Il “vecchio” stato sociale e il “moderno” stato sociale

La crisi non è tanto economica quanto sociale, questo concetto l’ho espresso varie volte.
Ma bisogna specificare che cosa si intende per crisi sociale.

Non è tanto l’economia a fallire quanto quello che oggi viene chiamato “moderno” stato sociale.

Il Vecchio stato sociale prevedeva la schiavitù, pertanto se qualcuno non aveva nulla faceva lo schiavo, viveva male ma aveva un tetto sotto cui dormire e probabilmente almeno un pasto al giorno.

Invece nel moderno stato sociale sembra una gara all’ipocrisia in cui tutti si riempiono la bocca di parole di conforto e di aiuto verso i meno abbienti.

Il voler continuamente promettere tutto a tutti ci porterà a non dare piu nulla a nessuno.
L’ideologia dello stato sociale prevede che si aiuti con moneta sonante chiunque dimostri di aver bisogno,la schiavitù moderna è la dipendenza dallo stato che in cambio chiede fette sempre più consistenti di riservatezza e di libertà.

Quello che ci viene incontro non è il fallimento del mercato a concorrenza perfetta ma anzi è il mercato a concorrenza perfetta ad averci preso ogni nostra sovranità e ad aver prodotto successivamente “piano piano poco poco” il logoramento dello stato sociale fino allo sfascio più completo che ancora oggi viene considerato sostenibile.

Ci si vuole illudere che aiutando maggiormente i bisognosi il problema si possa risolvere e si ritiene dunque che lo stato sociale non sia in alcun modo in pericolo.

Ma non è così in quanto maggiori denari vengono dati ai bisognosi, di maggiori denari ci sarà poi successivamente bisogno.
Siamo in un circolo vizioso in cui alle condizioni date risulta impossibile uscirne illesi.

La strada è già bella segnata, si sono spolpati il paese, comandano l’informazione, mistificano a loro uso e consumo i concetti per far apparire sbagliato ciò che è giusto ma che comoda a loro.

Si sono spartiti le spoglie della repubblica e la situazione appare irreversibile.

L’ideologia dello stato sociale è molto difficile da combattere, la credenza di fondo è quella di far pensare che lo stato realmente possa aiutare tutti e abbia l’obbligo morale di farlo.

No, invece non è così, le singole comunità locali devono avere quest’obbligo posto al di fuori del mercato e dello scambio monetario.
Deve essere chiaro che è fuori dalla storia una manifestazione nazionale dei sindacati per alzare le pensioni.
Bisogna invece creare un sistema di comunità locali basate sull’umanesimo senza scopo di lucro, un sistema capace di fare le manutenzioni comunali che oggi pesano sui bilanci e di dirigere l’erogazione delle forniture nei servizi di base quale acqua, luce e gas che devono essere forniti gratuitamente limitatamente alla soglia minima che deve essere garantita a chiunque.

Tutto questo deve essere finalizzato in modo tale da non costare allo stato per fare in modo che il mercato a concorrenza perfetta non abbia tasse che fanno fuggire il lavoro in altri stati e in modo tale da ottenere l’azzeramento del debito pubblico.

Lo stato sociale inoltre ha fallito anche ha posto il denaro come base di un qualsiasi rapporto umano, e così l’indiviualismo ha devastato la mentalità collettivista.

Annunci