Differenza non è tra sinistra e destra o tra repubblicani e monarchici ma tra capitalisti e anticapitalisti

Hanno ragione quanti da diverso tempo continuano a ripetere che i recinti tra destra, centro e sinistra non esistono.

In realtà esistono ma sono passati in secondo piano.

Oggi la vera differenza non è tra destra e sinistra o tra monarchici e repubblicani ma tra capitalismo e anticapitalismo.

Anche in passato è stato così, basti pensare al partito socialista spaccato in due parti, la parte capitalista che era alleata con la democrazia cristiana e la parte anticapitalista alleata del partito comunista e che nel simbolo, seppur raffigurati in piccolo,avevano la falce ed il martello.

il famigerato bivio, il famigerato “o di quà o di là” non distingue l’essere di destra o l’essere di sinistra, distinguere tra l’essere capitalista e l’essere anticapitalista.

Una sinistra anticapitalista è molto più vicina di quello che può sembrare ad una destra anticapitalista piuttosto che ad una sinistra capitalista.

Così come una destra capitalista è molto più vicina ad una sinistra capitalista rispetto alla distanza con la destra anticapitalista.

Questo non perchè destra e sinistra siano uguali ma perchè il solco tra capitalismo ed anticapitalismo è crescente ed è arrivato ad appianare queste differenze all’interno dell’arco costituzionale.

Pure il centro può essere capitalista o anticapitalista, la stessa condivisione dei beni non è una invenzione comunista ma era ben presente fin dagli albori di svariate religioni e si può trovare anche oggi in svariate e limitate situazioni, e pure i rappresentanti politici del centro possono essere più o meno capitalisti.

Indubbiamente il capitalismo ha storicamente vinto e l’anticapitalismo è storicamente scomparso, ma oggi si sono aperte delle enormi crepe a causa di un sistema economico che non può stare in piedi e potrebbe esserci spazio per una rivincita o quantomeno per un compromesso storico da pari a pari.

L’anticapitalismo non può che riunirsi intorno al significato del termine “naturale” per fermare la ricerca scientifica ed i diritti in-civili capitalisti che vogliono stravolgere la società.

Se difendere il significato del termine “naturale” significa essere conservatori allora gli anticapitalisti sono conservatori.
Ma io non penso che qui si stanno ponendo limiti alla ricerca scientifica in quanto tale, ma ad una certa e specifica ricerca scientifica ovvero quella che si sviluppa solo per la presenza dello scopo di lucro.

Questo significa implicitamente essere contrari ad esempio agli organismi geneticamente modificati utilizzati come cibo o che entrano in una qualsiasi catena alimentare e al limite essere favorevoli alle fattorie verticali per produrre maggiori quantità di cibo, dichiarando pubblicamente guerra a qualunque stato decida di utilizzare queste tecniche nei propri territori.

Significa essere contrari anche alla ricerca scientifica atta a modificare geneticamente gli esseri umani e conseguentemente dichiarare guerra totale a qualunque stato persegua tali finalità.

Significa chiedere conto degli esperimenti fatti al CERN di Ginevra e porre il diritto di veto su quelli maggiormente pericolosi o il alternativa dichiarare guerra totale a chi li porta avanti senza il permesso della “nuova comunità internazionale anticapitalista”.

La ricerca scientifica che come ragione di fondo ha un progresso morale e portata avanti dai valori “naturali” del ricercatore che ha in sè dei paletti morali nel suo incedere e non dovrà certamente essere costruita con al suo interno l’autodistruzione della società dove viene utilizzata.

Invece lo scopo di lucro vive sulla creazione della dipendenza fisica e psichica per fare affari monetari, ed è per questo che il capitalismo vuole deregolamentare le droghe, perchè la dipendenza serve allo scopo di lucro per deviare la società ed ottenere maggiori profitti.

Oltre che intorno alla parola “naturale” e all’assenza di scopo di lucro, gli anticapitalisti dovrebbero ritrovarsi intorno al concetto di “eliminazione della proprietà intellettuale a scopo di lucro” per fare in modo che la condivisione della conoscenza non possa unirsi con l’individualismo stretto, purtroppo utilizzato dai capitalisti come base per lo sviluppo e la crescita della loro ideologia basata sulla proprietà privata pensata bene assoluto e posta al di sopra del bene collettivo.

Gli anticapitalisti a mio avviso devono lottare insieme anche per vietare che dei privati o dei singoli stati possano mettere in atto missioni spaziali.

Gli stati devono internazionalizzarsi nelle loro decisioni e devono collaborare nelle missioni spaziali eliminando la smania di conquista ben rappresentate dalla bandiera statunitense posta sulla luna.

La luna può considerarsi americana dopo che è stata piantata la loro bandiera?
Ricordo che piantare per primi la bandiera su un luogo ha un significato ben preciso.

E’ fondamentale fermare missioni spaziali come quelle preparate in solitudine da un social network privato, facebook.

Non si può lasciare lo spazio in mano al capitalismo d’assalto altrimenti i danni potrebbero essere inimmaginabili, così come non è ammissibile che la corea del nord lanci in solitudine dei missili satellitari.

Combattere il capitalismo serve appunto per eliminare l’egoismo dei singoli(stati e privati) che pensano H24 al loro scopo di lucro, alla loro visibilità, ai loro affari, cominciando a pensare al bene collettivo.

Solo la nuova ONU anticapitalista potrà approvare queste missioni, la loro forma, la loro sostanza e deve poter fermare con qualunque mezzo un qualunque stato o una qualunque azienda privata prenda iniziative solitarie.

Al diminuire delle distanze tra capitalismo ed anticapitalismo, le differenze tra sinistra e destra o tra repubblicani e monarchici, potranno tornare ad avere un senso che oggi non hanno più.

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