua gas etc etc devono essere gratuiti fino ad un minimo garantito perchè non ha senso privatizzare questi servizi per far diminuire di prezzo questi servizi, si danno soldi alle lobby e si rende più caro il servizio ed inoltre poi vanno pure aumentate quelle pensioni perchè aumenta il costo della vita fin quando non si arriva alla fase di saturazione che ho già descritto molte volte ed in fine alla fase di snervamento dell’economia.

Non bisogna bloccare il Brennero per fermare i migranti ma semmai bisogna bloccare il Brennero per fermare i prodotti che poi arrivano qui e diventano italia anche grazie ad etichette poco chiare, arricchendo le lobby che sono fondate sul debito pubblico.

Altrimenti, se non si vogliono barriere, si deve fare il discorso esattamente opposto, invece di lasciare la decisione degli stipendi alle singole aziende si stabilisce un costo orario identico in tutta l’unione europea.
Se da noi si guadagnano 8 euro per ogni ora lavorata, allora anche in romania devono guadagnare 8 euro per ogni ora lavorata, e non invece 4 euro.
In questo modo i loro prodotti costeranno di più e sarà una vera concorrenza.
Ma non mi pare che si sia mai sentito parlare di sindacato europeo.

Comunque non mi risulta nemmeno che l’uguaglianza del costo orario sia compreso nel trattato di libero scambio con gli stati uniti d’america, mi risulta invece l’opposto che si tenti di favorire con apposite leggi gli stati dove il costo della vita è più basso con l’intento di creare desertificazione industriale in altri luoghi ed abbassare i diritti.

Quindi a cosa servirebbe l’uguaglianza del costo orario europeo se poi non ci sono barriere al di fuori dell’europa?
Praticamente a nulla…

Qualcuno riesce a rendersi conto che tutte queste manovre accadono mentre queste stesse lobby media-cratiche osano adirittura parlare di “globalizzazione dei diritti” proprio mentre viene attuato quello che si potrebbe chiamare “esproprio capitalista”?
Fermorestando che,a differenza dei lavori pubblici locali, questa soluzione di parificazione della paga oraria europea è temporanea visto che con le nuove tecnologie ci sarà la robotizzazione e quindi di conseguenza l’incremento della disoccupazione.

Infatti il sistema è in cortocircuito produttivo, per questo motivo serve che alcuni servizi essenziali siano gratuiti e gestiti all’interno dei singoli comuni tramite un rapporto diretto con il proprio territorio e con l’ambiente circostante.

Globalizzarli a scopo di lucro come si tenta di fare sarebbe fatale, in una società già morente e tra l’altro crea un potenziale e costante rischio per la democrazia.

Se queste persone controllano i media inculcano nell’opinione pubblica idee sbagliate sulle liberalizzazioni e sulle privatizzazioni e contro bocche di fuoco media-cratiche e lobbistiche non c’è partita perchè sono brave a ragionare tramite l’individualismo sociale e ci fanno pensare al nosto bene e non a quello collettivo.

Purtroppo è falso l’assunto sulla mano invisibile di Smith, il bene collettivo non si ottiene dalla somma degli egoismo individuali, così si ottiene solo ma massimizzazione dei profitti a scapito della cultura, dell’ambiente e della società, distorcendo la realtà a scopo di lucro e portando la società sulla strada dell’autodistruzione se questa fa aumentare il prodotto interno lordo.

Autoprodurre per fermare l’esternalizzazione da se stessa della sempre più nevrotica società.

Autoprodurre che non significa produrre auto ma al limite autoprodurle!

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