la politica americana è PRI-VA-TA

i a piacere che il nuovo TG4 del nuovo direttore Cecchi Pavone si ponga qualche domanda diversa rispetto ai solii telegiornali.

Ma quando si pone una domanda bisognerebbe anche riuscire a capirne il significato.

Il nuovo direttore del TG4 chiede all’inviata negli stati uniti se le primarie americane sono svolte in seggi veri e propri.

L’inviata risponde che si vota in una scuola, che occorre registrarsi mesi prima con una pratica a volte anche difficile che esclude alcuni elettori.

A quel punto Cecchi Pavone riprende la linea e dice “ecco, altro che le primarie italiane fatte nei gazebo”.

Si ma quando si parla bisognerebbe farlo con cognizione di causa!

La domanda successiva di Cecchi Paone avrebbe dovuto essere :

“si ma quella scuola è pubblica o è privata”?

La risposta sarebbe stata sicuramente “è privata”.

Infatti la politica americana è PRIVATA.

PRI-VA-TA.

ribadisco:
PRI-VA-TA

La nostra cultura non è minimmente amalgamabile con la loro.
Il loro modo di pensare la società è l’antitesi della nostra.
Per cultura e modo di pensare intendo il modo di concepire l’esistenza di una collettività.

Loro pensano che questa sia la somma delle singolarità, che la proprietà pubblica concentri le proprietà private.

E’ proprio un modo di pensare totalmente opposto dove i partiti politici non esistono se non poco prima delle elezioni e solamente perchè ci sono le elezioni.

Nel resto dell’anno i partiti sono sostituiti da i singoli che vincono collegi uninomin ali e che mai e poi mai si incontrano per fare un congresso, per prendere decisioni collettive.

No, il singolo che ottiene più voti va a fare il presidente, altri 300 singoli che ottengono piu voti vanno a fare i senatori e i deputati sempre come singoli.

Tra loro non c’è alcun rapporto, il partito è totalmente inesistente.

Alle loro spalle c’è il vuoto, o meglio, ci sono tutti gli altri singoli che ragionano da singoli e promuovono la “propria proprietà privata”.

Introducendo le regole americane nel nostro paese introduciamo un grave vulnus democratico.

Naturalmente si parla dell’individualismo, ed i naturali maestri sono gli stati uniti d’america che hanno collegi uninominali dalla più piccola contea fino al più grande stato.

Innanzitutto non esiste in natura una registrazione che avviene mesi prima per poter votare.

Secondariamente ma non troppo è del tutto evidente che la scheda elettorale dove si vota per queste primarie deve essere una e non invece 2 o 3 a seconda se uno sceglie di votare democratico o repubblicano.

Una roba del tipo: se voti repubblicano recati nella scuola privata “A” mentre se voti democratico recati nella scuola privata “B” non può materialmente accadere in italia.

Oltre ad essere di cattivo gusto si creerebbe il moltiplicarsi della spesa visto che noi non abbiamo 2 partiti ma a fare le primarie sarebbero forse 4 o forse di più.

Ogni primaria verrebbe a costare su per giù un miliardo di euro!

Nella stessa scheda elettorale ci devono essere tutti i partiti e poi l’elettore sceglie quale candidato dei singolo partito preferisce.

Se vuole, perchè no, può anche mettere i numeri…

1, 2 o 3..

Sceglie il migliore ed il peggiore…

Ma quando mai negli stati uniti ci sono mai verificate le primarie per i verdi o per gli indipendenti?

Risulta evidente che nella società individualista americana c’è un conflitto di interessi, praticamente una collusione, con il capitalismo a scopo di lucro.

Il politico che riceve donazioni private può fare le primarie e comprarsi pubblicità e spazi televisivi, gli altri possono avere le migliori idee del mondo ma senza soldi non vanno da nessuna parte.

Quindi qualcuno fa eleggere con i propri soldi i politici e poi vuole qualche cosa in cambio.

Ma tutto questo non è malavita è abitudine liberalizzata, un comportamento naturale che non desta alcuno scalpore.

Nella stessa scheda elettorale per le primarie devono essere presenti sia i verdi sia gli indipendenti ed essere lì insieme ai democratici ed ai repubblicani…

Come obbligo di legge anche il partito dei verdi deve presentare almeno 2 candidati e nessuno dei due si può ritirare altrimenti salta la candidatura anche dell’altro.

Ed il partito che non fa le primarie non può esprimere candidati.

E le donazioni dei singoli cittadini non possono andare alla singola forza politica ma a l’interezza della politica e devono essere messe tutte insieme e suddivise in base al numero dei voti ricevuti alle elezioni.

Le donazioni delle aziende private dovrebbero essere totalmente vietate, perchè si è visto che fine fà la politica quando comanda lo scopo di lucro e quanto schifo fanno le leggi create dai politici che hanno ottenuto l’elezione grazie alle multinazionali.

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