1° maggio,le ragioni del sindacalista Lama, l’aumento delle retribuzioni e del debito

Ritengo che questo ragionamento sia totalmente sbagliato:

“Un grande sindacalista come Lama negli anno ’80 ha affermato che la crescita dello stipendio deve essere variabile indipendente alla produttività, e cioè aumentare indipendentemente dal lavoro podotto.
Per questo motivo in quegli anni è stato fatto un patto attraverso il quale si è stabilito che lo stato pagava una parte dell’aumento degli stipendi perchè altrimenti le aziende con tali aumenti salariali sarebbero andate in crisi.
Questo ha fatto aumentare la spesa pubblica che ha prodotto il debito pubblico”.

E’ totalmente sbagliato perchè non tiene conto di una semplice variabile: l’iper-inflazione.

Punto primo, non è così automatico il dire che una maggiore remunerazione ai lavoratori crea una più difficile situazione per le aziende
Infatti nel mentre aumentavano i salari e aumentavano i costi per le imprese aumentavano anche i loro fatturati.
Il concambio monetario di una lira debole consentiva una sorta di ammortizzazione del prezzo che va appunto relazionato a livello internazionale con le altre monete, considerando che l’economia italiana si è sempre basata sulle esportazioni*.

Lo stesso aumento dei salari era la base per permettere a quei lavoratori di comperare merci più costose create da aziende che pagavano di più i lavoratori, e dunque le cose stanno esattamente all’opposto di quanto affermato e cioè senza quegli aumenti salariali le aziende avrebbero avuto difficoltà a rimanere sul mercato perchè non avrebbero più venduto la stessa quantità di merci.

E’ CHIARO CHE E’ TUTTO IL SISTEMA ITALIA AD ESSERSI LOGORATO A CAUSA DELL’IPER INFLAZIONE E NON LA SINGOLA AZIENDA.

Se l’inflazione ha una media del 20%, in 5 anni raggiunge adirittura un totale del 100%, e quindi il lavoratore pur facendo la medesima fatica vedrebbe clamorosamente indissolubilmente intaccata la propria remunerazione potendo comprare un numero di beni molto limitato e aggravando la situazione economica.

Di fronte a queste cifre quanto ha affermato il sindacalista Lama risulta assolutamente corretto.

Infatti, ci dovrà essere l’aumento di stipendio al solo scopo di far mantenere ai lavoratori lo stesso potere d’acquisto che avevano in prima, e questo a parità di produttività.

Dunque la causa del debito è da ricercare nell’iper-inflazione non invece nell’aumento delle remunerazione che sono solo una conseguenza.

Così come l’incremento del debito pubblico e la successiva impossibilità di acquistare titoli di stato invenduti da parte della banca d’italia con il conseguente divorzio dal ministero del tesoro e il successivo ed esponenziale incremento dei tassi di interesse sul debito non sono certamente dovuti agli aumenti delle retribuzioni dei lavoratori che erano parzialmente pagati dallo stato, ma sono tutte variabili conseguenti all’iper-inflazione.

La banca d’italia non preva più stampare banconote per acquistare titoli di debito invenduti perchè c’erano già troppe banconote circolanti ed ogni nuova banconota andava ad aumentare l’inflazione e di conseguenza a peggiorare tutti i parametri economici.

Conseguenza naturale è che se l’inflazione risulta essere al 15% i titoli di stato devono essere venduti ad una percentuale di almeno il 15%, in quanto i risparmiatori (così come i lavoratori citati nell’esempio precedente) non mettono i soldi in banca per vedersi mangiati tutti i risparmi.

Evidentemente c’è poi il capitale estero che specula sul debito guadagnango quel 15% netto tramite il carry-trade, avendo magari nel paese d’origine del capitale una inflazione molto inferiore e prestando dollari ottengono indietro la stessa cifra moltiplicata per 2, in quanto il debito va restituito in dollari.

Ma è matematico che se i titoli di stato sono venduti al 15% nel giro di pochi anni la cifra di quello stesso debito va a triplicare e a quadruplicare.

Ed è matematico che alla fine un decennale con un tasso di interesse del 10% al termine dei 10 anni per il suo rifinanziamento andrà a generare 2 decennali dell’idendica cifra, ovvero un raddoppio del debito.
Come ho ripetuto più volte alla base dell’iper-inflazione italiana(tabelle e senso logico alla mano) c’è una semplice cosa : l’imposta sul valore aggiunto.

Ci sarebbero altri 2 fattori, le 2 crisi petrolifere e le riforme “per dare tutto a tutti”.

l’esempio più semplice di una riforma “per dare tutto a tutti” è la riforma del sistema pensionistico che è passato da quello a capitalizzazione a quello retributivo, che si badi bene è tutt’altra cosa a rispetto quanto riportato qui sopra da Lama riguardo allo stipendio dei lavoratori;
In questo caso lo stato ha dato una nuova pensione a chi in precedenza non ne aveva diritto e poi evidentemente ha aumentato queste pensioni sulla base della successiva iper-inflazione generata dalle troppe banconote circolanti una volta creato il circolo vizioso, mentre nel caso precedente si è trattato di un semplice adeguamento all’inflazione.

Le due crisi petrolifere (anni ’70 e ’90) sono note, negli state’s hanno generato iper-inflazione per soli 2 anni, da noi per oltre 10 ciascuna, quindi non sono la causa primaria del nostro debito, ma una concausa, anche per il fatto che noi importavamo molte materie prime energetiche ed abbiamo messo l’imposta sul valore aggiunto anche sulla benzina.

E’ stata la tassa sul valore aggiunto ad aver fatto scattare la scintilla dell’iper-inflazione.
Questa tassa decisa dalla comunità economica europea non esisteva in Italia e dal momento in cui è entrata in vigore i cittadini hanno visto la loro qualità della vita precipitare anno dopo anno, e al giorno d’oggi non siamo ancora arrivati in fondo al precipizio.

Ho dimostrato in passato come questa tassa sia riuscita a generare più uscite che entrate, abbia fatto terminare il nostro boom economico, abbia fatto smettere di accumulare oro all’interno della banca d’italia,abbia fatto vendere la banca d’italia ai privati ed abbia creato un senso di frustrazione e strangolamento, con lo stato che da amico è diventato controllore dell’evasione fiscale e si è insediato in tutti i meandri dello scambio economico.

Logicamente se dal giorno prima al giorno dopo ti dicono che devi pagare il 20% di tasse sui prodotti che vendi sei portato ad alzare i prezzi di quel 20%.

E questo è quello che è successo, fortunatamente quel 20% è subito diventato 10% dopo le proteste, ma la frittata era fatta, era partita l’iper-inflazione, l’italia se ne sarebbe torata fuori solo dopo la vendita del patrimonio pubblico, dopo aver privatizzato tutti i beni statali e dopo manovre lacrime e sangue.

Era davvero necessaria questa tassa ed era davvero necessaria la riforma retributiva delle pensioni per dare “tutto a tutti”?

Io penso di no.

Strane coincidenze sulle date, l’IVA nasce nel 1973, strana casualità la riforma pensionistica va in finanziaria proprio in quello stesso anno.

E’ quasi come se la democrazia cristiana avesse cercato di calmare le acque della precedente riforma maldigerita dall’intero settore produttivo regalando baby-pensioni e jpensioni di anzianità.

Bisogna ricordare che stiamo parlando di anni molto agitati, c’erano i sesantottini belli caldi….

Oggi stiamo peggio perchè il “sistema italia” è logoro ed il costo della vita e del lavoro è arrivato negli anni al livello di saturazione che ho già spiegato altre volte.

L’imposta sul valore aggiunto negli anni si è mangiata il margine di profitto.

Oggi l’inflazione è di casa nei paesi emergenti ma non da noi proprio perchè il loro costo della vita e del lavoro è da 5 a 10 volte inferiore al nostro e questo proprio perchè loro non hanno avuto l’iper-inflazione.

Loro si trovano nella situazione in cui eravamo noi al tempo del boom-economico, esattamente privi di uno statuto dei lavoratori così come ne era priva l’Italia del sindacalista Lama.

In ogni caso ci sono categorie economiche in Italia che devono all’iper-inflazione la loro fortuna, come ad esempio gli immobiliaristi hanno cementificato la nostra penisola.
Avevano ed hanno ancora oggi molti collegamenti con la politica…

E perchè in italia c’è così tanto risparmio privato?

Perchè molta gente ha costruito le sue fortune sull’aumento dei prezzi, e non ho mai messo in dubbio che dietro questa situazione economica ci sia anche la malavita organizzata italo-americana e la massoneria finanziaria.

Non è mica una caso se il governo Berlusconi ha fatto inserire nel 2009,all’interno dei trattati europei del fiscal compact,il riferimento al risparmio privato, i  due fattori(crisi ed elevato risparmio) sono strettamente correlati.

Elevato risparmio in realtà ottenuto non aumentando le buste paga ma tramite la speculazione nel meccanismo dello scopo di lucro avvalendosi dell’iper-inflazione.

E qui parliamo di settore secondario, terziario, partite iva. autonomi.

Teoricamente si sono guadagnati le loro fortune lavorando, fattivamente ne hanno aprofittato alimentando l’iper-inflazione, stessa cosa che hanno fatto all’entrata dell’euro, ma questa volta gli è andata male.

*P.S.

Va ricordato che sebbene la moneta lira fosse più leggera vi erano in quegli anni degli accordi internazionai tra paesi europei che impegnavano una limitazione della svalutazione ad un range massimo nei confronti delle altre monete quali Marco e Franco.

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