E ri-metti al nostro prossimo i nostri debiti (aumentati del 20%)

Io non distinguo tra chi prende 500 euro al mese e chi ne prende 1’000.

Distinguo tra chi ha versato i contributi e chi non li ha versati.

Titoli televisivi con scritto “pensionati che fanno la fame e pensionati d’oro” non hanno alcun senso.

Domani non verranno erogate nemmeno le pensioni da 500 euro al mese per chi non ha svolto 20 anni di contributi, pertanto chi riceve 500 euro senza aver versato i contributi ha un privilegio che va eliminato.
La democracia cristiana ha fatto contenti tutti con il sistema contributivo, ha fatto contenti pure i sesantottini rivoltosi con una bella pensione anticipata.

Se potessimo tornare indietro nel tempo e chiedere l’opinione di quei cittadini capiremmo la loro soddisfazione che come per il principio dei vasi comunicanti è diventata la nostra insoddisfazione.

Il problema è quello che è successo dopo, l’iperinflazione con all’aumento vertiginoso del debito con conseguente stampa di moneta dovuta all’aumento della spesa pubblica e alla creazione della tassa europea sul valore aggiunto che ha fatto aumentare i prezzi e ci ha messo nelle mani degli speculatori.

Poi la democrazia cristiana è sparita sotto il peso dei suoi errori ed ha lasciato a noi il problema…
…rimetti al nostro prossimo i nostri debiti…
Mi aspetterei che almeno i preti rinunciassero alla loro pensione, vista la situazione del paese e visto che c’è un papa che si chiama Francesco.

Da almeno 20 anni la seconda repubblica cerca di porre rimedio alla legge pensionistica retributiva semza mai intaccare i diritti acquisiti e nel frattempo il debito pubblico è passato da 700 miliardi a oltre 2 mila e 200 miliardi di euro e abbiamo dovuto svendere la nostra industria e la nostra sovranità per far fronte a quei debiti senza peraltro riuscirci, appunto perchè non si sono intaccati con una legge costituzionale i diritti acquisiti di quelle norme sbagliate.

A causa di quelle e di altre scelte sbagliate la politica ha perso tutto il suo prestigio ed oggi viviamo il distacco dei cittadini dalla politica che è caduta in una crisi totale.

E questo stesso esempio sulle pensioni retributive si potrebbe ampliare al futuro “reddito di cittadinanza”.

Come quella volta per la democrazia cristiana pareva una buona idea dare le pensioni a chi non aveva versato i contributi. Anche oggi tutti sarebbero contenti se fosse istituito il reddito di cittadinanza, ma bisognerebbe fare una cosa che purtroppo non è possibile fare, e cioè andare avanti nel tempo e chiedere ai posteri se la scelta effettivamente è quella giusta.

Ed invece no, noi siamo egoisti come lo sono stati gli uomini del passato e continueremo ad esserlo fin quando ci sarà concesso e quando impariamo una lezione ce ne dimentichiamo dopo pochi decenni.

Continueremo ad ignorare il pareggio di bilancio e a parlarne male, continueremo ad essere contrariati di fronte alla deflazione che aumenta il potere d’acquisto e la competitività, continueremo a fregarcene se ci alzano l’IVA e continueremo a occuparci del nostro piccolo orticello che si chiama ICI-IMU sulla prima casa.

Ma c’è un punto sul quale non si può transigere, se quelli che non ha versato i contributi continuano a ricevere una pensione indebitamente, allora si paghino da soli il debito pubblico che creano attraverso una tassazione differenziata, indipendentemente se questa sia calcolata sui 500 o di mille euro.

Se non vogliono la riduzione delle pensioni si paghino il debito pubblico che creano, perchè noi non lo pagheremo per loro dopo che ci hanno svenduti per un piatto di lenticchie.

E per la cronaca, 500 euro di pensione minima ottenuta senza nemmeno i 20 anni di contributi non rappresenta una pensione da fame, rappresenta un privilegio che in futuro non ci sarà più, mentre chi avrà lavorato 40 anni otterrà 750 euro con il contributivo e quella sarà veramente una pensione da fame perchè sudata giorno dopo giorno e ottenuta andando in pensione a 75 anni.

Quindi va eliminata subito la legge del governo Berlusconi del 2001 che ha istituito le pensioni minime a 500 euro, distinguendo chi ha fatto 20 anni di contributi e chi non li ha fatti, ricordando sempre che la legge deve essere uguale per tutti, e quindi o 20 anni valgono per il passato e per il futuro, oppure non devono valere neanche per il futuro.

Vanno tolte le pensioni di reversibilità se quanto ricevuto prima della morte del congiunto è superiore a quanto dato durante la vita lavorativa, o se il superstite ha divorziato da almeno 10 anni prima, valutando la situazione economica di chi riceve la reversibilità in base ai contributi versati.

Non è accettabile che chi ha versato 10 mila euro all’INPS ne riceva 300 mila euro dopo un baby-pensionamento, io questo lo chiamo furto alla collettività.

Si diano soldi alla caritas per dar da mangiare ai pensionati sedentari sedotti dal mercato capitalista che hanno riempito dei debiti il prossimo con il loro egoismo individualista

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