Cronostoria crisi economica: austerità è la cura non la malattia

Ho sentito varie baggianate per l’occasione riarrangiate in lingua inglese dal nostro presidente del consiglio Matteo Renzi.

Dice che la colpa della sconfitta alle elezioni dei partiti popolari e socialisti in giro per l’europa è principalmente per malcontento crescente verso l’austerità.

Romano Prodi il giorno prima si è limitato a dire che gli stati uniti d’america(U.S.A) sono riusciti ad uscire dalla crisi prima di noi e che noi dovremmo copiare la loro ricetta.

Giova ricordare che gli stati uniti d’america, a livello mondiale, negli anni 2007-2015 sono quelli che hanno aumentato di più il proprio debito pubblico rispetto al prodotto interno lordo sfondando il 100% e partendo da sotto il 70%.
Giova ricordare che da anni si sente parlare di possibile default degli stati uniti d’america nel caso in cui non sia alzato continuamente il tetto del debito.
Giova ricordare che la crisi è cominciata negli stati uniti d’america e poi si è propagata l’anno successivo in Europa e che di austerità si è cominciato a parlare solo 2 anni dopo.
Giova ricordare che la causa principale della crisi dei mutui subprime, non il suo formarsi ma il suo scoppio è stato il lungo periodo con un prezzo del petrolio molto alto l’alto, che è arrivato a superare adirittura i 140 dollari al barile, rendendo impossibile ripagare tali debiti calcolati ed erogati su un prezzo molto più basso.

Giova ricordare che la disinflazione è un fenomeno ben noto in europa e negli stati uniti d’america da ben prima del 2007, prima che scoppiasse la crisi, ben prima che si parlasse di austerità.
Per accorgersene sasta osservare i grafici statistici escludendo da questo contesto la fiammata dei prezzi (tra l’altro in alcuni casi uscita clamorosamente dalle statistiche) dovuta alla creazione della “moneta unica” euro che poi ha creato il successivo e naturale accentuarsi della disinflazione stessa.

Avanti di questo passo ed i nostri politici invece di capire e di risolvere i problemi cominceranno a dire pure che la crisi economica stessa è colpa dell’austerità!

Qualcuno ricorda com’è nata l’austerità?

E’ nata insieme alla parolina magica “spread” ovvero il differenziale con il titolo di stato tedesco.

Le banche ben prima dell’austerità stavano in uno stato comatoso ed hanno avuto bisogno di un salvataggio pubblico da parte dei governi, costato centinaia e centinaia di miliardi di euro.

L’italia inizialmente non ha avuto problemi con le proprie banche ma i problemi le altre ba
che internazionali hanno smesso di acquistare titoli di stato italiano e quindi i tassi di interesse sono saliti alle stelle.

Ma l’italia è anche quella che in realtà ha avuto i minori problemi rispetto a Spagna, portogallo,Irlanda,Grecia e difatti ha messo pure i soldi per aiutarle nel loro salvataggio.
Di fatto l’austerità nasce con il riscontro materiale dell’impossibilità di finanziare il proprio debito sul mercato e questa impossibilità è nata con il rifiuto da parte delle banche di acquistare ulteriori titoli di debito a causa dell’alto rischio e degli allarmi lanciati dalle agenzie di rating internazionali e specificatamente americane.

L’alto debito ed il rischio hanno fatto nascere l’esigenza di contenere questo debito.

Il sistema è collassato sotto il peso di un sistema bancario in stato comatoso.

La banca centrale europea si è svegliata tardi ma ha cominciato ha stampare banconote(anche se digitali), il valore dell’euro è diminuito e con esso anche il valore del petrolio.

E questi due fenomeni non sono affatto slegati dalle politiche monetarie.
Gli stati uniti d’america sono indipendenti dal petrolio estero, la Cina altro grande importatore di greggio ha un valore della moneta legata al dollaro americano.

Alla fine della fiera è l’euro la moneta strettamente correlata al prezzo del greggio e conseguentemente al prezzo delle altre materie prime.

Considerando che è stato il petrolio a far scoppiare la bolla speculativa americana il cerchio si chiude.

C’è da chiedersi che cosa rimane del rifinanziamento del nostro debito nel momento in cui a causa di questo sistema economico corrotto noi saremo nuovamente legati mani e piedi ai tassi di interesse fatti dagli speculatori.

L’austerità nasce proprio per questo motivo, per non far crescere troppo il nostro debito visto che sempre meno lo ritenevano affidabile.

Gli stati uniti d’america hanno la moneta globale, il dollaro americano, hanno stampato e prestato soldi a tutte le banche del mondo e ora si preparano ad alzare gli interessi e a chiedere il conto.

Il loro debito è splafonato sia in cifra assoluta che in rapporto al prodotto interno lordo.
Molti stati d’europa avevano all’inizio della crisi un rapporto ben superiore al 100%, prendersela con l’austerità che è arrivata dopo o pretendere che si possano fare ulteriori 30 punti percentuali di debito sul PIL come hanno fatto gli stati uniti d’america è deleterio e fuori dalla realtà.

Loro con quei soldi hanno creato 15 milioni di posti di lavoro, ma questi posti di lavoro sono temporanei e gli stati uniti d’america non sono usciti dalla crisi, hanno semplicemente finanziato dei posti di lavoro facendo nuovo debito.
Senza una nuova iniezione di liquidità nei prossimi anni molto probabilmente andranno in
fallimento.

Delle persone intelligenti prederebbero atto del fatto che il sistema così come era stato pensato non può stare in piedi e quindi farebbero dei trattati europei per dare una guida politica alla stampa di banconote.

Tutto questo presumendo che ci sia accordo sul valore della moneta nel concambio internazionale.

Infatti se uno stato come l’Italia, ma potrei citare anche la Spagna hanno quantomeno bisogno di un cambio in pareggio dell’euro sul dollaro americano, altri stati del nord europa che lucrano sul sud europa vorrebbero un cambio ben superiore ed anzi non si lamentavano del valore di 1,60 che raggiunto prima delle misure messe in atto dalla banca centrale europea.

Se non c’è accordo politico sul valore della moneta e sulle azioni che vanno messe in atto per perseguire e mantenere tale valore, ed oggi questo accordo non c’è, allora non ci può essere la stessa moneta circolante all’interno di economie così diverse.

E’ stata fatta una moneta europea senza che nei trattati ci fosse il valore indicativo di tale moneta sui mercati internazionali, senza che vi fossero descritte le politiche economiche da mettere in pratica per aumentare o ridurre tale valore a seconda dei casi.

Questa decisione non è mai stata presa da nessuno e nessuno nell’eurozona conosce il valore che dovrebbe avere l’euro.

Tirando le conclusioni si può affermare che la crisi economica nata in america nel 2007 è dovuta alla mancata stampa di banconote da parte della BCE.

Infatti, se il prezzo del petrolio dipende dal valore dell’euro, il primo sopra ai 140 dollari americani il secondo sopra a 1,60 nel cambio con il dollaro.
Se la bolla speculativa immobiliare dei mutui subprime è scoppiata a causa dell’alto prezzo del petrolio avuto negli anni precedenti(ricordando che il petrolio valeva 10 dollari nei primi anni ’90, e 30 dollari all’inizio del duemila).

Si giunge alla conclusione che la mancata stampa di banconote da parte della BCE ha creato la crisi dei mutui subprime.

Non so se è chiaro quello che è successo:
un sistema bancario privato decrepito ha potuto decidere per svariati decenni e in piena autonomia i tassi di interesse sul rifinanziamento del debito sovrano degli stati, contemporaneamente al divieto per gli stati di stampare banconote per rifinanziare il proprio debito.

Siamo arrivati al paradosso di un potere del capitale privato che dopo aver fatto aumentare attraverso l’inflazione il costo della vita e del lavoro degli stati “occidentalizzati” ha diretto i suoi interessi verso lo sfruttamento di manodopera nei paesi in via di sviluppo priva di qualsiasi diritto e con un costo della vita e del lavoro anche 10 volte inferiore per poi favorire le delocalizzazioni dai paesi occidentalizzati ai paesi in via di sviluppo ed infine creando trattati di libero scambio per aumentare i propri profitti e non dover pagare nemmeno quei risibili dazi che c’erano in precedenza.
E in più la beffa di poter deviare le politiche sovrane degli stati togliendo quei diritti sul lavoro che saltano proprio a causa del sistema capitalista con l’inganno del lavoro flessibile e di un mondo che cambia!

Se fossi nei paesi in via di sviluppo non starei proprio tranquillo perchè così come sono arrivate le aziende, così come sono arrivati i soldi, possono anche andare via lasciando solo una marea di debiti.
Gli speculatori incalliti ed i capitalisti sono solo degli sfruttatori e quando l’inflazione avrà prodotto l’aumento del costo della vita e del lavoro e sarà aumentato il debito pubblico a causa dell’inflazione su cui i capitalisti e gli speculatori lucrano, il lavoro ed i soldi se ne andranno lasciando in braghe di tela quei paesi, con guerre civili e instabilità.

Questo succede se non si regolamenta il mercato!
L’austerità è la cura ad un sistema economico sbagliato che va riformato completamente.
Ma nessuno vuole riformarlo, ma tutti se la prendono con la cura.

Che poi se vogliamo fare un esempio si potrebbe parlare di cibo schifoso che però fa’ bene alla salute, e cioè l’austerità.
Si preferisce quello succulento che però fa male e aggrava il problema, e cioè il debito pubblico.

L’austerità è la cura semplicemente perchè smettendo di indebitarci non possiamo più regalare soldi ai poteri forti e siamo meno sensibili alle oscillazioni speculative.

Si chiede al partito socialista e al partito popolare di riformare questo sistema economico prima che smettano di avere una maggioranza numerica nel parlamento europeo e prima che siano considerati dalla storia come partiti del secolo scorso.

Il problema è che per riformare questo sistema bisognerebbe che i politici si staccassero da coloro che li finanziano, da coloro che si sono spartiti le spoglie degli stati sovrani, dai poteri forti che continuano a ripetere che l’iniziativa privata è migliore dell’iniziativa pubblica.

Se questi politici non sono in grado di farlo, e continueranno con le assurde privatizzazioni, continueranno con l’economia di mercato, continueranno a sostenere i trattati di libero scambio etc etc, non potranno fare alcuna degna riforma del sistema.

Quindi sarà quasi inevitabile la loro scomparsa politica.

Aggiungiamo a quanto detto in precedenza anche le guerre che causano estremismo e immigrazione che sono storicamente originate dal petrolio.

Magari poi mettiamoci un tocco di liberismo civile con l’imposizione obbligatoria dei diritti incivili con la scusa del multiculturalismo che in realtà nasconde l’esatto opposto ovvero la predominanza di una sola cultura sulle altre, e cioè della loro multicultura che sottomette tutte le altre e che è che è collegataa doppio filo alle regole per i metodi di produzione e alla ricerca scientifica.

Queste persone parlano di rispetto tra le culture ma schiacciano e saccheggiano la vecchia cultura europeista, pertanto non sono credibili quando parlano di dialogo tra le culture.

Ma non si può dare la colpa di tutto questo all’austerità, sarebbe meschino.

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