Sul bilancio del veneto dovrebbero pesare stipendi personale

“Sui bilanci delle due Province autonome pesano gli stipendi del personale di tutti gli enti locali”.(Gianclaudio Bressa)

Che poi è esattamente quello che ho sempre detto pure io…

Anche gli stipendi devono far parte del bilancio degli enti locali, compresa la presenza o meno di eventuali province.
Questo serve per dare la responsabilità della spesa agli enti locali altrimenti succede come è sempre successo che le regioni spendono e poi lo stato paga perchè non c’è un controllo.
E mi riferisco anche alla capacità di debito degli enti locali che deve essere quantomeno limitata ai soli investimenti concordati con il senato della repubblica o con il governo della repubblica.

Infatti è lo stato che in questo momento è a garanzia dei debiti delle regioni, io ancora una regione o un comune che sono lasciati fallire non gli ho visti, mentre ho visto tagli orizzontali, verticali ed obliqui a tutti gli enti locali per trovare le risorse che servono per ripianare debiti in comuni disastrati, come ad esempio in sicilia o nel comune di Roma dove peraltro è stato scoperto ultimamente lo scandalo affittopoli e con l’evasione dell’IMU, ma ricordiamoci che nelle ultime 3 finanziarie il comune di Roma è stato salvato 3 volte con i soldi di tutti.

Dunque la responsabilizzazione delle amministrazioni locali non può che avere 3 paletti naturali e fondamentali:

a) per ogni nuovo debito(compreso il project financing) e per i vecchi debiti che presentano criticità, serve una bollinatura della commissione finanze del senato oppure del ministro delle finanze del governo della repubblica.

b)La spesa corrente presente nel bilancio di ogni ente locale deve comprendere anche gli stipendi del personale ed evidentemente va rispettata anche la costituzione quando parla di tasse locali e autonomia.
Semmai va previsto un fondo di solidaritetà, ma le tasse locali non possono finire a Roma per poi essere restituite,ad esempio devono essere restituiti i fondi finiti nella tesoreria unica dei comuni.

c) la contrattazione salariale di tutti gli stipendi pubblici deve essere decentralizzata con le gabbie salariali.
Così come per i lavoratori privati si vuole dividere in contrattazione di primo e di secondo livello, anche per i lavoratori pubblici ci devono essere questi due livelli ma il secondo deve essere lasciato in mano alle comunità locali elette dal popolo e che in base al proprio bilancio ne stabiliscono l’entità.

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