Accisa sulle bibite gassate zuccherate

Dal mio personale punto di vista è corretto mettere l’accisa sulle bibite gassate che contengono zucchero, ma nel contempo andrebbero ridotte le tasse alle bibite gassate non zuccherate.

Ritengo che una differenza di costo anche di soli 20-30 centesimi di differenza per litro, tra una bibita zuccherata e una non zuccherata della stessa identica marca fare la differenza modificando le preferenze dei consumatori.

In pratica si altererebbe il mercato incentivando il consumo virtuoso di bibite gassate non zuccherate riducendo così il costo sanitario visto che l’elemento zuccherino secondo alcuni studi è la principale causa di malattie gravi, prima ancora del tabacco.

La nostra società è in sovrappeso ed i politici hanno il dovere di utilizzare tutte le leve legislative necessarie per migliorare lo stile di vita dei cittadini.

Ma questo non basta, bisognerà dare soldi a tutti i produttori di zucchero che purtroppo avranno meno lavoro e lo stato dovrà comprare lo zucchero invenduto creando bioetanolo e sostituendo una parte dei combustibili fossili.

Così facendo si salvaguardano i posti di lavoro dericante dal settore primario e si riduce l’inquinamento atmosferico, e migliorerà ulteriormente la qualità della vita dei cittadini e diminuiranno ulteriormente anche le spese sanitarie.

Una società migliore a saldi invariati per lo stato.

Revisionare l’IVA, portando al 5% tutte le bibite non zuccherate e tutti i sostitutivi dello zucchero come ad esempio la stevia sarebbe una buona cosa.

Inoltre sarebbe una buona mossa anche portare dal 22% al 30% le bibite zuccherate, ed anche lo zucchero stesso.

Evidentemente questo significa portare l’IVA al 30% o mettere l’accisa di 50 centesimi anche per gli alcolici e i super-alcolici che contengono zucchero, e cioè quasi tutti.

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