Meloni,Mussolini e le pensioni d’oro a 500 euro

Questa mattina ho sentito parlare Giorgia Meloni sul tema delle pensioni.

Ha affermato:

“500 euro sono i soldi che servono per poter vivere?
Bene, moltiplichiamo per 20 questa somma e tagliamo tutte le pensioni d’oro sopra i 6 mila euro”.

 

A parte che 500 moltiplicato per 20 non ha come risultato 6 mila, ma prendiamo per buona questa cifra.

Ora però sono dispiaciuto nel dover fare ragionamenti che di solito è la destra di Meloni a fare, però lei non li fa, mentre io si, quindi li faccio a maggior ragione.

Non reputo che una pensione da 6 mila o anche da 15 mila euro sia una pensione d’oro.

Se quei 6 mila o quei 15 mila euro derivano da contributi effettivamente versati tali pensioni vanno salvaguardate e non sono affatto pensioni d’oro sono pensioni già tartassate da trattenute eccezionali e calcolate su parametri al ribasso di chi nella propria vita lavorativa essendo ricco ed avendo una attività ha pagato milioni di euro di contributi e in più deve pagarsi pure i contributi si solidarietà per gli altri pensionati che ricevono meno soldi.

Se invece quei 6 mila o quei 15 mila euro si sono ottenuti senza avere pagato i contributi allora effettivamente quelle sono pensioni d’oro, immotivate e pertanto vanno tolte.

Ma utto questo si può fare solo con legge costituzionale perchè già ci sono state varie sentenze della corte.

Ci rendiamo conto che se non si differenzia chi ha pagato e chi non ha pagato i contributi si promuove la fuga dall’Italia oltrechè il sistema previdenziale privato?

Punto secondo:
500 euro bastano per vivere?

La risposta è no, non bastano 500 euro per vivere e probabilmente se tutte le pensioni minime venissero portate a mille euro i prezzi aumenterebbero subito e neppure i mille euro in quel momento sarebbero più sufficienti.

Ma anche qui bisogna ricordare che sono cambiate le normative pensionitiche ed in futuro non verranno più erogate le pensioni da 500 euro senza almeno 20 anni di contributi.

E allora ci si domanda come mai un domani si potrà essere senza alcuna pensione mentre oggi si può essere con una pensione da 500 euro magari senza aver versato 1 sola annualità di contributi all’INPS e in più si fanno le manifestazioni per dire che le pensioni da 500 euro sono troppo basse?

Io chiedo solo di utilizzare il medesimo metro di misura tra presente e passato.

O si elimina dalla riforma delle pensioni la contribuzione minima di 20 anni e si ripristinano le pensioni minime per anzianità anche per i giovani di oggi e cioè per i pensionati di domani, oppure chiedo che sia usato lo stesso metro per gli anziani di oggi.

O si ammette che si può vivere senza pensione o si stabilisce che tutti hanno diritto ad almeno 500 euro e naturalmente si trovano le coperture finanziarie.

Quindi in definitiva le pensioni minime vanno differenziate tra chi ha versato almeno 20 anni di contributi e tra chi ha versato meno di 20 anni, e mi riferisco a quelle già oggi erogate.

Se c’è da dare 80 euro ai pensionati che si diano solo a quelli che hanno lavorato almeno per 20 anni.

Ma questo significherebbe differenziare la situazione tra anziani, significherebbe cioè in qualche modo discriminare persone che hanno la stessa età.

Ma tutto questo non è forse la stessa discriminazione che vivranno i giovani di domani quando avranno la stessa età che oggi hanno gli anziani?

E allora si evince che la discriminazione c’è in ogni caso e l’unico metro di giudizio valido è quello che riguarda i posteri che dovranno pagare il debito pubblico e che quindi meritano rispetto e il medesimo trattamento degli attuali anziani che il debito lo stanno contribuendo a creare.

In definitiva non esiste la differenziazione tra chi riceve 500 euro e chi riceve 15 mila euro con la cd. “pensione d’oro”.

Anche chi riceve 500 euro o i baby-pensionati possono essere considerati pensionati d’oro rispetto ai contributi versati.

Le persone che ricevono la minima e che non hanno versato i contributi crea una cifra ben superiore a quella dei “pensionati d’oro” che hanno un numero ben più esiguo.

E’ deleterio portare tutte le pensioni a 6 mila euro ed è anche contro il buonsenso perchè l’INPS tutti i mesi chiede a persone che guadagnano di più di pagare più contributi e a quel punto queste persone si chiederanno perchè devono pagare versare più contributi per poi ricevere la medesima pensione di chi versa la metà dei contributi.

Come si vede la filosofia espressa da Giorgia Meloni va nella direzione esattamente opposta rispetto a quella del contributivo, visto che chi paga di più otterrà di meno e chi paga di meno otterrà la stessa cifra di chi paga di più.

E quel che mi sconcerta è che questi discorsi di solito è la Meloni a farli su altri argomenti dove io la penso in modo opposto.

Meritocrazia e bla bla bla per poi dare pensioni a chi non paga i contributi e tagliare pensioni a chi li paga regolarmente?

Qui siamo di fronte ad una digressione dello stato sociale mussoliniano, la promessa di avere soldi in cambio di voti senza pensare al futuro del paese.

Ieri era il 25 Aprile, in pochi però ricordano che Mussolini ed il fascismo oltre ad aversi portato alla guerra mondiale hanno anche fatto fallire lo stato dal punto di vista economico smettendo di pagare i debiti.

E le pensioni erogate da Mussolini non avevano alcuna copertura finanziaria, le ha fatte erogare senza che quei pensionati avessero pagato i contributi.

E come avrebbero potuto farlo visto che i contributi non esistevano prima che venissero erogate le pensioni?

E così i primi pensionati sotto mussolini hanno ottenuto il gruzzolo senza aver versato un centesimo all’Istituto nazionale fascista che dava queste erogazioni.

Quando gli ex fascisti dell’ex MSI parlano degli 80 euro di Renzi dovrebbero sapere che questo è lo stesso metodo per ottenere consenso utilizzato da Mussolini, ed è lo stesso metodo per ottenere consenso utilizzato dalla Democrazia Cristiana con il sistema retributivo.

E i problemi che abbiamo oggi sono dovuti anche a questi errori del passato che però sono serviti ai governanti per prendere il potere.

Se potessimo continuare così all’infinito continueremmo anche noi, ma i nodi come capita sempre prima o poi vengono al pettine, e i debiti qualcuno prima o poi qualcuno li deve pagare altrimenti c’è il default, esattamente come sotto il regime fascista che però ha fatto tutti contenti erogando pensioni senza contributi.

Annunci