l’eccesso di libertà è liberticida

Quando si esagera si rischia sempre di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato, proverbialmente il troppo stroppia.

L’eccesso di libertà è liberticida perchè se mal gestita la libertà crea il suo esatto opposto portando al suo contrario.

Attenzione a dire che le lotte politiche sul divorzio e sull’aborto siano lotte per la libertà.

Attenzione anche a dire che oggi non c’è libertà perchè molte volte non si capisce quello che si ha fin quando non lo si perde e l’eccesso di libertà rischia di avere un effetto liberticida verso tutte le libertà di cui noi oggi stiamo godendo.

Il continuo incedere mediatico con il ritornello “non c’è libertà, ne vogliamo di più” potrebbe avere l’effetto di farci perdere tutte le libertà conquistate nel passato.

Attenzione anche a denunciare un mondo privo di libertà e proibizionista quando non è vero perchè si rischia di ottenere come risultato un mondo realmente privo di libertà, esattamente quello denunciato inizialmente MA CAUSATO DA QUELLI STESSI CHE LO DENUNCIAVANO, e che come pionieri lo hanno provocato.

Creano il mostro che cercano di combattere…

L’eccesso di libertà si può trasformare in un vero e proprio abuso di libertà e può essere precursore dell’oscurantismo da un lato e del controllo totale dei cittadini con il grande fratello dall’altro.

Ad esempio il finanziamento pubblico ai partiti è una forma di libertà, mentre il consegnare la politica agli investitori privati è una limitazione delle libertà che non permette il rispetto del dettato costituzionale sulla partecipazione attiva dei cittadini alla politica indipendentemente dalla propria condizione economica.
L’abuso fatto con i finanziamenti pubblici sono da condannare, ma non si può fare di tutta un’erba un fascio distribuendo quei soldi di quel finanziamento pubblico lanciandoli ad un comizio perchè in quel momento si crea una lesione delle libertà e dei cittadini più poveri,ed è francamente un metodo meschino per mettere proprio quei cittadini più poveri contro la politica e contro il loro stesso interesse di vedersi rappresentati non solo da chi ottiene finanziamenti privati.

Non si può il giorno prima parlare dei partitini come danno alla democrazia e il giorno dopo riconoscere il grande merito di uno di questi partitini che con delle percentuali elettorali molto basse ha ottenuto dei risultati significativi nella politica italiana negli ultimi 60 anni.

O si ammette che i partitini fanno parte della democrazia e si danno i seggi che a loro spettano in base al risultato elettorale evitando sbarramenti e collegi uninominali ammetendo che questi possono incidere nella vita democratica del paese e che fanno parte del tessuto sociale, oppure si continua a dire che i partitini sono dannosi sempre, anche quando raccolgono le firme per un referendum sul divorzio o sul finanziamento pubblico ai partiti.

In particolare un partito che esiste in parlamento, in tutte le regioni e in quasi tutti i comuni che lotta contro la partitocrazia, cioè in pratica lotta contro se stesso, non può che riconoscere la libertà data da un sistema democratico con legge elettorale proporzionale pura e senza sbarramento che ne ha permesso la nascita, l’esistenza e la sopravvivenza.

Se tale partito se ne esce con sistemi elettorali che poi tolgono ad esso la propria rappresentanza costringendolo la legislatura prima ad una fusione con la destra, la legislatura dopo ad una fusione con la sinistra mentre perde tutti i consiglieri comunali dopo l’entrata in vigore dello sbarramento elettorale.

Se un partito si comporta in questa maniera lede non solo la propria libertà, ma la libertà di qualsiasi altro partito si trovasse nella stessa situazione ed avesse la sfortuna di partecipare alle elezioni con un sistema elettorale diverso che non riconosce i voti ricevuti e non li trasforma in seggi deformando l’esito del voto.

Quando vedo che nel comune di Napoli nel 2016 ci sono ben 42 liste, mi chiedo quante liste erano presenti nella prima repubblica, e mi chiedo come mai accade questo.
Accade semplicemente perchè serve un singolo voto in più dato ad un sindaco per far scattare un premio di maggioranza e quindi le liste contano praticamente zero, a contare è il collegio uninominale che elegge una singola persona, il sindaco.

Eppure oggi nei comuni abbiamo lo sbarramento del 3% e almeno 30 di quelle 42 liste resteranno senza rappresentanti perchè non riceveranno abbastanza voti per superare tale soglia ma saranno state determinanti per far scattare un premio di maggioranza.

nella prima repubblica non c’era alcuno sbarramento ma le liste avevano un valore ed un radicamento sul territorio e per questo motivo se ne presentavano molte di meno.

Distribuire droga come forma di protesta contro l’antiproibizionismo non è dimostrazione per avere maggiori libertà, è un eccesso di libertà ed è un atto liberticida.
Se veramente fosse legalizzata non avremmo più libertà avremmo minore sicurezza il che porta come conseguenza ad una limitazione della libertà e una conseguente richiesta di maggiore sicurezza.

Unendo tutti questi fattori ad altri quali ad esempio il liberalismo economico capitalista e la ricerca scientifica salta fuori un mondo dominato dall’individualismo che regola i propri rapporti tramite singoli interessi privati.

Sicchè chi avrà più soldi soldi avrà una portata decisionale schiacciante su ogni democrazia e sugli individui più poveri ai quali rimane al limite la possibilità di drogarsi e di avere l’amnistia in carcere dopo essere stati messi sulla cattiva strada da una società devastata dall’egoismo dello scopo di lucro personale che si scontra con altri egoismi in lotte politiche bipartitiche e quasi del tutto finte e private di portata reale, aumetando così il disagio ed il distacco dei cittadini dalla politica e dalla cosa comune.

In certi momenti, anzi quasi sempre, a me sebra che i poteri forti, ovvero l’unione degli interessi individuali concordanti di persone dotate di capitale derivante dallo scopo di lucro ottenuto dall’inflazione degli stati sovrani, giochino al suicidio collettivo delle individualità più deboli e questo per scopo di lucro o per entirsi onnipotenti nelle loro nuove scoperte tecnologiche.
E ci riescono pure perchè hanno trovato il modo per creare dipendenza sociale,talvolta chimica con i loro prodotti, talvolta ipnotica con i media.

La vera libertà è invece nell’autonomia e nell’autoproduzione, contro la dipendenza totale degli individui dall’interscambio commerciale capitalista, il che non significa vietarlo ma regolamentarlo, e a favore della dipendenza dal buon senso che oggi però è poco visibile.

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