UnioniCivili referendum Quagliariello inammissibile

Il Referendum abrogativo proposto da Quagliariello & Company sulle unioni civili ed in particolare sulla discriminazione tra coppie eterosessuali e omosessuali nelle convivenze e nelle unioni civili potrebbe essere inammissibile data l’incidenza sul bilancio ed essendo vietati referendum abrogativi su temi economici.

Un referendum di tale tipo non è a costo zero ma avrebbe cosi molto elevati, può costare a regime anche decine di miliardi di euro in caso di vittoria dei si e superamento del quorum.

La costituzione vieta di tenere referendum su materie economiche e purtroppo questo quesito crea un buco nelle casse dello stato non indifferente.

Se si considerassero solo le pensioni di reversibilità saremmo nell’ordine di 20 miliardi, perchè le coppie conviventi sono molto di più di quello che sembrano e sono anche coppie divorziate che poi successivamente vanno a convivere con l’amante e che oggi ottengono la reversibilità dall’ex-marito o l’ex-moglie magari dopo un matrimonio di comodo durato solo 6 mesi.

Se venisse ammesso e avesse successo un referendum di questo tipo non servirebbero nemmeno più i matrimoni, visto che l’evoluzione della società non li ha equiparati all’istituto delle unioni civili ma bensì all’istituto dell’evasione fiscale.

Ci si sposa per evadere il fisco, per pagare meno irpef, poi si fa una finta separazione magari rimanendo sposati e si evade un pochino anche lì, oppure al momento opportuno si divorzia per ottenere un mantenimento dal coniuge sposato solo perchè ricco, a cui si è resa la vita impossibile.

Senza fare troppo sessissmo, ma lo sappiamo come sono fatte le donne che stanno lì a girare per le vetrine e a guardare gioielli!

LA LEGGE DEVE ELIMINARE OGNI VANTAGGIO NELLA STIPULA DI MATRIMONI ECONOMICI.

POCO CONTA SE CI SIA O SE NON CI SIA IL MATRIMONIO, L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIA UNA CONVIVENZA DI ALMENO 10 ANNI PRIMA DI AVERE UN QUALCHE VANTAGGIO ECONOMICO, ALTRIMENTI CHI HA AVUTO SCONTI FISCALI DEVE RESTITUIRE TUTTO.

Se vogliono il divorzio breve non ci sono problemi, gli si può dare il divorzio anche solo con una telefonata presso l’anagrafe, 5 minuti.

Ma bisogna togliere i soldi senza una convivenza di almeno 10 anni, chissenefrega se c’è o non c’è il matrimonio.

E’ più importante sposarsi e risposarsi 3 o 4 volte nel giro di pochi anni oppure è più importante convivere per 10 anni con la stessa persona anche se non si è sposati?

Io credo che la risposta giusta sia la seconda, quindi chi convive per 10 anni, che sia una coppia sposata oppure no, ottiene gli sconti fiscali, ottiene il diritto alla pensione di reversibilità.

Infatti un matrimonio economico è da considerarsi molto più lesivo dell’istituzione rispetto ad una unione civile.

Il punto è che oggi con l’attuale legge sulle pensioni di reversibilità si creerebbe un buco di bilancio non indifferente di decine e decine di miliardi di euro perchè essa viene data a chiunque e non viene calcolata sui contributi versati durante la fase di convivenza della coppia o durante il matrimonio.

Se si convive per 15 anni ed in quei 15 anni sono versati solo i contributi mi par giusta la reversibilità su quei 15 anni e non su tutti gli anni di vita del lavoratore che si è sposato magari a metà della sua vita lavorativa.

Quindi ad oggi il referendum quagliariello è inammissibile perchè “urta” le casse dello stato.

Il consiglio che posso dare, invece di mettersi a raccogliere 500 mila firme, è di chiedere a 2 privati cittadini di sesso diverso di poter utilizzare le nuove unioni civili, si badi bene, non il matrimonio civile, ma l’unione civile che è prevista essere utilizzata solo da persone dello stesso sesso.

Si chieda a queste persone di poter essere iscritte nel registro delle unioni civili che ovviamente è distinto dal registro dei matrimoni civili.

Nel fare questo,si scelga appositamente un sindaco arcobaleno, o meglio ancora come forma di protesta si sceltano tutti i tribunali italiani e si chieda a persone di sesso diverso di essere iscritte al registro delle unioni civili.

Al diniego del sindaco arcobaleno o di tutti gli altri sindaci si faccia un esposto chiedendo poi l’intervento della corte costituzionale.

Questo va contro la costituzione relativamente alla discriminazione di sesso,razza,religione, infatti le unioni civili sono previste solo per persone dello stesso sesso.

il matrimonio basato sulla famiglia naturale è eccezione posta all’interno della carta costituzionale e riguarda 1 uomo ed una donna, cioè persone di sesso diverso ma trattasi di norma costituzionale.

Una legge ordinaria sulle unioni civili non può asfaltare il principio costituzionale della discriminazione sessuale per pareggiare un’altra norma costituzionale,quella sulla famiglia naturale, che si crede sia deficitaria nei confronti degli omosessuali, per far questo serve una normativa di rango costituzionale.

La famiglia naturale discrimina il sesso in quanto tale famiglia si intende basata da una persona di sesso femminile e da una di sesso maschile, ma questa è una discriminazione costituzionalizzata come eccezione “naturale” come base e fondamento della società e non si può compensare tale norma costituzionale calpestando il principio dell’assenza di distinzione di sesso come accade per le unioni civili destinate alle sole coppie omosessuali.

Si dirà allora che la coppia di sesso diverso deve utilizzare il matrimonio civile e non l’unione civile, perchè la legge consente loro questa opportunità che gli omosessuali non hanno.

Ma deve essere la singola coppia eterosessuale a poter decidere se scegliere il matrimonio civile o l’unione civile e non invece essere discriminata dalla legge.

A meno che non si intenda che l’unione civile ed il matrimonio civile siano la stessa cosa e quindi l’una completi l’altra.
Questa tesi tra l’altro è utilizzata dai promotori di questa legge, ma ciò evidentemente vorrebbe dire incostituzionalità totale e dunque l’eliminazione delle unioni civili.

Creare unioni civili che sono parificate al matrimonio civile e destinate alle sole coppie omosessuali significa porsi al di fuori dell’eccezione costituzionale della discriminazione “naturale”.

Dunque le unioni civili devono riguardare anche persone dello stesso sesso, quindi la corte costituzionale non potrà che eliminare quella parte di legge.

A quel punto, dopo la sentenza, sarà chiaro a tutti che la legge sulle unioni civili diverrà economicamente insostenibile e che dunque la pensione di reversibilità dovrà subire una riforma profonda,che scatti solo dopo almeno 10 anni di convivenza anche al di fuori del matrimonio, e che tenga conto del dare-avere dei contributi versati,che sia retroattiva visto che costa decine di miliardi di euro e serve per i matrimoni di interesse e per le donnacciole da giro turistico per le vetrine con i loro tacchi 20 che camminano tutte intorcolate e quasi miracolate per non essersi slogate una caviglia.

A tal proposito è utile togliere ogni effetto economico e patrimoniale a matrimoni (o unioni civili) durati meno di 5 anni anche se ci sono patti pre matrimoniali che diventano quindi nulli, a meno che non siano nati figli.

Ci sarebbe una seconda possibilità, ovvero che la corte ritenga di cancellare per intero le unioni civili, a quel punto l’unico percorso per riproporle sarà costituzionale e li aspettiamo al varco con il referendum confermativo costituzionale se vorranno proporre i matrimoni gay.

Annunci