Unioni civili : mattarella e la poligamia costituzionale

Se è vero che le formazioni sociali sono costituzionalizzate è anche vero che tali formazioni sociali non debbono avere alcuna distinzione di sesso, razza o religione.

Se le unioni civili sono formazione sociale non possono riguardare solamente persone dello stesso sesso.

O meglio, potrebbero anche riguardare persone dello stesso sesso escludendo le altre, in quanto esistono formazioni sociali in cui sono presenti solo donne o soli uomini, e quindi non sarebbe questo il punto su cui è fondata la tesi di incostituzionalità delle unioni civili.

Ma le unioni civili proprio perchè intese come formazione sociale e proprio perchè devono essere confrontate con le altre formazioni sociali non possono avere tale differente trattamento.

In pratica,per far assomigliare le unioni civili ai matrimoni civili(o religiosi) per far avvicinare quelli che loro chiamano diritti civili, si crea un solco profondo tra questa formazione sociale, le unioni civili, e tutte le altre formazioni sociali.

Qualcuno potrebbe chiedersi perchè la reversibilità pensionistica possa spettare solo alla formazione sociale delle unioni civili e non a tutte le altre formazioni sociali.

La risposta è evidentemente nel fatto che le unioni civili non sono una formazione sociale e che questo strumento è utilizzato impropriamentre e sproporzionalmente rispetto ai vantaggi economici dell’essere formazione sociale.

Le unioni civili sono una surroga del matrimonio, e gli stessi proponenti della legge hanno ammesso candidamente che servono tale formazione sociale è complementare all’istituzione costituzionale del matrimonio.

Solo che il matrimonio è scritto nella costituzione e non si può compensare ciò che è scritto in costituzione tramite una legge ordinaria.

Si può forse con legge ordinaria stabilire che la regione veneto è una repubblica per compensare il fatto che la stessa costituzione dice che la repubblica italiana è una e indivisibile cercando tramite legge ordinaria di compensare quando scritto in costituzione?

No, non si può perchè si tratta di una mistificazione della lettura del testo costituzionale.

Allo stesso modo non si può compensare quanto scritto sui matrimoni naturali per comprendere tutte quelle forme che non rientrano in tali fattispecie.

La parola fattispecie significa proprio apparenza di fatto e una delle poche cose che distingue il matrimonio dall’unione civile è il vincolo di fedeltà.

Chiedo come sia possibile che all’interno di tale formazione sociale non ci sia la possibilità di utilizzare tale unione civile per una coppia eterosessuale?

Non è forse una discriminazione vietare agli eterosessuali l’unione civile che non ha vincolo di fedeltà per poter ottenere uno sconto irpef oppure una reversibilità pensionistica?

Abbiamo due scenari, il primo dove l’unione civile è formazione sociale senza distinzione sesso e razza dove però c’è una evidente discriminazione sessuale perchè si prevede che solo coppie dello stesso sesso possano utilizzare questo strumento.
E QUESTA’ E’ UNA VISIONE DOVE L’UNIONE CIVILE E’ COMPLEMENTARE AL MATRIMONIO, PERTANTO E’ DA CONSIDERARSI MATRIMONIO A TUTTI GLI EFFETTI(ad eccezione del vincolo di fedeltà e dell’adozione che non è automatica ma viene fatta dai giudici)

Il secondo scenario dove le unioni civili effettivamente sono permesse anche agli eterosessuali, ed in questo caso è chiaro che QUESTA E’ UNA VISIONE SOSTITUTIVA DEL MATRIMONIO ma almeno è rispettato il dettato costituzionale dell’assenza di discriminazione di sesso.

In ognuno di questi casi si va contro il dettato costituzionale che riguarda il matrimonio naturale.

Infatti al matrimonio sono legati sia la reversibilità pensionistica che gli sconti irpef.

Altrimenti bisognerebbe legare queste due gigantesche e non irrilevanti distinzioni economiche con cui sono disciminati i cittadini ad una terza variabile, che non sia ne matrimonio ne unione civile, ovvero una convivenza sotto lo stesso tetto per almeno 5 anni per uno sconto irpef e almeno 10 anni per la reversibilità pensionistica che riguarda solo i contributi versati all’INPS durante il periodo di convivenza sotto lo stesso tetto(escludendo così convivenze economiche di soli 10 anni oppure le badanti)

Si depurano così sia il matrimonio che l’unione civile dalle discriminazioni economiche alle quali sono assoggettati oggi tutti quelli che non rientrano in tali categorie e si fa in modo che la “formazione sociale unione civile” non discrimini a propria volta le altre formazioni sociali esistenti in italia.

Nel ricordare che se si accetta siffatta legge si deve accettare anche una possibile futura legge che dia sconti economici a qualsivoglia formazione sociale in maniera discriminante per la popolazione.

Evidentemente, e qui sta’ l’assurdo, per evitare che ad altre formazioni sociali siano dati altre tipologie di vantaggi economici si dirà che l’unione civile è complementare al matrimonio, e cioè lo ricalca!

Cosa totalmente falsa perchè evidentemente matrimonio il naturale vieta il matrimonio gay, così come l’unità della repubblica vieta che ci possano essere alte repubbliche in Italia(san marino a parte!)
Questo per dire che se un domani un giudice lo ritenesse opportuno su ricorso di una famiglia poligama potrebbe riconoscere, e sarà quasi un atto dovuto, l’esistenza della poligamia come formazione sociale discriminata rispetto al matrimonio e alle unioni civili, dando la pensione di reversibilità a tutte le mogli di un singolo marito(o vice versa!!)

Che poi non capisco bene come si possa togliere la reversibilità pensionistica, un diritto che matura con il matrimonio, e in caso di divorzio e sccessiva unione civile far prevalere quest’ultima, evidentemente c’è una equiparazione.

E poi perchè non bisognerebbe considerare i “single” e i conviventi come due formazioni sociali?
La formazione sociale costituita da persone che vivono da sole non è forse diffusissima?
La costituzione non parla anche di loro quando si riferisce ai diritti e ai doveri di tutti i cittadini?
Perchè mai i singoli non potrebber avere la stessa IRPEF di quelli che hanno contratto l’unione civile?
E i conviventi non sono forse formazione sociale visto che la stessa legge sulle unioni civili ne riconosce l’esistenza?
Non è incostituzionalità insita nella stessa legge questa forma di discriminazione, tra l’altro di sesso visto che i conviventi possono essere anche eterosessuali mentre le unioni civili sono solo omosessuali?
I conviventi non meritano lo sconto irpef e la pensione di reversibilità?
La considerazione finale riguarda una presunta incostituzionalità della “famiglia naturale”.

Preso atto del fatto che una coppia omosessuale debba avere gli stessi diritti di una coppia eterosessuale, la conseguenza “naturale” è che ci sia una antinomia costituzionale tra due principi presenti nella prima parte della costituzione.

Il primo riguardante la famiglia naturale, cioè evidentemente l’eterosessualità, il secondo riguardante il diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio.

Perchè se i matrimoni gay non sono costituzionalizzati evidentemente non si possono dare uguali diritti alle coppie omosessuali creando un simil matrimonio a loro immagine e somiglianza, sulla base di altri dettati costituzionali.

Altrimenti è evidente che c’è una palese antinomia tra due punti fondamentali della prima parte della costituzione che evidentemente tra loro non possono “convivere”.

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha dtto che le unioni civili omosessuali sono la rappresentazione di un diritto costituzionale di una formazione sociale.
Se è così pure la formazione sociale costituita da poligami potrà diventare un diritto costituzionale.
Dove sta scritto che una formazione debba essere formata da soli due componenti per ottenere la reversibilità pensionistica e non invece da 3 o da 4 comprensivi di quelli separati e divorziati?

Il triangolo no… non l’avevo considerato…

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