Si alla Brexit e al nuovo assetto europeo

Sul referendum della “brexit” mi sento chiamato in causa direttamente perchè uno statuto speciale per la gran bretagna è un insulto a tutti gli altri cittadini europei.

Quando un paese come il regno unito chiede e ottiene egoisticamente delle deroghe come singolo stato all’interno dell’unione europea si stanno in realtà ponendo delle basi per l’antipolitica e l’anti-europeismo.

E’ giusto dunque che il regno unito abbandoni l’unione europea, non sarà un dramma, ci sono altri stati come la Norvegia o la Svizzera che sono fuori dall’unione e non hanno alcuna intenzione di entrarvi.

Non è un dramma anzi è la controprova che politicanti inadeguati scelti dai confidustriali e dalle lobby e privati di qualsiasi visione di largo respiro siano effettivamente inetti ed incapaci e privi di una visione al di fuori di questo conflitto di interessi settoriale.

L’europa è un vero e proprio disastro dal punto di vista legislativo, 8 banche centrali nella sola unione europea a cui vanno sommate tutte le altre banche centrali presenti negli altri stati che sono europa, che fanno parte dell’europa, che hanno accordi commerciali privi di dazi con l’unione europea ma che non sono unione europea.

E’ stato creato un mostro e non c’è una guida politica europea che non abbia come riferimento la liberalizzazione dei mercati e gli stati uniti d’america.

Di fronte a tutto questo ci sarebbe stato bisogno non di uno statuto speciale per il regno unito ma di una costituzione europea che mettesse nero su bianco una deroga per tutti i singoli stati sui vari temi.

Il regno unito non avrebbe avuto alcun trattamento speciale e tutti gli stati avrebbero avuto pari trattamento e pari deroghe.

Ed invece ci troviamo di fronte ad un paese che vuole essere contemporaneamente fuori e dentro l’unione europea.

Vuole i vantaggi dello stare fuori non applicando le normative europee, vuole la propria moneta e vuole anche essere presente nell’europarlamento da dove si prendono tali decisioni che poi possono non essere applicate.

L’antipolitica e l’antieuropeismo crescono con l’euro e crescono con i trattati degli anni ’90 del secolo scorso.

Il parlamento europeo da organo meramente consultivo è diventato organo legislativo.

Gli stati europei hanno regalato competenze all’europa e il risultato è un gigantesco ingarbugliamento e l’entrata a gamba tesa su faccende nazionali compreso il cambio della costituzione e l’eliminazione del voto a suffragio universale per le province, nonchè l’eliminazione di svariate competenze legislative decentralizzate e poi ricentralizzate.

Le lobby vogliono toglierci la nostra sovranità, ma non solo a noi, anche a tutte le prossime generazioni.

Di fronte a tutto questo non si può che sperare nell’uscita del regno unito dall’unione e in una successiva riforma che veda presente nel parlamento europeo chi usa la stessa moneta.

In quale altra parte del mondo esiste un parlamento con poteri legislativi dove sono utilizzate svariate monete?

E’ evidente che questa europa ha bisogno di decisioni economiche, di entrare nel mercato e di regolare le lobby oggi così potenti.

Il parlamento europeo oggi tutto questo non lo può fare, non può far stampare banconote, mentre il regno unito le banconote le fa già stampare e gli interessi sul debito maturati dopo l’acquisto di titoli di debito avvenuto con tali soldi va già a finire nelle casse del tesoro che ha la proprietà pubblica della banca d’inghilterra.

Come si può pensare che gli europarlamentari inglesi partecipino a sedute nell’europarlamento dove si parla della moneta euro?

Semmai un nuovo assetto istituzionale europeo può vedere gli europarlamentari inglesi alla pari con quelli svizzeri, norvegesi e perchè no anche la parte della popolazione nella russia europea e la parte della popolazione nella turchia europea(quella al di quà di istambul)
Tutto questo in un diverso parlamento o all’interno dello stesso parlamento ma con sedute differenziate nelle quali questo organo in questa fase assume un carattere meramente consultivo com’era in principio il parlamento europeo prima della nascita dell’unione.

Certamente l’attuale ambiguità a perdere non può andare avanti a lungo senza una riforma e se tale riforma sarà fatta secondo le esigenze dei politici attuali sarà certamente un disastro.

Pertanto ritengo positiva la brexit,sarà poi un problema degli inglesi un eventuale secondo referendum della scozia per la secessione e l’entrata nella nuova unione europea dove tutti gli aderenti utilizzano medesima moneta e dove c’è una guida economica per l’europa oggi esautorata dal marcatismo globalizzatore.

I politici europei negli ultimi 10 anni hanno messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, non sono stati nemmeno in grado nemmeno di comprendere i problemi strutturali ed hanno dato soluzioni che in realtà sono nuovi problemi travestiti da soluzioni.
Dunque sarà difficile che riescano a comprendere ora perchè tutto questo modo di fare è parte del loro DNA essendo stati allevati in università che spiegavano l’economia in modo totalmente sballato rispetto alla realtà dei fatti.

Loro credono che il mercato libero non abbia alcuna controindicazione, ma la crisi economica è un fatto dovuto proprio ad una carenza strutturale della politica, ad una sudditanza psicologica nei confronti del mercato a concorrenza perfetta.

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