Non si può intendere come giusto il profitto ottenuto tramite mano invisibile

Confesso di non essere riuscito a capire pienamente questo sistema di mercato che dovrebbe abbassare i prezzi grazie alla concorrenza.

Prendiamo come esempio i farmacisti e i benzinai…

Si dice nel contempo che i benzinai siano presenti sul territorio con un numero troppo alto di distributori e questo alzerebbe i prezzi diminuendo l’efficienza.

Invece per la vendita di farmaci, si dice che la liberalizzazione del mercato, dunque il moltiplicarsi dei punti vendita e delle licenze favorirebbe l’abbassarsi dei prezzi e dunque prezzi piu bassi.
Come mai se ci sono piu distributori di benzina il prezzo della benzina contiene inefficienze ed è dunque piu alto e quindi vanno ridotti nel numero mentre se ci sono piu distributori di farmaci l’efficienza aumenta?

E’ questo che non capisco…

Vuoi mai che un numero piu basso di distributori faccia aumentare ancor di piu i prezzi della benzina oppure che un minor numero di venditori di farmaci tenda a tenere bassi i prezzi?
E se vogliamo si potrebbero fare anche altri esempi oppure anche parlare del problema della compravendita delle licenze, che possono essere comprate e vendute a qualsiasi prezzo.

Ad esempio una lobby ben organizzata potrebbe pensare di costituirsi un cartello segreto dei prezzi comprandosi tutte le licenze di un determinato luogo, anche se queste licenze riguardano un trasporto di rilevanza pubblica come quello effettuato dai taxi.

Evidentemente una liberalizzazione delle licenze in questo caso abbasserebbe i prezzi, ma come detto in precedenza per i distributori di benzina potrebbe anche accadere che una quantità troppo alta di benzinai faccia costare di piu il prodotto.

Ma se invece le licenze fossero assegnate in modo diverso è probabile che una minor presenza di fornitori di servizi tenda ad abbassare il prezzo dato l’aumento delle quantità vendute.

Ma anche questo caso tutto questo potrebbe anche non essere vero e quindi la teoria risulta non comprovata in quanto non esiste un limite di profitto che un distributore o una farmacia possono ottenere dalla vendita di un prodotto.

Non essendoci un prezzo massimo qualsiasi prezzo incontra il favore della domanda sarà quello finale.

Non si sta parlando di differenze rilevanti tra un singolo fornitore di servizi e l’altro, ma dell’assenza di un fornitore di servizi che promuove prezzi molto piu bassi, quello che però avviene in altri ambiti come nel settore primario dell’agricoltura dove i nostri lavoratori vengono presi per la gola con la concorrenza estera.

E qui c’è un punto importante da sottolineare, che sia il privato o il pubblico a far costare di piu un bene, dal punto di vista macroeconomico non c’è alcuna differenza.

In pratica è totalmente falsa e priva di fondamento la teoria che vuole la mano invisibile come benefattrice, che vuole il commerciante privato come meritevole di ottenere il profitto piu alto possibile e che vede nel pubblico un costo sociale.
Non c’è differenza tra un costoso settore pubblico e un costoso profitto di un privato, il farmacista privato non costa direttamente allo stato con le tasse ma costa direttamente ai cittadini, e dal punto di vista sociale ed economico è la stessa identica cosa.

Se il commerciante privato fa molti profitti facendo costare di piu un bene, quel costo maggiorato si riverbera macroeconomicamente in tutta la struttura sociale parimodo a quanto avviene per un costoso settore pubblico.

In pratica la teoria che vuole il privato come motore dell’economia e il pubblico come peso è totalmente fasulla, perchè macroeconomicamente hanno il medesimo e speculare valore.

Il punto è che il profitto deve essere giusto, ne di piu e ne di meno.
Non si può intendere come giusto il profitto ottenuto tramite la mano invisibile.
Infatti il significato di giusto per la mano invisibile è “ottenere il massimo che si può ottenere” e questo significa che se qualcuno è “tordo” o “instupidito” può essere facilmente aggirato ottenendo profitti maggiori.

Quando si parla di terza via, si deve partire dal presupposto di riuscire a determinare il giusto profitto per il lavoro svolto evitando che sia la mano invisibile a determinarlo nella sua brutale totalità.

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