Updates from maggio, 2016 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:55 il 31 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    L’assurda proposta di sviluppo del nord-africa fatta dall’autore Mogol 

    Mogol, la persona che ha scritto importanti testi musicali ha deciso di creare un programma per aiutare l’africa.

    Anzi, in realtà il suo programma non è per l’intera africa ma solo per il nord africa.

    Il piano prevede la spesa di soldi per costruire desalinizzatori per ottenere l’acqua,l’utilizzo di semi biologici, e del bestiame per il concime e per creare altre materie prime.

    Ottimo direi, è quello che propongo da svariati anni…

    Ma proseguendo la lettura di questo piano cominciano a comparire le prime negatività, le solite negatività, le negatività capitaliste alle quali purtroppo pare sia impossibile sottrarsi.

    Il progetto prevede la creazione di aziende private che poi devono esportare qui il cibo prodotto.

    Cioè, non so se si è capito bene…

    Risolviamo il problema della fame in africa dando una barcata di soldi che vengono presi da aziende private,probabilmente europee che faranno scopo di lucro con i nostri denari ed esporteranno qui i loro prodotti a prezzi bassissimi creando concorrenza sleale.

    Ma poi non capisco perchè un progetto che punta ad evitare che in africa ci siano delle persone denutrite debba prevedere l’esportazione di prodotti alimentari,  forse un controsenso?

    Quindi, la prima parte della proposta è buona, si donano i salinizzatori così si risolve il problema dell’acqua, ottima la proposta dei semi biologici e quella delle bestie che possono anche essere quelle tipiche dei luoghi in modo da non portare razze aliene.

    Ma poi va creata l’intelaiatura di rapporti sul territorio dove ogni singolo gruppi deve essere in grado di produrre il cibo che poi vanno a consumare.

    Loro si autoproducono il loro cibo e lo fanno senza scopo di lucro, anche perchè se qualcuno nel caso meritasse uno scopo di lucro quello dovrebbe essere chi i soldi che li ha messi.

    Altrimenti siamo alle solite, potenti gruppi multinazionali che controllano derrate alimentari, corruzione e tirannie e la denutrizione continuerà senza sosta con la differenza che la popolazione africana crescerà sempre di più e andrà fuori controllo.

    Loro devono lavorare per guadagnare il cibo che serve per vivere, il cibo deve arrivare dal loro lavoro e le nascite devono essere collegate al cibo che hanno a disposizione e che raccolgono con il loro lavoro.

    Noi che azzeriamo per l’ennesima volta il debito agli stati africani, che diamo ancora soldi e che ci vediamo beffati dall’arrivo di prodotti fuori mercato vorrebbe dire subire l’ennesima beffa.

    Non ci deve essere l’aziendona che produce per tutti, ma tutti devono partecipare alla produzione di cibo e non solo di quello, senza il solito scopo di lucro, con scambi interni alle singole zone e mercatini a chilometri zero.

    Questo deve fare l’europa, non cancellare le abitudini degli africani ma andare nei piccoli villagi rendendoli autosufficenti e creando una rete tra i vari piccoli villaggi di tutta l’africa e non solo del nord-africa.

    Anzi, bisogna difendere gli africani dalle aziende multinazionali e dai nazionalisti, e questo è il primo mattone per fermare il flusso migratorio.

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  • giamps78 09:49 il 31 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Costituzione e TTIP, la clausula di supremazia per l’ interesse multi-nazionale (privato) 

    Stiamo assistendo ad un silente esproprio di sovranità ai danni delle future generazioni.

    Ogni nuova legge danneggia solo relativamente quelli che possiedono già un posto di lavoro, possiedono già una pensione.

    In realtà il jobs-act riguarda solo in minima parte quelli che avevano già un posto di lavoro lasciando attivo per loro l’articolo 18, così come le 6 riforme delle pensioni fatte in questi ultimi 25 anni hanno riguardato solo quelli che in pensione dovevano ancora andarci.

    Chiamano riforme i sacrifici che dovranno essere fatti in futuro che non sono minimamente paragonabili a quelli che vengono fatti oggi, per cui oggi ci si permette il lusso di far aumentare il debito e di pensare che lo stato possa aiutare tutti.

    A parole descrivono la magistratura come indipendente, la politica come indipendente, la banca centrale come indipendente…

    Ma indipendenti da chi?

    Indipendenti dai cittadini!

    Abbiamo un trattato di libero scambio internazionale che non viene reso pubblico, che deve essere approvato segretamente, all’interno del quale vengono descritti poteri sostitutivi sia dei parlamenti nazionali, sia della sfera giudiziaria che viene traslata in arbitrati internazionali non meglio chiariti.

    La riforma costituzionale accentratrice del governo Renzi prevede il ridimensionamento dei poteri locali e la clausula di supremazia per l’interesse nazionale.

    Una sola persona che dirige un solo partito che rappresenta una minoranza assoluta nel paese,utilizzando una sola camera,potrà imporre ad una qualsiasi regione a statuto ordinario una qualsiasi legge anche su materie inserite nella costituzione come esclusive di quella regione.
    Come si può affermare che tutto questo rispetti i dettami della costituzione creata dall’assemblea costituente del 1946?

    Tutto questo è allucinante, la disparità di poteri viene meno e un trattato di libero scambio segretamente entra in una repubblica democratica e la corrode dall’interno attraverso la scelta di una sola persona voluta dai poteri forti della media-crazia dominante.

    Questa persona potrà comparire dal nulla e non essere nemmeno eletta a parlamentare, gli basterà vincere delle gazebarie anche a legislatura in corso e otterrà l’elezione a presidente del consiglio NON DI UNA ASSEMBLEA VOTATA CON IL PROPORZIONALE

    DOVE E’ MANTENUTA LA DIGNITA’ DELLA CAMERA E DOVE OGNI RAPPRESENTANTE E’ ELETTO SUL PRINCIPIO DELL’UGUAGLIANZA PURA DEL VOTO.

    Basta una ragionevole uguaglianza del voto per far si che con il 20% del totale degli elettori si ottenga il 55,6% dei seggi.

    A quel punto un pinco pallo qualsiasi può applicare in segreto il trattato di libero scambio che nelle cose prevede di regolamentare pure le materie che oggi con l’attuale costituzione vigente non potrebbe regolamentare.

    Vogliamo parlare ad esempo di sanità…

    Il pinco pallo otterrà flessibilità dall’europa se applicherà la clausula di supremazia per l’interesse nazionale, che in realtà rappresenta l’interesse multi-nazionale privato e riuscirà ad espropriare materie che la costituzione affida alle regioni.

    Oggi una cosa del genere non è possibile, una regione che vedesse intaccati i suoi interessi potrebbe ricorrere alla corte costituzionale ed abrogare alcuni punti del trattato di libero scambio.

    Ma domani il pinco pallo servitore dell’interesse multinazionale lo potrebbe fare tranquillamente ed il colmo di tutto questo è che l’accordo di base resta segreto e perchè c’è un divieto e la conseguente punizione nel caso in cui siano forniti i dettagli dell’accordo di questo trattato di libero scambio.

    Questo è il punto più basso della nostra democrazia.

    Qualsiasi trattato europeo fatto negli ultimi decenni aveva come solo scopo la nostra desertificazione industriale e l’interesse di speculatori e multinazionali.

    Maastricht è indicativo di come ci sia stato imposto il divieto di stampare banconote per far si che si chiamasse impropriamente con il nome di liquidità ciò che in realtà era prestito che grazie agli interessi maturati si è trasformato in capitale.

    Il nostro debito pubblico è andato a sfamare speculatori e multinazionali privati, questa è l’indipendenza(dai cittadini) della banca centrale europea.

    Oggi utilizzano una leva produttiva che serve per mettere in ginocchio le nostre produzioni.

    Il capitale privato prende la nostra conoscenza produttiva e va in luoghi privi di barriere doganali ma con un più basso costo della vita.
    tra parentesi il più basso costo della vita dipende semplicemente dall’assenza per decenni della loro speculazione capitalistica in tali territori.

    Prendono la nostra conoscenza e a volte trasportano perfino i nostri macchinari e vanno a far fruttare il capitale privato all’estero.

    Noi non abbiamo scelta, i prodotti creati all’estero talvolta sono costruiti con una qualità superiore, talvolta quando conviene meno sono rischiosi per la salute e vengono creati senza i limiti di sicurezza che l’europa impone a noi.

    Tali prodotti privi di barriere, di dazi, talvolti costruiti in luoghi dove è vigente perfino la stessa moneta che utilizziamo noi, hanno un costo estremamente più basso anche se per crearli sono stati assunti il doppio dei lavoratori che sarebbero stati assunti qui da noi per prestare la medesima opera.

    Il risultato è che quel prodotto arriva qui e costa meno, e fa chiudere qualunque altro produttore nostrano non si riesca ad adeguare a quelle spregiudicate regole.

    La mistificazione viene completata dicendo che serve una legge sul lavoro perchè noi non siamo abbastanza competitivi!

    Servono le riforme della costituzione perchè le decisioni devono essere prese più rapidamente!

    Via il bicameralismo perfetto, via il voto a suffragio universale alle province!

    La democrazia è inutile di fronte a questi cambiamenti…
    Le precedenti e le attuali generazioni si sono fatte comprare dal capitalismo liberale che ha promesso ricchezza ma lo ha fatto credere solamente perchè ogni euro erogato è andato a finire nel debito pubblico.
    Il capitalismo però non usa mica soldi suoi…

    Così le future generazioni sono state svendute con soldi diventati debito che loro stesse dovranno pagare e si troveranno senza diritti sul lavoro, senza sovranità popolare, senza sovranità monetaria.

    Gli economisti dicono: ma il debito va visto secondo il principio della possibilità che esso possa essere pagato, perciò va comparato con il prodotto interno lordo…
    Sbagliato, perchè più è alto il costo della vita più le sembianze del debito assumeranno carattere di sicurezza per i mercati aumentando anche l’inflazione, ma nella realtà dei fatti i posti di lavoro vanno altrove perchè c’è una sistemica perdita di competitività.

    Tradotto significa che noi speriamo di ripagare il debito perdendo sempre più porzioni di economia reale, importando un numero di prodotti sempre maggiore e avendo sempre maggiore disoccupazione.

    Voglio far notare la disparità nell’esportare un prodotto italiano che costa ad esempio 20 euro e che ha visto la manodopera di magari solo 3 operai e l’importazione di un prodotto simile che però costa 10 euro ed ha visto la manodopera di 10 operai.

    Noi vendiamo all’estero un singolo prodotto pregiato dando lavoro a 3 persone italiane mentre importiamo i  2 corrispondenti prodotti che all’estero per danno lavoro a 20 persone.
    Abbiamo due strade, quella di santificare il prodotto da 20 euro parlando di made in Italy fantastico nel mondo mentre la nostra disoccupazione sale, oppure quella di guardare in faccia a come stanno le cose realmente.

    Un vecchio proverbio delle mie parti dice : “piangi il morto e frega il vivo” e mi pare che sia adatto alla situazione visto che ci stanno fregando da ogni angolazione.

    Viva la clausula di supremazia dell’interesse multi-nazionale (privato) costituzionalizzato che dirige la media-crazia e paga le campagne elettorali dei nostri politici! politici!

     
  • giamps78 19:33 il 25 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Lettera aperta al garante per le telecomunicazioni su possibile frode ai consumatori 

    Mi sono accorto che tutte le compagnie che forniscono servizi telefonici mobili applicano uno strano standard relativamente all’ottenimento di denaro presso la SIM di ogni loro abbonato.

    In pratica si può arrivare a dire che in alcuni casi questo standard può arrivare a trasformarsi in una vera e propria frode della quale sono vittime inconsapevoli probabilmente 10 milioni di persone.

    Mi riferisco agli abbonamenti prepagati mensili attraverso i quali le compagnie di telecomunicazioni possono raschiare il contenuto in denaro senza fornire alcun servizio.

    Facciamo un esempio: io mi abbono ad un servizio che costa 6 euro al mese e mi vengono dati 200 minuti di telefonate.

    Benissimo, se io metto 10 euro, loro prendono questi 6 euro come da contratto e ne rimangono 4 all’interno della SIM.

    Supponiamo il mese successivo di avere ancora quei 4 euro, le compagnie telefoniche prendono i miei 4 euro ma siccome sono meno di 6 non offrono alcun servizio fin quando non sono aggiunti almeno altri 2 euro.

    Passati ulteriori 30 giorni quei 4 euro che loro hanno prelevato a fronte dell’assenza del servizio in abbonamento vengono definitivamente intascati dalle compagnie di telecomunicazioni e la SIM card rimane vuota.

    Quindi se io 40 giorni dopo inserirò 10 euro, loro non preleveranno più i 2 euro mancanti per l’attivazione mensile del servizio, ma preleveranno ulteriori 6 euro lasciando come nel caso precedente i rimanenti 4 all’interno della SIM.

    Allora per chiarirmi le idee mi sono recato presso un centro autorizzato dove vengono venduti tali abbonamenti e dove in teoria avrei dovuto ricevere spiegazioni.

    Mi è stato detto che questo comportamento è del tutto normale, mi volevano far credere di essere in debito con la compagnia ed io ho dimostrato con un ragionamento logico che ciò non è vero, ma purtroppo senza risultati.

    Infatti dal mio punto di vista io non ho alcun debito da pagare con la compagnia telefonica, infatti l’abbonamento è un prepagato, e il significato etimologico del verbo significa che non è possibile fare un debito in quanto si paga prima di utilizzare tale servizio.

    Ho cercato di spiegare che i 6 euro non servono per pagare il mese precedente che io ho già utilizzato e per il quale sarei debitore ma il mese successivo.

    Se io avessi utilizzato un mese di abbonamento e non lo avessi pagato avrebbero ragione le compagnie di telecomunicazione nel prelevare ogni singolo euro posto all’interno della mia SIM fin quando il debito non viene saldato.

    Ma le cose stanno esattamente all’opposto, questi 6 euro servono per ottenere un servizio nel mese corrente, non nel mese precedente.

    Dunque prelevare quei 4 euro dal’interno della mia SIM e facendoli sparire 30 giorni dopo dal mio punto di vista è un furto perchè l’abbonamento in quel caso non è scattato e dunque l’operatore non ha fornito alcun servizio.

    Diverso sarebbe stato nel caso in cui l’operatore avesse prelevato quei 4 euro e li avesse trattenuti anche dopo i 30 giorni fin quando non fossero stati caricati ulteriori 2 euro, cosa che sarebbe potuta capitare anche ad esempio 3 mesi dopo.

    Ed invece no, quei 4 euro spariscono al termine dei 30 giorni, ma i 30 giorni sono validi solo se l’abbonamento viene attivato nel mese non dunque se resta inattivo.

    Per completezza di informazione ho avuto rassicurazione del fatto che se per 3 mesi non ricarico il telefono io non sono in debito i 6 euro moltiplicati per ogni mese.

    Dunque se tra gennaio e marzo decido di non ricaricare il telefonino la compagnia telefonica per sua stessa ammissione non ritiene di aver maturato un debito di 18 euro nei miei confronti, perchè appunto ritiene che se non scatta il servizio non c’è alcun addebito.

    E questo a maggior ragione rafforza il mio punto di vista su questa presunta frode.

    Dunque le cose sono due:

    oppure i soldi che sono prelevati dalla SIM e che non bastano per far scattare l’abbonamento, perchè troppo pochi, restano nelle disponibilità del consumatore e questo significa che non spariscono al termine dei 30 giorni ma vengono messi da parte fin quando non è raggiunto il livello necessario per far partire l’abbonamento mensile.

    Per completezza d’informazione voglio segnalare che le stesse compagnie ammettono che non c’è alcun obbligo di versare mensilmente i 6 euro dell’esempio, e dunque c’è la possibilità per il consumatore di non ricaricare tutti i mesi e questo porta a dire che i 30 giorni da loro utilizzati per prelevare denaro senza far corrispondere un servizio erogato non possano avere alcuna rilevanza.

    Nel caso ritenesse fondata la questione chiedo un suo immediato intervento fermando tale sistemica violazione delle regole e facendo restituire tutti i soldi che le compagnie hanno prelavato in questi anni da tutte le SIM card senza che in quel mese fosse attivato il servizio concordato.

    Cordialmente,

    Giampaolo Sponga

    Belluno

     
  • giamps78 13:59 il 23 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Ecco perchè voto per corrispondenza potrebbe rivelarsi incostituzionale o nullo 

    Il voto deve essere segreto e deve essere espresso individualmente quindi qui si pongono due scenari opposti ma che portano alla medesima conclusione, ovvero possibili incostituzionalità del voto via posta.

    Le lettere ricevute contenenti le schede elettorali evidentemente riportano il nome ed il cognome dell’elettore all’estero, altrimenti non si potrebbe sapere quali residenti all’estero hanno votato e quali no.

    Evidentemente quest’ultimo scenario va escluso a priori perchè renderebbe palesemente incostituzionale la votazione, infatti se non si conoscono i nomi ed i cognomi dei partecipanti al voto, tale voto non può considerarsi valido.

    Questo evidentemente apre lo scenario che riguarda la segretezza del voto perchè evidentemente la busta ricevuta conterrà il nome del votante per poter completare correttamente i dati rispetto agli aventi diritto al voto che hanno esercitato il proprio diritto.

    Evidentemente se la lettera essendo anonima potrebbe essere stata spedita da chiunque, adirittura una sola persona potrebbe

    spedire anche 3 o 400 mila voti e nessuno potrebbe individuare la frode.

    Ecco perchè la lettera deve contenere le indicazioni di chi ha espresso il voto ed in questo caso è a rischio la segretezza del voto perchè chi apre la busta può risalire al voto espresso.

    In questo caso ogni busta andrebbe aperta senza aprire la scheda elettorale, quest’ultima andrebbe riposta all’interno di un’urna prima dello spoglio.
    Inoltre bisogna capire il ruolo effettivo dei rappresentanti di lista che devono poter controllare le varie fasi del voto via posta, perchè almeno in teoria dovrebbero essere presenti sia quando le lettere vengono aperte, sia quando vengono aperte le urne dove sono state riposte le schede estratte dalle buste.
    Attenzione che le schede hanno anche un numero di serie e dunque il problema porrebbe ugualmente se esistesse un database nel quale sono associati i numeri identificativi della scheda con il nome e cognome della specifica persona che la riceve, ed questo caso si potrebbe adirittura risalire all’espressione di voto anche dopo l’avvenuto conteggio.

    Ecco perchè i rappresentanti di lista dovrebbero essere presenti anche quando le lettere sono spedite e dovrebbero essere i presidenti di seggio a svolgere questa operazione altrimenti sarebbe come dire che il governo entra nelle sezioni elettorali.

    Com’è stata spedita la lettera?
    C’è una firma che possa attestare l’effettiva ricezione da parte di quella specifica persona oppure si tratta di posta ordinaria?

    In quest’ultimo caso è comunque necessario la compilazione di un modulo riposto nella busta assieme alla scheda elettorale che valga come autocertificazione del voto e che contenga la firma di chi ha votato, senza il quale tale espressione di voto risulterebbe illegittima.

    Senza firma credo che il voto non possa considerarsi valido, così come non può essere valida una proposta di legge di iniziativa popolare che non contenga le firme, come può essere valido adirittura un voto per l’elezione di un rappresentante senza che chi vota possa dimostrare la propria identità?

    Infatti potrebbe succedere anche che una famiglia di residenti all’estero riceva più schede e che una sola persona di quella famiglia riesca a votare più di una volta, contravvenendo ad un principio costituzionale.

    Poi bisogna stare attenti a quanti risultano residenti all’estero e poi magari tornano in patria in quel periodo e magari hanno votato due volte, una via posta e una recandosi al seggio e questa verifica si può fare solo incrociando i database.

    Il punto è che il database non si può incrociare se le lettere contenenti le schede sono anonime e dunque chi vota all’estero non dovrebbe poter votare in patria.

    Se invece non è stato tenuto il conteggio di chi ha votato all’estero e chi no, e se contemporaneamente chi ha votato all’estero è contemporaneamente presente nelle liste in patria, non si può sapere se ha votato due volte e dunque l’intero processo elettorale risulta nullo per vizio di forma.

    Poi c’è una questione che riguarda la verifica dell’elettore all’estero che deve poter controllare se il suo voto è stato considerato oppure si è perso per strada.
    In questo caso deve essere resa pubblica la lista di tutti i residenti all’estero che hanno votato ed ognuno di loro deve poter controllare se il suo voto risulta espresso regolarmente.

    In ogni caso se vi fosse la ricevuta di ritorno vi sarebbe l’attestazione di ricezione e la diminuzione dei rischi di brogli.
    Diverso invece è il voto all’estero aprendo un seggio in ogni ambasciata, in questo caso la scheda elettorale è spedita ad ogni persona che risiede all’estero ma poi la singola persona o chi per lui tramite delega firmata può recarsi all’ambasciata e votare.
    In questo caso votano i residenti all’estero ma all’interno di vere e proprie urne e c’è modo di verificare l’identità del votante e di firmare il documento di presenza.

     
  • giamps78 08:23 il 23 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Fermare l’esproprio capitalista, il punto non è differenza tra ricchi e poveri ma tra alto e basso costo della vita 

    Il punto fondamentale non è l’ampliarsi della differenza tra ricchi e poveri all’interno dello stesso paese ma la diffierenza tra il più alto ed il più basso costo della vita in paesi diversi.

    Le barriere non sono eliminate per fare un piacere ai lavoratori ma vengono eliminate per dare un vantaggio competitivo agli sfruttatori del capitale, umano e monetario, e ai datori di lavoro.

    Stiamo parlando di margine sui guadagni fatti sfruttando il lavoro e i lavoratori fino al midollo, e fatti creando disoccupazione nei paesi dove il costo della vita è più alto.

    In assenza di barriere il capitale va a sfruttare il paese dove il costo della vita è più basso ed esporta prodotti nei luoghi dove il costo della vita è più alto.

    Il paese importatore del bene ottiene semilavorati e prodotti finiti e si crea disoccupazione per un fenomeno molto semplice: il costo più basso di quel prodotto.

    Se un prodotto creato qui costa 10 e quello creato altrove costa 5, e questo a causa del costo della vita(e del lavoro) è evidente che in assenza di barriere il prodotto che costa 5 arriverà qui da noi e verrà preferito mentre quello che costa 10 smette di essere prodotto e si crea la disoccupazione.

    Qui qualcuno ha avuto un fraintendimento perchè parla di produttività, di mercato a concorrenza perfetta ma non si rende conto che il cambio monetario verso un paese diverso può decidere la competitività del sistema paese e che dunque ci sono molti altri fondamentali fattori determinanti anche al di fuori della solita retorica sulla burocrazia.

    In pratica quello che non si vuol capire è che in assenza di barriere non si può dare tutto a tutti.

    Infatti qualsiasi spesa per lo stato sociale, qualsiasi spesa statale, la stessa inflazione che poi crea il debito pubblico aumentano il costo della vita e rendono la vita più difficile a chi deve poi trovare un laoro all’interno della comunità globale.

    Siamo dentro un problemino, il nostro sistema bancario sopravvive se c’è inflazione, ma l’inflazione aumenta il costo della vita ed il debito pubblico.

    Le lobby vivono e mangiano sul debito pubblico e come il sistema bancario ha bisogno di inflazione.

    Ma per mantenere in vita questo sistema, facendo inflazione, si fa perdere competitività al sistema che deve confrontarsi con i diversi costi della vita in un mondo dove le merci si muovono sempre più rapidamente e con sempre meno barriere.

    Ma facendo questo si aggrava il problema sulla competitività dell’economia reale per mantenere in vita l’economia finanziaria.

    Ecco perchè ci vogliono i lavori pubblici comunali, ecco perchè va sgravato il costo della vita e del lavoro eliminando il costo dello stato e dal bilancio comunale da alcune fondamentali attività dando anche servizi minimi gratuiti pubblici anche per evitare i cartelli lobbistici di settore.

    E la differenza tra costi della vita tra i vari paesi è il motivo principale che mi porta a dire che è giusta l’austerità per bloccare la crescita del debito in cifra assoluta e non invece guardandolo in rapporto al prodotto interno lordo.

    Questo è l’unico modo per invetire il trend.

    Se non c’è la barriera con un paese europeo e quel paese europeo al posto di spendere 160 miliardi annui (per la spesa pensionistica,per le baby pensioni erogate con il retributivo e per le pensioni sociali senza contributi versati) ne spende 60 di miliardi per il suo welfare abbiamo un grave problema perchè i nostri prodotti costeranno di più e questo peso aumenterà sommandosi inflazione dopo inflazione e questi nostri pensionati “privilegiati” compreranno i prodotti meno costosi ma che loro hanno contribuito a far diventare più costosi creando la successiva disoccupazione a causa della perdita di competitività del sistema.

    Meglio allora dare zero euro di pensione ma dare servizi gratuiti pubblici fino ad un certo livello di prestazione, luce, acqua gas etc etc devono essere gratuiti fino ad un minimo garantito perchè non ha senso privatizzare questi servizi per far diminuire di prezzo questi servizi, si danno soldi alle lobby e si rende più caro il servizio ed inoltre poi vanno pure aumentate quelle pensioni perchè aumenta il costo della vita fin quando non si arriva alla fase di saturazione che ho già descritto molte volte ed in fine alla fase di snervamento dell’economia.

    Non bisogna bloccare il Brennero per fermare i migranti ma semmai bisogna bloccare il Brennero per fermare i prodotti che poi arrivano qui e diventano italia anche grazie ad etichette poco chiare, arricchendo le lobby che sono fondate sul debito pubblico.

    Altrimenti, se non si vogliono barriere, si deve fare il discorso esattamente opposto, invece di lasciare la decisione degli stipendi alle singole aziende si stabilisce un costo orario identico in tutta l’unione europea.
    Se da noi si guadagnano 8 euro per ogni ora lavorata, allora anche in romania devono guadagnare 8 euro per ogni ora lavorata, e non invece 4 euro.
    In questo modo i loro prodotti costeranno di più e sarà una vera concorrenza.
    Ma non mi pare che si sia mai sentito parlare di sindacato europeo.

    Comunque non mi risulta nemmeno che l’uguaglianza del costo orario sia compreso nel trattato di libero scambio con gli stati uniti d’america, mi risulta invece l’opposto che si tenti di favorire con apposite leggi gli stati dove il costo della vita è più basso con l’intento di creare desertificazione industriale in altri luoghi ed abbassare i diritti.

    Quindi a cosa servirebbe l’uguaglianza del costo orario europeo se poi non ci sono barriere al di fuori dell’europa?
    Praticamente a nulla…

    Qualcuno riesce a rendersi conto che tutte queste manovre accadono mentre queste stesse lobby media-cratiche osano adirittura parlare di “globalizzazione dei diritti” proprio mentre viene attuato quello che si potrebbe chiamare “esproprio capitalista”?
    Fermorestando che,a differenza dei lavori pubblici locali, questa soluzione di parificazione della paga oraria europea è temporanea visto che con le nuove tecnologie ci sarà la robotizzazione e quindi di conseguenza l’incremento della disoccupazione.

    Infatti il sistema è in cortocircuito produttivo, per questo motivo serve che alcuni servizi essenziali siano gratuiti e gestiti all’interno dei singoli comuni tramite un rapporto diretto con il proprio territorio e con l’ambiente circostante.

    Globalizzarli a scopo di lucro come si tenta di fare sarebbe fatale, in una società già morente e tra l’altro crea un potenziale e costante rischio per la democrazia.

    Se queste persone controllano i media inculcano nell’opinione pubblica idee sbagliate sulle liberalizzazioni e sulle privatizzazioni e contro bocche di fuoco media-cratiche e lobbistiche non c’è partita perchè sono brave a ragionare tramite l’individualismo sociale e ci fanno pensare al nosto bene e non a quello collettivo.

    Purtroppo è falso l’assunto sulla mano invisibile di Smith, il bene collettivo non si ottiene dalla somma degli egoismo individuali, così si ottiene solo ma massimizzazione dei profitti a scapito della cultura, dell’ambiente e della società, distorcendo la realtà a scopo di lucro e portando la società sulla strada dell’autodistruzione se questa fa aumentare il prodotto interno lordo.

    Autoprodurre per fermare l’esternalizzazione da se stessa della sempre più nevrotica società.

    Autoprodurre che non significa produrre auto ma al limite autoprodurle!

     
  • giamps78 10:03 il 20 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    l’eccesso di libertà è liberticida 

    Quando si esagera si rischia sempre di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato, proverbialmente il troppo stroppia.

    L’eccesso di libertà è liberticida perchè se mal gestita la libertà crea il suo esatto opposto portando al suo contrario.

    Attenzione a dire che le lotte politiche sul divorzio e sull’aborto siano lotte per la libertà.

    Attenzione anche a dire che oggi non c’è libertà perchè molte volte non si capisce quello che si ha fin quando non lo si perde e l’eccesso di libertà rischia di avere un effetto liberticida verso tutte le libertà di cui noi oggi stiamo godendo.

    Il continuo incedere mediatico con il ritornello “non c’è libertà, ne vogliamo di più” potrebbe avere l’effetto di farci perdere tutte le libertà conquistate nel passato.

    Attenzione anche a denunciare un mondo privo di libertà e proibizionista quando non è vero perchè si rischia di ottenere come risultato un mondo realmente privo di libertà, esattamente quello denunciato inizialmente MA CAUSATO DA QUELLI STESSI CHE LO DENUNCIAVANO, e che come pionieri lo hanno provocato.

    Creano il mostro che cercano di combattere…

    L’eccesso di libertà si può trasformare in un vero e proprio abuso di libertà e può essere precursore dell’oscurantismo da un lato e del controllo totale dei cittadini con il grande fratello dall’altro.

    Ad esempio il finanziamento pubblico ai partiti è una forma di libertà, mentre il consegnare la politica agli investitori privati è una limitazione delle libertà che non permette il rispetto del dettato costituzionale sulla partecipazione attiva dei cittadini alla politica indipendentemente dalla propria condizione economica.
    L’abuso fatto con i finanziamenti pubblici sono da condannare, ma non si può fare di tutta un’erba un fascio distribuendo quei soldi di quel finanziamento pubblico lanciandoli ad un comizio perchè in quel momento si crea una lesione delle libertà e dei cittadini più poveri,ed è francamente un metodo meschino per mettere proprio quei cittadini più poveri contro la politica e contro il loro stesso interesse di vedersi rappresentati non solo da chi ottiene finanziamenti privati.

    Non si può il giorno prima parlare dei partitini come danno alla democrazia e il giorno dopo riconoscere il grande merito di uno di questi partitini che con delle percentuali elettorali molto basse ha ottenuto dei risultati significativi nella politica italiana negli ultimi 60 anni.

    O si ammette che i partitini fanno parte della democrazia e si danno i seggi che a loro spettano in base al risultato elettorale evitando sbarramenti e collegi uninominali ammetendo che questi possono incidere nella vita democratica del paese e che fanno parte del tessuto sociale, oppure si continua a dire che i partitini sono dannosi sempre, anche quando raccolgono le firme per un referendum sul divorzio o sul finanziamento pubblico ai partiti.

    In particolare un partito che esiste in parlamento, in tutte le regioni e in quasi tutti i comuni che lotta contro la partitocrazia, cioè in pratica lotta contro se stesso, non può che riconoscere la libertà data da un sistema democratico con legge elettorale proporzionale pura e senza sbarramento che ne ha permesso la nascita, l’esistenza e la sopravvivenza.

    Se tale partito se ne esce con sistemi elettorali che poi tolgono ad esso la propria rappresentanza costringendolo la legislatura prima ad una fusione con la destra, la legislatura dopo ad una fusione con la sinistra mentre perde tutti i consiglieri comunali dopo l’entrata in vigore dello sbarramento elettorale.

    Se un partito si comporta in questa maniera lede non solo la propria libertà, ma la libertà di qualsiasi altro partito si trovasse nella stessa situazione ed avesse la sfortuna di partecipare alle elezioni con un sistema elettorale diverso che non riconosce i voti ricevuti e non li trasforma in seggi deformando l’esito del voto.

    Quando vedo che nel comune di Napoli nel 2016 ci sono ben 42 liste, mi chiedo quante liste erano presenti nella prima repubblica, e mi chiedo come mai accade questo.
    Accade semplicemente perchè serve un singolo voto in più dato ad un sindaco per far scattare un premio di maggioranza e quindi le liste contano praticamente zero, a contare è il collegio uninominale che elegge una singola persona, il sindaco.

    Eppure oggi nei comuni abbiamo lo sbarramento del 3% e almeno 30 di quelle 42 liste resteranno senza rappresentanti perchè non riceveranno abbastanza voti per superare tale soglia ma saranno state determinanti per far scattare un premio di maggioranza.

    nella prima repubblica non c’era alcuno sbarramento ma le liste avevano un valore ed un radicamento sul territorio e per questo motivo se ne presentavano molte di meno.

    Distribuire droga come forma di protesta contro l’antiproibizionismo non è dimostrazione per avere maggiori libertà, è un eccesso di libertà ed è un atto liberticida.
    Se veramente fosse legalizzata non avremmo più libertà avremmo minore sicurezza il che porta come conseguenza ad una limitazione della libertà e una conseguente richiesta di maggiore sicurezza.

    Unendo tutti questi fattori ad altri quali ad esempio il liberalismo economico capitalista e la ricerca scientifica salta fuori un mondo dominato dall’individualismo che regola i propri rapporti tramite singoli interessi privati.

    Sicchè chi avrà più soldi soldi avrà una portata decisionale schiacciante su ogni democrazia e sugli individui più poveri ai quali rimane al limite la possibilità di drogarsi e di avere l’amnistia in carcere dopo essere stati messi sulla cattiva strada da una società devastata dall’egoismo dello scopo di lucro personale che si scontra con altri egoismi in lotte politiche bipartitiche e quasi del tutto finte e private di portata reale, aumetando così il disagio ed il distacco dei cittadini dalla politica e dalla cosa comune.

    In certi momenti, anzi quasi sempre, a me sebra che i poteri forti, ovvero l’unione degli interessi individuali concordanti di persone dotate di capitale derivante dallo scopo di lucro ottenuto dall’inflazione degli stati sovrani, giochino al suicidio collettivo delle individualità più deboli e questo per scopo di lucro o per entirsi onnipotenti nelle loro nuove scoperte tecnologiche.
    E ci riescono pure perchè hanno trovato il modo per creare dipendenza sociale,talvolta chimica con i loro prodotti, talvolta ipnotica con i media.

    La vera libertà è invece nell’autonomia e nell’autoproduzione, contro la dipendenza totale degli individui dall’interscambio commerciale capitalista, il che non significa vietarlo ma regolamentarlo, e a favore della dipendenza dal buon senso che oggi però è poco visibile.

     
  • giamps78 12:45 il 19 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Comunisti si sveglino o dopo bolla capitalista vinceranno nazionalisti 

    Viviamo all’interno di una grande bolla capitalista.

    Un giorno sarà chiaro a tutti che vivevano all’interno del grande libro dei sogni dove veniva promesso un futuro prospero e soldi a tutti.

    Forse piu che di bolla capitalista bisognerebbe parlare di “bomba capitalista”.

    Certo che la bomba potrebbe essere disinnescata, fin quando non esplode si è sempre in tempo.

    Ma forse più che cercare di disinnescarla è il caso di allontanarsene e bene sta facendo la Cina nel sostituire importazioni dall’estero con la creazione di prodotti al proprio interno.
    Purtroppo anche la Cina ha una parvenza comunista ma in realtà si muove sul terreno capitalista e anche le loro banche sono decrepite.

    Purtroppo in questi ultimi decenni hanno vinto i più furbi, quelli che hanno saputo trarre un vantaggio e una rendita di posizione.

    La repubblica italiana era partita dalle macerie ed era diventata la 5° potenza economica mondiale, avevamo una banca d’italia pubblica che tutti i mesi accumulava lingotti d’oro.

    Poi la politica ha deciso che era giunto il momento di attuare un piano piduista creando servizi sociali privi di qualsivoglia copertura finanziaria.

    Via dunque al servizio sanitario nazionale, via alle baby pensioni e alle pensioni retributive, via all’imposta sul valore aggiunto….

    Bisognava dare lavoro alle lobby, avevano bisogno di far fruttare i brevetti farmaceutici, hanno creato un mercato a concorrenza perfetta per le lobby del farmaco e per le farmacie.

    Lo stato ti manda in pensione prima, con il retributivo e poi ti regala pure i farmaci per la tua vecchiaia!

    Una volta il pubblico ti curava pure i denti, poi però quando i dentisti privati sono diventati una potente lobby economica hanno dovuto chiudere i dentisti pubblici per evitare la concorrenza dei prezzi.

    Oggi però tale concorrenza è tornata con l’abbattimento delle frontiere, in questo caso privato contro privato ma in stati diversi, la discriminante è il debito pubblico conseguenza dell’innalzamento del costo della vita e del lavoro.

    Oggi i nostri politici ed i nostri economisti non hanno ancora capito che l’incremento del debito pubblico toglie posti di lavoro mentre continuano ad insistere dicendo che va aumentato il debito per creare crescita.

    La crescita in realtà è dovuta solo alla bolla capitalista dovuta all’incremento dell’inflazione che fa’ sembrare incrementale un prodotto interno lordo mentre invece lo stato si impoverisce.

    A guadagnarci con l’inflazione è solo chi detiene il capitale.

    Quando la banca centrale europea stampa denaro aumenta la torta del capitale circolante.

    Il punto è che non si è ancora capito se l’euro rappresenti una moneta pubblica o privata.

    Sta di fatto che le generazioni passate si sono spolpate il nostro paese che ora è totalmente in mano alle lobby capitaliste.

    Ai pensionati più anziani che si lamentano dei 500 euro posso solo dire che i loro genitori non avevano nemmeno lo zucchero sopra la tavola e che a 80 anni probabilmente si alzavano alle 6 tutte le mattine per lavorare e che si sono trovati davanti la guerra.

    Il piano piduista e anti-comunista era proprio questo, regalare soldi tramite lo stato sociale per rendere i conti pubblici insostenibili per poi privatizzare tutto il privatizzabile.

    In pratica l’istituzione del servizio sanitario nazionale e le pensioni retributive ci sono costate la privatizzazione della banca d’italia e la privatizzazione delle nostre industrie pubbliche, l’IRI in testa.

    Noi eravamo la terza via tra capitalismo e comunismo, e ce la siamo giocata tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del secolo scorso.

    Io ritengo sia stato un piano precostituito, così come è un piano precostituito l’abbattimento delle frontiere commerciali.

    Forse i comunisti che ragionano da internazionalisti dovrebbero porsi delle domande.

    Il nazionalismo che in tutto il mondo viene fuori è causato proprio da questo sistema produttivo capitalista.

    Con la seconda guerra mondiale abbiamo già visto che cosa significa un nazionalismo associato ad un socialismo.

    Il problema oggi è che la sinistra deve ragionare ponendosi al di fuori della bolla capitalista, al di fuori delle prebende dei poveri pensionati che però non hanno versato i contributi.

    Devono rendersi conto che tutto ciò che hanno visto in questi decenni sono solo effetti speciali capitalisti e dissociarsene.

    Si rendano conto che le passate generazioni si sono mangiare il futuro di quelle successive, ma non per colpa loro, è stato il capitalismo a dar loro tutto questo, l’offerta non poteva essere rifiutata.

    Abbandonino lo stato sociale anglo-fascista e prendano la strada di una sinistra anticapitalista dove i rapporti tra le persone non si misurano e non si regolano con i soldi.

    Qui ci hanno riempito di debiti, hanno cementificato ogni cosa, hanno creato dei diritti che potevano essere presenti solo nel libro delle fiabe e lo hanno fatto con lo scopo finale di privatizzare la nostra nazione.

    Il rischio che un nazionalismo socialista possa tornare è elevatissimo, perchè il capitalismo ha legato sia con la destra sia con la sinistra e quindi il voto di protesta va a finire sulle ali estreme.

    Il punto è che non si può diventare utili idioti dei capitalisti, mascherarsi da anti-capitalisti per far fuori il vecchio regime dei vecchi partiti per poi ricominciare a fare gli stessi errori e condurre la stessa politica.

    Storicamente è la destra ad essersi presa la bocca di fuoco e le preferenze della borghesia industiale nazionale e certamente trionferà dopra alle macerie dopo il crollo dell’internazionalismo liberale.

    La sinistra non può rimanere a difendere questo stato sociale e i diritti delle coppie omossessuali o la ricerca scientifica capitalista basata sulla sovrappopolazione mondiale, ma deve pensare al nuovo mutuo soccorso dove l’essere umano è legato al proprio territorio evitando la dipendenza economica e sociale capitalista.

    Non importa se una produzione è doppia, tripla, anti-efficiente, se tale produzione lega le persone al proprio territorio va difesa dal mercato.

    La vita delle persone vale di più dell’efficienza mentre i capitalisti dicono l’opposto che maggiore efficienza crea maggiore ricchezza, ma in realtà la maggiore efficienza incrementa solo i guadagni del più furbo e noi viviamo sempre peggio.

    Per questo l’indipendenza delle produzioni locali e questo è un antidoto al nazionalismo che è favorevole al capitalismo na a patto che sia nazionalista.

    Va evitato l’errore fatto dai nostri padri divenuti dipendenti da questo sistema che ha comprato loro in cambio della nostra svendita.

    Il sistema economico capitalista senza le opportune regole non resta in piedi e le opportune regole taglierebbero fuori la maggior parte delle lobby capitaliste, ecco perchè non saranno mai fatte.

    Si rendano conto che siamo noi quella futura generazione di cui loro stessi oggi stanno parlando, quella inguaiata dalle generazioni precedenti.
    Come uno schema di ponzi le condizioni della prossima generazione saranno peggiori delle nostre, e le condizioni di quella successiva saranno ancora peggiori e così via…

    Noi stiamo provando irrealisticamente a metterci sulle spalle della generazione successiva per trarne un qualche vantaggio solo che sulle nostre spalle c’è il peso delle generazioni precedenti che hanno fatto lo stesso con noi, ma il peso sarà sempre maggiore.

    la soluzione è un capitalismo internazionale che abbia regole tali da non sottrarre la sovranità ai singoli stati e tale da comprare i politici che fanno gli affari facendo favore alle aziende multinazionali e nazionali private dando nel contempo una permeabilità lavorativa alle comunità locali nelle autoproduzioni del proprio territorio e nel proprio stato sociale minimo, senza la concorrenza pervasiva basata sul denaro.

    il livello più alto deve fare solo quello che il livello più basso non è in grado di fare, nel contempo creando un internazionalismo che possa impedire la sopraffazione dei più forti tramite guerre mondiali, guerre fredde, guerre monetarie o guerre nano-tecnologiche.

    L’operaio comunista poi divenuto pensionato non si rende conto che le comunità locali vanno costruite al di fuori del mercato perchè lui nel libro dei sogni capitalista è dipeso mani e piedi dal mercato ed ha svenduto la sua collettività in cambio di una manfiestazione per una busta paga più alta.

    Ma l’operaio comunista è stato solo una parentesi della storia.

    Qualcuno vede in giro contadini?
    Una volta erano proprietari di ogni cosa…

    La bolla capitalista alimentata dai miglioramenti tecnologici, dalla crescita del costo della vita e del lavoro ha reso i loro prodotti fuori mercato ed ha reso obsoleto il settore che una volta era chiamato primario.

    Lo stesso sarà per gli operai, il settore secondario.

    Persa la falce, perso il martello…
    siete rimasti 4 pensionati che non entrano nemmeno più in parlamento.

    e ora che fate?
    Lo mollate questo stato sociale anglo-fascista o continuate a stare attaccati al debito pubblico?
    così ci sottrarranno ogni sovranità o peggio finiremo nelle mani dei nazionalisti per poi ricominciare tutto da capo dopo una bella guerra.

    Le parole chiave sono 2:
    Autoproduzione di beni e indipendenza economica delle singole comunità locali.

    Ricordando che comunismo deriva dalla parola comune e finiremo per privatizzare pure il comune con elezioni private o eliminate.

    E ci siamo molto vicini con i gazebo privati per le primarie renziane del partito democratico e l’eliminazione del voto alle province e al senato.Immagine

     
  • giamps78 12:34 il 19 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Renzi tedia leggi italiane con la scusa della flessibilità ottenuta dall’europa? 

    Si odono notizie di uno stralcio della clausula di salvaguardia sull’IVA facendo deficit.

    L’europa ce lo concederebbe.

    Il punto è che il pareggio di bilancio è nella costituzione italiana, quindi non è l’europa ma è la legge italiana a dire che una manovra di questo tipo non si può fare.

    E’ scritto su repubblica economia:

    “il Tesoro dovrà allestire una manovra 0,6-0,7 punti di Pil se vorrà disinnescare un aumento dell’Iva di due punti previsto per il 1° gennaio del prossimo anno. Il costo complessivo è di 15 miliardi (0,9 per cento del Pil): di questi Bruxelles ce ne abbuona 6,4 (0,4 del Pil) ma a noi spetterà il compito di trovare circa 8 miliardi (0,5 per cento del Pil).”

    Evidentemente qusto discorso è completamente privo di fondamento.
    La legge italiana non considera l’abbuono europeo che al limite può valere per terminare il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.

    Ai fini dell’equilibrio tra le entrate e le uscite è assolutamente indifferente il parametro del deficit, e credo ci sia scritto nero su bianco nelle leggi di stabilità all’interno delle quali sono state istituite le clausule di garanzia.

    Bruxelles non può abbonarci 6,4 miliardi perchè quelle clausule di garanzia sull’IVA derivano da normative italiane e pertanto deve risultare la copertura di spesa reale ai fini della sterilizzazione e non dunque una qualche forma di abbuono rispetto al deficit previsto, che è parametro esterno ed estraneo alle clausule.

    Non credo che ai tecnici di camera e senato siano interessati ai pareri europei visto che devono dare un parere tecnico rispetto alla normativa italiana che dice chiaramente che ad ogni uscita deve corrispondere un’entrata.

    la normativa italiana è chiara: o sono trovate le coperture(vere) oppure scatta la clausula di salvaguardia e quindi l’aumento dell’IVA, su questo l’europa non ha voce in capitolo perchè stiamo parlando del rispetto di normative nazionali.

    Quindi servono 15 miliardi presi dalla spesa corrente per sterilizzare l’aumento di IVA previsto per il prossimo anno, a meno che non si intenda nuovamente rimandare il tutto all’anno successivo come già fatto nell’anno precedente.

    A quel punto tra 2 anni avremo uno scatto non più di 15 miliardi ma una cifra ben superiore, e naturalmente per quest’anno c’è da trovare il solito una tantum per coprire i prossimi 12 mesi.

    Ovviamente tutto quel che viene concordato dal nostro presidente del consiglio con l’europa resta valido, il problema è che quella flessibilità di 14-16 miliardi non può essere applicata secondo quanto scritto sull’articolo di repubblica economia perchè noi abbiamoleggi che prevedono la copertura di ogni uscita con un taglio o con una tassazione più alta, che poi tra l’altro è quello che viene sbandierato tutti i giorni con i “facili” tagli che poi si rivelano talvolta dolorosi e inutili, altre volte inesistenti come la bolla di sapone rappresentata dal documento Cottarelli.

    Quindi come descritto in precedenza questi 14-16 miliardi di flessibilità potrebbero essere utilizzati per terminare di pagare i debiti della pubblica amministrazione,perchè quelli sono dei debiti di spese già fatte.

    Il saldo di tali debiti comunque produrrebbe entrate fiscali e aumento di prodotto interno lordo,anche se in maniera una tantum, cioè circa 3 miliardi, anche questi conseguentemente una tantum.

    Evidentemente poi il prodotto interno lordo l’anno successivo sarebbe più basso nel caso in cui non siano pagati altri debiti nella stessa quantità.

    Tra l’altro questo produrrebbe un aumento di PIL come fosse un fuoco di paglia e nessuno se ne accorgerebbe se non dopo le elezioni quando il PIL tornerebbe a decrescere e quindi è tra l’altro l’arma elettorale che Renzi potrebbe aver deciso di terene in tasca.

    E questo può essere uno dei motivi per i quali Renzi non dice pubblicamente quanti debiti del passato sono stati effettivamente saldati.

    Ad esempio il +0,3% di PIL del primo trimestre 2016 potrebbe anche essere dovuto al pagamento di una parte di questi debiti.

    Anche facendo scattare solamente la metà dell’aumento di IVA, come ipotizza repubblica economia, servono la metà delle coperture(vere),beninteso che l’altra metà non darà le entrate sperate anzi calcolate.
    Ed in ogni caso è categoricamente escluso il conteggio dall’aumento del deficit per coprire l’altra metà, perchè la normativa italiana non lo permette.

    E stiamo parlando anche delle spese per i profughi, tanto quanto le altre spese hanno bisogno di una copertura indipendentemente dal fatto che l’europa faccia a meno di conteggiarle tra i parametri.

    Infatti tali parametri non sono strettamente collegati alla legge che prevede il pareggio tra entrate ed uscite che funziona in piena autonomia ed è chiarissima dicendo che ci vuole la copertura finanziaria di ogni provvedimento.

    Renzi ha sbagliato bersaglio, ha capito male andando in europa a reclamare cose che non poteva ottenere perchè è la normativa italiana a vietarle.
    Infatti il buon Bersani da segretario del partito democratico una ne ha combinata di giusta e con Tremonti hanno inserito una normetta costituzionale che obbliga la corrispondenza tra entrate ed uscite e quindi una copertura finanziaria completa di ogni spesa.

    La flessibilità concessa all’italia è pertanto quasi inutile sotto questo profilo.

    Poi è ovvio che si cerca di tediare alle regole come il giocatore cerca di compiere un fallo senza farsi vedere dall’arbitro.

    Tengo a precisare che il pareggio di bilancio non c’entra nulla con il fiscal compact.
    Il pareggio di bilancio riguarda solo il principio della parità tra entrate ed uscite mentre il fiscal compact oltre al pareggio di bilancio contiene altri parametri tra i quali la richiesta di diminuzione del debito pubblico ogni anno.
    Quest’ultimo punto è stato un grave errore perchè prevede tagli annui al debito anche di 40 miliardi fino ad arrivare al 60% debito/pil.
    il principio del pareggio di bilancio è contenuto anche come parametro del fiscal compact ma non è il fiscal compact ed è l’unica parte corretta di quella normativa.

    è tutt’altra cosa, prevede che ogni uscita abbia una copertura finanziaria e se fosse stato inserito nel 1960 ci avrebbe consegnato un’italia totalmente diversa e priva di debiti nelle successive generazioni e probabilmente priva del populismo di Renzi.

    Tra parentesi il suo modello è il sindaco di Firenze La Pira che aveva come modello la spesa pubblica e la creazione di nuovo debito, con le aziende statali che grazie ai collegamenti politici hanno comprato aziende fiorentine private e fallite, garantendo loro posto fisso e remunerazioni a spese della collettività…

    Cosa tra l’altro fatta anche da altri sindaci e non solo a firenze.

    Altro che articolo 18…

     
  • giamps78 09:27 il 18 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Unioni civili : mattarella e la poligamia costituzionale 

    Se è vero che le formazioni sociali sono costituzionalizzate è anche vero che tali formazioni sociali non debbono avere alcuna distinzione di sesso, razza o religione.

    Se le unioni civili sono formazione sociale non possono riguardare solamente persone dello stesso sesso.

    O meglio, potrebbero anche riguardare persone dello stesso sesso escludendo le altre, in quanto esistono formazioni sociali in cui sono presenti solo donne o soli uomini, e quindi non sarebbe questo il punto su cui è fondata la tesi di incostituzionalità delle unioni civili.

    Ma le unioni civili proprio perchè intese come formazione sociale e proprio perchè devono essere confrontate con le altre formazioni sociali non possono avere tale differente trattamento.

    In pratica,per far assomigliare le unioni civili ai matrimoni civili(o religiosi) per far avvicinare quelli che loro chiamano diritti civili, si crea un solco profondo tra questa formazione sociale, le unioni civili, e tutte le altre formazioni sociali.

    Qualcuno potrebbe chiedersi perchè la reversibilità pensionistica possa spettare solo alla formazione sociale delle unioni civili e non a tutte le altre formazioni sociali.

    La risposta è evidentemente nel fatto che le unioni civili non sono una formazione sociale e che questo strumento è utilizzato impropriamentre e sproporzionalmente rispetto ai vantaggi economici dell’essere formazione sociale.

    Le unioni civili sono una surroga del matrimonio, e gli stessi proponenti della legge hanno ammesso candidamente che servono tale formazione sociale è complementare all’istituzione costituzionale del matrimonio.

    Solo che il matrimonio è scritto nella costituzione e non si può compensare ciò che è scritto in costituzione tramite una legge ordinaria.

    Si può forse con legge ordinaria stabilire che la regione veneto è una repubblica per compensare il fatto che la stessa costituzione dice che la repubblica italiana è una e indivisibile cercando tramite legge ordinaria di compensare quando scritto in costituzione?

    No, non si può perchè si tratta di una mistificazione della lettura del testo costituzionale.

    Allo stesso modo non si può compensare quanto scritto sui matrimoni naturali per comprendere tutte quelle forme che non rientrano in tali fattispecie.

    La parola fattispecie significa proprio apparenza di fatto e una delle poche cose che distingue il matrimonio dall’unione civile è il vincolo di fedeltà.

    Chiedo come sia possibile che all’interno di tale formazione sociale non ci sia la possibilità di utilizzare tale unione civile per una coppia eterosessuale?

    Non è forse una discriminazione vietare agli eterosessuali l’unione civile che non ha vincolo di fedeltà per poter ottenere uno sconto irpef oppure una reversibilità pensionistica?

    Abbiamo due scenari, il primo dove l’unione civile è formazione sociale senza distinzione sesso e razza dove però c’è una evidente discriminazione sessuale perchè si prevede che solo coppie dello stesso sesso possano utilizzare questo strumento.
    E QUESTA’ E’ UNA VISIONE DOVE L’UNIONE CIVILE E’ COMPLEMENTARE AL MATRIMONIO, PERTANTO E’ DA CONSIDERARSI MATRIMONIO A TUTTI GLI EFFETTI(ad eccezione del vincolo di fedeltà e dell’adozione che non è automatica ma viene fatta dai giudici)

    Il secondo scenario dove le unioni civili effettivamente sono permesse anche agli eterosessuali, ed in questo caso è chiaro che QUESTA E’ UNA VISIONE SOSTITUTIVA DEL MATRIMONIO ma almeno è rispettato il dettato costituzionale dell’assenza di discriminazione di sesso.

    In ognuno di questi casi si va contro il dettato costituzionale che riguarda il matrimonio naturale.

    Infatti al matrimonio sono legati sia la reversibilità pensionistica che gli sconti irpef.

    Altrimenti bisognerebbe legare queste due gigantesche e non irrilevanti distinzioni economiche con cui sono disciminati i cittadini ad una terza variabile, che non sia ne matrimonio ne unione civile, ovvero una convivenza sotto lo stesso tetto per almeno 5 anni per uno sconto irpef e almeno 10 anni per la reversibilità pensionistica che riguarda solo i contributi versati all’INPS durante il periodo di convivenza sotto lo stesso tetto(escludendo così convivenze economiche di soli 10 anni oppure le badanti)

    Si depurano così sia il matrimonio che l’unione civile dalle discriminazioni economiche alle quali sono assoggettati oggi tutti quelli che non rientrano in tali categorie e si fa in modo che la “formazione sociale unione civile” non discrimini a propria volta le altre formazioni sociali esistenti in italia.

    Nel ricordare che se si accetta siffatta legge si deve accettare anche una possibile futura legge che dia sconti economici a qualsivoglia formazione sociale in maniera discriminante per la popolazione.

    Evidentemente, e qui sta’ l’assurdo, per evitare che ad altre formazioni sociali siano dati altre tipologie di vantaggi economici si dirà che l’unione civile è complementare al matrimonio, e cioè lo ricalca!

    Cosa totalmente falsa perchè evidentemente matrimonio il naturale vieta il matrimonio gay, così come l’unità della repubblica vieta che ci possano essere alte repubbliche in Italia(san marino a parte!)
    Questo per dire che se un domani un giudice lo ritenesse opportuno su ricorso di una famiglia poligama potrebbe riconoscere, e sarà quasi un atto dovuto, l’esistenza della poligamia come formazione sociale discriminata rispetto al matrimonio e alle unioni civili, dando la pensione di reversibilità a tutte le mogli di un singolo marito(o vice versa!!)

    Che poi non capisco bene come si possa togliere la reversibilità pensionistica, un diritto che matura con il matrimonio, e in caso di divorzio e sccessiva unione civile far prevalere quest’ultima, evidentemente c’è una equiparazione.

    E poi perchè non bisognerebbe considerare i “single” e i conviventi come due formazioni sociali?
    La formazione sociale costituita da persone che vivono da sole non è forse diffusissima?
    La costituzione non parla anche di loro quando si riferisce ai diritti e ai doveri di tutti i cittadini?
    Perchè mai i singoli non potrebber avere la stessa IRPEF di quelli che hanno contratto l’unione civile?
    E i conviventi non sono forse formazione sociale visto che la stessa legge sulle unioni civili ne riconosce l’esistenza?
    Non è incostituzionalità insita nella stessa legge questa forma di discriminazione, tra l’altro di sesso visto che i conviventi possono essere anche eterosessuali mentre le unioni civili sono solo omosessuali?
    I conviventi non meritano lo sconto irpef e la pensione di reversibilità?
    La considerazione finale riguarda una presunta incostituzionalità della “famiglia naturale”.

    Preso atto del fatto che una coppia omosessuale debba avere gli stessi diritti di una coppia eterosessuale, la conseguenza “naturale” è che ci sia una antinomia costituzionale tra due principi presenti nella prima parte della costituzione.

    Il primo riguardante la famiglia naturale, cioè evidentemente l’eterosessualità, il secondo riguardante il diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio.

    Perchè se i matrimoni gay non sono costituzionalizzati evidentemente non si possono dare uguali diritti alle coppie omosessuali creando un simil matrimonio a loro immagine e somiglianza, sulla base di altri dettati costituzionali.

    Altrimenti è evidente che c’è una palese antinomia tra due punti fondamentali della prima parte della costituzione che evidentemente tra loro non possono “convivere”.

    Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha dtto che le unioni civili omosessuali sono la rappresentazione di un diritto costituzionale di una formazione sociale.
    Se è così pure la formazione sociale costituita da poligami potrà diventare un diritto costituzionale.
    Dove sta scritto che una formazione debba essere formata da soli due componenti per ottenere la reversibilità pensionistica e non invece da 3 o da 4 comprensivi di quelli separati e divorziati?

    Il triangolo no… non l’avevo considerato…

     
  • giamps78 09:23 il 18 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    La flessibilità elettorale concessa a renzi dall’europa è una fregatura 

    Potremmo chiamarla “la più grande fregatura di tutti i tempi”.

    Non so quali ingarbugliati meccanismi pluri-ricattatori sono entrati in gioco sulla vicenda della flessibilità concessa dall’unione europea all’italia.

    Penso che anche l’unione europea sappia che è falsa la clausula di salvaguardia per l’aumento dell’IVA nel caso in cui non siano trovate le coperture adeguate.

    Il trucchetto inventato da renzi e dai governi precedenti per poter fare spesa pubblica, per ingannare il pareggio di bilancio, per evitare di trovare coperture reali di spesa.

    E’ facile, fai un calcolo matematico e dici che se aumenti l’IVA dell’1% hai un tot di entrate fiscali e quindi puoi spendere quella cifra creando spesa pubblica reale che in realtà è priva di coperture reali perchè se scattasse realmente quella clausula di salvaguardia le entrate probabilmente, se va bene, sono la metà di quanto trovato con calcolo algebrico che viene utilizzato furbescamente.

    Renzi ha dato soldi a destra e a manca facendo campagna elettorale permanente, ha regalato gli 80 euro per ottenere il 40% dei voti ed ora deve allargare la platea di questi 80 euro, inventarsi il raddoppio dei bonus bebè assaltando la diligenza con altre mille prebende perchè ha bisogno di vincere il referendum e di vincere il successivo congresso del partito democratico per poter poi arrivare a diventare presidente del consiglio nel 2017 o nel 2018, PRIMA CHE GLI EFFETTI ECONOMICI DI TALI MISURE SCONSIDERATE SIANO EFFETTIVAMENTE VISTI DAI CITTADINI ITALIANI E DALL’UNIONE EUROPEA.

    E’ chiaro ed evidente che si tratta di una bufala, del solito inganno renziano.

    Come può l’unione europea concedere maggiore flessibilità per 14-16 miliardi, maggiore deficit chiedendo in cambio l’aumento dell’iva e dunque facendo scattare la clausula di salvaguardia quando quella stessa clausula di salvaguardia non permette di ottenere quelle entrate calcolate in modo fittizio solo per permettere al nostro presidente del consiglio di fare spesa pubblica evitando il pareggio di bilancio?

    Com’è possibile che questa stessa unione europea chieda nel contempo che siano rispettati i vincoli di bilancio nel 2017 e nei successivi anni se è così evidente che si sta’ facendo l’esatto opposto?

    Evidentemente qui c’è sotto qualcos’altro perchè è chiaro come il sole che Renzi si è trovato in difficoltà ed ha ricevuto una mano dall’unione europea che ha calpestato tutto quello in cui fino a ieri ha creduto aggravando la situazione economica italiana.

    Menomale che Draghi ha cominciato a stampare banconote e che in tutta europa il prodotto interno lordo ed i posti di lavoro stanno aumentando.
    In tutto questo il jobs act di Renzi non c’azzecca nulla anzi ha danneggiato il mercato.

    Renzi non sapeva come fare per spiegare ai cittadini italiani che non poteva trovare le coperture per evitare lo scatto con l’aumento dell’IVA, una clausula falsa a cui servivano coperture vere!

    L’europa ha teso la mano al presidente del consiglio e gli ha tolto le castagne dal fuoco, così ora lui potrà dire che l’aumento dell’iva è adirittura obbligato e che si otterrà in cambio la flessibilità.

    Ma quale flessibilità?
    Ma quale rispetto dei vincoli di bilancio?

    Avremo maggiore deficit con la flessibilità elettorale e maggiore deficit con le entrate derivanti dall’aumento dell’IVA che saranno inferiori a quanto calcolato.

    E’ esattamente l’opposto di quanto va dicendo l’unione europea ma va tutto bene perchè ci sono le elezioni italiane prossime venture.

    Poi, una volta che il cittadino italiano è stato fregato ed è andato a votare Renzi, poi quando la nostra costituzione sarà stata stravolta e avremo una legge elettorale che affida ad un solo partito il governo dell’intera repubblica con una supremazia netta su qualsiasi carica di garanzia e sugli enti locali(escludendo naturalmente le regioni a statuto speciale), l’europa busserà alla porta e ricominceranno le manovre di rientro causate da queste prebende elettorali e saranno dolori.

    E allora via ad altre privatizzazioni, via ad altri tagli sociali naturalmente tuti destinati alle future generazioni.

    In pratica ci mettono in mutande alzando l’IVA, fanno passare la concessione della flessibilità come un grande risultato mentre in realtà si tratta di un colossale inganno.

    Sul perchè l’europa abbia fatto questo ho varie ipotesi, ma per il momento preferisco tenermele per me anche se quella principale riguarda un diritto di veto non esercitato da Renzi su una specifica questione.

    In pratica Renzi avrebbe utilizzato il potere derivante dal suo diritto di veto in ambito europeo a scopo personalistico ed elettoralistico e l’europa si sarebbe piegata concedendo una manovra che va nella direzione esattamente opposta a quella che ha sempre dichiarato, facendo cioè sfondare il deficit e rimandando il pareggio di bilancio al 2023, cosa praticamente ovvia anche se loro parlano di 2017, ma sono frasi di circostanza.

    Ma i nord europei si ricordino che ci saranno anche le successive elezioni europee, e allora vedremo i numeri del partito popolare e del partito socialista.

    Si ricordino che chi ha partecipato agli scioperi dopo l’approvazione del jobs act francese voterà contro di loro.

    La mia previsione è che nemmeno sommando gli europarlamentari verdi ci sarà una maggioranza dopo le prossime elezioni.

    Voglio vedere come va a finire la buffonata dell’elezione diretta del presidente della commissione europea, finta e menzoniera come tutte le cose organizzate da questi professionisti incravattati.

     
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