L'IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO (populorum progressio)

Alcune parti dell’enciclicadi Paolo VI intitolata “populorum progressio” :

Urti di civiltà:
L’urto tra le civiltà tradizionali e le novità portate dalla civiltà industriale dirompe le strutture che non si adattano alle nuove condizioni.
Dentro l’ambito,spesso rigido,di tali strutture s’inquadra la vita personale e familiare, che trovava in esse il suo indispensabile sostegno, e i vecchi vi rimangono(vi rimanevano NDR) attaccati, mentre i giovani tendono a liberarsene, come d’un ostacolo inutile, per volgersi avidamente verso nuove forme di vita sociale.
Accade così che il conflitto delle generazioni si carica di un tragico dilemma: o conservare istituzioni o credenze ancestrali, ma rinunciare al progresso, o aprirsi alle tecniche e ai modi di vita venuti da fuori, ma rigettare in una con le tradizioni del passato tutta la ricchezza di valori umani che contenevano.
Di fatto, avviene troppo spesso che i sostegni morali, spirituali e religiosi del passato vengono meno, senza che l’inserzione nel mondo nuovo sia per altro assicurata.

In questo stato di marasma si fa piu violenta la tentazione di lasciarsi pericolosamente trascinare verso messianismi carichi di promesse, ma fabbricatori di illusioni.
Chi non vede i pericoli che ne derivano, di reazioni popolari violente, di agitazioni insurrezionali, e di scivolamenti verso ideologie totalitarie?
Questi sono i dati del problema, la cui gravità non può sfuggire a nessuno.

L’uso dei redditi:
il bene comune esige dunque talvolta l’ESPROPRIAZIONE se, per via della loro estensione, del loro sfruttamento esiguo o nullo, della miseria che ne deriva per le popolazioni, del danno considerevole arrecato agli interessi del paese, certi possedimenti sono di ostacolo alla prosperità collettiva.
Affermandolo in maniera inequivocabile il concilio ha anche ricordato non meno chiaramente che il reddito disponibile non è lasciato al libero capriccio degli uomini, e che LE SPECULAZIONI EGOISTE DEVONO ESSERE BANDITE.
NON E’ DI CONSEGUENZA AMMISSIBILE CHE DEI CITTADINI PROVVISTI DI REDDITI ABBONDANTI, PROVENIENTI DALLE RISORSE E DALL’ATTIVITA’ NAZIONALE, NE TRASFERISCANO UNA PARTE CONSIDEREVOLE ALL’ESTERO, A ESCLUSIVO VANTAGGIO PERSONALE, SENZA ALCUNA CONSIDERAZIONE DEL TORTO EVIDENTE CH’ESSI INFLIGGONO CON CIO’ ALLA LORO PATRIA.

Capitalismo liberale:
Ma su queste condizioni nuove della società si è malauguratamente instaurato un sistema, che considerava il profitto come motivo essenziale del progresso economico,LA CONCORRENZA COME LEGGE SUPREMA DELL’ECONOMIA, LA PROPRIETA’ PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE COME UN DIRITTO ASSOLUTO, SENZA LIMITI NE OBBLIGHI SOCIALI CORRISPONDENTI.
Tale liberalismo senza freno conduceva(conduce NDR) alla dittatura a buon diritto denunciata da Pio XI come generatrice dell’ “IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO”.
NON SI CONDANNANO MAI ABBASTANZA SIMILI ABUSI, RICORDANDO ANCORA UNA VOLTA SOLENNEMENTE CHE L’ECONOMIA è AL SERVIZIO DELL’UOMO.
Ma se è vero che un certo capitalismo è stato fonte di tante sofferenze, di tante ingiustizie e lotte fratricide, di cui perdurano gli effetti, errato sarebbe attribuire all’industrializzazione stessa dei mali che sono dovuti al nefasto sistema che l’accompagnava(l’accompagna NDR)

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