Trattato sul deserto economico: stampa banconote è dumping

La verità è che noi consmatori non siamo predisposti per consumare un prodotto piu costoso ma che da’ lavoro ai nostri concittadini.
Che allo stesso modo i nostri governanti non sono predisposti per creare un sistema di etichettatura che renda piu favorevole e certifichi la provenienza delle merci.
Che la disparità tra il costo del lavoro e della vita, l’assenza di diritti e di uno stato sociale, il concambio monetario di perenne svalutazione di certe economie poste all’interno di un libero scambio internazionale, permette ai datori di lavoro che delocalizzano il loro know-how l’utilizzo di una quantità di manodopera per realizzare all’estero quegli stessi prodotti che può essere anche 5 volte superiore per quantità di ore lavorate, ottenendo comunque un prodotto che malgrado il costo del trasposto risulta essere 5 volte inferiore allo stesso prodotto qui,da quello stesso datore di lavoro, con una manodopera inferiore di 5 volte e con una avanzata automatizzazione delle linee.
Assolutamente sbagliata è la spiegazione che si vuole dare sulla differenza tra un lavoratore cinese ed uno italiano, dove si vuol far apparire quello italiano piu intelligente e che pertanto viene pagato di piu lavorando un numero inferiore di ore.
Assolutamente sbagliato è pure il tentativo di far apparire il lavoratore italiano come portatore di una qualità superiore rispetto al lavoratore cinese, infatti in cina ci sono dei picchi qualitativi che sono pari o superiori a quelli italiani e anche in cina sono dotati di pregievoli università.
Ma non è solo la cina, sono tutti i paesi emergenti ad avere una diversa evoluzione storica rispetto a chi è partito 50 anni prima nell’industrializzazione.
Le tappe che attraversano loro le abbiamo attraversate anche noi, quando nel dopoguerra avevamo assenza di welfare e non c’erano statuti dei lavoratori e c’è stato il miracolo economico italiano.
Oggi ci troviamo a competere a livello globale avendo accumulato sulle spalle questo debito pubblico, sul quale si è voluto scaricare quotidianamente l’aumento del costo del lavoro e della vita, che altro non è se non l’aumento dell’inflazione e conseguentemente della spesa pubblica sommandola anno su anno rispetto a chi non si è evoluto economicamente nei precedenti 40 anni e non ha alcun debito pubblico oppure lo ha in cifre quasi ridicole.
Oggi abbiamo il welfare in relazione al prodotto interno lordo piu alto a livello europeo, eppure non c’è giorno in cui non si senta qualche pensionato dire che le pensioni sono troppo basse, e non metto in discussione questo fatto, ma sto affermando che stando ai grafici non siamo ancora arrivati al picco di invecchiamento della popolazione che è previsto nei prossimi decenni.
La somma di tutti questi fattori non può essere trascurata quando si parla dell’insieme delle liberalizzazioni di mercato, delle privatizzazioni, dei trattati di libero scambio trans-altantici o trans-pacifici.
Non possiamo cioè fingere che vada tutto bene, dimenticare la vera situazione attuale, dimenticarci che gli errori del passato pesano su di noi oggi solo perchè è così è piu conveniente e si vive meglio altrimenti siamo dei gufi porta jella.
Anche perchè se noi facessimo questo non lo faremmo oggi per la prima volta, ma continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, ed in futuro non potranno che constatare la stessa cosa che noi stiamo constatando per il nostro passato, e sarà ereditata una situazione peggiore di quella odierna e peggiore della situazione in cui noi ci siamo trovati a causa degli errori del passato, con l’aggravante che ulteriori errori, identici a quelli del passato,sono stati aggiunti oggi e noi per le generazioni future faremo parte di quel passato che noi stessi oggi critichiamo quando parliamo di “debito a causa della prima repubblica”.
A propria volta, finchè sarà possibile, pur stando peggio di come noi stiamo oggi, pure le future generazioni cercheranno di “ciurlare nel manico” fino a quando potranno, senza curarsi delle conseguenze successive e tutto questo andrà avanti fin quando il giocattolino non si romperà, ma il punto è che staremo sempre peggio, come crisi sociale, come crisi economica, come crisi politica.
E mentre noi staremo sempre peggio, qualcuno piu furbo di noi starà sempre meglio, comanderà i capitali in una direzione piuttosto che l’altra, deciderà chi deve essere il prossimo presidente del consiglio, o ancor peggio chi devono essere tutti i candidati alla carica di presidente del consiglio, controllerà i media, le elargizioni, il sistema industriale, e in poche parole tutta la nostra sovranità.
E tutto questo accadrà solo perchè noi abbiamo pensato che dovevamo cercare di essere sempre positivi, dovevamo pensare che questo è un momento di passaggio, che poi tutto si sistema, che a guardare in faccia alla realtà poi si diventa gufi.

Bisogna che ci mettiamo in testa che l’esempio sulle generazione piu gioveni e quelle piu anziane vale anche per l’industrializzazione degli stati.
In poche parole gli stati piu giovani sarebbero quelli che si sono evoluti industrialmente piu tardi e ci stanno mostrando l’abolizione dell’articolo 18 sul licenziamento con la scritta : sei licenziato…

I paesi industrialmente piu giovani sono assunti in sostituzione degli stati industrialmente piu anziani…

Ma non è troppo tardi, perchè se è vero che siamo economicamente decaduti ebbiamo a livello globale una fetta sempre inferiore del prodotto interno lordo rispetto al potere d’acquisto della moneta, c’è da dire che questo è avvenuto in pochissimi anni, quindi la possibilità di invertire la rotta e di ripristinare almeno parzialmente la situazione precedente esiste, eccome se esiste.

Il problema è che chi governa oggi ritiene la direzione giusta sia quella che va esattamente dalla parte opposta a quella che sarebbe da seguire se si volesse tentare di dare una sostenibilità a questo nostro vecchio contitinente.

Partendo da questo presupposto io non posso aspettarmi che ai tavoli di contrattazione siano presenti dei politici che abbiano bene in mente queste problematiche, che riescano ad esempio a capire che i prodotti dei paesi in via di sviluppo hanno un costo inferiore al nostro NON PERCHE’ IL NOSTRO STATO SOCIALE COSTA TROPPO, ma perchè il loro stato sociale costa troppo poco, NON PERCHE’ NON ABBIAMO FATTO SUFFICIENTI PRIVATIZZAZIONI, ma perchè ne abbiamo fatte troppe e abbiamo concesso troppo al mercato.

I politicanti non capiscono che il prezzo piu basso del prodotto non deriva dall’ingegno di chi lo crea ma da un misero algoritmo di sommatoria dei costi sociali e dell’inflazione che anno dopo anno si sono accumulati nel debito pubblico (guardato in cifra assoluta e non in rapporto al prodotti interno lordo) e che il divieto di stampare banconote per acquistare titoli di stato ha permesso l’invasione di altre economie che i soldi li stampavano e sono enstrati dentro la nostra lasciandoci in mutante.

Parliamo di liberalizzazioni di mercato, di economia a concorrenza perfetta, mettiamo dazi anti-dumping e poi non ci accorgiamo che se uno stato stampa da zero del denaro,senza alcuna copertura in oro,e lo immette sul mercato ottiene un vantaggio simile e identico a quel dumping sui prodotti, con un valore della moneta piu basso ed il costo dei prodotti piu bassi.
In questo caso, la stampa di banconote è anti-dumping perchè contrasta il dumping eseguito dagli altri per decenni.

Io ho sempre detto di essere favorevole alla gold-exchange standard, nel caso in cui ci sia una nuova bretton-woods, ma in mancanza di questa non ci sto a passare per pirla e quindi è giusto stampare le proprie banconote per difendere la propria economia, prima che sia troppo tardi e che resti il deserto.

Se vogliamo fare una riforma economica seria a livello internazionale, si cominci ad applicare a livello planetario il trattato monetario della C.E.E. applicato all’italia 40 anni fa dicendo obbligando gli stati a mantenere l’oscillazione del valore della propria moneta entro una certa percentuale, e si prevedano altrimenti delle sanzioni economiche automatiche che inducano tali economia a riportarsi entro quel dato range stabilito per tutti in egual misura.

Si stabilisca inoltre che si esporta da uno stato  quantità di merci e di servizi che viene importata, e se tale differenza non è zero chi ha esportato paga una penale per fare in modo che chi esporta non lo faccia al prezzo piu basso possibile solo per entrare nel mercato degli altri.

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